{"id":3383,"date":"2013-11-27T06:08:00","date_gmt":"2013-11-27T05:08:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-continuita-dei-figli-rispetto-ai-padri-e-la-gioia-del-vangelo\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:50","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:50","slug":"la-continuita-dei-figli-rispetto-ai-padri-e-la-gioia-del-vangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-continuita-dei-figli-rispetto-ai-padri-e-la-gioia-del-vangelo\/","title":{"rendered":"La continuit\u00e0 dei figli rispetto ai padri e la gioia del Vangelo"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<h2>Il primo papa \u201cfiglio del Vaticano II\u201d e la diatriba sulla discontinuit\u00e0<\/h2>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa.jpg\" \/><\/a><\/div>\n<p>Fin dalle prime parole pronunciate da Francesco dalla loggia di S. Pietro, la sera del 13 marzo scorso, tutti ci siamo accorti \u2013 ora con stupore, ora con scandalo &#8211; di alcune novit\u00e0 sorprendenti, e non \u00e8 stato facile collocare nella \u201ccatena\u201d dei papi dell\u2019ultimo secolo questo imprevisto \u201cfenomeno nuovo\u201d.<br \/>Pu\u00f2 aiutare a fare i conti con la realt\u00e0 la considerazione che gi\u00e0 avevo proposto in un post precedente di questo blog (La via del Concilio di papa Francesco: abitare, celebrare, incontrare, del 15 ottobre 2013) e sulla quale vorrei ritornare brevemente.<br \/>In effetti queste novit\u00e0 possono avere diverse ragioni: il primo papa \u201cche viene dalla fine del mondo\u201d porta a Roma una cultura umana, un atteggiamento spirituale, modalit\u00e0 di discorso e di incontro, aspirazioni e priorit\u00e0 alle quali non eravamo affatto abituati.<br \/>Ma il motivo primario della sorpresa \u00e8 legato ad un fattore generazionale poco considerato. <b>Papa Francesco \u00e8 il primo papa figlio del Concilio Vaticano II<\/b>. Egli lo ha \u201cricevuto\u201d, non lo ha n\u00e9 determinato, n\u00e9 vi ha preso parte. Ne \u00e8 stato segnato nel modo di abitare la \u201cforma ecclesiae\u201d, nel modo di pensare la carit\u00e0, nel modo di comunicare la fede e nel modo di pensare il ministero. <b>Il Vaticano II \u00e8 stato, per lui, l\u2019orizzonte nel quale ha precisato la sua vocazione, ha mosso i primi passi da religioso e da presbitero, ha interpretato la fede, ha vissuto la chiamata episcopale e il suo ministero nella Chiesa Argentina e Sudamericana.<\/b><br \/>Per comprendere appieno la continuit\u00e0 di papa Francesco rispetto ai suoi predecessori del XX secolo \u2013 da Pio X a Benedetto XVI \u2013 bisogna riferirsi a questo dato biografico e cu lturale:<b> egli \u00e8 in continuit\u00e0 con i suoi predecessori come un figlio \u00e8 in continuit\u00e0 con il padre<\/b>. Appartenendo a una \u201cdiversa generazione\u201d rispetto a Benedetto XVI, \u00e8 difficile poterlo bloccare e fissare sulle forme papali che il suo predecessore ha incarnato in piena coerenza con la propria biografia e con la propria storia. Ma Francesco viene da un\u2019altra storia, oltre che da un altro mondo.