{"id":3343,"date":"2014-09-29T10:33:00","date_gmt":"2014-09-29T08:33:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/non-solo-5-cardinali-le-principali-proposte-in-vista-del-sinodo-dei-vescovi\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:49","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:49","slug":"non-solo-5-cardinali-le-principali-proposte-in-vista-del-sinodo-dei-vescovi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/non-solo-5-cardinali-le-principali-proposte-in-vista-del-sinodo-dei-vescovi\/","title":{"rendered":"Non solo 5 cardinali: le principali proposte in vista del Sinodo dei Vescovi"},"content":{"rendered":"<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/settimana33-2014.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/settimana33-2014.jpg\" height=\"320\" width=\"231\" \/><\/a><\/div>\n<p>Sull&#8217;ultimo numero della rivista &#8220;Settimana&#8221; [33(2014), pp.1 e 16] \u00e8 uscito il mio articolo:<\/p>\n<h2>5 cardinali, il sinodo e il matrimonio<\/h2>\n<p><b>Una semplice lotta tra cardinali o un complesso \u201ccamminare insieme\u201d di Chiesa?&nbsp;<\/b><b>La disputa fittizia sulla difesa della tradizione e il caso serio di una teologia del matrimonio all\u2019altezza dei tempi. Accurata ricostruzione delle variegate posizioni nella discussione pre-sinodale.<\/b><\/p>\n<p>Il modo di presentare il cammino della Chiesa verso il Sinodo straordinario sulla famiglia rischia di essere fortemente segnato da un tratto eccessivamente caricaturale. A questa ermeneutica semplicistica dello \u201cscontro finale\u201d, d&#8217;altra parte, contribuisce non poco il tono intransigente con cui non pochi protagonisti, anche porporati, si sono disposti dinanzi alle questioni in gioco. Il recente annuncio di un libro dei &#8220;cinque cardinali\u201d &#8211; &nbsp;Gerhard Ludwig M\u00fcller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede dal 2012; Raymond Leo Burke, prefetto della Segnatura apostolica; Walter Brandm\u00fcller, presidente emerito del Pontificio Comitato di scienze storiche; Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna e Velasio De Paolis, presidente emerito della prefettura degli affari economici &#8211; &nbsp; coalizzati in una presunta opposizione viscerale ad ogni cambiamento in materia di &#8220;disciplina ecclesiale&#8221; sui divorziati risposati, induce a rafforzare questo immaginario di &#8220;scontro&#8221;. Da un lato ci sarebbero coloro (compreso il papa?) che inclinano a &#8220;cedere al mondo moderno e ai suoi errori&#8221;, mentre dall&#8217;altro si schiererebbero gli eroici difensori della tradizione cattolica, coloro che vorrebbero &#8220;rimanere nella carit\u00e0 di Cristo\u201d, secondo il titolo dato al \u201cpamphlet pentaporporato\u201d.<\/p>\n<p><b>Pamphlet pentaporporato<\/b><\/p>\n<p>Questa ricostruzione, tuttavia, appare del tutto fantasiosa. Ed \u00e8, gi\u00e0 in se stessa, il frutto amaro e spudorato di un clericalismo duro a morire e di una riduzione della Chiesa a \u201cgioco di potere\u201d che smentisce apertamente la &nbsp;vicenda ecclesiale degli ultimi 50 anni. Esattamente come l&#8217;idea che ogni deviazione in campo matrimoniale dall&#8217;alveo della dottrina &#8220;classica&#8221; sarebbe responsabile di un potenziale &#8220;scisma&#8221;, quasi a sancire il diritto ad una \u201cobiezione di coscienza\u201d da parte di chi non vede corrispondere la Chiesa ai pregiudizi dell\u2019intransigentismo antimoderno.<br \/>D&#8217;altra parte questa reazione scomposta \u00e8 comparsa fin dal febbraio scorso, immediatamente dopo la ormai famosa relazione del Card. Kasper durante il Concistoro. Questa polarizzazione, in realt\u00e0, nasconde una grande debolezza, che rischia di accomunare entrambi i fronti della presunta disfida. In gioco non vi \u00e8 la difesa della tradizione da un attacco intestino, ma la capacit\u00e0 della Chiesa di saper annunciare il Vangelo del matrimonio in questo mondo tardo-moderno. In altri termini, \u00e8 in gioco il modo con cui la Chiesa sa comprendere il Vangelo del matrimonio, qui ed ora.