{"id":3406,"date":"2013-06-04T20:38:00","date_gmt":"2013-06-04T18:38:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/due-omelie-di-pentecoste\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:50","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:50","slug":"due-omelie-di-pentecoste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/due-omelie-di-pentecoste\/","title":{"rendered":"Due omelie di Pentecoste"},"content":{"rendered":"<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/guitton-home3.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" height=\"320\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/guitton-home3-232x300.jpg\" width=\"248\" \/><\/a><\/div>\n<h2><b><br \/><\/b><\/h2>\n<h2><b><br \/><\/b><\/h2>\n<h2><b>Continuit\u00e0 nella discontinuit\u00e0 tra Benedetto e Francesco a Pentecoste<\/b><\/h2>\n<p>Per uno strano caso, qualche giorno fa, volevo riascoltare l\u2019omelia di papa Francesco del giorno di Pentecoste, che avevo gi\u00e0 seguito a suo tempo, e inavvertitamente ho cliccato sulla omelia di un anno prima, l\u2019ultima di Benedetto XVI. Ho lasciato scorrere il video e mi sono imbattuto in un discorso molto diverso, ma anche molto simile a quello di papa Francesco. Ho trovato molto interessante questo confronto e vorrei proporne solo due aspetti centrali. Mi soffermer\u00f2 principalmente sul \u201ctema comune\u201d dei due discorsi, che \u00e8 quello della \u201capertura\u201d suscitata dallo Spirito Santo.<\/p>\n<p>Papa Francesco, nel cuore della sua omelia della Pentecoste 2013 sottolinea la \u201cnovit\u00e0\u201d dello Spirito con queste parole:<\/p>\n<p>\u201c La novit\u00e0 che Dio porta nella nostra vita \u00e8 ci\u00f2 che veramente ci realizza, ci\u00f2 che ci dona la vera gioia, la vera serenit\u00e0, perch\u00e9 Dio ci ama e vuole solo il nostro bene. Domandiamoci oggi: siamo aperti alle \u201csorprese di Dio\u201d? O ci chiudiamo, con paura, alla novit\u00e0 dello Spirito Santo? Siamo coraggiosi per andare per le nuove strade che la novit\u00e0 di Dio ci offre o ci difendiamo, chiusi in strutture caduche che hanno perso la capacit\u00e0 di accoglienza? Ci far\u00e0 bene farci queste domande durante tutta la giornata.\u201d<\/p>\n<p>Papa Benedetto, un anno prima, aveva toccato lo stesso tema della \u201capertura\u201d, ma con questo diverso accento:<\/p>\n<p>\u201c Ges\u00f9, parlando dello Spirito Santo, ci spiega che cos\u2019\u00e8 la Chiesa e come essa debba vivere per essere se stessa, per essere il luogo dell\u2019unit\u00e0 e della comunione nella Verit\u00e0; ci dice che agire da cristiani significa non essere chiusi nel proprio \u00abio\u00bb, ma orientarsi verso il tutto; significa accogliere in se stessi la Chiesa tutta intera o, ancora meglio, lasciare interiormente che essa ci accolga. Allora, quando io parlo, penso, agisco come cristiano, non lo faccio chiudendomi nel mio io, ma lo faccio sempre nel tutto e a partire dal tutto: cos\u00ec lo Spirito Santo, Spirito &nbsp;di unit\u00e0 e di verit\u00e0, pu\u00f2 continuare a risuonare nei nostri cuori e nelle menti degli uomini e spingerli ad incontrarsi e ad accogliersi a vicenda.\u201d<\/p>\n<p>Come appare evidente, il tema della \u201capertura\u201d \u00e8 del tutto comune, ma viene orientato in modo molto diverso: per Francesco la apertura \u00e8 apertura allo Spirito rispetto ad una Chiesa chiusa in se stessa, che deve invece andare per nuove strade, uscendo dalle sue strutture caduche, mentre per papa Benedetto l\u2019apertura richiesta \u00e8 quella dell\u2019io chiuso in se stesso, che invece deve aprirsi al tutto e alla Chiesa tutta intera. La Chiesa \u00e8 in un caso soggetto della apertura, mentre nell\u2019altro \u00e8 oggetto della apertura.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 per\u00f2 un secondo punto su cui i due discorsi sulla \u201cunit\u00e0 e comunione della Pentecoste\u201d prendono direzioni diverse. Papa Benedetto, infatti, inizia la sua omelia con una contestualizzazione piuttosto &nbsp;drammatica della Pentecoste. Egli dice infatti:<\/p>\n<p>\u201cLa Pentecoste \u00e8 la festa dell\u2019unione, della comprensione e della comunione umana. Tutti possiamo constatare come nel nostro mondo, anche se siamo sempre pi\u00f9 vicini l\u2019uno all\u2019altro con lo sviluppo dei mezzi di comunicazione, e le distanze geografiche sembrano sparire, la comprensione e la comunione tra le persone sia spesso superficiale e difficoltosa. Permangono squilibri che non di rado portano a conflitti; il dialogo tra le generazioni si fa faticoso e a volte prevale la contrapposizione; assistiamo a fatti quotidiani in cui ci sembra che gli uomini stiano diventando pi\u00f9 aggressivi e pi\u00f9 scontrosi; comprendersi sembra troppo impegnativo e si preferisce rimanere nel proprio io, nei propri interessi. In questa situazione, possiamo trovare veramente e vivere quell\u2019unit\u00e0 di cui abbiamo bisogno?