{"id":3419,"date":"2013-02-26T09:53:00","date_gmt":"2013-02-26T08:53:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/piero-stefani-sulle-dimissioni-di-benedetto-xvi\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:51","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:51","slug":"piero-stefani-sulle-dimissioni-di-benedetto-xvi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/piero-stefani-sulle-dimissioni-di-benedetto-xvi\/","title":{"rendered":"Piero Stefani sulle dimissioni di Benedetto XVI"},"content":{"rendered":"<p>Dal blog di Piero Stefani (http:\/\/pierostefani.myblog.it) traggo questa bella riflessione sul senso e la portata delle dimissioni di Papa Benedetto XVI<\/p>\n<h3 style=\"background-color: #f5f4f4; color: #d10001; cursor: pointer; font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif; font-size: 17px; line-height: 25px; margin: 0px; padding: 0px;\"><\/h3>\n<h3 style=\"background-color: #f5f4f4; color: #d10001; cursor: pointer; font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif; font-size: 17px; line-height: 25px; margin: 0px; padding: 0px;\">Benedetto XVI &#8220;Dichiaro di rinunciare&#8221; (17.02.2013)<\/h3>\n<div style=\"background-color: #f5f4f4; font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif; font-size: 13px;\">\n<div>\n<div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">Il pensiero della settimana, n. 420<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-small;\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman'; font-size: x-small;\">&nbsp;<\/span><\/div>\n<div style=\"line-height: 19px; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Subito dopo l\u2019elezione al soglio pontificio di Joseph Ratzinger, nell\u2019aprile del 2005, il card. Martini rilasci\u00f2 un\u2019intervista in cui affermava testualmente: \u00abSono certo che Benedetto XVI ci riserver\u00e0 delle sorprese\u00bb. Cos\u00ec \u00e8 avvenuto, probabilmente ben al di l\u00e0 di quanto immaginato dall\u2019autore stesso della frase. In realt\u00e0, pi\u00f9 che un plurale sarebbe stato conveniente usare un singolare; nei suoi otto anni di pontificato la sorpresa vera \u00e8 stata una sola: la decisione che ha messo bruscamente fine al suo pontificato.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"line-height: 19px; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Lo stupore pi\u00f9 grande nasce dal fatto che chi si \u00e8 presentato e ha agito per il recupero di una tradizione giudicata esposta a una molteplicit\u00e0 di minacce abbia dato il contributo maggiore, tra quelli finora elaborati, alla modernizzazione della figura del papa. La divaricazione delle due linee di tendenza ora enunciate spinge potentemente a evocare l\u2019eterogenesi dei fini. Siamo di fronte a una decisione epocale, ma anche a un atto conclusivo di un pontificato che, da un lato, ha posto di nuovo la Chiesa, con&nbsp;le sue scarse virt\u00f9 e i suoi molti mali, al centro dell\u2019attenzione e, dall\u2019altro, ha ridimensionato fortemente la capacit\u00e0 del cattolicesimo ufficiale di comunicare con il mondo. La morte e i funerali di Giovanni Paolo II furono un evento globale; la rinuncia di Benedetto \u00e8 uno spartiacque all\u2019interno del cattolicesimo.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"line-height: 19px; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Che la rinunzia da parte di un papa sia prevista dall\u2019attuale diritto canonico \u00e8 fuori discussione. Tuttavia&nbsp;&nbsp;\u00e8 altrettanto certo che quello di Benedetto XVI \u00e8 stato un gesto compiuto per la prima volta nella storia. Richiamare Celestino V o le dimissioni plurime avvenute per porre fine allo Scisma di Occidente \u00e8 un puro non-senso storico. Nulla oggi \u00e8 paragonabile a quei contesti. La scelta di Ratzinger non muta il senso di quei papati; cambia invece definitivamente l\u2019immagine del papa costituitasi nel XIX e nel XX secolo quando, per reagire all\u2019assedio del mondo moderno, un sommo pontefice, ormai politicamente debole, fu soggetto a una forma di verticistica esaltazione spirituale. Non a caso il 1870 vide sia la proclamazione del dogma dell\u2019infallibilit\u00e0 papale a opera del Vaticano I sia la breccia di Porta Pia compiuta dai bersaglieri. Con la rinunzia di Benedetto XVI alla sacralit\u00e0 della persona del papa subentra una declinazione funzionale del suo ufficio che va retto solo fino a quando si hanno le forze per farlo.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"line-height: 19px; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Alle spalle della decisione di Benedetto XVI c\u2019\u00e8 un percorso storico che risale in prima istanza alla decisione di Paolo VI di mettere in pensione i vescovi al raggiungimento del 75 anno di et\u00e0 (salvo brevi proroghe) e di vietare ai cardinali ultraottantenni di entrare in conclave. Entrambe le decisioni sono desacralizzanti.&nbsp;&nbsp;Nel caso dei vescovi si tratta di efficienza: per svolgere la funzione di pastore il saper agire sembra prevalere sui valori pi\u00f9 legati alla pura spiritualit\u00e0. Una forte componente di laicizzazione si ha anche nello sbarramento anagrafico posto ai partecipanti al conclave, scelta oggettivamente in tensione con l\u2019assistenza dello Spirito Santo sempre evocata nel caso dell\u2019elezione al soglio di Pietro. Quelle decisioni hanno messo in moto un processo. Non per nulla sia Paolo VI sia Giovanni Paolo II si sono posti il problema della rinuncia. Che entrambi abbiano respinto l\u2019ipotesi non significa che non siano stati costretti a pensarci. Il gioco era aperto da una quarantina d\u2019anni; Joseph Ratzinger ha ritenuto che fosse giunto il momento di portarlo alla conclusione. Si \u00e8 quindi creato un precedente che far\u00e0 s\u00ec che tutti i successori, oltre a essere obbligati a&nbsp;valutare la possibilit\u00e0 di rinuncia, si troveranno sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0 a trovare motivi per restare vita natural durante sul soglio di Pietro.