{"id":3430,"date":"2012-12-16T08:53:00","date_gmt":"2012-12-16T07:53:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/anno-della-fede-concilio-catechismi-e-liturgia\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:51","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:51","slug":"anno-della-fede-concilio-catechismi-e-liturgia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/anno-della-fede-concilio-catechismi-e-liturgia\/","title":{"rendered":"Anno della fede: Concilio, catechismi e liturgia."},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/compendio.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/compendio.jpg\" \/><\/a><\/div>\n<p><b>Compendio s\u00ec, purch\u00e9 accompagnato dai \u201cgenitori\u201d<\/b><\/p>\n<p><i>Gli amici che dirigono l\u2019Istituto di Scienze Religiose \u201cGiovanni Paolo II\u201d di Pesaro mi hanno invitato a parlare del tema: La celebrazione del mistero cristiano nel Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica. Riassumo qui di seguito il nocciolo del discorso di venerd\u00ec scorso (14 dicembre 2012)<\/i><\/p>\n<p>Il piccolo volume del Compendio del CCC (=Com) si pu\u00f2 acquistare ovunque: non solo in libreria, ma su una bancarella, in un autogrill &nbsp;o in un piccolo supermercato, magari trovandolo accanto agli spazzolini da denti o ai film in DVD. La sua brevit\u00e0 e il suo costo molto contenuto determinano una grande commerciabilit\u00e0. Ci\u00f2 che vorrei dire, per cominciare, riguarda la cautela con cui il lettore deve accostarsi a questo testo. In effetti esso \u00e8 il frutto di una lunga storia, che in questo \u201cAnno della fede\u201d deve essere brevemente ripercorsa. Il grande Catechismo Tridentino (=CT), che era \u201cad parochos\u201d, per i parroci, \u00e8 un testo grandemente discorsivo, molto dettagliato, che poi \u00e8 stato riformulato in breve e con stile dialogato, ai primi del 900, nel famoso Catechismo di PIO X (= CPX). Poi, dopo la met\u00e0 del 900, vi \u00e8 stato il grande evento del Concilio, che ha rappresentato, anche per la catechesi, un punto di svolta del tutto fondamentale. Riattingere al linguaggio biblico, patristico, liturgico, superando il primato del linguaggio dottrinale e definitorio ha profondamente mutato lo stile della catechesi e dei testi catechistici di sintesi. Il progetto di un grande Catechismo della Chiesa Cattolica (=CCC) che si \u00e8 realizzato nel 1992, solo 20 anni fa, costituisce senza ombra di dubbio uno dei frutti del Concilio. Sarebbe molto difficile poter affermare che il CCC costituisca la interpretazione autentica del Concilio, ma \u00e8 certo che in esso l\u2019 impronta conciliare, sebbene non lineare e non continua, appare ben presente e talora anche vistosa.<br \/>Dobbiamo fermarci brevemente a considerare questa relazione tra Concilio e CCC, e lo faremo proprio sul piano della \u201ccelebrazione del mistero cristiano\u201d. Proprio su questo tema il CCC costituisce veramente un \u201cnovum\u201d nella storia della catechesi cattolica. Alla classica collocazione dei \u201csacramenti\u201d dopo l\u2019analisi del \u201csimbolo di fede\u201d, proposti nello schema dogmatico dei sacramenti in genere e sacramenti in specie, ora si sostituisce una parte sulla \u201ccelebrazione del mistero cristiano\u201d, al cui interno si trova il discorso sui sacramenti. Per accedere al contenuto teologico del sacramento occorre conoscere la forma liturgica della azione che si compie. Questa novit\u00e0 epocale del \u2018900, notata gi\u00e0 negli anni 70 da Joseph Ratzinger, comporta un profondo cambiamento teorico e pratico nella comprensione dei sacramenti. A questa novit\u00e0 strutturale corrisponde una novit\u00e0 linguistica davvero sorprendente: la catechesi viene condotta non pi\u00f9 secondo un sistema di definizioni, ma in essa prevale la narrazione biblica e patristica, e l\u2019uso delle fonti liturgiche. &nbsp;Queste due novit\u00e0 \u2013 strutturali e linguistiche \u2013 fanno della parte del CCC dedicata alla liturgia\/sacramenti un piccolo capolavoro nell\u2019ambito della recezione del Concilio.