\u201d<\/p>\n<p>E pi\u00f9 avanti aggiunge, sempre nello stesso tono accorato:<\/p>\n<p>\u201c Con il progresso della scienza e della tecnica siamo arrivati al potere di dominare forze della natura, di manipolare gli elementi, di fabbricare esseri viventi, giungendo quasi fino allo stesso essere umano. In questa situazione, pregare Dio sembra qualcosa di sorpassato, di inutile, perch\u00e9 noi stessi possiamo costruire e realizzare tutto ci\u00f2 che vogliamo. Ma non ci accorgiamo che stiamo rivivendo la stessa esperienza di Babele. E\u2019 vero, abbiamo moltiplicato le possibilit\u00e0 di comunicare, di avere informazioni, di trasmettere notizie, ma possiamo dire che \u00e8 cresciuta la capacit\u00e0 di capirci o forse, paradossalmente, ci capiamo sempre meno? Tra gli uomini non sembra forse serpeggiare un senso di diffidenza, di sospetto, di timore reciproco, fino a diventare perfino pericolosi l\u2019uno per l\u2019altro? Ritorniamo allora alla domanda iniziale: pu\u00f2 esserci veramente unit\u00e0, concordia? E come?\u201d<\/p>\n<p>Per papa Francesco, invece, la questione portante non \u00e8 tanto la contrapposizione tra uomo e Dio, tra mondo e Chiesa, ma il reale servizio che la Chiesa pu\u00f2 fare all\u2019apertura che lo Spirito Santo determina nell\u2019uomo:<\/p>\n<p>\u201clo Spirito Santo, apparentemente, sembra creare disordine nella Chiesa, perch\u00e9 porta la diversit\u00e0 dei carismi, dei doni; ma tutto questo invece, sotto la sua azione, \u00e8 una grande ricchezza, perch\u00e9 lo Spirito Santo \u00e8 lo Spirito di unit\u00e0, che non significa uniformit\u00e0, ma ricondurre il tutto all\u2019armonia. Nella Chiesa l\u2019armonia la fa lo Spirito Santo. Uno dei Padri della Chiesa ha un\u2019espressione che mi piace tanto: lo Spirito Santo \u201cipse harmonia est\u201d. Lui \u00e8 proprio l\u2019armonia. Solo Lui pu\u00f2 suscitare la diversit\u00e0, la pluralit\u00e0, la molteplicit\u00e0 e, nello stesso tempo, operare l\u2019unit\u00e0. Anche qui, quando siamo noi a voler fare la diversit\u00e0 e ci chiudiamo nei nostri particolarismi, nei nostri esclusivismi, portiamo la divisione; e quando siamo noi a voler fare l\u2019unit\u00e0 secondo i nostri disegni umani, finiamo per portare l\u2019uniformit\u00e0, l\u2019omologazione. Se invece ci lasciamo guidare dallo Spirito, la ricchezza, la variet\u00e0, la diversit\u00e0 non diventano mai conflitto, perch\u00e9 Egli ci spinge a vivere la variet\u00e0 nella comunione della Chiesa.\u201d<\/p>\n<p>E pi\u00f9 avanti:<\/p>\n<p>\u201cLo Spirito Santo ci fa entrare nel mistero del Dio vivente e ci salva dal pericolo di una Chiesa gnostica e di una Chiesa autoreferenziale, chiusa nel suo recinto; ci spinge ad aprire le porte per uscire, per annunciare e testimoniare la vita buona del Vangelo, per comunicare la gioia della fede, dell\u2019incontro con Cristo. Lo Spirito Santo \u00e8 l\u2019anima della missione.\u201d<\/p>\n<p>E\u2019 fin troppo evidente la grande unit\u00e0 e continuit\u00e0 dei due discorsi. N\u00e9 il primo nega il secondo, n\u00e9 il secondo contraddice il primo. Ma l\u2019approccio al tema comune \u00e8 quanto mai diverso. Se in Benedetto l\u2019apertura \u00e8 donata dallo Spirito al soggetto individuale, perch\u00e9 possa aprirsi verso la &nbsp;Chiesa\u201d, come luogo di unit\u00e0 e di comunione certa, per Francesco l\u2019apertura \u00e8 \u201crichiesta alla Chiesa\u201d perch\u00e9 possa essere luogo ospitale e differenziato, capace di uscire da s\u00e9 e portare la notizia buona del Vangelo a tutti gli uomini. Il mondo, in questi due discorsi, lavora quasi in modo antitetico: in Benedetto \u00e8 l\u2019orizzonte disegnato a tinte fosche, perch\u00e9 il soggetto possa aprirsi alla Chiesa; in Francesco \u00e8 il destinatario della missione della Chiesa, la quale, lasciandosi guidare dallo Spirito, sa come uscire da s\u00e9 e aprirsi alle vie del mondo. Per entrambi, al centro, sta lo Spirito Santo. Ma, nell\u2019economia dei discorsi concreti, per Francesco il centro di attrazione \u00e8 la periferia, mentre per Benedetto al centro sta la Chiesa. E, come \u00e8 evidente, la differenza tra i due papi non \u00e8 solo questione di \u201cscarpe diverse\u201d, anche se le scarpe definiscono, precisamente, una rossa centralit\u00e0 ecclesiale o una nera centralit\u00e0 periferica. &nbsp; <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continuit\u00e0 nella discontinuit\u00e0 tra Benedetto e Francesco a Pentecoste Per uno strano caso, qualche giorno fa, volevo riascoltare l\u2019omelia di papa Francesco del giorno di Pentecoste, che avevo gi\u00e0 seguito a suo tempo, e inavvertitamente&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":3534,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3406"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3406"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3406\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3687,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3406\/revisions\/3687"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3534"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3406"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3406"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3406"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}