{"id":3376,"date":"2014-02-22T08:27:00","date_gmt":"2014-02-22T07:27:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/marciano-vidal-su-papa-francesco-e-il-presentimento-ecclesiale\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:50","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:50","slug":"marciano-vidal-su-papa-francesco-e-il-presentimento-ecclesiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/marciano-vidal-su-papa-francesco-e-il-presentimento-ecclesiale\/","title":{"rendered":"Marciano Vidal su papa Francesco e il &#8220;presentimento ecclesiale&#8221;"},"content":{"rendered":"<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/2014-02-09-11.04.34.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/2014-02-09-11.04.34.jpg\" height=\"320\" width=\"240\" \/><\/a><\/div>\n<p><b>LA BREZZA DEL CONCILIO, A QUASI UN ANNO DALLA ELEZIONE DI PAPA FRANCESCO:&nbsp;<\/b><br \/><b>una riflessione di p. Marciano Vidal&nbsp;<\/b><\/p>\n<p><i>Nel corso di una bella intervista, che F. Strazzari e L.Prezzi hanno fatto a p. Marciano Vidal, famoso teologo morale, e che \u00e8 stata pubblicata con il titolo \u201cLa morale: dalla scolastica ai poveri\u201d (\u201cSettimana, 6[2014], 8-10), &nbsp;tutta dedicata ad una ricca valutazione della Esortazione Apostolica &#8220;Evangelii Gaudium&#8221;, rispondendo all\u2019ultima domanda, p. Vidal offre una ricostruzione assai interessante del \u201cfenomeno Francesco\u201d, che merita di essere qui riportata e alla quale aggiungo una breve riflessione, in coda.<\/i><\/p>\n<p><b>Per finire, una domanda generale: aspettavi quello che \u00e8 avvenuto con papa Francesco?<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">Solo persone molto ottimiste, e dotate di un grado piuttosto elevato di ingenuit\u00e0, potrebbero dire che si prospettava la rinuncia di Benedetto XVI. Quanto all\u2019elezione del card. Bergoglio a papa, poteva essere prevista da analisti sagaci che conoscessero quanto accaduto nel conclave precedente, nel quale venne eletto papa il card. Ratzinger, e avessero preso nota degli orientamenti apparsi nelle discussioni cardinalizie previe all\u2019ultimo conclave. Per\u00f2 sono convinto che nemmeno questi esperti analisti siano giunti a prevedere il terremoto nel sentire ecclesiale causato dalla prima presentazione di papa Francesco sul balcone spalancato verso Piazza San Pietro: abbandono di alcuni specifici abbigliamenti di identificazione papale, invito alla preghiera comune. Sicuramente non hanno previsto quanto successo in seguito.<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"white-space: pre;\"> <\/span>Ci\u00f2 nonostante, se il fenomeno Francesco ha avuto un significato cos\u00ec ampio, \u00e8 perch\u00e9 questo significato \u00e8 stato <i>riconosciuto<\/i>. E, se \u00e8 stato riconosciuto, \u00e8 perch\u00e9, in gran parte, era sperato, perch\u00e9 era<i> pre-sentito<\/i>.<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"white-space: pre;\"> <\/span>Non voglio fare giochi di parole. Voglio individuare una chiave di lettura per comprendere il fenomeno Francesco nell\u2019attuale momento ecclesiale. E\u2019 la <i>maturit\u00e0 ecclesiale<\/i> che spiega in gran parte questo fenomeno. Il modo di realizzare il ministero petrino da parte di papa Francesco non va controcorrente n\u00e9 ha bisogno di venire giustificato o spiegato. E\u2019 qualcosa che si desiderava e che da parte di un buon numero, si attendeva.<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"white-space: pre;\"> <\/span>C\u2019\u00e8 anche una generazione piuttosto ampia di cattolici che erano stati toccati dalla illusione di Giovanni XXIII e dalla profonda esperienza ecclesiale (teologica, liturgica, spirituale, pastorale) del concilio Vaticano II. Quello che vedono in papa Francesco sembra loro la realizzazione, naturalmente in forma aggiornata, di quel sogno primaverile degli anni \u201960 del XX secolo. Ritengo che papa Francesco sia il frutto maturo del concilio Vaticano II. Lo vedo <i>maturo<\/i> perch\u00e9 d\u00e0 per acquisito quello spirito e non si sente in obbligo di giustificare la sua attuazione ricorrendo a specifici testi conciliari. Quanti oggi benedicono Dio per il modo di agire del papa sono i continuatori di quella cosiddetta <i>maggioranza conciliare<\/i> che, dalla prima sessione conciliare del 1962, cominciarono a intravedere qualcosa di nuovo. Non voglio pensare che la dura e potente <i>minoranza conciliare<\/i> di allora trovi il suo parallelo nei settori cattolici (e non cattolici) critici davanti a certi gesti (per esempio, lavari i piedi a una donna, per di pi\u00f9 musulmana, durante il rito del gioved\u00ec santo) e davanti ad alcune espressioni (\u201cChi sono io per giudicare!