{"id":3346,"date":"2014-09-17T15:16:00","date_gmt":"2014-09-17T13:16:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/dialogo-estivo-tra-salmann-e-grillo-in-vista-del-sinodo-sulla-famiglia\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:49","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:49","slug":"dialogo-estivo-tra-salmann-e-grillo-in-vista-del-sinodo-sulla-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/dialogo-estivo-tra-salmann-e-grillo-in-vista-del-sinodo-sulla-famiglia\/","title":{"rendered":"Dialogo estivo tra Salmann e Grillo in vista del Sinodo sulla Famiglia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/copertina-settimana31-2014.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/copertina-settimana31-2014.jpg\" height=\"320\" width=\"231\" \/><\/a><br \/>Sull&#8217;ultimo numero di &#8220;Settimana&#8221; \u00e8 stato pubblicato questo &#8220;dialogo estivo&#8221; sui temi fondamentali che verranno affrontati nell&#8217;ormai prossimo Sinodo dei Vescovi.<\/p>\n<p><\/p>\n<h2>Parres\u00eca &nbsp;in vista del Sinodo&nbsp;<\/h2>\n<h3>Dialogo estivo tra Elmar Salmann e Andrea Grillo<\/h3>\n<p>Le premesse del dialogo che qui viene intrecciato sono diverse e composite. Da un lato vi \u00e8 un lungo tempo di collaborazione, iniziato quasi 25 anni fa e sviluppatosi in una lunga collaborazione, soprattutto a Roma, a S. Anselmo. Di recente, il ritorno di Elmar Salman in Germania, alla sua abbazia di Gerleve, dopo tanti anni di insegnamento romano, ha certo diradato i rapporti, come era inevitabile. Ma, grazie alla comunicazione digitale e in occasione della pubblicazione di \u201cIndissolubile?\u201d da parte di A. Grillo, \u00e8 nata l\u2019idea di un confronto aperto e schietto sui temi del prossimo Sinodo. Di qui \u00e8 scaturito questo scambio estivo di vedute a distanza, che offriamo alla comune considerazione. E\u2019 una discussione sull\u2019orizzonte pi\u00f9 ampio e pi\u00f9 complessivo del matrimonio, al cui interno possono essere lette e rilette le questioni pi\u00f9 brucianti e quelle pi\u00f9 urgenti.<\/p>\n<p>I. <b>La \u201crivoluzione\u201d tardo moderna<\/b><\/p>\n<p><i>Andrea Grillo<\/i>: Vorrei cominciare da lontano, come forse \u00e8 ovvio. Si \u00e8 detto, non senza ragione, che \u00e8 difficile parlare della \u201cpatologia\u201d del matrimonio se non si affronta con chiarezza la sua \u201cfisiologia\u201d. Va anche riconosciuto che spesso \u00e8 stata proprio la Chiesa, per secoli, a impostare \u201cin negativo\u201d la riflessione de matrimonio. E questa lunga e autorevole tradizione, tutta attenta a identificare i vizi di forma del sacramento, oggi, inevitabilmente ci si rivolta contro. Quasi ci impedisce di accedere al sacramento in tutta la sua complessa positivit\u00e0. Perch\u00e9, nel frattempo, negli ultimi 200 anni, molte cose sono cambiate.Sono \u201ccambiate\u201d, non solo \u201cpeggiorate\u201d. Le forme di vita \u201cborghesi\u201d, la libert\u00e0di coscienza, il primato dell\u2019individuo, la possibilit\u00e0 di \u201cseconde nozze\u201d e di famiglie allargate hanno profondamente modificato il panorama civile e culturale, almeno del contesto europeo. A ci\u00f2 la Chiesa ha reagito in diversi modi. Arroccandosi su posizioni di scontro frontale, elaborando teorie pi\u00f9 adeguate del sacramento, scivolando su letture giuridico-metafisiche totalmente sorde alle nuove istanze offerte dal nuovo mondo liberale. Mi sembra che la relazione del Card. W. Kasper, al Concistoro di febbraio, abbia seriamente tenuto conto della impercorribilit\u00e0 delle strade \u201cautoreferenziali\u201d. Su questo, tuttavia, una riflessione profonda della Chiesa sulla \u201ctrasformazione dell\u2019intimit\u00e0\u201d (Giddens) e sull\u2019amore come \u201cpassione\u201d (Luhmann) mi sembra ancora del tutto carente. Ma se manca questo passaggio, la questione dei \u201cdivorziati risposati\u201d non pu\u00f2 essere riconosciuta in tutta la sua urgenza, come sintomo di una lettura inadeguata del matrimonio contemporaneo.