<br \/>Se, tuttavia, proviamo a cambiare prospettiva, ad uscire dalla logica della disfida e ad entrare nel percorso del cammino sinodale &#8211; disponendoci ad ascoltare davvero la tradizione, della quale fa parte anche la vita del popolo di Dio del 2014 &#8211; possiamo notare che, al di sotto delle diverse posizioni &#8220;predefinite&#8221;, molte cose si stanno muovendo e diverse proposte di riforma sono entrate nella comune considerazione. Come sempre, anche in questo dibattito non contano solo i \u201ctitoli\u201d con i quali si parla, ma anzitutto gli argomenti che si utilizzano. Vorrei qui presentare alcune delle posizioni in campo, cercando di uscire dalla logica del &#8220;gioco in difesa&#8221;, come ha sollecitato a fare papa Francesco nel suo discorso del 18 settembre ai Vescovi neoletti, quando ha detto: \u201cVi vorrei Vescovi rintracciabili non per la quantit\u00e0 dei mezzi di comunicazione di cui disponete, ma per lo spazio interiore che offrite per accogliere le persone e i loro concreti bisogni, dando loro l\u2019interezza e la larghezza dell\u2019insegnamento della Chiesa, e non un catalogo di rimpianti.\u201d O, pi\u00f9 avanti: \u201cE, per favore, non cadete nella tentazione di sacrificare la vostra libert\u00e0 circondandovi di corti, cordate o cori di consenso, poich\u00e9 nelle labbra del Vescovo la Chiesa e il mondo hanno il diritto di trovare sempre il Vangelo che rende liberi\u201d.<\/p>\n<p><b>Il problema<\/b><\/p>\n<p>Il discrimine fondamentale, per cogliere la realt\u00e0 del dibattito ecclesiale sul tema dei divorziati risposati, \u00e8 costituito dalla possibilit\u00e0 di ammettere che la Chiesa, in questa materia, sta vivendo una crisi profonda, che non \u00e8 dovuta al modificarsi delle pratiche e dalle forme di vita degli uomini e delle donne, ma dalla sua capacit\u00e0 di rispondere efficacemente a questa crisi.<\/p>\n<p><b>La risposta classica<\/b><\/p>\n<p>Anche tra i 5 cardinali che si lasciano etichettare volentieri come &#8220;conservatori&#8221; almeno due sanno bene che l&#8217;attuale modo di gestire la questione dei divorziati risposati conosce troppi difetti. Per questo, proprio da questo fronte apparentemente &#8220;chiuso&#8221;, sono emerse proposte di revisione del procedimento di accertamento della nullit\u00e0 del vincolo matrimoniale, che prospettano due vie:<br \/>&#8211; un ampliamento della rilevanza del &#8220;vizio di fede&#8221; come causa di nullit\u00e0;<br \/>&#8211; una estensione del potere di dichiarazione della nullit\u00e0 al ministero del Vescovo, in forma amministrativa.<br \/>La rilevanza delle proposte mostra bene che il problema viene colto in tutta la sua gravit\u00e0. Il limite \u00e8, semmai, la adeguatezza delle risposte alla natura del problema. Bisogna pertanto domandarsi se sia teologicamente corretto e pastoralmente produttivo impegnarsi in una difesa della concezione classica della \u201cindissolubilit\u00e0\u201d e poi smontarne la rilevanza ampliando a dismisura le modalit\u00e0 con cui poter dichiarare nullo il matrimonio. Vi \u00e8, in questo ostinarsi della riflessione e della pratica, una grande debolezza teorica. Non riuscendo a \u201cpensare\u201d adeguatamente la indissolubilit\u00e0, si lascia immutata la sua logica in astratto, salvo poi recuperare il contatto con la realt\u00e0 del vissuto dei soggetti mediante un \u201cescamotage\u201d giuridico, del quale, anzich\u00e9 arginare la portata, si alimenta la articolazione.<br \/>Il fatto che, con breve anticipo sull\u2019inizio del Sinodo, sia stata annunciata la costituzione di una Commissione per la Riforma del processo canonico matrimoniale sembra avvalorare l\u2019ipotesi che questo punto sia ormai gi\u00e0 acquisito e che quindi il Sinodo sia dispensato dal doversene occupare in prima battuta. La realt\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 oltre il dibattito sulla sua possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>La risposta differenziata<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi un secondo ambito di proposte che, lavorando sempre sul livello giuridico della questione, prendono diverse strade:<\/p>\n<p>&#8211; da un lato (come fanno i coniugi Ruster, il cui libro sta per apparire in italiano da LDC) propongono di distinguere accuratamente il matrimonio sacramentale dal matrimonio naturale, introducendo nella Chiesa la possibilit\u00e0 di riconoscere due tipi di matrimonio valido: un matrimonio sacramentale e un matrimonio non sacramentale.