{"id":3371,"date":"2014-03-22T23:55:00","date_gmt":"2014-03-22T22:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/divorziati-risposati-indissolubile-come-indisponibile\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:49","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:49","slug":"divorziati-risposati-indissolubile-come-indisponibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/divorziati-risposati-indissolubile-come-indisponibile\/","title":{"rendered":"Divorziati risposati: indissolubile come indisponibile?"},"content":{"rendered":"<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mariage.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mariage.jpg\" \/><\/a><\/div>\n<h2><b>La discussione sulla misericordia e la indissolubilit\u00e0 del vincolo: obiezioni, risposte e una piccola proposta<\/b><\/h2>\n<p>Riporto alcune obiezioni che sono state mosse al mio ultimo post da parte dello pseudonimo \u201cMinstrel\u201d, sul sito Croce-Via, il 18 marzo scorso (cfr. http:\/\/pellegrininellaverita.wordpress.com\/2014\/03\/18\/i-segnali-di-fumo-di-grillo-e-il-kasper-segreto\/). <br \/>L\u2019autore, in modo stimolante, cerca di entrare nella logica della mia critica a Perez Soba, ma lo fa secondo categorie che, nel fondo, gli impediscono di capire una logica diversa da quella che appare, in lui, come una sorta di cristallizzazione della disciplina classica in dottrina assoluta. Ma non voglio anticipare troppo: ecco qui di seguito le obiezioni, cui faccio seguire le mie risposte con, alla fine, una piccola proposta di ulteriore riflessione.<br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><b>A) LE OBIEZIONI<\/b><\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">Queste dunque le due presunte logiche che non accetterei a priori: la prima perch\u00e9 \u00e8 inconsistente da un punto di vista logico poich\u00e9 contradditoria, la seconda perch\u00e9 condivide tutte le problematiche irrisolte riservate alle teorie filosofiche nominalistiche. Spiego:<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">1 \u2013 Dire che \u00e8 logica poter disporre di uno dei mezzi per la \u201cgrazia santificante\u201d (eucarestia) come mezzo per una misericordia (\u201cpietistica\u201d in senso moderno come dico io) che smentisce nei fatti una prassi che non risponde \u201call\u2019essere in grazia di Dio\u201d \u00e8 contradditorio. Ma questa \u00e8 una situazione assurda per antonomasia poich\u00e9 si smentisce da sola. Grillo non dice questo? Questo perch\u00e9 \u00e8 ancora tutto da provare che il divorziato risposato che compie tutti i suoi \u201cdoveri\u201d con la seconda moglie \u00e8 perfettamente e pienamente \u201cfuori della grazia\u201d? Davvero? Benissimo, meglio, ottimo, andiamo avanti!<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">2 \u2013 la seconda \u00e8 pensare che i termini finora utilizzati possano essere riletti sotto la luce del nominalismo pi\u00f9 estremo. \u201cVincolo indissolubile\u201d non significa affatto \u201clegame indivisibile\u201d. O meglio lo significa finch\u00e9 l\u2019uomo continua ad attribuire a questa parola, quel concetto. \u201cIndissolubile\u201d significa \u201cindivisibile\u201d in modo relativo. Cio\u00e8 non esiste un concetto \u201cassoluto\u201d di \u201cvincolo indissolubile\u201d. L\u2019universalit\u00e0 gnoseologica \u00e8 utopia, \u201cnon \u00e8 una propriet\u00e0 delle idee ma una funzione delle parole. &nbsp;Per ragioni di convenienza scegliamo di usare un\u2019unica parola per designare molte idee diverse\u201d (Mondin, storia della metafisica volume 3 pag. 256). Per esempio non esiste il \u201cvincolo indissolubile\u201d, ma esiste il \u201ctentativo di vincolo indissolubile di minstrel ancora in atto\u201d e insieme il \u201ctentativo di vincolo indissolubile non andato a buon fine di tizio\u201d. Entrambi hanno iniziato il loro percorso credendo nell\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio, ma questo \u00e8 tentativo di un ideale. Va benissimo ragazzi, chi sono io per giudicare un nominalista convinto figlio di Hume? Il problema \u00e8 che ti scontri con l\u2019incoerenza di questa posizione metafisica e con il fatto che questa posizione contrasta (e di molto) la visione filosofica realista insita nel Magistero. Infine ti scontri con la mia ricerca metafisica poich\u00e9 il tomismo mi appare per ora come l\u2019unico sistema metafisico coerente, ma questo \u00e8 un problema mio.