<\/p>\n<p><i>Elmar Salmann<\/i>: Viviamo da due secoli, ma soprattutto dopo il \u00b468, una trasposizione della societa\u2018 e della sensibilita\u2018 psicologica da una logica degli stati oggettivi della vita verso la logica del biografico, nella quale ognuna scopre la poliedricita\u2018 della propria vita, della propria anima e del proprio ruolo sociale. Una differenziazione inaudita, che ha aumentato le nostre pretese nei confronti della qualit\u00e0 dei rapporti, esponendoli allo stesso momento a una maggiore vulnerabilita\u2019 e flessibilita\u2019. &nbsp;Vi si aggiunge la crescente longevit\u00e0, la complessit\u00e0 e l\u2019intrecciarsi dei mondi professionali e relazionali, il mutato ruolo delle donne&#8230; Tutto cio\u2019 non si lascia incastonare nell\u2019assetto ontologico-giuridico-sacramentale della Chiesa. Almeno in Europa, il rito ecclesiale viene accettato da sempre meno coppie, per motivi di circostanza sociale, di decoro, di aumento del carattere celebrativo. Si \u00e8 creato un altro stile di congiunzione e di separazione, di fedelt\u00e0 e di congedo, di sensibilit\u00e0 e di apertura: uno stile che appare del tutto incompatibile con le premesse ecclesiali.<\/p>\n<p><i>Andrea Grillo<\/i>: Ci\u00f2 che dovremmo considerare \u00e8 precisamente la tensione, che si \u00e8 venuta a creare, tra maggiore facilit\u00e0 di relazione e la maggiore precariet\u00e0 della stessa. Ci\u00f2 che Luhmann ha chiamato maggiore esigenza di impersonalit\u00e0 della societ\u00e0 complessa e quindi maggiore desiderio di personalizzazione. Questa evoluzione non pu\u00f2 essere letta semplicemente in prospettiva morale\/moralistica, ossia con la categoria del \u201cdovere\u201d. La struttura sociale e culturale oggi aumenta gli spazi individuali di libert\u00e0 (del bambini, della madre, del marito, del nonno o dello zio) e per questo rende molto pi\u00f9 precario il collegamento strutturale che la famiglia classica offriva, non solo per \u201csenso del dovere\u201d, ma per dipendenza economica, sociale e culturale. La libert\u00e0 ha un prezzo. Mi pare che talvolta il giudizio che gli ambienti ecclesiali propongono sugli sviluppi degli ultimi 200 anni siano basati su una profonda incomprensione della \u201cregula aurea\u201d che sovraintende al matrimonio cristiano: ossia quella di essere &#8211; tra tutti i sacramenti &#8211; quello che pi\u00f9 strutturalmente dipende da condizioni naturali e culturali, che la Chiesa non pone, ma che \u201criceve\u201d. Su questo mi pare che il difetto di riflessione oggi sia molto accentuato, se lo paragoniamo con la spregiudicatezza medioevale e moderna&#8230;<\/p>\n<p><i>Elmar Salmann<\/i>: E\u2018 vero, la Chiesa non pone ma riceve gli sposi, il loro consenso e tutto lo stile di convivenza in una data societa\u2018. Non domina e men che meno infierisce sul vincolo matrimoniale. Lo ospita, lo accoglie, lo conferma, lo sigilla, lo benedice, lo inserisce nello spazio mistico tra Cristo e Chiesa oppure nell\u2019ambito della Sfera trinitaria. Ne risulta un Paraclito, un Avvocato confortante. Il che non esclude un versante giuridico, ma per renderlo piu\u2019 duttile, umanamente oculato, consono alla storia, che si dischiude tra biografia, psicologia e presenza della grazia.<\/p>\n<p>II: <b>La legge in senso antico e in senso moderno<\/b><\/p>\n<p><i>Andrea Grillo<\/i>: Un secondo fronte che mi piacerebbe discutere \u00e8 quello della \u201clegge\u201d. Non mi interessa qui tanto la questione della \u201clegge naturale\u201d, quanto quella di una concezione che definirei \u201costinatamente pedagogica\u201d della legge. &nbsp;Il mondo tardo-moderno, in forme sempre pi\u00f9 ricche e complesse, ha elaborato una nozione di \u201clegge\u201d che produce una forte accentuazione dei \u201cdiritti del soggetto\u201d. Questo sviluppo, che non \u00e8 affatto privo di problemi e di rischi, non pu\u00f2 essere contrastato semplicemente con una teoria \u201coggettiva\u201d e \u201cpedagogica\u201d della legge. Su questo punto, come credo, le riletture della tarda modernit\u00e0 come \u201cperdita del valore