{"id":3385,"date":"2013-10-28T09:48:00","date_gmt":"2013-10-28T08:48:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/su-verita-e-relativismo\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:50","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:50","slug":"su-verita-e-relativismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/su-verita-e-relativismo\/","title":{"rendered":"Su verit\u00e0 e relativismo"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; appena uscito, sul sito &#8220;Viandanti&#8221;, una riflessione interessante sul concetto di &#8220;relativismo&#8221; di Chistian Albini<\/p>\n<h2>RIPENSARE IL RELATIVISMO<\/h2>\n<p>Christian Albini<\/p>\n<p>Credenti e no sono necessariamente avversari? Da sempre sostengo che non sia vero. Premetto che queste sono etichette fuorvianti, come ormai sostengono molti. Il \u00abcredente\u00bb \u00e8 abitato dal dubbio e anche il \u00abnon-credente\u00bb conosce una sua fede e la ricerca. Tuttavia, sono categorie comode per semplifica i nostri discorsi, a patto di disinnescare alcuni luoghi comuni fuorvianti e dannosi.<br \/>Uno dei pi\u00f9 importanti riguarda il significato del linguaggio del relativismo, che ha segnato il pontificato di Benedetto XVI, e l\u2019uso che se ne fa. A lungo, il dissenso rispetto alle posizioni prevalenti tra i vertici della gerarchia cattolica, soprattutto in campo etico-legislativo, \u00e8 stato respinto ricorrendo a quest\u2019accusa. Il relativismo fa parte di quei concetti il cui significato \u00e8 stato irrigidito e che vanno ri-compresi e ri-letti. C\u2019\u00e8 bisogno di una nuova comprensione di parole che sono state sequestrate dai settori pi\u00f9 chiusi del cattolicesimo.<\/p>\n<p>La laicit\u00e0 non \u00e8 relativista<br \/>Gustavo Zagrebelsky, intervenendo nel dialogo aperto da papa Francesco con Eugenio Scalfari, scrive: \u00abIn ogni spirito che s\u2019ispira alla laicit\u00e0 e crede alla necessit\u00e0 che forze morali possono unirsi per combattere il materialismo nichilistico e autodistruttivo delle societ\u00e0 basate sull\u2019egoismo mercantile, l\u2019invito a \u201creimpostare in profondit\u00e0 la questione\u201d suscita non solo interesse, ma perfino entusiasmo. La premessa \u00e8 che il vero, il bene e il giusto esistono, che dunque non \u00e8 insensato cercarli e cercarli insieme, ma che nessuno li possiede da solo, unilateralmente, onde possa imporli agli altri. Il centro del discorso \u00e8 la coscienza e la sua insopprimibile libert\u00e0\u00bb (la Repubblica, 23 settembre 2013).<br \/>In anni recenti, vale la pena ricordarlo, Zagrebelsky ha portato avanti una critica serrata all\u2019etica dei principi non negoziabili e della legge naturale, cos\u00ec com\u2019era impostata anche da voci autorevoli del magistero. Questa sua posizione, come si evince dalle parole che ho riportato, non significa la negazione della verit\u00e0, del bene e della giustizia. Il suo \u00e8 il rifiuto di una certa impostazione etica e degli argomenti di cui si avvale, pi\u00f9 che di ogni etica. E nemmeno \u00e8 il sostenere una posizioni radicalmente individualista e perci\u00f2 relativista.<br \/>Ultimamente, alcuni fatti tragici hanno dimostrato come sia possibile trovare una sintonia tra portatori di visioni del mondo diverse in nome del bene della persona. \u00c8 accaduto in occasione della giornata di preghiera e digiuno per la pace e in seguito alle tragiche morti di Lampedusa. Qui \u00e8 in causa la persona con il suo volto, la sua carne, il suo sangue: un bene univoco, evidente, da difendere nei confronti di un male indubitabile.<\/p>\n<p>Alle radici delle divergenze<br \/>Ci sono altre situazioni \u2013 soprattutto quelle riguardanti l\u2019etica d\u2019inizio e fine vita e la famiglia \u2013 in cui questa sintonia non si riscontra. Perch\u00e9? Bisogna avere l\u2019accortezza di chiedersi se questa \u00e8 una divergenza che nasce da una negazione della vita e della famiglia, o piuttosto da una differente concezione del bene. Il nichilismo certamente esiste, ma sarebbe irrealistico considerarlo un fronte ben identificabile e schierato in armi contro i cattolici che lo fronteggiano. Solo un\u2019esigua minoranza, tra gli atei e i non cattolici, pu\u00f2 essere considerata effettivamente nichilista.