{"id":3323,"date":"2014-12-10T08:02:00","date_gmt":"2014-12-10T07:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/le-domande-in-vista-del-sinodo-2015-alcune-belle-novita\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:48","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:48","slug":"le-domande-in-vista-del-sinodo-2015-alcune-belle-novita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/le-domande-in-vista-del-sinodo-2015-alcune-belle-novita\/","title":{"rendered":"Le domande in vista del Sinodo 2015: alcune belle novit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/immagine_base_sinodo-2Bpiccola.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/immagine_base_sinodo-2Bpiccola.jpg\" height=\"132\" width=\"320\" \/><\/a><\/div>\n<h2>Lineamenta: una metadomanda e 3 criteri generali<\/h2>\n<p>Una domanda precede le altre domande. Il miglior modo per non \u201ctornare indietro\u201d \u00e8 stato quello di aprire i <i>Lineamenta<\/i> del Sinodo 2015 alla integrazione pi\u00f9 radicale. La non autosufficienza della Chiesa istituzionale rispetto alla Chiesa vivente e alla societ\u00e0 aperta non poteva essere detta meglio che con questa \u201cdomanda delle domande\u201d. Una \u201cmetadomanda\u201d apre il lavoro intersinodale ad una interrogazione pi\u00f9 radicale pi\u00f9 pudica. Eccone il testo:<\/p>\n<p>\u201cLa descrizione della realt\u00e0 della famiglia presente nella Relatio Synodi corrisponde a quanto si rileva nella Chiesa e nella societ\u00e0 di oggi? Quali aspetti mancanti si possono integrare?\u201d<\/p>\n<p>Una domanda previa cos\u00ec formulata non chiude, ma apre. E\u2019 quasi la carta di identit\u00e0 di una \u201cchiesa in uscita\u201d, anche nella sua espressione pi\u00f9 alta. Cos\u00ec la chiesa non rinuncia ad uscire, anche quando \u00e8 nella intimit\u00e0 della sua casa. Per evitare di tornare indietro, &nbsp;essa deve lasciare aperta la domanda delle domande.<\/p>\n<p><b>La svolta pastorale del Sinodo e i tre criteri per le risposte &nbsp;<\/b><\/p>\n<p>Ma non basta. La struttura di questi <i>Lineamenta<\/i> appare innovativa anche per un altro \u201cdato\u201d: non solo vi \u00e8 una domanda \u201cprevia\u201d che apre una discussione generale sulla coerenza tra risultati del Sinodo straordinario e realt\u00e0 familiare, ma la struttura degli stessi <i>Lineamenta<\/i> si muove in questa stessa direzione. Essi infatti, dopo aver riproposto il testo integrale che chiudeva il Sinodo 2014, propongono non soltanto una serie di questioni che riguardano le tre parti del documento finale del primo Sinodo, ma anche una \u201cermeneutica\u201d determinata e appassionata di questo documento.<br \/>Le domande, in altri termini, sono incastonate in una struttura di affermazioni vincolanti, che mirano ad orientare la lettura delle domande e la formulazione delle stesse risposte.<br \/>SI deve notare, in primo luogo, la lunga premessa che apre le domande sulla prima parte della Relatio e che, dopo aver richiamato con forza l\u2019inserimento del Sinodo nella logica proposta dal testo di <i>Evangelii Gaudium<\/i> e dalle sue caratteristiche di primato delle \u201cperiferie esistenziali\u201d e della \u201cchiesa in uscita\u201d, si indica, con molta forza, la prospettiva di una pastorale \u201cnon meramente applicativa della dottrina\u201d. Eccone il testo:<\/p>\n<p>\u201cLe domande che si propongono di seguito, con riferimento espresso agli aspetti della prima parte della Relatio Synodi, intendono facilitare il dovuto realismo nella riflessione dei singoli episcopati, evitando che le loro risposte possano essere fornite secondo schemi e prospettive proprie di una pastorale meramente applicativa della dottrina, che non rispetterebbe le conclusioni dell\u2019Assemblea sinodale straordinaria, e allontanerebbe la loro riflessione dal cammino ormai tracciato.