<br \/>Dobbiamo ora chiederci: che cosa accade con il Compendio? Le esigenze di \u201cbrevitas\u201d e la \u201cstruttura dialogica\u201d come influiscono sul risultato del testo? Il giudizio che dobbiamo dare deve essere molto articolato. Da un lato dobbiamo osservare che anche il Compendio conserva la struttura profondamente innovativa del CCC. Ci\u00f2 non di meno l\u2019esigenza di brevit\u00e0 e di concisione non permette se non raramente di onorare la scelta linguistica del Concilio e del CCC. Il Compendio ha la tendenza a tornare a un linguaggio decisamente dottrinale, perdendo non raramente la specifica novit\u00e0 conciliare. Questa scelta formale esercita un influsso non sempre positivo sul contenuto. &nbsp;Vorrei fare due esempi di questa difficolt\u00e0.<br \/>Leggiamo nel compendio una domanda\/risposta formulata cos\u00ec:<\/p>\n<p>\u201c256. In che cosa consiste il rito essenziale del Battesimo? Il rito essenziale di questo Sacramento consiste nell&#8217;immergere nell&#8217;acqua il candidato o nel versargli dell&#8217;acqua sul capo, mentre viene invocato il Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo\u201d.<\/p>\n<p>La difficolt\u00e0 di questo numero del Com sta tutta nella domanda. Alla luce del Concilio e del CCC, il \u201crito essenziale\u201d \u00e8 un concetto limite che non \u00e8 affato utile per pensare il sacramento. Nel pensiero possiamo certamente pensare l\u2019essenza di un rito. &nbsp;Ma i riti essenziali sono una contraddizione in termini. Nella realt\u00e0 i riti non sono essenziali, mentre le essenze non sono rituali. I riti sono, per loro natura, \u201cpi\u00f9 che essenziali\u201d e \u201cmeno che essenziali\u201d, sono trascendenti e insieme contingenti. &nbsp;La logica della liturgia non &nbsp;\u00e8 la logica di \u201cessenze\u201d. E\u2019 piuttosto una logica \u201cnutriente\u201d, una logica \u201csostanziosa\u201d. Aver scoperto questa realt\u00e0 \u201cnutriente\u201d del sacramento per la fede \u00e8 gi\u00e0 tipico delle fonti originarie del Concilio, fin dal grande discorso di Giovanni XXIII che ha aperto il Concilio, Gaudat mater Ecclesia, dell\u201911 ottobre del 1962, che distingue tra \u201csostanza della dottrina\u201d e suo \u201crivestimento\u201d, intendendo sostanza non come \u201cessenza\u201d, ma come \u201cnutrimento\u201d. <br \/>Su questo registro \u00e8 fondato il modo con cui il CCC parla del battesimo. &nbsp;Ascoltiamo i primi numeri, che rinunciano a definire, per raccontare una identit\u00e0:<\/p>\n<p>1229 Diventare cristiano richiede, fin dal tempo degli Apostoli, un cammino e una iniziazione con diverse tappe. Questo itinerario pu\u00f2 essere percorso rapidamente o lentamente. Dovr\u00e0 in ogni caso comportare alcuni elementi essenziali: l&#8217;annunzio della Parola, l&#8217;accoglienza del Vangelo che provoca una conversione, la professione di fede, il Battesimo, l&#8217;effusione dello Spirito Santo, l&#8217;accesso alla Comunione eucaristica.<br \/>1230 Questa iniziazione ha assunto forme molto diverse nel corso dei secoli e secondo le circostanze. Nei primi secoli della Chiesa l&#8217;iniziazione cristiana ha co nosciuto un grande sviluppo, con un lungo periodo di catecumenato e una serie di riti preparatori che scandivano liturgicamente il cammino della preparazione catecumenale per concludersi con la celebrazione dei sacramenti dell&#8217;iniziazione cristiana.<\/p>\n<p>Questi due numeri sono solo l\u2019inizio della grande narrazione che introduce al battesimo, rinunciando esplicitamente alla via breve \u2013 ma poco nutriente \u2013 della definizione riduttiva.