{"id":3393,"date":"2013-09-17T22:07:00","date_gmt":"2013-09-17T20:07:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/quattro-piccoli-professori-contro-un-grande-papa-per-amor-del-vo\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:50","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:50","slug":"quattro-piccoli-professori-contro-un-grande-papa-per-amor-del-vo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/quattro-piccoli-professori-contro-un-grande-papa-per-amor-del-vo\/","title":{"rendered":"Quattro piccoli professori contro un grande papa per amor del VO"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/encrypted-tbn3.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcSj-Mpz3RocGu0EhYs2NE1ZGi6OLCPjjKCnWdpMUmxIyOV3WvUw\" \/><br \/>La notizia \u00e8 di oggi: quattro professori, non noti per una particolare attenzione alle periferie, che si mostrano preoccupati solo di secondari cavilli giuridici e palpitanti per la Chiesa che fu, hanno scritto il giorno 14 settembre (anniversario della entrata in vigore del MP Summorum Pontificum) un &#8220;esposto&#8221; a papa Francesco perch\u00e9 intervenga a favore dei Frati della Immacolata, colpiti nella loro &#8220;libert\u00e0&#8221; di celebrare secondo il VO.<\/p>\n<p>A dare la notizia oggi, con la comprensibile enfasi, \u00e8 stato Sandro Magister, che non nasconde l&#8217;entusiasmo verso questo genere di iniziative. Nel presentare il testo, di cui qui sotto riporto soltanto l&#8217;inizio (pi\u00f9 che sufficiente a misurarne l&#8217;inconsistenza argomentativa) Magister commette tuttavia un grave errore. Egli scrive, infatti, che papa Francesco avrebbe limitato<br \/>la &#8220;libert\u00e0 di celebrare la messa in rito antico che papa Joseph Ratzinger aveva assicurato a tutti col motu proprio &#8216;Summorum pontificum'&#8221;.<\/p>\n<p>Qui sta l&#8217;errore, che Magister condivide con De Mattei, Palmaro, Sandri e Turco. Esso dipende da una lettura profondamente unilaterale e del tutto fantasiosa del Motu Proprio, che non determina alcuna &#8220;libert\u00e0&#8221; di celebrare il rito romano nella forma antica, ma stabilisce accuratamente le condizioni necessarie perch\u00e9 ci\u00f2 sia possibile. Solo &#8220;ogni singolo presbitero&#8221;, e solo quando celebra &#8220;sine populo&#8221;, pu\u00f2 essere libero di farlo indifferentemente con VO o NO, ma questo non vale mai per una comunit\u00e0 (parrocchiale o religiosa che sia).<\/p>\n<p>La pretesa dei 4 professori, supportati dal giornalista, \u00e8 di configurare una sorta di &#8220;terra\/chiesa di nessuno&#8221;, corrispondente ai luoghi di influenza dei Frati, nella quale poter ricreare le condizioni per una Chiesa separata, aristocratica, tradizionalista, disinteressata alle periferie, autoreferenziale, arrogante e priva di legami con il mondo (tranne, evidentemente, qualche suo fugace riflesso economico). Non stupisce che i 4 firmatari, nel difendere una posizione indifendibile, argomentino solo sulla base di una lettura del MP del tutto astratta dalle concrete condizioni di esercizio di una normale vita pastorale o religiosa. Che a loro naturalmente non interessa, anzi disturba.<\/p>\n<p>Si tratta di un tentativo del tutto marginale, caratterizzato per\u00f2 dalla forma di un &#8220;esposto&#8221; al S. Padre, che rivela l&#8217;intenzione di amplificare e di universalizzare ad arte una questione del tutto secondaria e particolare. Ai 4 professori fa eco Magister, che apre il suo articolo con le parole: &#8220;Il divieto imposto da papa Francesco ai frati francescani dell&#8217;Immacolata di celebrare la messa in rito antico continua a suscitare vivaci e diffuse reazioni&#8221;. Le &#8220;vivaci e diffuse reazioni&#8221; sono soltanto il colpo di coda di quei pochi che si erano illusi che la Chiesa, 50 anni dopo il Concilo Vaticano II, potesse vivere di nostalgia, di pizzi, di mozzette, di separatezza e di paura.<\/p>\n<p>Un papa che vive di speranza, di sobriet\u00e0, di povert\u00e0, di relazioni calde e di coraggio sapr\u00e0 bene che cosa fare di un tale esposto.