{"id":3422,"date":"2013-02-15T12:20:00","date_gmt":"2013-02-15T11:20:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-prima-intenzione-fu-la-riforma-della-liturgia\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:51","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:51","slug":"la-prima-intenzione-fu-la-riforma-della-liturgia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-prima-intenzione-fu-la-riforma-della-liturgia\/","title":{"rendered":"\u201cLa prima intenzione fu la riforma della liturgia\u201d"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/encrypted-tbn0.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcTXPXn1GzfcFuwzXA6MS9Ub4uEw9dYZxEjVWrFBbcfb0K2ikZyjcw\" \/><br \/><span style=\"font-size: large;\">Dal Discorso di Benedetto XVI ai parroci di Roma<\/span><\/p>\n<p><i>Vorrei riportare tutti i passi che riguardano la liturgia contenuti nel DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI, tenuto all\u2019 INCONTRO CON I PARROCI E IL CLERO DI ROMA, avvenuto nell\u2019 Aula Paolo VI, gioved\u00ec 14 febbraio 2013. Ovviamente solo una lettura compessiva del testo pu\u00f2 contestualizzare al meglio questi &nbsp;passaggi, ma credo sia opportuno confrontarsi con questi testi specificamente dedicati al Movimento Liturgico, al Concilio, alla Riforma liturgia e all\u2019attuale pastorale liturgica.&nbsp;<\/i><br \/><i>Dopo aver rievocato autobiograficamente il clima pastorale, teologico e umano della assise conciliare, Benedetto XVI dedica una lunga considerazione alla \u201cprima intenzione\u201d del Concilio:&nbsp;<\/i><\/p>\n<p>\u201c La prima, iniziale, semplice &#8211; apparentemente semplice \u2013 intenzione era la riforma della liturgia, che era gi\u00e0 cominciata con Pio XII, il quale aveva gi\u00e0 riformato la Settimana Santa; la seconda, l\u2019ecclesiologia; la terza, la Parola di Dio, la Rivelazione; e, infine, anche l\u2019ecumenismo. I francesi, molto pi\u00f9 che i tedeschi, avevano ancora il problema di trattare la situazione delle relazioni tra la Chiesa e il mondo.<br \/>Cominciamo con il primo. Dopo la Prima Guerra Mondiale, era cresciuto, proprio nell\u2019Europa centrale e occidentale, il movimento liturgico, una riscoperta della ricchezza e profondit\u00e0 della liturgia, che era finora quasi chiusa nel Messale Romano del sacerdote, mentre la gente pregava con propri libri di preghiera, i quali erano fatti secondo il cuore della gente, cos\u00ec che si cercava di tradurre i contenuti alti, il linguaggio alto, della liturgia classica in parole pi\u00f9 emozionali, pi\u00f9 vicine al cuore del popolo. Ma erano quasi due liturgie parallele: il sacerdote con i chierichetti, che celebrava la Messa secondo il Messale, ed i laici, che pregavano, nella Messa, con i loro libri di preghiera, insieme, sapendo sostanzialmente che cosa si realizzava sull\u2019altare. Ma ora era stata riscoperta proprio la bellezza, la profondit\u00e0, la ricchezza storica, umana, spirituale del Messale e la necessit\u00e0 che non solo un rappresentante del popolo, un piccolo chierichetto, dicesse \u201cEt cum spiritu tuo\u201d eccetera, ma che fosse realmente un dialogo tra sacerdote e popolo, che realmente la liturgia dell\u2019altare e la liturgia del popolo fosse un\u2019unica liturgia, una partecipazione attiva, che le ricchezze arrivassero al popolo; e cos\u00ec si \u00e8 riscoperta, rinnovata la liturgia.<br \/>Io trovo adesso, retrospettivamente, che \u00e8 stato molto buono cominciare con la liturgia, cos\u00ec appare il primato di Dio, il primato dell\u2019adorazione. \u201cOperi Dei nihil praeponatur\u201d: questa parola della Regola di san Benedetto (cfr 43,3) appare cos\u00ec come la suprema regola del Concilio. Qualcuno aveva criticato che il Concilio ha parlato su tante cose, ma non su Dio. Ha parlato su Dio! Ed \u00e8 stato il primo atto e quello sostanziale parlare su Dio e aprire tutta la gente, tutto il popolo santo, all\u2019adorazione di Dio, nella comune celebrazione della liturgia del Corpo e Sangue di Cristo. In questo senso, al di l\u00e0 dei fattori pratici che sconsigliavano di cominciare subito con temi controversi, \u00e8 stato, diciamo, realmente un atto di Provvidenza che agli inizi del Concilio stia la liturgia, stia Dio, stia l\u2019adorazione. Adesso non vorrei entrare nei dettagli della discussione, ma vale la pena sempre tornare, oltre le attuazioni pratiche, al Concilio stesso, alla sua profondit\u00e0 e alle sue idee essenziali.