{"id":3432,"date":"2012-12-02T15:34:00","date_gmt":"2012-12-02T14:34:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/rowan-williams-sul-concilio-vaticano-ii\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:51","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:51","slug":"rowan-williams-sul-concilio-vaticano-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/rowan-williams-sul-concilio-vaticano-ii\/","title":{"rendered":"Rowan WIlliams sul Concilio Vaticano II"},"content":{"rendered":"<p><b>Dal discorso di Rowan Williams all\u2019ultimo &nbsp;Sinodo dei Vescovi<\/b><\/p>\n<p>Traggo alcuni passi interessanti dal discorso di Rowan Williams all&#8217;ultimo Sinodo dei Vescovi, pubblicato integralmente in:&nbsp;<i>La nuova evangelizzazione. Rievangelizzare noi stessi<\/i>, \u201cIl Regno-doc\u201d, &nbsp;n.19, 2012, 581-584.<\/p>\n<p>&#8220;Per molti della mia generazione, anche al di l\u00e0 dei confini della Chiesa cattolica romana, quel Concilio ha rappresentato il segno di una grande promessa, un segno che la Chiesa era sufficientemente forte &nbsp;da porsi alcune domande impegnative sull\u2019adeguatezza della propria cultura e delle proprie strutture per il compito di condividere il Vangelo con lo spirito complesso, spesso ribelle, sempre inquieto, del mondo moderno.<br \/>Il Concilio ha rappresentato, in molti modi, una riscoperta della sollecitudine e della passione evangelica,<br \/>concentrata non solo sul rinnovamento della vita della Chiesa stessa, ma sulla sua credibilit\u00e0 nel mondo. Testi<br \/>quali Lumen gentium e Gaudium et spes hanno dato vita a una fresca e gioiosa visione di come l\u2019immutabile realt\u00e0 di Cristo vivente nel suo Corpo sulla Terra possa parlare con parole nuove alla societ\u00e0 del nostro tempo e&nbsp;perfino a persone di altre fedi grazie al dono dello Spirito Santo. Non sorprende che, dopo 50 anni, ci stiamo&nbsp;ancora confrontando con molti interrogativi di allora e con le implicazioni del Concilio, e suppongo che la sollecitudine di questo Sinodo per la nuova evangelizzazione faccia parte di quella continua esplorazione del retaggio del Concilio.<br \/>Ma uno degli aspetti pi\u00f9 importanti della teologia del Vaticano II \u00e8 stato un rinnovamento dell\u2019antropologia cristiana. Al posto di un resoconto neoscolastico spesso forzato e artificiale su come natura e grazia si relazionavano nella costituzione degli esseri umani, il Concilio si \u00e8 rifatto alle migliori prospettive di una teologia che aveva operato un ritorno alle fonti primordiali e pi\u00f9 ricche, la teologia di geni spirituali come Henri de Lubac, il quale ci ha ricordato cosa significava per il cristianesimo delle origini e per quello medievale parlare dell\u2019umanit\u00e0 fatta a immagine di Dio e della grazia, che &nbsp;perfeziona e trasfigura quell\u2019immagine cos\u00ec a lungo oppressa dalla nostra abituale \u00abinumanit\u00e0\u00bb. In questa luce, annunciare il Vangelo equivale a proclamare che in definitiva \u00e8 possibile essere veramente umani: la fede cattolica e cristiana rappresenta un \u00abvero umanesimo\u00bb, per &nbsp;prendere a prestito una frase di un altro genio dell\u2019ultimo secolo, Jacques Maritain.<br \/>Eppure de Lubac \u00e8 chiaro su quello che ci\u00f2 non significa. Noi non sostituiamo il compito evangelico con una campagna di \u00abumanizzazione\u00bb. \u00abUmanizzare prima di cristianizzare?\u00bb si chiede. \u00abSe l\u2019impresa riesce, il cristianesimo giunger\u00e0 troppo tardi: il suo posto sar\u00e0 gi\u00e0 stato occupato. E chi pensa che il cristianesimo non abbia un valore umanizzante?\u00bb, cos\u00ec scrive de Lubac &nbsp;ella sua meravigliosa raccolta di aforismi Paradoxes of Faith (Ignatius Press, San Francisco 1987). \u00c8 la stessa fede che modella l\u2019opera di umanizzazione e l\u2019iniziativa di umanizzare rester\u00e0 vuota senza la definizione di&nbsp;umanit\u00e0 offerta dal secondo Adamo. L\u2019evangelizzazione, vecchia o nuova che sia, deve radicarsi in una profonda &nbsp;fiducia nel fatto che tutti noi abbiamo uno specifico destino umano da mostrare e da condividere col mondo&#8221;.<br \/>[&#8230;]<br \/>&#8220;Per citare ancora una volta de Lubac: \u00abColui che meglio risponder\u00e0 ai bisogni del suo tempo sar\u00e0 qualcuno il cui primo scopo non era di rispondervi\u00bb (Paradoxes of Faith, 111-112); e \u00abcolui che, nella dimenticanza di se stesso, cerca la sincerit\u00e0 invece della verit\u00e0 \u00e8 come colui che cerca di essere distaccato invece di aprire se stesso all\u2019amore\u00bb (114). Il nemico di qualsiasi annuncio del Vangelo \u00e8 l\u2019auto-consapevolezza e, per definizione, non \u00e8 possibile superarla divenendo ancora pi\u00f9 consapevoli di noi stessi. Occorre ritornare a Paolo e chiedersi: \u00abIn quale direzione stiamo guardando?\u00bb. Stiamo guardando ansiosamente ai problemi di oggi, alle diverse infedelt\u00e0, alle minacce per la fede e la morale, alla debolezza dell\u2019istituzione? Oppure cerchiamo di guardare verso Ges\u00f9, il volto senza veli dell\u2019immagine di Dio, alla luce del quale vediamo l\u2019immagine che si riflette ancora in noi e nel nostro prossimo?<br \/>Tutto ci\u00f2 ci ricorda semplicemente che l\u2019evangelizzazione \u00e8 sempre una sovrabbondanza di qualcos\u2019altro: l\u2019itinerario del discepolo verso la maturit\u00e0 in Cristo, un itinerario non organizzato da un io ambizioso, ma il risultato degli impulsi e delle spinte dello Spirito in noi. Nelle nostre riflessioni su come fare affinch\u00e9 il Vangelo di Cristo torni ancora una volta a essere irresistibilmente attraente per gli uomini e per le donne del nostro tempo, spero che non perderemo mai&nbsp;di vista ci\u00f2 che lo rende attraente per noi, per ognuno di noi nei nostri vari ministeri. Quindi, vi auguro ogni &nbsp;gioia in queste discussioni; non semplicemente chiarezza, oppure efficacia nella pianificazione, ma gioia nella promessa della visione del volto di Cristo e nella prefigurazione della pienezza nella gioia della comunione degli uni con gli altri qui e adesso&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal discorso di Rowan Williams all\u2019ultimo &nbsp;Sinodo dei Vescovi Traggo alcuni passi interessanti dal discorso di Rowan Williams all&#8217;ultimo Sinodo dei Vescovi, pubblicato integralmente in:&nbsp;La nuova evangelizzazione. 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