<\/p>\n<p>&#8211; su un altro piano, invece, si propone di trattare il sacramento del matrimonio come il sacramento dell&#8217;ordine (Demmel e Schockenhof, in uscita da Queriniana), per poter dichiarare che il primo matrimonio, pur restando valido e cos\u00ec salvaguardando la sua indissolubilit\u00e0, rimane privo di quegli effetti, che invece discenderebbero da una seconda unione, in tal modo riconosciuta come valida.<\/p>\n<p><b>La risposta pastorale<\/b><\/p>\n<p>La via del &#8220;foro interno&#8221;, coordinata con un percorso pastorale e con una riconciliazione e comunione ecclesiale, rimane al di qua della questione giuridica e si manifesta come soluzione \u201cpuramente pastorale\u201d. Lo stesso card. Kasper, che ne \u00e8 stato il sostenitore pi\u00f9 convinto, ha segnalato che si tratta di una proposta da integrare, che apre una via ancora da precisare e da sviluppare.<\/p>\n<p><b>La risposta di ripensamento<\/b><\/p>\n<p>Vi \u00e8 infine una ultima linea di proposte (Petr\u00e0 e Grillo, con contributi recenti usciti con Cittadella) che sostiene la necessit\u00e0 di una profonda ricomprensione della possibilit\u00e0 che il matrimonio &#8220;fallisca&#8221; o &#8220;muoia&#8221;. Recuperando categorie antiche, orientali, e dialogando con la cultura contemporanea, questa linea di risposta richiede che si sappia riconoscere al vincolo una storia e che si possa garantire, a certe condizioni, un &#8220;nuovo inizio&#8221;. La rigidit\u00e0 con cui la Chiesa confonde e sovrappone, immediatamente, livello naturale, istituzionale e sacramentale del matrimonio attesta la difficolt\u00e0 con cui non riesce a elaborare categorie teologiche adeguate ad una cultura in cui la coscienza e la libert\u00e0 non possono essere, semplicemente, presupposte. &nbsp;L\u2019amore di Dio non muore mai, ma i soggetti e le loro storie conoscono la morte e con essa debbono necessariamente confrontarsi, a pena della perdita di rapporto con la realt\u00e0, con chiusure autoreferenziali assicurate.<\/p>\n<p><b>&#8220;Ante et retro oculata\u201d<\/b><\/p>\n<p>Come \u00e8 evidente, piuttosto che uno scontro tra chi vuole riformare e chi vuole conservare, sembra che in vista del \u201ccammino sinodale\u201d in questi mesi si sia delineato un orizzonte riformatore molto vasto e molto articolato. Il &#8220;cammino comune&#8221; dei lavori sinodali ha bisogno di pastori e di teologi che siano, insieme, audaci e prudenti, rispettosi e critici.<br \/>Esso presuppone e in qualche modo produce una &#8220;ecclesia ante et retro oculata&#8221;. Ognuna di queste risposte merita di essere considerata. Ci\u00f2 che nessuna di queste cinque diverse posizioni pu\u00f2 ammettere \u00e8 che la quaestio &nbsp;sia soluta solo perche Roma ha paura della realt\u00e0. Nel libro dei 5 cardinali si potebbe trovare, in dosi differenziate, proprio una tale posizione: che per difendere la tradizione cattolica si debba far finta di vivere nel 1815 e di dover difendere il papa dall&#8217;assedio liberale. No, il progetto del Sinodo \u00e8 quello di un camminare comune, di un lasciarsi toccare dalle condizioni di vita e di speranza delle \u201cnuove famiglie allargate\u201d, senza pregiudicarle in logiche clericali o settarie. Per assumere questo obiettivo i vescovi e i cardinali potranno sempre ricordare quanto papa Francesco ha appena detto, nel citato discorso ai nuovi vescovi:<br \/>\u201cPertanto, non [siate] Vescovi spenti o pessimisti, che, poggiati solo su s\u00e9 stessi e quindi arresi all\u2019oscurit\u00e0 del mondo o rassegnati all\u2019apparente sconfitta del bene, ormai invano gridano che il fortino \u00e8 assalito. La vostra vocazione non \u00e8 di essere guardiani di una massa fallita, ma custodi dell\u2019Evangelii gaudium, e pertanto non potete essere privi dell\u2019unica ricchezza che veramente abbiamo da donare e che il mondo non pu\u00f2 dare a s\u00e9 stesso: la gioia dell\u2019amore di Dio\u201d.