<br \/>Ve n\u2019erano, direi, diverse: soprattutto il Mistero pasquale come centro dell\u2019essere cristiano, e quindi della vita cristiana, dell\u2019anno, del tempo cristiano, espresso nel tempo pasquale e nella domenica che \u00e8 sempre il giorno della Risurrezione. Sempre di nuovo cominciamo il nostro tempo con la Risurrezione, con l\u2019incontro con il Risorto, e dall\u2019incontro con il Risorto andiamo al mondo. In questo senso, \u00e8 un peccato che oggi si sia trasformata la domenica in fine settimana, mentre \u00e8 la prima giornata, \u00e8 l\u2019inizio; interiormente dobbiamo tenere presente questo: che \u00e8 l\u2019inizio, l\u2019inizio della Creazione, \u00e8 l\u2019inizio della ricreazione nella Chiesa, incontro con il Creatore e con Cristo Risorto. Anche questo duplice contenuto della domenica \u00e8 importante: \u00e8 il primo giorno, cio\u00e8 festa della Creazione, noi stiamo sul fondamento della Creazione, crediamo nel Dio Creatore; e incontro con il Risorto, che rinnova la Creazione; il suo vero scopo \u00e8 creare un mondo che \u00e8 risposta all\u2019amore di Dio.<br \/>Poi c\u2019erano dei principi: l\u2019intelligibilit\u00e0, invece di essere rinchiusi in una lingua non conosciuta, non parlata, ed anche la partecipazione attiva. Purtroppo, questi principi sono stati anche male intesi. Intelligibilit\u00e0 non vuol dire banalit\u00e0, perch\u00e9 i grandi testi della liturgia \u2013 anche se parlati, grazie a Dio, in lingua materna \u2013 non sono facilmente intelligibili, hanno bisogno di una formazione permanente del cristiano perch\u00e9 cresca ed entri sempre pi\u00f9 in profondit\u00e0 nel mistero e cos\u00ec possa comprendere. Ed anche la Parola di Dio \u2013 se penso giorno per giorno alla lettura dell\u2019Antico Testamento, anche alla lettura delle Epistole paoline, dei Vangeli: chi potrebbe dire che capisce subito solo perch\u00e9 \u00e8 nella propria lingua? Solo una formazione permanente del cuore e della mente pu\u00f2 realmente creare intelligibilit\u00e0 ed una partecipazione che \u00e8 pi\u00f9 di una attivit\u00e0 esteriore, che \u00e8 un entrare della persona, del mio essere, nella comunione della Chiesa e cos\u00ec nella comunione con Cristo\u201c.<\/p>\n<p><i>Dopo aver parlato anche del rinnovamento della ecclesiologia, della teologia della rivelazione e della parola di Dio e dell\u2019ecumenismo\/dialogo interreligioso, Benedetto XVI conclude con una riflessione sul Concilio reale e sul Concilio virtuale, che include anche altre considerazioni di carattere liturgico:<\/i><\/p>\n<p>\u201cVorrei adesso aggiungere ancora un terzo punto: c\u2019era il Concilio dei Padri \u2013 il vero Concilio \u2013, ma c\u2019era anche il Concilio dei media. Era quasi un Concilio a s\u00e9, e il mondo ha percepito il Concilio tramite questi, tramite i media. Quindi il Concilio immediatamente efficiente arrivato al popolo, \u00e8 stato quello dei media, non quello dei Padri. E mentre il Concilio dei Padri si realizzava all\u2019interno della fede, era un Concilio della fede che cerca l\u2019intellectus, che cerca di comprendersi e cerca di comprendere i segni di Dio in quel momento, che cerca di rispondere alla sfida di Dio in quel momento e di trovare nella Parola di Dio la parola per oggi e domani, mentre tutto il Concilio \u2013 come ho detto \u2013 si muoveva all\u2019interno della fede, come fides quaerens intellectum, il Concilio dei giornalisti non si \u00e8 realizzato, naturalmente, all\u2019interno della fede, ma all\u2019interno delle categorie dei media di oggi, cio\u00e8 fuori dalla fede, con un\u2019ermeneutica diversa. Era un\u2019ermeneutica politica: per i media, il Concilio era una lotta politica, una lotta di potere tra diverse correnti nella Chiesa. Era ovvio che i media prendessero posizione per quella parte che a loro appariva quella pi\u00f9 confacente con il loro mondo. C\u2019erano quelli che cercavano la decentralizzazione della Chiesa, il potere per i Vescovi e poi, tramite la parola \u201cPopolo di Dio\u201d, il potere del popolo, dei laici. C\u2019era questa triplice questione: il potere del Papa, poi trasferito al potere dei Vescovi e al potere di