{"id":3366,"date":"2014-04-30T11:10:00","date_gmt":"2014-04-30T09:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/un-nuovo-libro-sui-fedeli-divorziati-risposati\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:49","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:49","slug":"un-nuovo-libro-sui-fedeli-divorziati-risposati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/un-nuovo-libro-sui-fedeli-divorziati-risposati\/","title":{"rendered":"Un nuovo libro sui &#8220;fedeli divorziati risposati&#8221;:"},"content":{"rendered":"<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/indisso01.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/indisso01.jpg\" height=\"320\" width=\"208\" \/><\/a><\/div>\n<p>Esce oggi il mio libro: <i>&#8220;Indissolubile? Contributo al dibattito sui divorziati risposati&#8221;<\/i>, per i tipi di Cittadella &#8211; Assisi.<\/p>\n<p>Il volume reca in apertura, come esergo, questa frase:<\/p>\n<p><i>\u201cLa domanda se i divorziati possano fare la Comunione dovrebbe essere capovolta. Come pu\u00f2 la Chiesa arrivare in aiuto con la forza dei sacramenti a chi ha situazioni familiari complesse?\u201d &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <\/i><span style=\"white-space: pre;\"><i>   <\/i>    <\/span>Carlo Maria Martini<\/p>\n<p>Nella IV di copertina si legge:<\/p>\n<p><span style=\"background-color: white; color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;\">Bisogna distinguere, nel matrimonio cristiano, &#8220;ci\u00f2 che non muore, e ci\u00f2 che pu\u00f2 morire&#8221;. Per farlo occorre salvaguardare la tradizione con una&nbsp;<\/span><b style=\"background-color: white; color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;\">coraggiosa riformulazione della dottrina della indissolubilit\u00e0,<\/b><span style=\"background-color: white; color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;\">&nbsp;che salvi la&nbsp;<\/span><b style=\"background-color: white; color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;\">sostanza del <i>depositum fidei<\/i><\/b><span style=\"background-color: white; color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;\">, ma ne&nbsp;<\/span><b style=\"background-color: white; color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;\">modifichi la disciplina<\/b><span style=\"background-color: white; color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;\">. Papa Francesco ha dichiarato di volere una&nbsp;<\/span><b style=\"background-color: white; color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;\">pastorale matrimoniale &#8220;intelligente, coraggiosa, piena d&#8217;amore&#8221;<\/b><span style=\"background-color: white; color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;\">. La relazione di W. Kasper al Concistoro ha impostato seriamente una risposta per l&#8217;&nbsp;<\/span><b style=\"background-color: white; color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;\">accesso alla confessione e alla comunione dei fedeli divorziati risposati<\/b><span style=\"background-color: white; color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;\">. Rimane la esigenza di un &nbsp;<\/span><b style=\"background-color: white; color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;\">diverso riconoscimento delle nuove unioni, che non sia in contraddizione con la parola di Dio<\/b><span style=\"background-color: white; color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;\">.<\/span><br \/><span style=\"background-color: white; color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;\"><br \/><\/span><span style=\"background-color: white; color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;\">&nbsp;Riproduco, qui di seguito, alcuni stralci della Presentazione:<\/span><\/p>\n<h2>Presentazione &nbsp;<\/h2>\n<h2>La radicalit\u00e0 e il pudore della tradizione cristiana sul matrimonio<\/h2>\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; \u201cCi\u00f2 che non muore, e ci\u00f2 che pu\u00f2 morire\u201d<br \/>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Dante Alighieri<\/p>\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Un grande punto interrogativo accompagna il termine \u201cindissolubile\u201d sulla copertina di questo volume. La grande domanda che viene sollevata con questo punto interrogativo non deve per\u00f2 essere fraintesa. Essa si colloca, apertamente, nella larga scia che \u00e8 apparsa per merito della \u201csvolta pastorale\u201d, prodotta sul grande mare di Dio &#8211; <i>pelagus infinitae substantiae<\/i> &#8211; dalla grande virata che la navicella della Chiesa ha compiuto con il Concilio Vaticano II. Essa rappresenta una occasione senza pari per rileggere e reinterpretare la tradizione cristiana. Mediante la decisiva distinzione tra \u201csostanza dell\u2019antica dottrina\u201d e \u201cformulazione del suo rivestimento\u201d questa svolta configura un pi\u00f9 adeguato rapporto tra continuit\u00e0 sostanziale della dottrina e discontinuit\u00e0 espressiva della tradizione. Ci\u00f2 appare particolarmente urgente soprattutto per quanto riguarda, in generale, la teologia del matrimonio e, in particolare, il modo di affrontare le questioni dei \u201cfedeli divorziati risposati\u201d.