{"id":3326,"date":"2014-11-04T08:12:00","date_gmt":"2014-11-04T07:12:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/teologia-del-matrimonio-capolavori-del-medioevo-e-capolavori-attuali\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:48","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:48","slug":"teologia-del-matrimonio-capolavori-del-medioevo-e-capolavori-attuali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/teologia-del-matrimonio-capolavori-del-medioevo-e-capolavori-attuali\/","title":{"rendered":"teologia del matrimonio: capolavori del medioevo e capolavori attuali"},"content":{"rendered":"<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/guitton-home1.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/guitton-home1.jpg\" height=\"320\" width=\"248\" \/><\/a><\/div>\n<h2>La Parola di Dio sul matrimonio: eredit\u00e0 di un capolavoro medioevale e compito di trascrizione moderna<\/h2>\n<p>Configurando un modello di tradizione ecclesiale piuttosto lineare, Gerhard Mueller ha di recente affermato <\/p>\n<p>\u201cCi sono tanti mezzi, ma c\u2019\u00e8 un solo mediatore, che \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, e il suo Vangelo. Quindi la Parola di Dio non pu\u00f2 mai essere ignorata in nessun modo, e non pu\u00f2 essere sottoposta a compromessi in nessuno dei suoi passaggi. Deve essere accettata pienamente. La Chiesa, n\u00e9 prima n\u00e9 dopo n\u00e9 durante il Sinodo pu\u00f2 cambiare ci\u00f2 che viene dall\u2019insegnamento di Cristo. Per quello che riguarda il matrimonio sono prioritarie le parole: \u2018Ci\u00f2 che Dio ha unito, l\u2019uomo non divida\u2019\u201d.((Vatican Insider, 3\/11\/2014: Sinodo, M\u00fcller: \u201cCi sono vescovi accecati\u201d)<\/p>\n<p>Di fatto, noi abbiamo ricevuto la Parola di Dio mediata dalla dottrina e dalla disciplina medievale del matrimonio. Tale disciplina si \u00e8 istituita mediante il ricorso a categorie che non fanno parte della cultura cristiana, in senso stretto, ma che sono state tratte dalla tradizione metafisica greca, dal pensiero giuridico romano, e in parte da quello barbarico. In tale assetto il modello di concezione del matrimonio e della sua indissolubilit\u00e0 \u00e8 stato modellato su un complesso rapporto tra la \u201coggettivit\u00e0 del vincolo\u201d e la soggettivit\u00e0 delle condizioni richieste per un \u201cvalido\u201d consenso e una \u201creale\u201d consumazione. Queste categorie, che hanno svolto in modo assai efficace una funzione di mediazione per quasi un millennio, sono entrate in crisi con il XIX secolo.<br \/>La crisi, tuttavia, non \u00e8 della Parola di Dio, ma della sua trascrizione\/traduzione medioevale. Ci\u00f2 che il mondo tardo-moderno ha messo in discussione non \u00e8 anzitutto la unit\u00e0 della famiglia, ma il modo medioevale di pensare questa unit\u00e0. <br \/>Il pensiero medioevale ha realizzato, in questo campo, <b>due autentici capolavori<\/b>: da un lato ha scolpito finemente il <b>monumento all\u2019autorit\u00e0 dell\u2019amore<\/b>. Un grande vincolo oggettivo, forte e insieme delicato, che struttura la vita dei soggetti e delle comunit\u00e0, che assicura la continuit\u00e0 delle generazioni e la educazione dei giovani. Accanto a questo grande risultato, ha compiuto il non meno importante <b>lavoro di cesello sul soggetto, sulla sua volont\u00e0, sulla sua libert\u00e0, sul suo corpo e sulla sua anima<\/b>. Tutto questo \u00e8 diventato, dal XII secolo in poi, il duplice versante, oggettivo e soggettivo, del matrimonio cristiano. Certo, gi\u00e0 questa epoca conosceva la alternativa rischiosa che questa comprensione poteva rivelare: come primo e come ultimo dei