{"id":3336,"date":"2014-10-09T05:35:00","date_gmt":"2014-10-09T03:35:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sinodo-le-storie-dimenticate-i-limiti-della-soluzione-processuale\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:49","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:49","slug":"sinodo-le-storie-dimenticate-i-limiti-della-soluzione-processuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sinodo-le-storie-dimenticate-i-limiti-della-soluzione-processuale\/","title":{"rendered":"Sinodo: le storie dimenticate. I limiti della soluzione processuale"},"content":{"rendered":"<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/vignetta.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/vignetta.jpg\" \/><\/a><\/div>\n<h2><b>Il Sinodo sul matrimonio e la storia dei coniugi: il rischio di un \u201capproccio pastorale\u201d ridotto alla riforma del processo canonico<\/b><\/h2>\n<p>Nella sua sintesi dei primi due giorni di lavoro sinodale, L. Accattoli ha scritto:<\/p>\n<p>\u201cDunque l\u2019avvicinamento all\u2019idea papale pare in atto. La revisione dei tribunali, lo studio di una via non giudiziale al riconoscimento delle nullit\u00e0, la definizione di un nuovo titolo di nullit\u00e0 che potremmo chiamare \u201cincomprensione del sacramento\u201d sono mete che il papa gi\u00e0 cercava in proprio. Al Sinodo chiede il consenso per quelle riforme e l\u2019abbozzo di \u201cuna pastorale matrimoniale un po\u2019 profonda\u201d (sempre parole dell\u2019aereo). Credo che Francesco sia soddisfatto delle prime due giornate di lavoro sinodale\u201d.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 dubbio che questi siano autentici segnali di \u201criforma\u201d. E che anche ad essi mirasse il sogno sinodale concepito da Francesco. Ma bisogna chiedersi se questi primi segnali si muovano realmente nella linea di una \u201cchiesa in uscita\u201d, che rinunci decisamente alla propria autoreferenzialit\u00e0. Perch\u00e9 in tutte le proposte avanzate finora ufficialmente manca precisamente quella idea di \u201cpastorale\u201d \u2013 originata dal Concilio Vaticano II &#8211; alla quale papa Francesco e il Card. Kasper si sono riferiti nel Concistoro del febbraio scorso. O, per dire meglio, nelle proposte che si sono finora delineate il concetto di \u201cpastorale\u201d \u00e8 ridotto e ristretto alla modificazione dei meccanismi di accertamento della \u201cnullit\u00e0 del vincolo\u201d. &nbsp;La storia dei coniugi, le loro gioie e i loro dolori, le loro difficolt\u00e0 e le loro incomprensioni, le ostilit\u00e0 e gli smarrimenti <i>sono semplicemente cancellati, retrodatati, ricondotti ad una \u201ccarenza iniziale\u201d<\/i>, lontana, immemorabile, quasi inaccessibile. Una pastorale che si riducesse ad ampliare a dismisura la possibilit\u00e0 di far valere questo \u201cdifetto originario\u201d <i>non affronterebbe la questione, piuttosto la aggirerebbe<\/i>. E questo, anzich\u00e9 risolvere le cose, rischierebbe soltanto di aggravarle.<br \/>I lavori del Sinodo sono appena iniziati, e la speranza \u00e8 che non si rassegnino alle logiche autoreferenziali. Chiamo autoreferenziali quelle logiche che ragionano sul reale come se fosse \u201cinterno\u201d alla competenza ecclesiale. Come se fosse la Chiesa a poter definire, ex auctoritate, la struttura e la forma del matrimonio naturale e istituzionale; come se fosse la Chiesa, ex auctoritate, a poter stabilire nuove \u201ccause di inesistenza\u201d del matrimonio; come se fosse la Chiesa, ex auctoritate, &nbsp;a poter riconoscere o meno le coscienze dei soggetti.