pedagogico della legge\u201d sembrano rimaste indietro rispetto al nuovo equilibrio tra libert\u00e0 e autorit\u00e0 che questa epoca ha elaborato in modo originale. A me pare che il matrimonio sia luogo esemplare di questa rilettura del rapporto tra libert\u00e0 e autorit\u00e0. Se a ragione dobbiamo riconoscere alla tarda modernit\u00e0 una certa semplificazione del matrimonio come \u201cluogo della autorit\u00e0\u201d, cionondimeno la Chiesa non pu\u00f2 appiattire il vangelo semplicemente sulla difesa di un assetto individuale, comunitario e sociale di impianto pre-moderno. Nel matrimonio appare evidente, oggi, che il soggetto, il legame e il riconoscimento sociale procedono in modo nuovo e non necessariamente peggiori. Accettare questo orizzonte nuovo dovrebbe essere un prerequisito del dibattito.<\/p>\n<p><i>Elmar Salmann<\/i>: &nbsp;La legge e\u2019 la categoria meno adatta per definire queste relazioni. Al limite si creano alcune regole e forme regolate di convivenza registrata. Ma anche per il Cristianesimo mi pare che questa impostazione rischi di essere un pensiero fuorviante. Le poche sentenze di Ges\u00f9 si rivolgono contro il carattere giuridico (che conosce sempre i trucchi per essere capovolto) della Legge Antica per rafforzare l\u2019aspetto della fedelt\u00e0, della unicit\u00e0 personale del legame, di modo che perfino i discepoli (ovviamente sposati, solo che le Bibbia snobba questo aspetto) si spaventano. Si tratta, da parte di Ges\u00f9, di comandamenti dell\u2019amore, dell\u2019ethos della Nuova Alleanza e del nuovo ordine escatologico, non di una legge giuridica incombente. Del resto, la famiglia e il matrimonio non si trovano per niente al centro della predicazione e della considerazione gesuanica, anzi vengono marginalizzati in nome della logica della sequela, che fa saltare gli assetti della societ\u00e0 perbene. Il matrimonio risulta cos\u00ec un \u201ccompromesso storico\u201d e una benedizione bella e difficile, che si trova, come tutta l\u2019esistenza, sotto la tutela e lo sprone del comandamento dell\u2019amore, che non si lascia per niente ricondurre alla Legge di Mose\u2019.<\/p>\n<p><i>Andrea Grillo<\/i>: Sono d\u2019accordo con questa chiarificazione, ma sento anche la necessit\u00e0 di salvaguardare &nbsp;una continuit\u00e0 con lo sviluppo che in Occidente, dal Medioevo in poi, ha strettamente collegato il matrimonio con le questioni giuridiche del legame, del consenso, della consumazione&#8230;Oggi credo che la Chiesa debba recuperare l\u2019orizzonte escatologico del sacramento, ma non possa rinunciare a \u201cdar forma giuridica\u201d a questa nuova prospettiva. Da un certo punto di vista \u00e8 stata scavalcata dallo Stato Moderno, ma da un altro punto di vista, essa conserva risorse importanti per salvaguardare il lato \u201cgratuito\u201d e \u201cnon disponibile\u201d del rapporto tra uomo e donna&#8230;<\/p>\n<p><i>Elmar Salmann<\/i>: &nbsp;E cosa ne sa di tutto questo un clero celibe, una tradizione che fin dagli esordi ha privilegiato la verginita\u2019? Mi pare che alla Chiesa spetterebbe un po\u2019 di pudore, di rispetto, di generosita\u2019 e di grande timore nell\u2019esprimere giudizi nei confronti delle persone sposate.<\/p>\n<p>III.<b> Una intimit\u00e0 trasformata e codificata<\/b><\/p>\n<p><i>Andrea Grillo<\/i>: Un terzo fronte di riflessione, non separato dai due precedenti, pu\u00f2 essere individuato nel mutamento culturale del concetto di \u201cintimit\u00e0\u201d. Le opere di grandi pensatori dell\u2019ultimo secolo (come Luhmann, Foucault e Giddens) hanno accuratamente sondato questo mutamento. La intimit\u00e0 \u201ctrasformata\u201d, \u201ccodificata\u201d e \u201coggetto di cura\u201d sono una grande novit\u00e0 degli ultimi 200 anni. D\u2019altra parte il concetto di intimit\u00e0 era stato usato da Agostino come un modo di comprendere Dio stesso, da lui inteso e definito \u201cintimior intimo meo\u201d. Che cosa accade quando il concetto di intimit\u00e0 subisce un mutamento tanto radicale e acquisisce nuove forme di evidenza e di