sacramenti, il matrimonio aveva in s\u00e9, non troppo nascoste, le sue belle tensioni. Ma tutto questo poteva essere gestito, appunto, con una sapiente equilibratura del monumento oggettivo del vincolo con la finezza delle condizioni soggettive del consenso e della consumazione. <br \/>Questa dottrina giuridica dava parola e forma alla tradizione teologica, offrendole anche una \u201cvia processuale\u201d per venire incontro alle \u2013 rare \u2013 occasioni di \u201cmatrimonio fallito\u201d. Venne cos\u00ec elaborato, in quel contesto e con quelle categorie di pensiero, una procedura per poter \u201cdichiarare\u201d, a certe condizioni, una condizione di reversibilit\u00e0 dei soggetti rispetto al loro vincolo. Non perch\u00e9 fossero \u201csciolti dal vincolo oggettivo\u201d, ma perch\u00e9 il vincolo oggettivo poteva essere riconosciuto come mancante di condizioni soggettive e quindi inesistente. <br \/>Si noti: la soluzione non era offerta se non con il riscontro di una carenza di elementi soggettivi al costituirsi del vincolo stesso. Se il vincolo si era validamente costituito e la consumazione era avvenuta, il vincolo doveva essere ritenuto oggettivo, sottratto ad ogni storia del soggetto. Se invece consenso o consumazione risultavano \u201cviziati\u201d da qualche mancanza, allora si doveva costatare che il vincolo non vi era&nbsp; mai stato. <br \/><b>Fisiologia e patologia del vincolo avevano, tuttavia, in questa trascrizione medioevale, un elemento in comune: non ammettevano alcuna \u201cstoria del vincolo\u201d<\/b>. Questo \u00e8 tipicamente legato al metodo di pensiero e di argomentazione dell\u2019et\u00e0 medioevale. E tuttavia tale modello medioevale entra in crisi quando, con la tarda modernit\u00e0, si realizza un mondo che pensa il soggetto con i criteri della coscienza e della storia. Con tale crisi, lo ripeto, non \u00e8 la indissolubilit\u00e0 ad entrare in difficolt\u00e0, ma il suo modo di essere compresa e trascritta secondo categorie medioevali.<br \/>A riprova di questo limite \u201ccategoriale\u201d vorrei soffermarmi su due aspetti della questione, cos\u00ec come si presentano nel mondo tardo-moderno:<\/p>\n<p>&#8211; da un lato muta il modo di comprendere il rapporto tra \u201ccomunione\u201d e \u201clibert\u00e0\u201d;<br \/>&#8211; dall\u2019altro si manifesta una sorta di \u201cdegenerazione\u201d del rimedio procedurale di costatazione della nullit\u00e0 del vincolo.<\/p>\n<p>a) Il modello medioevale di comprensione del matrimonio opera un passaggio troppo rapido e disinvolto tra il soggetto libero e relativamente autonomo e l\u2019oggetto autorevole, che sovraintende alla vita dei soggetti. La Parola di Dio, in effetti, non definisce in modo dettagliato che cosa dobbiamo intendere con \u201cci\u00f2 che Dio ha unito\u201d, rispetto a ci\u00f2 che \u201cl\u2019uomo non deve separare\u201d. Atto divino e atto umano trovano, di volta in volta, una raffigurazione e una configurazione diversa. Ci\u00f2 che cambia, con la tarda modernit\u00e0, \u00e8 precisamente la \u201cnon esteriorit\u00e0\u201d tra autorit\u00e0 e libert\u00e0. Comunione e libert\u00e0 di coscienza sono diventate realt\u00e0 reciproche, in cui la autorit\u00e0 non ha pi\u00f9, almeno immediatamente, alcun diritto acquisito. E dove la comunione, se non passa per coscienze libere, appare sospetta e imposta e perde, per cos\u00ec dire, la propria autorevolezza. <\/p>\n<p>b) Per questo l\u2019equilibrio tra autorit\u00e0 e libert\u00e0&nbsp; non pu\u00f2 pi\u00f9 essere pensato in analogia con un \u201ccontratto\u201d, ma piuttosto sulla falsariga di una alleanza o di un patto: il mutamento non \u00e8 soltanto un passaggio dal \u201cdiritto\u201d alla \u201cteologia\u201d, ma anche tra diverse configurazioni giuridiche del matrimonio stesso. Ci\u00f2 ha, come conseguenza, un grande paradosso: proprio se lasciamo in uso le \u201ccategorie medioevali\u201d che trascrivono la parola di Dio in questi termini non pi\u00f9 adeguati, generiamo continue contraddizioni tra sistema giuridico e realt\u00e0 matrimoniale. Cos\u00ec, se cerchiamo di salvaguardare a tutti i costi la \u201coggettivit\u00e0\u201d del matrimonio con le categorie medievali, finiamo per favorire, di quelle stesse categorie medioevali, solo il versante soggettivo, sottoponendo la realt\u00e0 matrimoniale oggettiva alla carneficina impietosa delle \u201ccause soggettive di nullit\u00e0\u201d, che inevitabilmente si moltiplicano e svuotano di consistenza ogni oggettivit\u00e0. Sradicata dal suo ambiente originario, la concettualit\u00e0 medioevale introduce continue forzature nella realt\u00e0 e finisce anche con il generare&nbsp; \u201cmostri\u201d. Si noti: questo non \u00e8 un effetto delle categorie in quanto tali, ma del loro utilizzo decontestuato, in un clima e in una cultura che pensa l\u2019uomo, le relazioni, la libert\u00e0 e l\u2019autorit\u00e0 in modo profondamente diverso. <\/p>\n<p>Come il medioevo scolastico e giuridico ha trascritto la parola di Dio e la sapienza ecclesiale nelle categorie del diritto e della metafisica del suo tempo, mettendo in rapporto tradizione greca, romana e barbarica, come finissime mediazioni, cos\u00ec oggi la tarda modernit\u00e0 deve sapere trascrivere il senso di questi capolavori scolastici in un nuovo linguaggio. <b>Il linguaggio della libert\u00e0 di coscienza, della storia del soggetto e dei suoi legami e della trasformazione della intimit\u00e0 possono diventare, oggi e domani, nuovi capolavori di custodia e di trasmissione della Parola di Dio sul matrimonio<\/b>. <br \/>Perch\u00e9 questo possa accadere, \u00e8 necessario superare la rigida e forzata contrapposizione tra oggettivit\u00e0 sacramentale e soggettivit\u00e0 del consenso e della consumazione. Credo che solo cos\u00ec resteremo capaci di servire la Parola di Dio \u201cpropter homines\u201d.&nbsp; <br \/>Da un lato dunque, abbiamo veramente bisogno di<b> ritornare al Vangelo e alla Parola di Dio<\/b>, prima che alla dottrina ecclesiale. Ma dall\u2019altro abbiamo bisogno urgente di<b> una migliore formulazione dottrinale, per onorare veramente la Parola di Dio nelle categorie culturali ad essa pi\u00f9 adeguate<\/b>. Le due cose non sono in contraddizione, anzi una cosa richiede, necessariamente, anche l\u2019altra. Per questo alle questioni sollevate dal Sinodo non ci sono soluzioni semplici, n\u00e9 in un senso n\u00e9 nell\u2019altro.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Parola di Dio sul matrimonio: eredit\u00e0 di un capolavoro medioevale e compito di trascrizione moderna Configurando un modello di tradizione ecclesiale piuttosto lineare, Gerhard Mueller ha di recente affermato \u201cCi sono tanti mezzi, ma&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":3490,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3326"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3326"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3326\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3612,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3326\/revisions\/3612"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3490"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3326"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3326"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3326"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}