<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">SEGNALI DI FUMO<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">Dunque veniamo al prof. Grillo riletto con queste due idee in testa:<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">\u201c[Soba] lavora con una ardita finzione retorica, per tentare, onestamente, di presentare la indissolubilit\u00e0 \u2013 compresa in modo rigidamente classico \u2013 come l\u2019unica forma possibile di vera misericordia verso i coniugi.\u201d<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">Come faccio a non ascriverlo alla seconda obiezione nominalista? Solamente se mi si chiarisce in modo preciso e netto cosa significhi COMPRENDERE la parola \u201cindissolubilit\u00e0\u201d NON IN MODO CLASSICO. Non mi basta infatti dire che \u2018indissolubilit\u00e0 intesa in senso classico \u201cnon riconosce n\u00e9 crisi della famiglia, n\u00e9 individualismo moderno, n\u00e9 famiglia mononucleare n\u00e9 crisi della generazione, n\u00e9 trasformazione dell\u2019intimit\u00e0\u201d perch\u00e9 ne so tanto quanto prima. A me non interessa capire del discorso del prof. Grillo cosa non \u00e8 stato contemplato nell\u2019approfondimento della dottrina dell\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio, quanto capire come l\u2019indissolubilit\u00e0 possa essere COMPRESA IN MODO MODERNO. Che spazi di MANOVRA ha la teologia per reintepretare il concetto (NON IL NOME) legato all\u2019indissolubilit\u00e0 che NEL REALE corrisponde ad una coppia che semplicemente, pragmaticamente\u2026 non si lascia?!<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">\u201cSe da parte sua Kasper chiede misericordia per la ingiustizia che si produce in una recezione classica della disciplina della indissolubilit\u00e0, quando venga applicata in modo rigido alle mutate forme di vita e di cultura attuali, P\u00e9rez Soba vuole invece dimostrare l\u2019esatto contrario: sarebbe Kasper che, volendo sospendere l\u2019accezione classica di indissolubilit\u00e0, genererebbe una condizione di grave ingiustizia e di mancanza di misericordia!\u201d<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">Grande sintesi! Il problema \u00e8 che questa sintesi riproduce perfettamente le mie domande. Si rende conto Grillo che Soba dichiara con il suo scritto cosa sia la misericordia collegandola alla giustizia di Dio (e anche ai tempi quando ascoltavo le lezioni di Barbaglia questa appariva l\u2019unica lettura possibile della misericordia divina nella Bibbia), ma Grillo in questa sua non definisce n\u00e9 cosa sia la misericordia n\u00e9 se essa sia in qualche modo collegata alla giustizia di Dio, n\u00e9 di cosa sia (again) la ricezione \u201cnon classica\u201d della disciplina dell\u2019indissolubilit\u00e0.<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">Ma Grillo ci mette qualcosa di pi\u00f9, aggiunge un punto preciso, questo:<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">\u201c[Per Soba] \u00c8 il sistema dottrinale e disciplinare che garantisce tutto il meglio. Qui sta la fragilit\u00e0 dell\u2019argomento proposto da P\u00e9rez Soba. E\u2019 una sorta di \u201cargomento ontologico\u201d, applicato al matrimonio, che prescinde totalmente dalla natura e dalla cultura, e propone incautamente un matrimonio ridotto a \u201csola gratia\u201d, che dispensa dal prendersi cura dei soggetti, naturalmente e culturalmente implicati in esso.\u201d<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">Mi sembra in s\u00e9 un bel argomentare, ma non comprendo come possa essere smontato il \u201csistema dottrinale\u201d sulla \u201cindissolubilit\u00e0\u201d salvaguardando la continuit\u00e0 con il medesimo sistema dottrinale. Come si salvaguardia l\u2019idea che l\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio \u00e8, parafrasando il Card. Caffarra: \u201cun dono, non \u00e8 prima di tutto una norma che viene imposta. Non \u00e8 un ideale cui devono tendere.