correlazione, con gli uomini e con Dio? Su questo la Chiesa ha bisogno, oggi, di una riflessione spregiudicata, nella quale maturi la coscienza della correlazione tra Dio e uomo affidata a concetti \u201cfragili\u201d come quello di intimit\u00e0. Senza cedere n\u00e9 alla tentazione di irrigidire ontologicamente la relazione, n\u00e9 alle forme pi\u00f9 improvvisate e meno fondate di conciliazione e di adattamento. Certo, una tradizione che ha negato ogni relazione tra sacramento del matrimonio e sentimento dell\u2019amore incontra oggi molta difficolt\u00e0 ad elaborare una teoria adeguata del sacramento e dell\u2019uomo stesso!<\/p>\n<p><i><br \/><\/i><i>Elmar Salmann<\/i>: Il contatto intimo tra due persone, il suo nascere, sbiadirsi, infrangersi, si configura tra i segreti, se non tra i misteri piu\u2019 enigmatici e promettenti della vita. E\u2019 indisponibile e chiede tutto l\u2019impegno da parte delle persone coinvolte. Merita, nel caso del matrimonio, la tutela e la salvaguardia della societ\u00e0 e la benedizione della Chiesa, per renderla pi\u00f9 attendibile e meno friabile, eppure ci rimane una dinamica non del tutto calcolabile, sia per la ricchezza e la riuscita che per il derealizzarsi del legame. La cura d\u2019anime e la benedizione ecclesiale possono sorreggere, incoraggiare, inquadrare una tale alleanza, ma non possono dominarla. Il Noi e\u2019 affetto, vincolo, esigenza e grazia, impegno e allo stesso momento sfugge da ogni piglio teorico, morale, giuridico. Vi e\u2019 qualcosa di grazioso, di sorprendente e di tragico nel suo persistere, nel suo rinnovarsi e anche nel suo fallire.<\/p>\n<p><i>Andrea Grillo<\/i>: Ecco, proprio qui io vedo uno dei punti pi\u00f9 delicati della contingenza attuale. Oggi i discorsi ecclesiali oscillano tra due estremi. Da un lato vi \u00e8 chi pensa di dover ridurre il discorso ecclesiale ad una sorta di \u201cparenesi consolatoria\u201d, rinunciando totalmente alla ufficialit\u00e0 giuridica e istituzionale. Sarebbe lo Stato Moderno ad occuparsi \u2013 bene o male \u2013 di queste cose. Ma d\u2019altra parte c\u2019\u00e8 chi continua a pensare che la Chiesa, con il proprio ordinamento giuridico, costituisca la forma unica di legittimazione dell\u2019unione matrimoniale tra uomo e donna. In questo caso la rinuncia alla struttura giuridica e disciplinare viene letta quasi come un sinonimo di \u201capostasia\u201d. Ci\u00f2 che \u00e8 in gioco, mi pare, \u00e8 la relazione tra mondo e grazia. Su questo credo che il matrimonio patisca nel modo pi\u00f9 forte le incomprensioni tardo-moderne della relativa autonomia del mondo e della invisibilit\u00e0 della grazia.<\/p>\n<p><i>Elmar Salmann<\/i>: Infatti ci manca una teoria e una prassi della esperienza della grazia che abbia saputo cogliere le risonanze della psicologia del profondo, della sociologia, della mistica, e semplicemente una dimestichezza colla vita vissuta, patita, gioiosamente e tragicamente incarnata. In S..Tommaso d\u2019Aquino il trattato sulla grazia si trova nella conclusione di una lunga disamina sul desiderio, sulle pulsioni libidinose ed aggressive, sul contegno umano, sulla peccaminosita\u2019 e sulle diverse forme della legge\u2026 Come potremmo inquadrare un discorso sulla grazia del matrimonio oggi, in un contesto dove tutto \u00e8 cambiato? Ci vorrebbe in questo ambito una grande delicatezza e chiarezza empatica.<\/p>\n<p>IV.<b> Le categorie ecclesiali e la vita tardo-moderna<\/b><\/p>\n<p><i>Elmar Salmann<\/i>: &nbsp;Le categorie ecclesiali non conoscono la realta\u2019 dell\u2019ambivalenza che vige in tante falde della vita. Si parla di grazia, morale, peccato, fallimento, al limite di misericordia, ove si tratta per molti casi di oggi di trasformazioni, di incompatibilita\u2019 riconosciuta, di un lento sfaldarsi, della scoperta di altre dimensioni, aldila\u2019 della colpa etc. La Chiesa e la societa\u2019 possono e devono favorire un clima di fiducia, di fedelta\u2019, di pazienza, della gioia delle scoperte nel medesimo, della reciprocita\u2019, ma anche il senso del congedo, del