{"id":3348,"date":"2014-09-09T15:01:00","date_gmt":"2014-09-09T13:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sul-rito-della-pace-una-intervista-su-aleteia\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:49","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:49","slug":"sul-rito-della-pace-una-intervista-su-aleteia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sul-rito-della-pace-una-intervista-su-aleteia\/","title":{"rendered":"Sul rito della pace: una intervista su &#8220;Aleteia&#8221;"},"content":{"rendered":"<div style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 16px; width: 963px;\">\n<div style=\"background-color: white; width: 923px;\">\n<div style=\"box-sizing: border-box; float: left; margin-left: 0px; min-height: 26px; width: 923px;\">\n<h1 style=\"color: inherit; font-family: Arial; font-size: 34px; font-weight: normal; line-height: 36px; margin: 8px 0px; text-rendering: optimizelegibility;\">Il segno della pace, un rito con radici profonde<\/h1>\n<div><\/div>\n<div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; di Emanuele D&#8217;Onofrio<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"background-color: white; width: 923px;\">\n<div style=\"box-sizing: border-box; float: left; margin-left: 0px; min-height: 26px; width: 923px;\">\n<h2 style=\"color: inherit; font-family: Liberation; font-size: 18px; font-weight: normal; line-height: 28px; margin: 8px 0px; text-rendering: optimizelegibility;\">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Il recente documento della Congregazione per il culto divino ha riacceso il dibattito su un gesto antico e &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; interpretato in molti modi dalle comunit\u00e0 cristiane dei cinque continenti<\/h2>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"width: 963px;\">\n<div style=\"background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border-left-color: rgb(240, 240, 240); border-left-style: solid; border-left-width: 1px; box-sizing: border-box; float: left; margin-left: 0px; min-height: 26px; width: 620px;\">\n<div>\n<div style=\"padding: 0px 0px 0px 20px;\">\n<div style=\"width: 599px;\">\n<div style=\"box-sizing: border-box; float: left; margin-left: 0px; min-height: 26px; width: 599px;\">\n<div style=\"width: 599px;\">\n<div style=\"box-sizing: border-box; float: left; margin-left: 0px; min-height: 26px; width: 599px;\">\n<div style=\"width: 599px;\">\n<div style=\"box-sizing: border-box; color: #333333; float: left; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 16px; margin-left: 0px; min-height: 26px; padding: 0px; width: 88.9375px;\">\n<div style=\"position: fixed; top: 55px; z-index: 2;\">\n<div gigid=\"showShareBarUI\" style=\"visibility: visible;\">\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"box-sizing: border-box; float: left; margin-left: 13.046875px; min-height: 26px; width: 496.984375px;\">\n<div style=\"width: 496.984375px;\">\n<div><span style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: 17px; line-height: 25px;\">La lettera inviata alcuni messi fa ha scoperto il velo su un mare di differenze nella pratica liturgica di tutte le comunit\u00e0 cristiane.&nbsp;<\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.aleteia.org\/it\/religione\/articolo\/il-rito-della-pace-a-messa-meglio-non-farlo-che-farlo-in-un-modo-qualsiasi-5827990625714176\" style=\"color: #0088cc; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 25px; text-decoration: none;\" target=\"_blank\">Come gi\u00e0 raccontato da Aleteia qualche settimana fa<\/a><span style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: 17px; line-height: 25px;\">&nbsp;il documento inviato dalla Congregazione per il culto divino qualche mese fa agli episcopati di tutto il mondo chiedeva che il \u201csegno della pace\u201d, rito che appartiene al momento dell\u2019Eucarestia nella celebrazione della messa, sia svolto con sobriet\u00e0 e moderazione, e soprattutto, che si riveda la pratica di accompagnarlo con canti specifici. Questa presa di posizione della Congregazione \u2013 accolta con qualche perplessit\u00e0 da alcuni ambienti del mondo cattolico, come racconta&nbsp;<\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2014\/09\/03\/news\/la_chiesa_ai_sacerdoti_il_segno_della_pace_non_uno_show-94903527\/?ref=HREC1-7\" style=\"color: #0088cc; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 25px; text-decoration: none;\" target=\"_blank\">Repubblica<\/a><span style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: 17px; line-height: 25px;\">&nbsp;&#8211; ha suggerito a noi di&nbsp;<\/span><\/span><em style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 25px;\">Aleteia<\/em><span style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: 17px; line-height: 25px;\">&nbsp;di rivolgerci ad un esperto di liturgia e teologia sacramentaria, il prof. Andrea Grillo, docente presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma e presso l&#8217;Istituto di Liturgia Pastorale di Padova, per conoscere pi\u00f9 a fondo questo rito.