<br \/>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Vorrei qui affermare, nel modo pi\u00f9 esplicito, che senza questa \u201csvolta\u201d, la tradizione dottrinale della Chiesa cattolica rischierebbe di precludersi, in modo pressoch\u00e9 integrale, la possibilit\u00e0 di intendere davvero le questioni che oggi attraversano la societ\u00e0 e la cultura e che riguardano, non secondariamente, soggetti credenti, battezzati e praticanti. Solo se la Chiesa, di fronte a questi sviluppi, avr\u00e0 saputo lasciarsi profondamente interrogare su di s\u00e9, sul modo di essere fedele al Vangelo e alla Parola del suo Signore, sar\u00e0 in grado di corrispondere adeguatamente alle sfide che la cultura tardo-moderna lancia in modo nuovo e sorprendente alle forme di vita matrimoniali e familiari.<br \/>&nbsp; &nbsp; &nbsp;La \u201csvolta pastorale\u201d indica perci\u00f2 due opportunit\u00e0 da non trascurare:<\/p>\n<p>a) da un lato, essa sviluppa nella Chiesa una riflessione che non pu\u00f2 escludere di aver bisogno di un affinamento della dottrina. Essendo costretta ad interrogarsi radicalmente sulla sostanza della dottrina &#8211; a fronte di profondi mutamenti delle forme di vita, del controllo sociale, delle forme del consenso e delle scelte dei soggetti &#8211; la tradizione ecclesiale pu\u00f2 cogliere l\u2019occasione per trovare le forme di un annuncio del \u201cvangelo del matrimonio\u201d che sappia accuratemente discernere tra \u201cci\u00f2 che non muore\u201d e \u201cci\u00f2 che pu\u00f2 morire\u201d.<\/p>\n<p>b) D\u2019altro canto, se la posizione ecclesiale si irrigidisce nell\u2019identificare la sostanza della propria tradizione soltanto in una formulazione drastica e recisa della dottrina, rischia di confondere i livelli della sostanza con quelli della espressione, fino a perdere ogni contatto con la storia, in ragione di una difesa ad oltranza non della verit\u00e0, ma di una formulazione di essa, che mostra di non esser pi\u00f9 adeguata a mediare il vangelo in una diversa epoca della storia della Chiesa.<br \/>[&#8230;]<br \/>[&#8220;Indossolubilit\u00e0&#8221;] rientra tra quelle \u201cformule classiche\u201d con cui la dottrina ha espresso il rapporto con la verit\u00e0 mediante una \u201cnegazione di negazioni\u201d. Lo si \u00e8 fatto per diverse esperienze centrali della vita di fede: per la autorevolezza della pagina biblica si \u00e8 parlato di \u201cinerranza\u201d; per l\u2019autorit\u00e0 del Vescovo di Roma in quanto Papa si \u00e8 parlato di \u201cinfallibilit\u00e0\u201d; cos\u00ec, per il disegno di unit\u00e0 che Dio riserva al rapporto tra uomo e donna si \u00e8 utilizzato il termine \u201cindissolubilit\u00e0\u201d. Nessuno pu\u00f2 negare quanto questo concetto abbia saputo orientare con forza e determinazione non solo il pensiero, ma le vite e i desideri di molte generazioni di cristiani.<br \/>Ma la forza con cui la tradizione pu\u00f2 continuare ad essere feconda deve tener conto del limite intrinseco di ogni \u201cformula negativa\u201d. Negare una negazione \u00e8 una cosa; affermare positivamente una verit\u00e0, \u00e8 un\u2019altra cosa. Che l\u2019unit\u00e0 che Dio dona alla comunione tra uomo e donna implichi il divieto che l\u2019uomo possa scioglierla \u2013 e questo deve essere certamente confermato con tutta la &nbsp;forza necessaria &#8211; non \u00e8 una affermazione che decida, immediatamente, quelle problematiche di esperienza di s\u00e9 e dell\u2019altro che derivano &#8211; in modo originale e non assimilabile al passato &#8211; dalla nuova coscienza tardo moderna del soggetto libero, titolare di diritti, che vive il matrimonio anche sempre secondo le logiche del sentimento e dell\u2019affetto e che non pu\u00f2 semplicemente \u201cadeguarsi\u201d ad un modo di comprendere quella esperienza, che risponde ormai ad un altro modello e ad un altro stadio della civilt\u00e0 e della autocoscienza. La \u201ctrasformazione della intimit\u00e0\u201d, al di l\u00e0 delle teorie con cui viene interpretata, \u00e8 un fenomeno che ha profondamente modificato e sviluppato l\u2019esperienza dei soggetti tardo-moderni e che non pu\u00f2 essere liquidata, semplicemente, come un tema cui applicare le confutazioni pur necessarie, ma spesso autoreferenziali, di una teologia apologetica.