<\/p>\n<p>Al lettore \u00e8 sufficiente leggere l&#8217;inizio del testo per comprendere la povert\u00e0 teologica, liturgica ed ecclesiale di questo maldestro tentativo di condizionare papa Francesco. Per chi volesse leggere il testo integrale, rinvio a: http:\/\/chiesa.espresso.repubblica.it\/articolo\/1350603<\/p>\n<p><b>ANALISI DEL DECRETO DI COMMISSARIAMENTO DEI FRANCESCANI DELL&#8217;IMMACOLATA&nbsp;<\/b><br \/>di Roberto de Mattei, Mario Palmaro, Andrea Sandri, Giovanni Turco<\/p>\n<p>Il decreto della congregazione per gli istituti di vita consacrata e le societ\u00e0 di vita apostolica dell\u201911 luglio 2013 [\u2026] \u00e8 un atto di gravit\u00e0 tale da non potere essere considerato di mera rilevanza interna per i soli destinatari. [\u2026]<\/p>\n<p>Il decreto impone ai frati francescani dell\u2019Immacolata \u2013 contrariamente a quanto disposto dalla bolla &#8220;Quo primum&#8221; di san Pio V e dal motu proprio &#8220;Summorum pontificum&#8221; di Benedetto XVI \u2013 il divieto di celebrare la messa tradizionale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 facendo priva di un bene di valore incommensurabile \u2013 la messa (celebrata in rito romano antico) \u2013 sia i frati, sia i fedeli che attraverso il ministero dei frati hanno potuto partecipare alla messa tridentina, sia tutti coloro i quali avrebbero potuto, in futuro, eventualmente parteciparvi.<\/p>\n<p>Il decreto, perci\u00f2, non riguarda solo un bene \u2013 e con ci\u00f2, &#8220;il&#8221; bene \u2013 di cui sono privati (salvo espressa autorizzazione) i frati, ma anche un bene \u2013 e con ci\u00f2, &#8220;il&#8221; bene \u2013 spirituale dei fedeli, che mediante il ministero dei frati desideravano e desiderano accedere alla messa tradizionale.<\/p>\n<p>Essi si trovano a subire \u2013 loro malgrado ed al di l\u00e0 di qualsivoglia colpa, quindi senza ragione \u2013 una sanzione in palese contrasto con lo spirito e con la lettera sia dell\u2019indulto &#8220;Quattuor abhinc annos&#8221;, sia della lettera apostolica &#8220;Ecclesia Dei&#8221;, di Giovanni Paolo II, sia del motu proprio &#8220;Summorum pontificum&#8221; di Benedetto XVI. Tali documenti, infatti, sono palesemente mossi dalla finalit\u00e0 di soddisfare l\u2019esigenza di partecipazione alla messa secondo il rito romano classico, da parte di tutti i fedeli che ne abbiano desiderio.<\/p>\n<p>Pertanto il decreto evidenzia una obiettiva rilevanza per tutti coloro i quali \u2013 per le ragioni pi\u00f9 diverse \u2013 apprezzano ed amano la messa latino-gregoriana. Tali fedeli attualmente costituiscono una parte cospicua, e certamente non trascurabile, dei cattolici, sparsi in tutto il mondo. Potenzialmente essi potrebbero coincidere con la totalit\u00e0 stessa dei membri della Chiesa. Il decreto colpisce obiettivamente anch\u2019essi.<\/p>\n<p>Parimenti colpisce tutti coloro i quali, anche acattolici \u2013 per diverse ragioni, come storicamente gi\u00e0 emerso in occasione dell\u2019appello presentato a Paolo VI nel 1971 \u2013 avessero a cuore la continuit\u00e0 della messa tradizionale. Il decreto (ben al di l\u00e0, quindi, della vicenda relativa ad un Istituto religioso) palesa una rilevanza universale anche sotto questo profilo. [\u2026]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notizia \u00e8 di oggi: quattro professori, non noti per una particolare attenzione alle periferie, che si mostrano preoccupati solo di secondari cavilli giuridici e palpitanti per la Chiesa che fu, hanno scritto il giorno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3393"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3393"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3393\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3678,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3393\/revisions\/3678"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3393"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3393"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3393"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}