\u201d? Vedete che tutto torna? E\u2019 la seconda opzione: tutti non siamo legati indissolubilmente, alla fine del percorso vedremo se abbiamo tenuto fede ad un bel ideale. E va beh, grazietante (tuttoattaccato).<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">Ma pi\u00f9 avanti Grillo pare spiegare meglio:<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">\u201cP\u00e9rez Soba dipende pesantemente da una visione della dottrina non aggiornata, di cui parler\u00f2 tra un attimo [&#8230;] Nel matrimonio, come sappiamo da molti secoli, la natura e la cultura mediano l\u2019accesso alla grazia, la quale suppone la natura e la cultura, per perfezionarle. Ma tale perfezionamento non avviene con la imposizione, bens\u00ec con la misericordia. Cos\u00ec, il discorso che oggettiva in modo troppo diretto, istituzionale, disciplinare, la misericordia, finisce necessariamente, iuxta propria sua principia, con lo smarrire ogni necessit\u00e0 di misericordia. La misericordia, in questa costruzione astratta, essendo totalmente garantita da un Dio ridotto non solo a dottrina, ma a disciplina, e perci\u00f2 non avendo lacune di sorta, ha il vantaggio di identificarsi letteralmente con la disciplina, ma produce il grave svantaggio di diventare formale e \u201csenza cuore\u201d. Quando perde il pudore del limite e la coscienza della vulnerabilit\u00e0, per eccesso di pretesa divina, la teologia che si irrigidisce nelle proprie certezze disciplinari rischia di scivolare facilmente nel giustificare un pensiero disumano e una prassi indifferente.\u201d<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">Eccoci dunque al quid: finch\u00e9 non si chiarir\u00e0 con precisione cosa intende teologicamente il Prof. Grillo con \u201cmisericordia\u201d e dove la basano questa ermeneutica (ha un fondamento nel Magistero? e nelle scritture? I Padri?) non potremo mai cogliere a pieno gli argomenti che propongono! E non credo possano proporre una misericordia che io chiamo \u201cpietistica\u201d poich\u00e9 misericordia quell\u2019atteggiamento non \u00e8, come spiegavo nel primo punto. Dunque non possono avere in mente quel tipo di misericordia. O no?!<\/span><br \/><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;\">Insomma, io sono ignorante, ma secondo me il professor Grillo non dice nulla.<\/span><\/p>\n<p><b><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\">B) RISPOSTE ALLE OBIEZIONI<\/span><\/b><br \/><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\">Procedo nell\u2019ordine con cui vengono presentate le osservazioni. Anzitutto le due premesse:<\/span><br \/><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\">Ad 1: &nbsp;la categoria del \u201cnon essere in grazia di Dio\u201d, per intercettare la questione dell\u2019\u201desercizio della misericordia\u201d nei confronti dei divorziati risposati \u00e8 del tutto fuori luogo. Se la questione si apre con la ammissione storica che <i>Familiaris Consortio<\/i> ha inaugurato, parlando di \u201ccomunione ecclesiale\u201d per coloro che si trovano a vivere questa condizione, la fedelt\u00e0 a questa apertura non consiste nel riaprire l\u2019armadio delle definizioni \u201cemarginanti\u201d e \u201cdiscriminanti\u201d, perch\u00e9 incoerenti con la apertura obiettiva di FC. La contraddizione \u00e8 visibile nella riduzione a \u201cmisericordia pietistica\u201d di ogni possibilit\u00e0 di riaprire i giochi della vita dei soggetti \u201cin seconda unione\u201d. Se non si riesce a cogliere la \u201cmorte\u201d del vincolo come possibile, oltre che come reale, ogni misericordia appare come una pericolosa ipocrisia. Se invece il vincolo \u201cpu\u00f2 morire\u201d, allora ogni irrigidimento e ogni ostacolo alla possibilit\u00e0 di un \u201cnuovo inizio\u201d appare come una scandalosa mancanza di misericordia. La questione che viene qui negata da Minstrel, esattamente come da Perez Soba, \u00e8 proprio questa: accettiamo come un dato di fatto che il vincolo, in determinate circostanze, possa morire, oppure ci ostiniamo semplicemente a negare che ci\u00f2 sia possibile, non solo antropologicamente, ma teologicamente?