{"id":3427,"date":"2013-01-21T08:50:00","date_gmt":"2013-01-21T07:50:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/genealogia-della-liberta\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:51","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:51","slug":"genealogia-della-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/genealogia-della-liberta\/","title":{"rendered":"Genealogia della libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/genalogia3.jpg\" \/><\/p>\n<p>E&#8217; appena uscito il volume <i>Genealogia della libert\u00e0<\/i>. Ne riproduco qui sotto il Prologo.<\/p>\n<p><b>Prologo<\/b><\/p>\n<p><span style=\"white-space: pre;\"> <\/span>&#8220;Infelice umano orgoglio! diabolica superbia della mente, che crede di aver ogni bene compiuto in s\u00e9 sola, e che ignora come il conoscer non \u00e8 altro che un principio tenue ed elementare del bene, e come il bene vero e compiuto appartiene all&#8217;azione reale, alla volont\u00e0 effettiva e non al semplice intendimento! E pure quest&#8217;arroganza dell&#8217;intelligenza \u00e8 la perpetua seduzione dell&#8217;umanit\u00e0&#8230;&#8221;<br \/><span style=\"white-space: pre;\">        <\/span>A. Rosmini<\/p>\n<p><span style=\"white-space: pre;\"> <\/span>Il turbamento e lo sconforto in cui l&#8217;Occidente \u00e8 piombato dopo gli attentati dell&#8217;11 settembre 2001 ha portato con s\u00e9 un rischio ancora pi\u00f9 grave dello &#8220;scontro di civilt\u00e0&#8221;: ossia il pericolo di perdere un&#8217;occasione storica per condurre una analisi epocale sulla grandezza e sui limiti della stagione liberale e democratica europea (Habermas).<br \/><span style=\"white-space: pre;\"> <\/span>Al fine di scongiurare questo pericolo &#8211; almeno sul versante che reputo pi\u00f9 insidioso &#8211; vorrei cogliere nello scontro tra democrazia e fondamentalismo un problema irrisolto nell&#8217;autocoscienza della comprensione tardo-moderna della libert\u00e0, strutturalmente isolata da ogni rapporto con l&#8217;autorit\u00e0 e cos\u00ec quasi costretta ad ammettere &#8211; fuori di s\u00e9 &#8211; l&#8217;arbitrio autoritario come il suo &#8220;altro&#8221; di cui ha bisogno. Di fatto, \u00e8 assai istruttivo il fatto che il fondamentalismo sia il frutto dello stesso mondo che ha &#8220;generalizzato&#8221; e persino pensato di &#8220;esportare&#8221; la democrazia: tale fenomeno, infatti, non \u00e8 nato in Medio Oriente o in India, ma proprio negli USA della seconda met\u00e0 del XIX secolo.<br \/><span style=\"white-space: pre;\"> <\/span>Con una certa sorpresa, possiamo scoprire che da molti versanti inattesi &#8211; dopo quell&#8217;11 settembre &#8211; \u00e8 nato il bisogno di un ripensamento del rapporto tra identit\u00e0 del cittadino e esperienza religiosa. Non solo per confermare il valore di una loro strutturale distinzione e persino opposizione, ma anche per rilevare il bisogno di riscoprirne il legame e la coordinazione. Quasi per scoprire che la resistenza nella logica democratica possa essere assicurata non pi\u00f9 soltanto da una opposizione alla invadenza delle fedi, ma da una resa al bisogno di presupporne l&#8217;efficacia .<br \/><span style=\"white-space: pre;\"> <\/span>In questo ambito di questioni &#8211; vaste e complesse &#8211; &nbsp;vorrei limitarmi a proporre una riflessione sulla libert\u00e0, che miri a &nbsp;riscoprirne lo strutturale rapporto con l&#8217;autorit\u00e0. Perci\u00f2 articoler\u00f2 questo mio saggio in tre parti e nove brevi passaggi: anzitutto, nella prima parte (Tre esperienze di libert\u00e0, tre idee di autorit\u00e0) affronter\u00f2 la questione della &#8220;idea moderna di libert\u00e0&#8221; (I), per poi esemplificarla in una lettura del concetto di &#8220;tolleranza&#8221; (II) e arrivare cos\u00ec a riassumere in \u201cdieci tesi\u201d (III) il rapporto costitutivo tra libert\u00e0 e autorit\u00e0, tra autonomia e riconoscimento, anche per come si presenta ultimamente sul piano della prassi simbolico-rituale cristiana. A questa prima parte farei seguire una seconda parte (Libert\u00e0 moderna: il cittadino, l&#8217;ebreo, la croce e la famiglia) &nbsp;dove a una riflessione sulla identit\u00e0 ebraica (IV) &#8211; sintomo esemplare dell&#8217;imbarazzo che riguarda il rapporto tra identit\u00e0 civile e identit\u00e0 religiosa nel contesto tardo-moderno &#8211; aggiungerei &nbsp;la logica della croce come definizione della cittadinanza(V), per finire con una applicazione della medesima riflessione alle questioni che oggi agitano la coscienza familiare e matrimoniale (VI). Nella terza parte (Una teoria genealogica della libert\u00e0 e il \u201cconflitto delle facolt\u00e0\u201d), si riprende il profilo teorico della questione declinandolo in rapporto alla mistica (VII) e al conflitto delle facolt\u00e0 sul tema della evidenza e della autorit\u00e0 (VIII). Concluderei con la formulazione di una serie di proposizioni che delineano sommariamente il profilo di una &#8220;genealogia della libert\u00e0&#8221; (IX), tesi centrale e portante di questo piccolo volume. Una tale genealogia autorevole della libert\u00e0 oserebbe proporsi come una forma di intellectus che non rinunci al ruolo portante della fides, ossia una intelligenza consapevole che l&#8217;autorevolezza della evidenza non \u00e8 mai senza una certa inevidenza efficace dell&#8217;autorit\u00e0. E, in fondo, per un tale progetto, non \u00e8 sbagliato ipotizzare che la &#8220;arroganza della intelligenza&#8221; possa essere curata non soltanto da una distinzione tra intellectus e fides, ma dal loro riconquistato rapporto, che renda possibile quell&#8217;intellectus fidei, da interpretare non solo come &#8220;intelligenza della fede&#8221;, ma anche come &#8220;fede che dona intelligenza&#8221;, atto di affidamento che d\u00e0 a pensare, autorit\u00e0 che libera.<\/p>\n<p>Savona, 24 giugno 2012<br \/>S. Giovanni Battista<\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; appena uscito il volume Genealogia della libert\u00e0. Ne riproduco qui sotto il Prologo. 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