<br \/>Se la \u201cindissolubilit\u00e0\u201d fosse una \u201cqualit\u00e0 naturale del matrimonio\u201d, rispetto a cui la stessa cristologia e pneumatologia apparirebbero quasi come secondarie, sarebbe una metafisica e non una teologia la chiave di volta della pastorale matrimoniale. L\u2019accesso alla metafisica \u00e8 un pensiero, non una relazione. Per questo la \u201cvia autoreferenziale\u201d rimane privilegiata in questa impostazione: tuttavia un matrimonio soltanto \u201cpensato in s\u00e9\u201d non \u00e8 ancora all\u2019altezza delle sfide contemporanee. Anzi, rischia di rimanere irrimediabilmente \u201cestraneo\u201d al dibattito culturale dell\u2019ultimo secolo nonch\u00e9 alle gioie e ai dolori dei soggetti implicati: un matrimonio solo disciplinare, quasi condannato alla anaffettivit\u00e0.<br \/>La pretesa di risolvere le questioni del matrimonio contemporaneo con una \u201cmetafisica\u201d \u2013 con pretese non teologiche, ma filosofiche &#8211; \u00e8 una delle forme con cui la Chiesa si chiama fuori dalle questioni pi\u00f9 urgenti del proprio tempo. Soprattutto, con questo \u201cmetodo\u201d, il Sinodo rischia di immunizzarsi ancora una volta dalla storia dei coniugi. Li invita a parlare e a dare testimonianza, ma li chiude nella irrilevanza come \u201cesseri storici\u201d, che possono essere qualcosa di pi\u00f9 e di diverso rispetto ad un \u201catto puntuale\u201d. Nei vissuti dei coniugi felici e infelici ci sono storie che, non solo a monte, ma anche a valle del consenso e della consumazione, hanno bisogno di essere considerate in tutta la loro rilevanza. Se un approccio medioevale al matrimonio impedisce di dare rilevanza a queste \u201cstorie successive al consenso\u201d, la Chiesa non ha alternativa: o supera il modello di comprensione metafisico-giuridico del medioevo, oppure si autocondanna a non poter dare alcun peso reale a queste storie di vita. Sembra ritenere di poterle affrontarle &nbsp;soltanto spostando l\u2019attenzione a quanto accaduto \u201cprima del consenso e della consumazione\u201d. <i>Questa, appunto, non \u00e8 una pastorale, ma la finzione di una pastorale<\/i>. E\u2019 piuttosto uno stratagemma giuridico, di nobili origini, ma che oggi non appare pi\u00f9 coerente con le evidenze di coscienza e con le legittime aspirazioni di uomini e donne obiettivamente non pi\u00f9 medioevali.<br \/>In questi tentativi \u201cindolori\u201d di soluzione del problema bisogna riconoscere che <i>serio \u00e8 l\u2019intento, ma non \u00e8 seria la modalit\u00e0. La pastorale, d&#8217;altronde, \u00e8 proprio la delicata arte delle modalit\u00e0.<\/i> &nbsp;Pastorale, secondo il sogno del Concilio Vaticano II, \u00e8 la necessaria differenza tra \u201csostanza dell\u2019antica dottrina\u201d e \u201cformulazione del suo rivestimento\u201d. Pastorale dice coraggio e intelligenza nel tradurre la sostanza della dottrina di sempre in rivestimenti nuovi, con fedele creativit\u00e0. Troppe volte nel Sinodo \u00e8 risuonata, invece, una accezione di \u201cpastorale\u201d come mera \u201capplicazione\u201d di una dottrina quasi intraducibile e semplicemente applicabile. Questo mi pare un deficit teologico piuttosto grave, su cui sar\u00e0 bene che i padri sinodali trovino tempo e modo di riflettere con cura. &nbsp;Il cammino, che va dal Sinodo straordinario al Sinodo ordinario \u00e8 sufficientemente lungo perch\u00e9 si possa cogliere fino in fondo la portata \u201cpastorale\u201d della ambizione sinodale che la iniziativa di papa Francesco ha sollecitato con grande forza e inaugurato con legittima soddisfazione. Ma la strada \u00e8 ancora lunga. <\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Sinodo sul matrimonio e la storia dei coniugi: il rischio di un \u201capproccio pastorale\u201d ridotto alla riforma del processo canonico Nella sua sintesi dei primi due giorni di lavoro sinodale, L. 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