&nbsp;<\/span><br \/><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\">Ad 2: &nbsp;la riduzione a \u201cnominalismo\u201d di ogni rilettura del realismo classico mi pare il frutto di una incomprensione di fondo. Pur essendo legittimo discutere anche filosoficamente sulla questione del vincolo, bisogna tuttavia riconoscere che il dibattito non pu\u00f2 essere impostato con la vecchia contrapposizione tra realismo e nominalismo. Non \u00e8 nominalismo accorgersi che le categorie classiche non sono pi\u00f9 in grado di leggere il reale. Questo \u00e8 realismo. Piuttosto mi sembra nominalistico far finta di niente e ricondurre, comunque, tutto al proprio schemino scolastico. Le cose, da almeno duecento anni, si discutono su un altro piano, a meno di pensare che la \u201cortodossia cattolica\u201d possa essere garantita solo dalla filosofia neoscolastica. Qui, tuttavia, la questione non \u00e8 e non pu\u00f2 essere anzitutto filosofica, ma teologica. E\u2019 la teologia successiva al Concilo Vaticano II che, essendosi liberata dei traumi antimodernisti, pu\u00f2 serenemanente distinguere tra sostanza del \u201cdepositum fidei\u201d e forma linguistica e concettuale del suo rivestimento. &nbsp;Qui, e lo ripeto, se si perde questa distinzione, si perde la possibilit\u00e0 di abitare la tradizione come un giardino e non come un museo.&nbsp;<\/span><br \/><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\">Sulle singole affermazioni:<\/span><br \/><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\">&#8211; intendere diversamente la indissolubilit\u00e0 non solo \u00e8 possibile, ma \u00e8 di fatto gi\u00e0 presente nella esperienza ecclesiale: la lettura ontologica, quella deontologica, quella fattuale, quella romana e quella barbarica sono tutte diverse versioni della medesima dottrina cristiana. Il fatto che in un certo periodo ci si sia assestati su un certo equilibrio, ha sicuramente le sue ragioni. Ma se oggi abbiamo bisogno di scoprire che la \u201cindissolubilit\u00e0\u201d determina la condizione perch\u00e9 una coppia \u201cnon si lasci\u201d, ma non pu\u00f2 impedire di pensare la logica delle \u201ccoppie che si lasciano\u201d secondo modalit\u00e0 diverse da quelle semplicemente emarginanti e colpevolizzanti, a cui siamo stati abituati per secoli, in societ\u00e0 prive di mobilit\u00e0 sociale, con famiglie allargate, con forme di controllo sociale e comunitario che lasciavano ben poco spazio al soggetto individuale e personale. Salvaguardare la tradizione e comprendere il proprio tempo non sono cose antitiche, come sembra intendere la obiezione, nella quale si nasconde un\u2019idea di mondo e di Chiesa che non rispondono pi\u00f9, almeno da un secolo, alla ufficialit\u00e0 ecclesiale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\">&#8211; la domanda sulla comprensione del vincolo indissolubile viene fraintesa nel momento in cui ci si vincola ad una sua comprensione unilaterale. Se il \u201cdono\u201d viene inteso come una \u201ccondizione ontologica che si impone\u201d, allora veramente non ci sarebbe alcuno spazio per mediare alcunch\u00e9. Il dono diventerebbe, effettivamente, una pericolosa forma di ricatto. Che il \u201cdono di grazia\u201d si possa proporre semplicemente come una \u201ccosa\u201d, questo nega tutta la tradizione ecclesiale, che ha accuratamente sondato le condizioni soggettive e corporee della indissolubilit\u00e0. Non \u00e8 in gioco un presunto nominalismo o costruttivismo, ma la debolezza di una posizione dottrinale che fa difendere il vincolo indissolubile semplicemente ad una logica oggettivante e giuridica. Questa \u00e8 la posizione debole e chiusa, non quella che prova ad uscire dalle strettoie per offrire alla tradizione uno spazio di misericordia diversa dalla logica di una metafisica che si impone o di un diritto che detta legge. &nbsp;<\/span><br \/><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\">&#8211; &nbsp;Che la logica di una dottrina del matrimonio fondata sulla lettura classica del vincolo, di natura ontologico-giuridica, possa resistere ad una diversa lettura della misericordia, a causa di una \u201cindeterminatezza\u201d del concetto di misericordia, mi pare un paralogismo presupposto e quasi imposto dalle premesse che ho gi\u00e0 criticato. La misericordia di Dio \u00e8 la riapertura di credito verso il