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"line-height: 19px; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\"><span style=\"font-size: x-small;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Fino a che valgono queste regole, nessun papa sar\u00e0 obbligato canonicamente a ritirarsi dietro le quinte. In effetti si tratta di un atto unilaterale. Il papa rinuncia, non rassegna le dimissioni in mano a nessuno (mentre i vescovi lo fanno nelle mani del pontefice). Il precedente peser\u00e0, comunque, come un macigno e render\u00e0 sempre meno accettabile per la comunit\u00e0 ecclesiale accogliere di essere guidata da una persona inefficiente. Questo fatto si appella di nuovo ai valori, tipicamente moderni, dell\u2019efficienza; mentre accantona quelli paradossali ben espressi del detto paolino che si \u00e8 forti proprio quando&nbsp;&nbsp;si \u00e8 deboli (<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">2 Cor 12,9).<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"line-height: 19px; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Rimane da capire quali fattori abbiano spinto Benedetto XVI a prendere proprio ora questa grave decisione. Di esplicito abbiamo solo le sue parole latine. Esse ammettono \u2013 e il pensiero va sicuramente al suo predecessore \u2013 che il pontificato \u00e8 un compito spirituale che pu\u00f2 essere svolto non solo agendo e parlando ma anche pregando e patendo. La spiritualit\u00e0 di Ratzinger non \u00e8 estranea a questi due ultimi termini; essi vengono per\u00f2 declinati solo sul versante personale. Il pregare e forse anche il patire per il bene della Chiesa saranno le due linee guida che contraddistingueranno il suo post-pontificato. Con ci\u00f2 Ratzinger sembra quasi voler dire che la theologia crucis ha senso nella dimensione individuale, ma non ha ragion d\u2019essere in quella istituzionale. In tempi di veloci mutamenti e in un\u2019epoca di grandi perturbamenti per la fede,&nbsp;&nbsp;la barca di San Pietro deve, infatti, essere guidata da chi \u00e8 vigoroso nel corpo e nell\u2019anima (\u00abAttamen in mundo nostri temporis rapidis mutationibus subiecto et quaestionibus magni ponderis pro vita fidei perturbato ad navem Sancti Petri gubernandam et ad annuntiandum Evangelium etiam vigor quidam corporis et animae necessarius est\u00bb).<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"line-height: 19px; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il testo non specifica quali siano i grandi turbamenti che caratterizzano la fede (a tal proposito molti, probabilmente non a torto, hanno evocato anche gli scontri e gli scandali interni ai vertici stessi della gerarchia). La diagnosi resta nel generico, anche se si lascia capire che bisogna comunque ricorrere a una terapia d\u2019urto; quest\u2019ultima sar\u00e0 accompagnata da lontano da Ratzinger con la preghiera. Non dunque pregare e patire, ma pregare in proprio perch\u00e9 altri agiscano.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"line-height: 19px; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il momento in cui \u00e8 stata assunta la decisione evidenzia un pontificato interrotto. Per rendersene conto basta dire che la rinuncia avviene quando \u00e8 stato svolto circa un terzo dell\u2019anno della fede fortemente voluto da Benedetto XVI. Inoltre il ritiro impedir\u00e0 l\u2019uscita della enciclica dedicata alla fede. C\u2019\u00e8 la carit\u00e0&nbsp;&nbsp;(<em>Deus caritas est<\/em>, 2005); c\u2019\u00e8 la speranza (&nbsp;<em>In spe salvi<\/em>, 2007), mancher\u00e0 proprio la fede, l\u2019argomento&nbsp;&nbsp;a cui Ratzinger ha dedicato la riflessione di tutta la vita.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"line-height: 19px; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;L\u2019interruzione non \u00e8 stata messa a tema. A essere messa in campo come giustificazione \u00e8 solo una debolezza soggettiva. La componente personale ha quindi un ruolo preminente nella rinuncia di Benedetto XVI. La maggiore novit\u00e0 di un pontificato conchiusosi in modo tanto repentino trova riscontro nella constatazione secondo la quale Ratzinger anche in altre circostanze ha lasciato una riconoscibile impronta soggettiva nella tradizione ecclesiale. In precedenza essa era legata soprattutto alla sua personale visione teologica, ora essa interagisce ancor pi\u00f9 fortemente con la sua persona. Nelle prime righe dell\u2019atto di rinuncia, Benedetto dice di aver pi\u00f9 volte consultato la sua coscienza davanti a Dio, ma non fa alcun cenno di aver dato luogo a qualche forma di consultazione della comunit\u00e0 ecclesiale. Anche se non fosse relativista, il predominio della soggettivit\u00e0 presente nella scelta di Ratzinger \u00e8 comunque un valore moderno che si \u00e8 assiso sul soglio di Pietro paradossalmente attraverso una rinuncia.<\/span><\/span><\/div>\n<div align=\"right\" style=\"line-height: 19px; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;\"><strong><span style=\"font-size: x-small;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">Piero Stefani&nbsp;<\/span><\/span><\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal blog di Piero Stefani (http:\/\/pierostefani.myblog.it) traggo questa bella riflessione sul senso e la portata delle dimissioni di Papa Benedetto XVI Benedetto XVI &#8220;Dichiaro di rinunciare&#8221; (17.02.2013) Il pensiero della settimana, n. 420 &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Subito&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3419"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3419"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3419\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3700,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3419\/revisions\/3700"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3419"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3419"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3419"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}