\u201d<\/p>\n<p>Mi sembra che vi si possa leggere la fedelt\u00e0 al progetto di continuit\u00e0 con il Vaticano II e con il suo approccio pastorale \u201calto\u201d e \u201ccoraggioso\u201d. Questo primo criterio potremmo chiamarlo \u201cpastorale\u201d: esso orienta il senso di tutto questo domandare e rispondere.<\/p>\n<p><b>Cristologia, contesto e possibilit\u00e0 impensate<\/b><\/p>\n<p>DI pari intensit\u00e0 appare la introduzione alla seconda parte delle questioni, che riguardano il \u201cvangelo della famiglia\u201d e che ruotano intorno allo sguardo rivolto a Cristo, che rende la Chiesa capace di grandi novit\u00e0 e di cose prima impensabili, proprio a causa della inesauribilit\u00e0 del mistero che contempla. Proprio l\u2019orientamento a Cristo apre la Chiesa a possibilit\u00e0 impensate. Questo principio di rilettura della tradizione biblica e dogmatica potremmo chiamarlo \u201ccriterio cristologico\u201d. Esso informa di s\u00e9 tutte le domande formulate intorno alla II parte. &nbsp;Di esso fa parte la scelta di una \u201carte dell\u2019accompagamento\u201d come compimento della cura pastorale:<\/p>\n<p>\u201ci Padri hanno assunto positivamente la prospettiva indicata da Papa<br \/>Francesco, secondo la quale \u00absenza sminuire il valore dell\u2019idea le evangelico, bisogna<br \/>accompagnare con misericordia e pazienza le possibili tappe di crescita delle persone<br \/>che si vanno costruendo giorno per giorno\u00bb (Evangelii Gaudium, 44).\u201d<\/p>\n<p>Infine, un terzo criterio guida la lettura delle domande sulla terza parte. Inserito nella \u201csvolta pastorale\u201d gi\u00e0 delineata nelle prime due parti, il terzo criterio \u2013 che potremmo chiamare \u201ccriterio contestuale\u201d \u2013 richiama ogni Conferenza Episcopale a elaborare strategie di accompagnamento e di discernimento adeguate, in relazione ai temi fondamentali della pastorale familiare. Ogni singolo punto di tale pastorale viene riletto alla luce di queste acquisizioni di fondo, che non possono essere smentite: \u201c\u00c8 necessario far di tutto perch\u00e9 non si ricominci da zero, ma si assuma il cammino gi\u00e0 fatto nel Sinodo Straordinario come punto di partenza\u201d.<\/p>\n<p><b>La qualit\u00e0 delle domande e i tempi delle risposte.<\/b><\/p>\n<p>Bisogna segnalare, da ultimo, un duplice aspetto positivo di questi <i>Lineamenta<\/i>. Da un lato la formulazione della domande appare molto pi\u00f9 stringente, pertinente e coerente rispetto al pur importante questionario precedente. Questo \u00e8 gi\u00e0 il frutto del lavoro sinodale, del dissodamento del terreno e della semina che gi\u00e0 \u00e8 avvenuta nel primo anno di lavoro.<br \/>Ma vi \u00e8 anche un altro aspetto qualificante: i tempi per la risposta. Se le risposte dovranno pervenire entro il 15 aprile, ci\u00f2 significa che la lunga parabola di 5 mesi \u2013 dal tempo di avvento al tempo pasquale \u2013 potr\u00e0 ospitare un ricco confronto ecclesiale, a livello locale e universale. Anche questo tempo disteso e ospitale potr\u00e0 favorire risposte ponderate, analisi profonde e contributi di qualit\u00e0. <br \/>E\u2019 stata scritta una bella pagina. E\u2019 piena di punti interrogativi. Era inevitabile. In questo anno di cammino la Chiesa potr\u00e0 formulare una serie di risposte ponderate, fedeli e coraggiose. In questa speranza \u00e8 tracciato il cammino da fare insieme, senza timore delle diversit\u00e0. &nbsp;<\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lineamenta: una metadomanda e 3 criteri generali Una domanda precede le altre domande. Il miglior modo per non \u201ctornare indietro\u201d \u00e8 stato quello di aprire i Lineamenta del Sinodo 2015 alla integrazione pi\u00f9 radicale. 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