suo popolo, che sorprende anzitutto il popolo stesso, fino a superarne gli stessi confini, fino ad aprirsi all\u2019umanit\u00e0 intera. Il fatto che non venga definita in assoluto \u00e8 precisamente la sua caratteristica. La giustizia di Dio \u00e8 subordinata alla sua misericordia, non viceversa. Se possiamo avere la misura dell\u2019atto giusto, non possiamo avere la misura dell\u2019atto &nbsp;misericordioso. L\u2019errore di Soba, che Minstrel condivide, \u00e8 precisamente di aver sottoposto la misericordia al bilancino da farmacista del giudice. Ma questo deforma irrimediabilmente il Dio e la tradizione che ad esso si riferisce.<\/span><br \/><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Georgia, Times New Roman, serif;\">Infine, non vi \u00e8 alcuna necessit\u00e0 di correlare all\u2019\u201dessere ignorante\u201d il \u201cnon dire nulla\u201d. Diciamo, piuttosto, che la differenza tra non dire nulla e dire qualcosa \u00e8, in teologia, assai sottile: &nbsp;come diceva Karl Barth \u00abLa via regia della semplicit\u00e0 divina e la via della pi\u00f9 inaudita illusione corrono parallele nella storia della teologia, in tutti i tempi e in tutti gli sviluppi, separate soltanto dallo spessore di un capello\u00bb. Credo di aver mostrato la insufficienza della categorie classiche di comprensione della relazione tra misericordia e giustizia e della nozione di vincolo. Non perch\u00e9 non si conferma la teologia classica non si dice nulla. Non perch\u00e9 non si capisce una visione nuova ci si deve autodefinire ignoranti. Non si tratta di ingnoranza o di non dir nulla. Si tratta, piuttosto, di affinare le categorie con cui parliamo della nostra grande e benedetta tradizione sul matrimonio. Come diceva Aristotele, \u201c\u00e8 una forma di rozzezza non distinguere in una ricerca tra ci\u00f2 che deve essere dimostrato e ci\u00f2 che non deve essere dimostrato\u201d. Kasper ha scritto un intero libro sulla misericordia. Se uno vuole orientarsi, trova l\u00ec molte mappe per uscire dalle strade pi\u00f9 battute e che, talvolta, non portano pi\u00f9 da nessuna parte. Io credo che oggi non si tratta di offrire ulteriori definizioni di misericordia per poter vedere i problemi, ma, piuttosto, occorre riconoscere i problemi nuovi, per poter sentire e comprendere in che modo il Signore ci chiede di essere capaci di misericordia: quella vera, quella che sorprende e lascia spiazzati, non quella gi\u00e0 garantita dalle strutture dottrinali o istituzionali, che tendono sempre a conservare pi\u00f9 se stesse che la loro ragion d\u2019essere. &nbsp;<\/span><\/p>\n<p>Aggungo qui un ulteriore contributo alla riflessione su come \u201ctradurre\u201d la dottrina della indissolubilit\u00e0 del vincolo matrimoniale in categorie adeguate alla nostra storia e cultura<\/p>\n<h3><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\">C) Indissolubile come indisponibile? Tentativo di una breve riflessione<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;\">La contestazione cristiana della disponibilit\u00e0 soggettiva del vincolo matrimoniale appare chiaramente giustificata dalle parole inaggirabili di Ges\u00f9, che prende inequivocabilmente posizione rispetto alla tradizione giudaica alla quale egli apparteneva. La durezza del cuore aveva introdotto nella Legge la possibilit\u00e0 del &#8220;ripudio&#8221; e Ges\u00f9 contesta questo indurimento di cuore, rifacendosi a un &#8220;principio&#8221; diverso, di comunione e di dono.<\/span><br \/><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\">La contestazione fa valere quella logica del &#8220;dono&#8221;, che \u00e8 patrimonio qualificante e irrinunciabile della tradizione ecclesiale. Su questo, io credo, non \u00e8 difficile trovare un consenso tra le diverse linee di ermeneutica della teologia matrimoniale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\">Ben pi\u00f9 complesso, a me pare, \u00e8 intendere in modo preciso e non fondamentalistico, che cosa significa concretamente questo principio di comunione. Che l&#8217;uomo &#8220;non osi sciogliere ci\u00f2 che Dio ha unito&#8221; sicuramente deve essere inteso come superamento della logica del ripudio. Che tuttavia il &#8220;ripudio&#8221; possa essere immediatamente equiparato al &#8220;divorzio&#8221; e alla \u201cfine del matrimonio\u201d, cos\u00ec come viene inteso in senso tardo-moderno, non \u00e8 certo sicuro.