{"id":3331,"date":"2014-10-18T15:42:00","date_gmt":"2014-10-18T13:42:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/indissolubilita-senza-discussione\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:48","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:48","slug":"indissolubilita-senza-discussione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/indissolubilita-senza-discussione\/","title":{"rendered":"Indissolubilit\u00e0 senza discussione?"},"content":{"rendered":"<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilioconclusiva1711_lodron.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilioconclusiva1711_lodron.jpg\" height=\"320\" width=\"277\" \/><\/a><\/div>\n<p>&#8220;<b>La indissolubilit\u00e0 non \u00e8 in discussione&#8221;: per una giusta ermeneutica di una affermazione di senso comune<\/b><\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel percorso che ha condotto a questo Sinodo straordinario -ma anche durante il dibattito sinodale e presumibilmente anche nell&#8217;anno che attende la chiesa in vista del Sinodo ordinario del 2015 &#8211; una frase sembra accomunare i diversi fronti del dibattito episcopale. La si trova ripetuta pressoch\u00e9 da tutti. Di recente, in una intervista rilasciata alia stampa, Antonio Spadaro ha affermato:<\/p>\n<p>&#8220;Quella sui divorziati risposati \u00e8 una discussione che rientra in una visione complessiva e ci\u00f2 non mette in discussione l\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio&#8221;<\/p>\n<p>Trovo utile che nel suo modo di esprimersi, che non \u00e8 affatto casuale, Spataro usi &nbsp;nella medesima frase il termine &#8220;discussione&#8221; in due significati molto diversi, che vorrei prendere come base per la mia breve riflessione. Ecco i due sensi di &#8220;discutere&#8221; che \u00e8 bene distinguere.<\/p>\n<p>A) discutere come espressione del confronto \u00e8 dell&#8217;approfondimento di una tradizione. Corrisponde &nbsp;alle espressioni: fare una discussione, entrare nella discussione&#8230;<\/p>\n<p>B) discutere come contestazione e come negazione di una dottrina. Corrisponde alle espressioni: mettere in discussione, e all&#8217;uso di &#8221; discutibile&#8221; come aggettivo che esprima scarsa valutazione.<\/p>\n<p>QuestO mi pare un punto di osservazione decisivo dal quale interpretare il Sinodo che si sta celebrando. Vi \u00e8 una diffusa sensazione che faccia fatica ad affermarsi un principio dialogico che a me pare del tutto decisivo, e che invece viene continuamente frainteso e capovolto nella convinzione che per non &#8220;mettere in discussione&#8221; il principio di indissolubilit\u00e0 ci si debba ben guardare dal discuterne. Questa &nbsp;a me pare una pericolosa forma di cecit\u00e0. &nbsp;E vorrei spiegare perch\u00e9.<\/p>\n<p>Non perch\u00e9 si vuole aprire una discussione sulla &#8220;indissolubilit\u00e0&#8221; si lavora per un &#8220;divorzio cattolico&#8221;. Anzi occorre accuratamente distinguere la prassi del divorzio dalla tradizione ecclesiale di attenzione verso i matrimoni falliti. Bisogna riconoscere che la parola evangelica sul divieto per l&#8217;uomo di sciogliere quanto Dio ha unito ha bisogno di trovare una traduzione dottrinale che pu\u00f2 legittimamente suonare diversa dal concetto classico di &#8220;indissolubilit\u00e0&#8221;. Ad es. nel concetto intersoggettivo di &#8220;indisponibilit\u00e0&#8221; si potrebbe individuare il correttivo di una nozione di &#8220;indissolubilit\u00e0&#8221; che traduce il Vangelo in un grande monumento oggettivo, ma dotandolo di piedi di argilla del tutto soggettivi.