<br \/>Nietzsche e Heidegger hanno ben spiegato come il nichilismo sia piuttosto un clima di pensiero, un\u2019atmosfera che tutti respiriamo, cattolici compresi. Si pu\u00f2 essere perfettamente ortodossi sul piano dottrinale, eppure assumere un atteggiamento nichilista: \u00e8 il caso del fondamentalismo, che divide il mondo in due e demonizza l\u2019alterit\u00e0 negandone il bene.<br \/>Il punto \u00e8: chi sostiene su questioni di vita e famiglia una posizione \u201caltra\u201d rispetto a quella prevalente nella Chiesa \u2013 scrivo prevalente, perch\u00e9 in ambito teologico-morale interrogativi e dibattiti hanno uno spazio molto pi\u00f9 ampio di quanto generalmente non si pensi, al punto che nella storia si rilevano cambiamenti anche notevoli nel magistero \u2013 \u00e8 sostenitore di un male? E se, invece, sostenesse un bene differente, oppure una differente attuazione del medesimo bene che la Chiesa sostiene?<\/p>\n<p>La prospettiva dell\u2019incontro<br \/>Se in una relazione omosessuale caratterizzata da fedelt\u00e0 e dedizione c\u2019\u00e8 un bene, riconoscerlo non significa negare il matrimonio.<br \/>Chi sostiene, a certe condizioni e in certe situazioni, l\u2019interruzione della ventilazione o della nutrizione artificiale \u00e8 per la morte, o invece discerne una sproporzione tra i costi soggettivi, in termini di disagio psicologico, di queste pratiche e il fine che perseguono? Si tratterebbe allora di un giudizio morale su come coniugare la cura della vita con la libert\u00e0 e la dignit\u00e0 della persona umana. Non \u00e8 affatto l\u2019avvallo dell\u2019eutanasia e di una cultura dello scarto, ma accettare che oltre un certo limite pu\u00f2 diventare disumanizzante persistere nell\u2019impedire la morte.<br \/>Affrontare queste e altre questioni non significa entrare in una prospettiva di permissivismo senza freni, in cui tutto va bene. Sarebbe caricaturale porre le cose in questi termini. \u00c8 pi\u00f9 corretto dire che \u00e8 una prospettiva d\u2019incontro, la quale nasce dalla disponibilit\u00e0 a riconoscere il bene di cui l\u2019altro \u00e8 portatore dentro a una relazione. Senza che questo significhi necessariamente trovare un accordo facile e totale. Allo stesso modo, non \u00e8 attraverso la vittoria in una disputa, bens\u00ec nella relazione che l\u2019altro arriva a ritenere credibile me e il bene di cui sono portatore.<\/p>\n<p>Scrive Paolo: \u00abVagliate ogni cosa e tenete ci\u00f2 che \u00e8 buono\u00bb (1 Ts 5,21).<br \/>Il relativismo, allora, non \u00e8 dato da posizioni non pienamente coincidenti con le mie, ma dall\u2019indifferenza per la persona e il suo bene, che inizia dal non riconoscerlo come soggetto portatore di un\u2019autenticit\u00e0 etica che si manifesta nella sua coscienza. \u00c8 in questi termini che si pu\u00f2 leggere l\u2019esortazione di papa Francesco a seguire il bene percepito dalla propria coscienza, che non \u00e8 avvallo di tutto. Nel mercante di clandestini o nell\u2019aguzzino nazista non c\u2019\u00e8 autenticit\u00e0 etica, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 indifferenza verso l\u2019altro. Ben diverso \u00e8 il caso di chi entra nei dibattiti su vita e famiglia.<\/p>\n<p>fonte:&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.viandanti.org\/?p=6191#more-6191\">http:\/\/www.viandanti.org\/?p=6191#more-6191<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; appena uscito, sul sito &#8220;Viandanti&#8221;, una riflessione interessante sul concetto di &#8220;relativismo&#8221; di Chistian Albini RIPENSARE IL RELATIVISMO Christian Albini Credenti e no sono necessariamente avversari? Da sempre sostengo che non sia vero. 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