<\/p>\n<p>Da tutto ci\u00f2 emergono alcune linee direttrici sulle quali nessuno potr\u00e0 barare:<\/p>\n<p>a) <i>La storia non \u00e8 un monolite<\/i>: una <i>ecclesia retro oculata<\/i> conosce la tradizione del matrimonio, in tutta la sua variet\u00e0 e non come un monolite, e sa che anche le recenti aperture di <i>Familiaris Consortio<\/i> non sono semplicemente il massimo da poter concedere, o il bastione su cui bloccare le proprie truppe, ma il minimo da cui partire, la prima intuizione di un percorso articolato e da sviluppare: aver recentemente riconosciuto e proclamato la santit\u00e0 di papa Giovanni Paolo II non significa aver reso irreformabili i suoi documenti magisteriali;<\/p>\n<p>b) <i>Per una teologia del matrimonio \u201cin uscita\u201d<\/i>: una <i>ecclesia ante oculata<\/i> conosce la possibilit\u00e0 di non restare imbrigliata dal proprio stesso linguaggio: sa che \u201crimanere nella carit\u00e0\u201d non significa \u201crestare fermi\u201d o \u201caspirare ad una perenne immobilit\u00e0\u201d, ma \u201cuscire\u201d, \u201candare incontro\u201d, \u201cpensare in grande\u201d, saper tradurre il \u201c<i>depositum<\/i>\u201d in forme nuove, per non tradirlo a causa del proprio immobilismo e della propria paura. Alcune pagine del prossimo libro \u201ca 5 mani\u201d rischiano &nbsp;di assomigliare molto a quello stile minore, con cui taluni professori di diritto canonico risolvevano praticamente tutti i problemi del sacramento del matrimonio, premettendo al loro corso una breve annotazione, secondo la quale nel sacramento del matrimonio il sentimento d\u2019amore non avrebbe alcun rilievo&#8230;<\/p>\n<p>c) <i>Per una coraggiosa traduzione dottrinale e disciplinare<\/i>: una Chiesa veramente fedele sapr\u00e0 equilibrare le diverse risposte, uscendo dalla crescente finzione che minaccia la forma &#8220;pura&#8221; della sua dottrina, cos\u00ec come impostata negli anni 80 del secolo scorso. In particolare dovr\u00e0 meglio raccordare il livello giuridico e quello pastorale, il livello dogmatico e l\u2019esperienza storica dei soggetti, senza temere di por mano tanto ad una migliore formulazione della dottrina quanto ad una pi\u00f9 lungimirante articolazione della disciplina.<\/p>\n<p>Si dovr\u00e0 dunque riconoscere apertamente che la questione dei divorziati risposati non \u00e8 il tutto della teologia del matrimonio e che solo in un orizzonte ampio e di respiro profondo essa potr\u00e0 trovare una adeguata soluzione. Ma altrettanto urgente sar\u00e0 ammettere che per rispondere efficacemente al problema sollevato dai vissuti complessi di questi battezzati risposati sar\u00e0 necessaria una profonda riformulazione della dottrina e della disciplina del matrimonio, senza cedere alla paura. Le due cose stanno o cadono insieme. Soluzioni pasticciate o indifferenze coperte da teologie inutilmente magniloquenti rischiano di essere un &nbsp;rimedio peggiore del male. Al quale il Sinodo dei Vescovi difficilmente potr\u00e0 rassegnarsi.<\/p>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sull&#8217;ultimo numero della rivista &#8220;Settimana&#8221; [33(2014), pp.1 e 16] \u00e8 uscito il mio articolo: 5 cardinali, il sinodo e il matrimonio Una semplice lotta tra cardinali o un complesso \u201ccamminare insieme\u201d di Chiesa?&nbsp;La disputa fittizia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":3499,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3343"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3343"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3343\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3629,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3343\/revisions\/3629"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3499"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3343"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}