\u201d) del nuovo papa.<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"white-space: pre;\"> <\/span>E\u2019 trascorso molto tempo fra le speranze suscitate dal Vaticano II e il loro compimento. Questo \u00e8, almeno, quello che sembra a molti di noi che, ai tempi del concilio, avevano fra i 25 e i 30 anni. Per molti di questi, i tempi del dopo concilio sono stati tempi inclementi e di gelo \u2013 lo annunci\u00f2 il grande teologo Karl Rahner -. La corda che impediva il rinnovamento veniva stringendosi sempre di pi\u00f9 attorno a teologi, pastoralisti, comunit\u00e0 di base. La corda era stata tirata troppo. Vi erano indizi che la situazione era insopportabile. Proprio per questo, il fenomeno papa Francesco, senza poter essere del tutto prevedibile, era senz\u2019altro desiderato e pre-sentito. E\u2019 stato visto e accettato, da una parte, come una <i>liberazione<\/i> e, dall\u2019altra, come la realizzazione di una <i>promessa<\/i>.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><b>Commento<\/b><\/p>\n<p>Provenendo da un uomo nato nel 1937, che ha dedicato tutta la sua vita alla fede e alla teologia, questo bilancio del primo anno di papa Francesco assume un significato del tutto singolare. Anzitutto si deve notare la bella intuizione di riferire il \u201cfenomeno Francesco\u201d a un <i>presentimento ecclesiale<\/i>, ossia alla speranza e al desiderio di una <i>Chiesa matura<\/i>, figlia della grande stagione conciliare di 50 anni fa. Il primo papa <i>\u201cfiglio del Concilio\u201d<\/i> non &nbsp;\u00e8 soltanto il frutto dello Spirito Santo, che con libert\u00e0 sovrana orienta e guida la vita dei fedeli, ma anche figlio di una Chiesa che non dimentica la irreversibilit\u00e0 di grazia della propria storia. Mi sembra che, a quasi un anno dalla sua elezione, papa Francesco possa essere giustamente compreso come questa <i>sorpresa<\/i> e come questa <i>conferma<\/i>.<br \/>Per lo stesso motivo una seconda ragione, espressa da Vidal, mi pare debba essere sottolineata: papa Francesco non ha bisogno di giustificare se stesso, nella sua novit\u00e0, ma pu\u00f2 semplicemente essere figlio di una Chiesa che, 50 anni prima, ha conosciuto la possibilit\u00e0 di un rinnovamento e di un aggiornamento, di una riforma e di una primavera, che ora riconosce facilmente nelle parole e nelle opere, nelle azioni e nelle omissioni del nuovo Vescovo di Roma. La prassi semplice con cui Francesco incomincia le sue giornate \u2013 concelebrando l\u2019eucaristia e tenendo sempre l\u2019omelia \u2013 sono, sul piano liturgico, le pi\u00f9 evidenti conferme di questa <i>\u201cnormalit\u00e0 sorprendente\u201d<\/i>.<br \/>Resta, evidentemente, la questione forse decisiva: <i>se \u00e8 stata anche la maturit\u00e0 ecclesiale a poter riconoscere in Francesco il proprio papa, sapr\u00e0, questa stessa Chiesa, non deludere Francesco nel suo slancio gioioso e benedicente, nel suo desiderio ardente di aprire porte e finestre, di uscire dalla autoreferenzialit\u00e0, di correre alle periferie? Sapr\u00e0 la Chiesa, che ha riconosciuto in Francesco il papa che attendeva e che aveva a suo modo preparato, farsi riconoscere da Francesco come quel \u201ccampo profughi\u201d nel quale la misericordia di Dio si rende accessibile ad ogni donna e ad ogni uomo?<\/i> <\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA BREZZA DEL CONCILIO, A QUASI UN ANNO DALLA ELEZIONE DI PAPA FRANCESCO:&nbsp;una riflessione di p. Marciano Vidal&nbsp; Nel corso di una bella intervista, che F. Strazzari e L.Prezzi hanno fatto a p. 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