lasciarsi, del fallimento tragico, dei cambiamenti che segnano una biografia. L\u2019incastonatura giuridica e i processi di annullamento si fissano del tutto sulla validita\u2019 o sulla inesistenza del primo consenso e non rispettano le mutazioni madornali che possono accadere. E in quei processi si rivede tutta la storia di un legame ex negativo, dalla magagna iniziale che avrebbe inficiato il legame fin dagli esordi. E basta un fallo nella forma&#8230;<br \/>Mentre una vocazione cresce e si invera lungo gli anni, avendo bisogno di una benedizione all\u2019inizio, una promessa, un impegno, un gesto di affidamento all\u2019indisponibile nella storia di un legame. Mi pare che questo sia piu\u2019 vicino allo spirito della critica profetica di Gesu\u2019 alla legge e della sua proposta personale. Per non parlare della sua misericordia nei confronti dei peccatori, di modo che l\u2019Ultima Cena \u00e8 stata una cena di peccatori e un anticipo della consegna al Padre sulla Corce, in favore di coloro che si trovano nel Regno della Morte. Un gesto di trasformazione e di ribaltamento delle prospettive del diritto e dei devoti. Se questo fosse lo sfondo dell\u2019intervento del Cardinale Kasper\u2026<\/p>\n<p><i>Andrea Grillo<\/i>: Certamente, questa diventa, dal punto di vista della \u201cprofezia\u201d, una priorit\u00e0 inaggirabile. Per essere capaci di intercettare questa \u201clogica\u201d credo che dovremmo ascoltare di pi\u00f9 le forme che il mondo moderno ha assunto, e che vengono ormai condivise capillarmente, almeno nel cosiddetto \u201cprimo mondo\u201d. Senza escludere altre logiche pi\u00f9 classiche, dovremmo accettare con serenit\u00e0 ci\u00f2 che questo \u201cprimo mondo\u201d ha da dirci, senza leggerlo semplicemente come \u201ccedimento al peccato\u201d. In una delle opere pi\u00f9 limpide di N. Luhmann si legge: \u201cla societ\u00e0 moderna si distingue dalle precedenti formazioni sociali per un duplice incremento: una maggiore possibilit\u00e0 di relazioni impersonali e relazioni personali pi\u00f9 intense\u201d. Agli uomini e alle donne che da quasi due secoli sono entrati in questa \u201cnovit\u00e0\u201d la sfida di un incremento \u2013 nello stesso tempo \u2013 di impersonalizzazione e di personalizzazione \u2013 determina inevitabili cambiamenti, ristrutturazioni, ripensamenti. Il cristianesimo sta dentro questa storia e ne \u00e8 stato anche, a modo suo, una causa. &nbsp;Mi piacerebbe capire meglio che cosa lei pensa di questa duplice incremento contraddittorio, ma reale. Mi pare lei lo abbia detto cos\u00ec: \u201csiamo tutti uguali e ognuno \u00e8 diverso\u201d&#8230;<\/p>\n<p><i>Elmar Salmann<\/i>: Il calo vistoso dei matrimoni celebrati in Chiesa e la quota dei divorzi (sempre piu\u2019 consensuali), col fascino persistente del legame personali, parlano un loro linguaggio significativo. E\u2019 vero che le tradizioni ecclesiali (sempre al plurale: quante forme di stile e di gestione e di teologia abbiamo visto passare!) hanno da dire molto e fanno scoprire tanto, anche nel nostro mondo variopinto e democratico. Ma vale anche ormai il rovescio: anche la Chiesa avrebbe da imparare parecchio dalla sapienza vissuta e sperimentata dalle persone che vivono il rapporto a due, per non parlare della letizia e della fatica di avere e di educare i figli. &nbsp;Finora la Chiesa non ha trovato n\u00e9 il linguaggio n\u00e9 la gestione giusta per accompagnare e per benedire le coppie e la vita reale: \u00e8 un difetto che mina la presenza e la pregnanza di tutti i sacramenti e che in quello del matrimonio emerge con maggiore rilievo, perch\u00e9 \u00e8 il pi\u00f9 calato nel profondo dell\u2019affetto e nel tessuto delle persone.<\/p>\n<p>Da \u201cSettimana\u201d, 31(2014), 8-9<\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sull&#8217;ultimo numero di &#8220;Settimana&#8221; \u00e8 stato pubblicato questo &#8220;dialogo estivo&#8221; sui temi fondamentali che verranno affrontati nell&#8217;ormai prossimo Sinodo dei Vescovi. 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