&nbsp;<\/span><br \/><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\">Sembra infatti che tra i due concetti vi sia la differenza tra piena disponibilit\u00e0 del legame nell&#8217;atto di ripudio, e parziale disponibilit\u00e0, che appare dal divorzio.<\/span><br \/><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\">Ora qui si apre una questione decisiva. Se le parole di Ges\u00f9 mirano a sottrarre il matrimonio alla manipolazione dell&#8217;uomo e della donna, non credo che sia necessario trasformare questa decisiva preoccupazione in una teoria ontologica e oggettivante del vincolo, che si imponga meccanicisticamente alla realt\u00e0 storica e vitale della coppia. In altri termini, la consapevolezza che il matrimonio sia indisponibile &#8211; ossia che non pu\u00f2 essere sciolto dalla volont\u00e0 dei coniugi &#8211; non significa che la esperienza non dimostri che, pur restando indisponibile alla volont\u00e0, il matrimonio si riveli condotto alla fine non dalla volont\u00e0 dei singoli, ma dallo sviluppo di una relazione, che giunge alla sua fine al di l\u00e0 e al di qua della volont\u00e0 dei suoi membri. Vorrei dire che in questi casi l\u2019esperienza del \u201cfallimento matrimoniale\u201d assomiglia, talora, piuttosto a una malattia che non ad un peccato. E la logica della guarigione deve essere talvolta pi\u00f9 simile a quella dell\u2019unzione piuttosto che a quella della penitenza.<\/span><br \/><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\">Questi casi, che non sono certo la totalit\u00e0 dei casi di divorzio, ma che non sono neppure cos\u00ec rari, non possono essere equiparati al &#8220;divieto di ripudio&#8221; e quindi possono e debbono essere trattati con una logica diversa. Con altre parole, se la indissolubilit\u00e0 viene interpretata non secondo un codice oggettivo, ma secondo un rapporto intersoggettivo, potremmo dire che la indissolubilit\u00e0 pu\u00f2 essere tradotta in termini di indisponibilit\u00e0. Mi chiedo se, quando venga salvaguardata questa indisponibilit\u00e0, non potrebbe aprirsi uno spazio, non enorme n\u00e9 generico, ma certo assai significativo, per identificare quei casi in cui la &#8220;morte del matrimonio&#8221; non sia riferibile alla disponibilit\u00e0 e volont\u00e0 di un coniuge, ma sia l&#8217;esito di una reciproca e progressiva incomprensione, lontananza, inaffidabilit\u00e0 e diffidenza. Dove questo accade, e quando venga costatata una condizione di irreversibilit\u00e0 della seconda unione, come potremmo non considerare che questi casi, restando fuori dalla portata delle parole di Ges\u00f9, e rientrando nella antichissima disciplina ecclesiale del &#8220;salvo il caso di morte&#8221;, liberino dal vincolo i soggetti e rendano possibile un &#8220;nuovo inizio&#8221;, senza che si debba pensare &#8211; o fingere &#8211; che quel vincolo non sia mai esistito?<\/span><br \/><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\">\u00c8 legittimo chiedersi se \u00e8 possibile tradurre &#8220;vincolo indissolubile&#8221; con &#8220;vincolo indisponibile&#8221;. Io sarei dell&#8217;idea che, con tale traduzione, la dottrina classica resterebbe immutata nella sua sostanza, come abbiamo imparato dal Concilio Vaticano II. Se la dottrina restasse immutata nella sostanza, ma si dovesse provvedere con urgenza a una &#8220;riformulazione del suo rivestimento&#8221;, una traduzione del concetto di indissolubilit\u00e0, che la dottrina ha dedotto dalla scrittura, ma che poi ha elaborato e strutturato teologicamente e soprattutto giuridicamente, lascerebbe alla chiesa la libert\u00e0 responsabile di dare forma pi\u00f9 adeguata alla disciplina di questa dottrina.