<\/p>\n<p>Infatti, molte proposte di soluzione soltanto &#8220;giuridiche&#8221;, anche presentate al Sinodo, confermano la fragilit\u00e0 di un ragionamento per il quale, a fronte di una difesa assoluta del concetto medioevale di indissolubilit\u00e0 oggettiva, si ampliano a dismisura i &#8220;capi di nullit\u00e0&#8221; riguardanti il consenso del soggetto. Questa logica del diritto non pensa fino in fondo le categorie sistematiche che utilizza e per questo rischia di risultare inefficace o di generare mostri. In tal modo, restando in una impostazione culturalmente superata e inadeguata, non si rende un servizio al Vangelo, ma si aumenta a dismisura il quoziente di ipocrisia. <\/p>\n<p>Retrodatando ad un vizio soggettivo del consenso la crisi del matrimonio oggettivo si mantiene la coerenza di un sistema astratto, ma non si affrontano i drammi e le storie dei soggetti concreti, che vengono pregiudicati in un sistema blindato, nel quale non circola la vita. N\u00e9 sembra particolarmente illuminante la prospettiva capovolta con cui diversi teologi leggono il testo di Familiaris Consortio. Sembrano condividere l&#8217;idea per cui quel testo sarebbe il &#8220;massimo avanzamento possibile&#8221; della disciplina cattolica sul matrimonio fino ad oggi. A me sembra, invece, che le grandi apertura che FC ha acquisito pi\u00f9 &nbsp;di 30 anni fa costituiscano oggi solo il punto di partenza &#8211; e di non ritorno &#8211; per un cammino da proseguire, da ampliare e da purificare.<\/p>\n<p>La indissolubilit\u00e0 ha bisogno di essere compresa non come un principio di mera autorit\u00e0. Essa riposa su a parola autorevolissima del Signore Ges\u00f9, ma con la quale non si identifica. Tra Parola di Dio e concetto di indissolubilit\u00e0 vi \u00e8 una differenza che merita riflessione, discussione e discernimento.<\/p>\n<p>Se non si ammette questo spazio di discussione e di confronto, si pu\u00f2 facilmente configurare un (falso) dilemma tra indissolubilit\u00e0 e divorzio. In qualche modo si pu\u00f2 costruire questa comoda antitesi: ogni discussione sulla indissolubilit\u00e0 \u00e8, in quanto tale, accettazione del divorzio. Proprio qui, a mio avviso, si apre invece lo spazio per una seria teologia della indissolubilit\u00e0, che non rimanga vittima di categorie e di concetti inadeguati e legati ad una tradizione dogmatica e giuridica pensata per un mondo diverso dal nostro &nbsp;e per soggetti diversi da noi.<\/p>\n<p>Il vero dilemma non \u00e8 quello tra divorzio e indissolubilit\u00e0, ma quello tra una Chiesa che voglia fare i conti con la realt\u00e0 e una Chiesa che cerchi di immunizzarsi dal reale, trincerandosi dietro i propri concetti medioevali.<\/p>\n<p>Sono convinto che per non &#8220;mettere in discussione la indissolubilit\u00e0&#8221;, dovremo avere il coraggio di aprire una ampia discussione sul suo significato, sulla sua natura, sulla sua dottrina e sulla sua disciplina. Ogni tentativo di aggirare questo scoglio, anche se sul momento potrebbe sembrare giustificato pro bono pacis, non permetter\u00e0 alla navicella della Chiesa di prendere davvero il mare aperto: in tal caso rischierebbe di rimanere per sempre attraccata nel porto, certo al sicuro, ma con la sicurezza di una crescente autoreferenzialit\u00e0.<\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La indissolubilit\u00e0 non \u00e8 in discussione&#8221;: per una giusta ermeneutica di una affermazione di senso comune Gi\u00e0 nel percorso che ha condotto a questo Sinodo straordinario -ma anche durante il dibattito sinodale e presumibilmente anche&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":3491,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3331"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3331"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3331\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3617,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3331\/revisions\/3617"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3491"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3331"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3331"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3331"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}