&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 25px;\">Qual \u00e8 la storia di questo rito?<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: 17px; line-height: 25px;\">Grillo: Intanto bisogna chiarire una cosa che anche dai documenti pi\u00f9 recenti non sembra essere molto chiara. Il rito di pace \u00e8 un\u2019antichissima tradizione ecclesiale che si colloca per lo pi\u00f9 nell\u2019ambito dei riti di comunione. \u00c8&nbsp; esplicitazione del senso della comunione cristiana, \u00e8 dono del Signore e in quanto tale non \u00e8 collocato tra i riti dell\u2019Offertorio, come succede nella tradizione ambrosiana, ma appunto tra i riti di Comunione. Le attestazioni storiche del primo millennio sono molto forti e significative, e dicono anche di una corporeit\u00e0 dell\u2019atto, del bacio di pace che attraversava l\u2019assemblea. Nel Medioevo questo rito tende sempre di pi\u00f9 a contrarsi fino a rimanere presente soltanto nella Messa Solenne e a scomparire del tutto dalla messa cosiddetta \u201cletta\u201d, o messa comune. La riforma liturgica del 1970 fa il grande gesto di rimettere strutturalmente il rito della pace, con il \u201csegno\u201d, in ogni messa che viene celebrata. Ed \u00e8 questa la grande novit\u00e0, fino ad allora di quel rito non c\u2019era quasi pi\u00f9 traccia nel vissuto comune. Talmente recente \u00e8 la novit\u00e0, infatti, che ancora qualcuno si stupisce che ad un certo punto ci si baci, o come \u00e8 pi\u00f9 consueto, si dia la mano a chi si avvicina. Ecco, questo gesto si carica di un senso eucaristico, di fare comunione anche nella forma di lasciarsi donare dal Cristo la pace, che si comunica ai vicini. Ovviamente, questa novit\u00e0 ha da un lato sorpreso, quasi scandalizzato. Dall\u2019altro ha entusiasmato, per cui pu\u00f2 succedere, come avviene talvolta, che il rito di pace abbia una sua diffusione all\u2019interno dell\u2019assemblea al punto che forse non il presbitero, ma i chierici e i chierichetti, passino tra le panche e quasi diano le mani a tutti.&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 25px;\">Qual \u00e8 la preoccupazione della Chiesa?<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: 17px; line-height: 25px;\">Grillo: La preoccupazione da parte dei vertici della Chiesa \u00e8 da un certo punto di vista quella di voler dare una sorta di attendibilit\u00e0 o prevedibilit\u00e0 del gesto, nel senso che non sia ogni singola comunit\u00e0 che decida, che si faccia in modo appena percettibile, o duri un quarto d\u2019ora e coinvolga tutti. Cio\u00e8, si vuole trovare una via media, e questa \u00e8 la buona intenzione. L\u2019intenzione un po\u2019 meno condivisibile \u00e8 aver paura del gesto. Mi pare che l\u2019ultimo documento lasci trasparire una sorta di timore che il gesto si faccia troppo visibile. La cosa secondo me pi\u00f9 sorprendente \u00e8 che nel testo si dica che laddove ci siano problemi il modo per risolverli \u00e8 non farlo. Questo \u00e8 molto grave, perch\u00e9 \u00e8 vero che \u00e8 possibile cadere in abusi, ma io non definirei un abuso il fatto che siano nati canti associati al gesto di pace. Il ragionamento che leggiamo nel documento \u00e8 che nella tradizione i canti non ci sono: certo, non ci sono perch\u00e9 non c\u2019era il rito di pace. Ma quando un rito prende la sua evidenza, e il rito ha un\u2019evidenza cos\u00ec massiccia negli ultimi cinquant\u2019anni, \u00e8 normale che in una Chiesa che pensa a quel che fa nasca l\u2019esigenza di sottolineare quel gesto anche col canto. Ovviamente va controllato, va sincronizzato anche con gli altri canti che gli stanno a fianco, perch\u00e9 non si pu\u00f2 cantare l\u2019Agnus Dei insieme al rito di pace. Bisogna trovare il modo di non infarcire il rito di comunione con canti continui. Ma a me sembra che definirlo&nbsp;<\/span><\/span><em style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 25px;\">sic et simpliciter<\/em><span style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: 17px; line-height: 25px;\">&nbsp;un abuso sia un modo per non capire l\u2019evoluzione degli ultimi cinquant\u2019anni, che \u00e8 inevitabilmente lenta, che prevede anche sbandate, ma che essendo una novit\u00e0 \u2013 come ogni volta accade nella Chiesa \u2013 per trovare l\u2019assetto giusto impiega qualche generazione. E noi siamo solo alla seconda.&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 25px;\">A volte gi\u00e0 accade di trovare sacerdoti che \u201csaltano\u201d il rito della pace?