tutti, sovranit\u00e0 popolare. Naturalmente, per loro era questa la parte da approvare, da promulgare, da favorire. E cos\u00ec anche per la liturgia: non interessava la liturgia come atto della fede, ma come una cosa dove si fanno cose comprensibili, una cosa di attivit\u00e0 della comunit\u00e0, una cosa profana. E sappiamo che c\u2019era una tendenza, che si fondava anche storicamente, a dire: La sacralit\u00e0 \u00e8 una cosa pagana, eventualmente anche dell\u2019Antico Testamento. Nel Nuovo vale solo che Cristo \u00e8 morto fuori: cio\u00e8 fuori dalle porte, cio\u00e8 nel mondo profano. Sacralit\u00e0 quindi da terminare, profanit\u00e0 anche del culto: il culto non \u00e8 culto, ma un atto dell\u2019insieme, della partecipazione comune, e cos\u00ec anche partecipazione come attivit\u00e0. Queste traduzioni, banalizzazioni dell\u2019idea del Concilio, sono state virulente nella prassi dell\u2019applicazione della Riforma liturgica; esse erano nate in una visione del Concilio al di fuori della sua propria chiave, della fede. E cos\u00ec, anche nella questione della Scrittura: la Scrittura \u00e8 un libro, storico, da trattare storicamente e nient\u2019altro, e cos\u00ec via.<br \/>Sappiamo come questo Concilio dei media fosse accessibile a tutti. Quindi, questo era quello dominante, pi\u00f9 efficiente, ed ha creato tante calamit\u00e0, tanti problemi, realmente tante miserie: seminari chiusi, conventi chiusi, liturgia banalizzata \u2026 e il vero Concilio ha avuto difficolt\u00e0 a concretizzarsi, a realizzarsi; il Concilio virtuale era pi\u00f9 forte del Concilio reale. Ma la forza reale del Concilio era presente e, man mano, si realizza sempre pi\u00f9 e diventa la vera forza che poi \u00e8 anche vera riforma, vero rinnovamento della Chiesa. Mi sembra che, 50 anni dopo il Concilio, vediamo come questo Concilio virtuale si rompa, si perda, e appare il vero Concilio con tutta la sua forza spirituale. Ed \u00e8 nostro compito, proprio in questo Anno della fede, cominciando da questo Anno della fede, lavorare perch\u00e9 il vero Concilio, con la sua forza dello Spirito Santo, si realizzi e sia realmente rinnovata la Chiesa. Speriamo che il Signore ci aiuti. Io, ritirato con la mia preghiera, sar\u00f2 sempre con voi, e insieme andiamo avanti con il Signore, nella certezza: Vince il Signore! Grazie!\u201d<\/p>\n<p><i>Mi sembra che questo discorso contenga alcuni elementi \u201ctipici\u201d del magistero liturgico di Benedetto XVI (e anche del pensiero teologico di J. Ratzinger), ma presenti anche alcuni elementi nuovi, dovuti forse alla particolare condizioni di un \u201cresoconto finale\u201d. Mi sembra che soprattutto la memoria di \u201cci\u00f2 che era\u201d prima del Concilio abbia assunto, in questo testo, alcune prospettive che solitamente n\u00e9 J. Ratzinger n\u00e9 papa Benedetto erano soliti citare. Mi riferisco in particolare alla \u201cragione fondamentale\u201d che ha giustificato la Riforma Liturgica come superamento del \u201cdualismo celebrativo\u201d precedente. Nuova \u00e8 anche la formulazione della tensione tra Concilio reale e Concilio virtuale, che interferisce in modo significativo con la distinzione, pi\u00f9 classica, tra ermeneutica della Riforma e ermeneutica della rottura. La considerazione conclusiva, che correla in modo cos\u00ec diretto il successo del \u201cConcilio virtuale\u201d con le maggiori difficolt\u00e0 della Chiesa postconciliare, appare una diagnosi molto netta e senza chiaro-scuri, destinata a far discutere. &nbsp;<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal Discorso di Benedetto XVI ai parroci di Roma Vorrei riportare tutti i passi che riguardano la liturgia contenuti nel DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI, tenuto all\u2019 INCONTRO CON I PARROCI E IL CLERO&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3422"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3422"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3422\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3702,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3422\/revisions\/3702"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3422"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3422"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3422"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}