<\/p>\n<p>Un altro esempio di grande interesse \u00e8 costituito dalla questione del ministro dell\u2019eucaristia. Alla classica prospettiva giuridico-istituzionale della tradizione post-tridentina il Concilio e il CCC aggiungono una prospettiva ecclesiale e simbolica di grande pregio. Ascoltiamo il numero dedicato al tema dal CCC:<\/p>\n<p>1348 Tutti si riuniscono. I cristiani accorrono in uno stesso luogo per l&#8217;assemblea eucaristica. Li precede Cristo stesso, che \u00e8 il protagonista principale dell&#8217;Eucaristia. E&#8217; il grande sacerdote della Nuova Alleanza. E&#8217; lui stesso che presiede in modo invisibile ogni celebrazione eucaristica. Proprio in quanto lo rappresenta, il vescovo o il presbitero (agendo \u201cin persona Christi capitis\u201d &#8211; nella persona di Cristo Capo) presiede l&#8217;assemblea, prende la parola dopo le letture, riceve le offerte e proclama la preghiera eucaristica. Tutti hanno la loro parte attiva nella celebrazione, ciascuno a suo modo: i lettori, coloro che presentano le offerte, coloro che distribuiscono la Comunione, e il popolo intero che manifesta la propria partecipazione attraverso l&#8217;Amen. (CCC)<\/p>\n<p>Si tratta di un testo molto impressionante per profondit\u00e0 e per articolazione. Ne emerge una concezione della ministerialit\u00e0 ampia e molto ricca, che introduce alla ricchezza nutriente di una assemblea, strutturata gerarchicamente, che manifesta sacramentalmente la relazione teologica e antropologica tra Cristo e la sua Chiesa. Stupisce non poco che la sintesi offerta dal Com, nel 2005, sia soltanto questa:<\/p>\n<p>\u201c278. Chi \u00e8 il ministro della celebrazione dell&#8217;Eucaristia? \u00c8 il sacerdote (Vescovo o presbitero), validamente ordinato, che agisce nella Persona di Cristo Capo e a nome della Chiesa\u201d.<\/p>\n<p>Nulla di diverso diceva, sia pure con il linguaggio e le giustificazioni del tempo, il CT e il CPX . Il minor spazio, lo schema a domande\/risposte e il linguaggio dottrinale sembrano determinare una certa tendenza a rimuovere tutto ci\u00f2 che di nuovo il Concilio ha saputo dire sul tema. Nell\u2019anno della Fede, che ha al centro la memoria conciliare, questa forma di \u201camnesia conciliare\u201d, che trapela qua e l\u00e0 dal testo del Compendio, merita una accurata riflessione.<br \/>Il grande mutamento della Catechesi, rappresentato dal Concilio Vaticano II, e che ha preso una forma ufficiale nel CCC, ha a sua volta generato figli. Tra questi troviamo questo testo del Compendio, convincente sul piano della struttura, ma talvolta molto fragile sia nelle formulazione delle domande, sia nell\u2019espressione linguistica delle risposte.<br \/>Potremmo allora dire che il Compendio si presenta come il figlio minore, magrolino, piuttosto chiuso e silenzioso, di un padre aperto come il Concilio e di una madre loquace come il CCC. Sarebbe cosa buona che questo figlio circolasse sempre accompagnato, se possibile da entrambi i genitori, se non si pu\u00f2, almeno da uno. Se resta da solo, risulta troppo breve e fragile per poter essere incontrato e accolto correttamente. Pur trovandosi anche nei supermercati, appare come il libro pi\u00f9 difficile da comprendere e solo in apparenza potrebbe essere considerato come il pi\u00f9 semplice.<br \/>In conclusione, vorrei ricordare una frase famosa che si trova nella Introduzione di I. Kant alla sua \u201cCritica della Ragion pura\u201d, dove, citando l\u2019abate Terrasson, il filosofo scriveva:<\/p>\n<p>\u201cSe noi misurassimo la lunghezza dei libri non gi\u00e0 dal numero delle pagine, ma dal tempo che impieghiamo per comprenderli, di molti libri potremmo dire che sarebbero molto pi\u00f9 brevi, se non fossero cos\u00ec brevi\u201d.<\/p>\n<p>Anche del nostro Compendio, per le ragioni che abbiamo illustrate, possiamo dire la stessa cosa. Vorrei tradurla, alla fine, nelle parole del nostro titolo: Compendio s\u00ec, purch\u00e9 accompagnato dai \u201cgenitori\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Compendio s\u00ec, purch\u00e9 accompagnato dai \u201cgenitori\u201d Gli amici che dirigono l\u2019Istituto di Scienze Religiose \u201cGiovanni Paolo II\u201d di Pesaro mi hanno invitato a parlare del tema: La celebrazione del mistero cristiano nel Compendio del Catechismo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":3545,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3430"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3430"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3430\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3709,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3430\/revisions\/3709"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3545"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}