<\/span><br \/><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\">Questo \u00e8 precisamente il compito pastorale della Chiesa: restare in una continuit\u00e0 vitale con la propria tradizione. Difenderla scrupolosamente, ma senza paura di farla parlare con i linguaggi pi\u00f9 persuasivi, pi\u00f9 profondi e, nello stesso tempo pi\u00f9 pudichi e pi\u00f9 rispettosi. Una teologia radicale e pudica non \u00e8 impossibile. Salvaguardare il sogno di Dio per la vita delle coppie e per il loro &#8220;per sempre&#8221; non significa tradurre la Parola di Dio nelle categorie della necessit\u00e0 e della imperturbabilit\u00e0 delle cose morte. Dire che il matrimonio viene trascritto nelle categorie dell&#8217;essere &#8211; ad imitazione della storia teologica dell&#8217;eucaristia &#8211; non \u00e8 affatto solo a garanzia della qualit\u00e0 della testimonianza che si reca alla volont\u00e0 di Dio. Dio, se trascritto nelle categorie del necessario, perde il suo tratto pi\u00f9 caratteristico, ossia di stare oltre, al di l\u00e0 della necessit\u00e0, di essere &#8220;pi\u00f9 che necessario&#8221;.&nbsp;<\/span><br \/><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\">Se la formulazione della dottrina e la strutturazione della disciplina accettassero la logica di questa &#8220;traduzione&#8221; della indissolubilit\u00e0 nella indisponibilit\u00e0, ne potrebbero derivare una serie di conseguenze non irrilevanti. Provo a farne un elenco del tutto provvisorio, in forma di prima provocazione e di iniziale proposta, bisognosa di integrazione e di migliore precisazione:&nbsp;<\/span><br \/><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\">&#8211; salvaguardare la &#8220;indisponibilit\u00e0&#8221; del vincolo significherebbe poter valutare le condizioni successive al consenso e alla consumazione, e dunque non dover essere necessariamente costretti a &#8220;retrodatare&#8221; le questioni, escludendo, tuttavia, tutti quei casi che negherebbero la indisponibilit\u00e0 del legame matrimoniale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\">&#8211; tale processo di &#8220;accertamento della morte del vincolo&#8221; potrebbe essere ancora affidato ai tribunali ecclesiastici, ma sarebbe collegato, strutturalmente, ad un percorso penitenziale e pastorale, per elaborare il lutto della morte e il perdono del peccato;&nbsp;<\/span><br \/><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\">&#8211; quando fosse costatata la &#8220;morte del matrimonio&#8221;, questa dichiarazione non impedirebbe al soggetto di restare fedele al coniuge del matrimonio dichiarato estinto, in analogia con quanto accade nel caso di vedovanza.<\/span><br \/><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\">&#8211; questo, evidentemente, non solo non impedirebbe, ma manterrebbe immutate, meglio garantite e certo ridimensionate e ricondotte al loro senso pi\u00f9 autentico, le prerogative dell&#8217;istituto del riconoscimento della nullit\u00e0 del matrimonio.<\/span><br \/><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\">&#8211; si aprirebbe, cionondimeno, una discrepanza tra divorzio civile e morte del matrimonio ecclesiastico. Questa resterebbe, obiettivamente, una differenza insuperabile, e garantirebbe il necessario spazio per la ineliminabile profezia ecclesiale rispetto alla logica del mondo, che rischia di rendere \u201cdisponibile\u201d ci\u00f2 che ogni uomo riconosce di aver ricevuto anzitutto come un dono. &nbsp;<\/span><br \/><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\"><br \/><\/span><span style=\"font-family: Trebuchet MS, sans-serif;\"><br \/><\/span><\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La discussione sulla misericordia e la indissolubilit\u00e0 del vincolo: obiezioni, risposte e una piccola proposta Riporto alcune obiezioni che sono state mosse al mio ultimo post da parte dello pseudonimo \u201cMinstrel\u201d, sul sito Croce-Via, il&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":3486,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3371"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3371"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3371\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3657,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3371\/revisions\/3657"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3486"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3371"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3371"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3371"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}