<br \/>In particolare, \u00e8 assai curioso che oggi si voglia \u201cgarantire\u201d la continuit\u00e0 di Francesco rispetto a Benedetto, costringendo il primo a \u201ccondividere\u201d le opinioni che nel secondo scaturivano da \u201cvissuti\u201d, da \u201cpratiche\u201d, da \u201cgiudizi\u201d che al nuovo pontefice risultano ignoti. Si pretenderebbe, in questo modo, di vincolare i vissuti, le emozioni e le esperienze alle \u201cdottrine\u201d, secondo la peggiore inclinazione (e tentazione) intellettualistica. E si possono considerare arbitrariamente delle lettere \u201cad personam\u201d (come quelle all\u2019Arcivescovo Marchetto o al Card. Brandmueller) come \u201cirrevocabili\u201d atti di magistero, senza considerare che il vero \u201cmagistero conciliare\u201d, per Francesco, non dipende dalle opinioni che esprime sugli studi intorno a Vaticano II, o sulla importanza del Concilio di Trento, ma sul modo sciolto e aperto con cui concelebra la mattina, con cui incontra i detenuti o gli emigranti, con cui dialoga con gli atei o con cui ironizza sul clericalismo o sulla curia romana, con cui richiama alla povert\u00e0 o invita alla libert\u00e0.<br \/>La \u201cirreversibilit\u00e0\u201d del Concilio, per Francesco, non \u00e8 una dottrina, ma una forma di vita.<br \/>E\u2019 questo tratto sorprendente che abbiamo colto tutti, nitidamente, fin dalla sera del 13 marzo. Ed \u00e8 questo il lato irreversibile del Concilio che si afferma proprio in occasione del suo 50^ anniversario, esattamente nel punto pi\u00f9 alto della gerarchia ecclesiale. Francesco, col suo essere e col suo linguaggio, smentisce con chiarezza tutti quei tentativi \u201ctestardi\u201d di ostacolare la libert\u00e0 dello Spirito.<br \/>E\u2019 sufficiente leggere pacatamente la nuova Esortazione Apostolica \u201cEvangelii Gaudium\u201d al n. 41 per cogliere la prospettiva di interpretazione che del Concilio Vaticano II ci offre papa Francesco:<\/p>\n<p>\u201c41. Allo stesso tempo, gli enormi e rapidi cambiamenti culturali richiedono che prestiamo una <b>costante attenzione per cercare di esprimere le verit\u00e0 di sempre in un linguaggio che consenta di riconoscere la sua permanente novit\u00e0<\/b>. Poich\u00e9, nel deposito della dottrina cristiana \u00ab\u2005una cosa \u00e8 la sostanza [\u2026] e un\u2019altra la maniera di formulare la sua espressione\u2005\u00bb.[45] <b>A volte, ascoltando un linguaggio completamente ortodosso, quello che i fedeli ricevono, a causa del linguaggio che essi utilizzano e comprendono, \u00e8 qualcosa che non corrisponde al vero Vangelo di Ges\u00f9 Cristo. Con la santa intenzione di comunicare loro la verit\u00e0 su Dio e sull\u2019essere umano, in alcune occasioni diamo loro un falso dio o un ideale umano che non \u00e8 veramente cristiano. In tal modo, siamo fedeli a una formulazione ma non trasmettiamo la sostanza. Questo \u00e8 il rischio pi\u00f9 grave<\/b>. Ricordiamo che \u00ab\u2005l\u2019espressione della verit\u00e0 pu\u00f2 essere multiforme, e il rinnovamento delle forme di espressione si rende necessario per trasmettere all\u2019uomo di oggi il messaggio evangelico nel suo immutabile significato\u2005\u00bb.[46]\u201d<\/p>\n<p>Proprio nella ostinazione con cui si vuol cercare in papa Francesco una \u201caffermazione dottrinale\u201d o un \u201clinguaggio completamente ortodosso\u201d, che possa smentire questa forma di vita apertamente e serenamente conciliare, si manifesta un grande paradosso: &nbsp;il Concilio Vaticano II \u2013 ormai arrivato a tale maturazione, da generare la forma di vita di un papa &#8211; pu\u00f2 rimanere totalmente estraneo alla comprensione di qualche attento osservatore, nella misura in cui esso mostra di conoscere bene tutti i retroscena, ma di non riuscire ad accettare il bene apparso sulla scena. <\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo papa \u201cfiglio del Vaticano II\u201d e la diatriba sulla discontinuit\u00e0 Fin dalle prime parole pronunciate da Francesco dalla loggia di S. 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