<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: 17px; line-height: 25px;\">Grillo: Certo, per\u00f2, per certi versi questo \u00e8 un rimedio peggiore del male. \u00c8 chiaro che c\u2019\u00e8 un male sintomo di un disagio ecclesiale se il rito di pace diventa rito scomposto che occupa pi\u00f9 tempo del rito di comunione. Questo non pu\u00f2 essere. Per\u00f2 \u00e8 altrettanto un errore cancellarlo o viverlo con difficolt\u00e0 perch\u00e9 i cristiani, essendo tutti figli di un unico Padre e tutti fratelli mangiano un unico pane, bevono un unico calice e possono abbracciarsi, toccarsi la mano, baciarsi, per dire la pace di Cristo. Se non lo fanno, perdono qualcosa. Il documento dice: \u00e8 gi\u00e0 tutto nell\u2019Eucarestia. S\u00ec, \u00e8 gi\u00e0 tutto nell\u2019Eucarestia sacramentale, ma l\u2019Eucarestia diventa un pane, un calice, un certo modo di condividerlo, e diventa anche un certo modo di segnarsi con la pace.&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 25px;\">Pensa che questa sia anche la posizione di papa Francesco?<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: 17px; line-height: 25px;\">Grillo: No, io penso che questo sia il frutto dell\u2019idea di una Congregazione. Il papa certo controfirma una serie di documenti, ma questo \u00e8 il frutto di una Congregazione che ha quasi continuamente segnato, dal 2001 ad oggi, una serie di documenti che tendono a resistere alle logiche della riforma liturgica. Questo \u00e8 un problema che certamente Papa Francesco conosce. Io sono convinto che il Papa come molti vescovi e molta parte del popolo di Dio, non sono per niente sintonizzati su questa logica per cui tu abolisci il canto di pace e cos\u00ec risolvi il problema. No, non \u00e8 cos\u00ec che si affronta la questione. Ci sono opportunit\u00e0 in cui si deve cantare, altre in cui non si deve cantare, ma la cosa non si pu\u00f2 risolvere definendo abuso una prassi nuova della chiesa, perch\u00e8 questo vorrebbe dire mummificare la liturgia.&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 25px;\">Non c\u2019\u00e8 il rischio che questo documento venga percepito come un esempio di \u201cpaura della corporeit\u00e0\u201d nella Chiesa?<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: 17px; line-height: 25px;\">Grillo: Non c\u2019\u00e8 dubbio. Questo \u00e8 uno dei motivi pi\u00f9 seri. \u00c8 vero che la liturgia comporta una corporeit\u00e0 che ha delle forme di stilizzazione: si mangia, ma \u00e8 come se non si mangiasse, si beve ma \u00e8 come se non si bevesse, si d\u00e0 il segno di pace ma si sa che la pace che conta non \u00e8 quella segnalata da un gesto eucaristico. E tuttavia, la dimensione sacramentale \u00e8 costitutivamente corporea, non pu\u00f2 aver paura dell\u2019espressione corporea, mentre la logica dell\u2019abuso, cos\u00ec com\u2019\u00e8 costruita nel documento \u00e8 una logica che prende le distanze dal gesto.. Se uno va, anche a Roma, in qualche chiesa dove ci sono messicani, al momento della pace, si sente il rumore delle mani sulle spalle. In certe zone dell\u2019America Latina, e questo papa Francesco lo sa bene, la pace diventa un gesto corretto, spirituale, ma che fa rumore. Questo \u00e8 parte del patrimonio ecclesiale. Da quando la Chiesa \u00e8 fatta da cinque continenti darsi la pace \u00e8 per un africano, per un nordamericano, per un europeo, per un sudamericano un gesto diverso, che per\u00f2 \u00e8 carico di un senso simbolico forte. Rinunciare a questo significa rinunciare ad una parte della comunione ecclesiale, e rendere la liturgia un luogo dove si applicano norme, piuttosto che un luogo dove si incontrano persone.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"width: 496.984375px;\">\n<div style=\"box-sizing: border-box; float: left; margin-left: 0px; min-height: 26px; width: 496.984375px;\">\n<div style=\"margin-right: 50px;\">\n<div>\n<div style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 25px; margin: 20px 0px;\">sources:&nbsp;<a data-position=\"Source\" href=\"http:\/\/www.aleteia.org\/\" style=\"color: #0088cc; font-size: 13px; text-decoration: none; text-transform: uppercase;\" target=\"_blank\">ALETEIA<\/a>&nbsp;<\/div>\n<div style=\"margin: 20px 0px;\"><span style=\"color: #333333; font-family: Lato, Helvetica, Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: 17px; line-height: 25px;\">(http:\/\/www.aleteia.org\/it\/religione\/articolo\/il-segno-della-pace-un-rito-con-radici-profonde-5850317098844160)<\/span><\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il segno della pace, un rito con radici profonde &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; di Emanuele D&#8217;Onofrio &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Il&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3348"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3348"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3348\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3634,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3348\/revisions\/3634"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3348"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3348"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3348"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}