<br \/>Lo ripeto: qui non \u00e8 in discussione la sostanza della dottrina di ci\u00f2 che \u00e8 stato chiamato \u201cindissolubilit\u00e0 matrimoniale\u201d. Qui deve essere discussa la adeguatezza con cui il disegno di unit\u00e0 che Dio ha disposto per l\u2019amore tra uomo e donna possa essere pienamente espresso da questa categoria di \u201cindissolubilit\u00e0\u201d e in particolare dalla sua concezione giuridico-ontologica. Questa discussione, che riguarda la relazione tra sostanza della dottrina e sua formulazione linguistica, costituisce un punto preliminare decisivo per una corretta impostazione della problematica dei &#8220;fedeli divorziati risposati&#8221;\u201d Da un lato, infatti, se teniamo ferma la identificazione della dottrina ecclesiale con questa formulazione classica, troviamo immediatamente, e senza grande fatica, una soluzione radicale della questione, nel senso che la questione stessa non ha consistenza, non pu\u00f2 sussistere. E\u2019 la impostazione classica che, maturata in un contesto civile, culturale ed ecclesiale profondamente diverso dal nostro, oggi non \u00e8 neppure in grado di riconoscere la questione dei \u201cfedeli divorziati risposati\u201d nella sua portata sociale ed esistenziale; oppure, in tutta buona fede, essa propone soluzioni marginali, che, nel loro fondo, non riconoscono il carattere problematico dei fatti che vogliono interpretare.<br \/>[&#8230;]<br \/>Come tenter\u00f2 di mostrare, <i>al concetto \u201coggettivo\u201d di \u201cindissolubilit\u00e0\u201d, cui la societ\u00e0 contemporanea \u00e8 tentata di contrapporre il concetto \u201csoggettivo\u201d di \u201cdisponibilit\u00e0\u201d, dovremmo affiancare il concetto \u201cintersoggettivo\u201d di \u201cindisponibilit\u00e0\u201d<\/i>.<br \/>Infatti, una teoria classica della indissolubilit\u00e0 pu\u00f2 trovare una soluzione alla \u201cseconda unione\u201d soltanto in due modi: o negando la prima unione (mediante accertamento della sua nullit\u00e0 del matrimonio) o influendo sulla seconda unione (o mediante la richiesta di ritorno alla prima unione oppure, in caso di irreversibilit\u00e0, mediante la richiesta di vivere la seconda unione \u201ccome fratello e sorella\u201d). Invece,<i> una teoria della \u201cindisponibilit\u00e0\u201d<\/i> pu\u00f2 riconoscere che, nulla togliendo alla radicalit\u00e0 della indicazione evangelica circa la unit\u00e0 dei due coniugi, <i>si pu\u00f2 guadagnare una prospettiva pi\u00f9 \u201cpudica\u201d circa l\u2019esistenza del vincolo, accettando che anch\u2019esso, come i coniugi, \u201cpossa morire\u201d<\/i>. La \u201cmorte morale del vincolo\u201d assume in pi\u00f9 di un caso la caratteristica della indisponibilit\u00e0, ossia non dipende direttamente da una \u201cdecisione\u201d dei coniugi.<br \/>Se questo fosse il caso, la Chiesa potrebbe ammettere &#8211; in circostanze determinate e non come una legge generale &#8211; che il <i>riconoscimento della nuova unione non avrebbe bisogno di fondarsi sulla \u201cinesistenza originaria\u201d della precedente unione, ma potrebbe costatare la \u201cmorte del vincolo\u201d e cos\u00ec dischiudere l\u2019orizzonte di un \u201cnuovo inizio\u201d possibile, vivibile e riconoscibile, anche sul piano della ufficialit\u00e0 ecclesiale<\/i>.<br \/>Si tratterebbe, in sostanza, di unire \u201cradicale\u201d e \u201cpudico\u201d. Di lasciare intatto il radicale slancio profetico all\u2019unit\u00e0, richiesto dal Vangelo, coniugandolo per\u00f2 con un sano e pudico realismo, dovuto alla storia e richiesto anche dal buon senso.<br \/>Ovviamente, in tutte queste ipotesi si tratta di una riflessione \u201cde lege condenda\u201d, che, pur non essendo priva di precedenti in Oriente ed Occidente, dovrebbe essere assunta apertamente, da parte del magistero della Chiesa, come una prospettiva che, senza mutare la sostanza della dottrina, si disponesse a mutare profondamente la disciplina e il linguaggio della tradizione.<br \/>Una coraggiosa traduzione a favore della intelligenza della tradizione: questo mi sembra l\u2019attuale compito ecclesiale. Non \u00e8 facile, certo; ma ancor meno facile \u00e8 illudersi di poterne fare a meno; a meno di voler rimuovere totalmente la questione e volersi chiudere &#8211; secondo un istinto antimoderno piuttosto radicato &#8211; in una Chiesa ancora pi\u00f9 autoreferenziale.<\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esce oggi il mio libro: &#8220;Indissolubile? Contributo al dibattito sui divorziati risposati&#8221;, per i tipi di Cittadella &#8211; Assisi. 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