{"id":3316,"date":"2015-01-03T16:37:00","date_gmt":"2015-01-03T15:37:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/messori-boff-e-papa-francesco-chi-attacca-e-chi-difende\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:48","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:48","slug":"messori-boff-e-papa-francesco-chi-attacca-e-chi-difende","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/messori-boff-e-papa-francesco-chi-attacca-e-chi-difende\/","title":{"rendered":"Messori, Boff e papa Francesco: chi attacca e chi difende"},"content":{"rendered":"<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-2BFrancesco-2B3.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-2BFrancesco-2B3.jpg\" \/><\/a><\/div>\n<h2>I turbamenti del cattolico medio Messori.<\/h2>\n<h2>Se la Curia romana \u00e8 malata, i laici clericali non stanno meglio<\/h2>\n<p>Ritengo molto utile che Vittorio Messori abbia dato voce alle sue riserve sul papato di Francesco. Non \u00e8 il primo a farlo, ma \u00e8 importante che lo abbia fatto nella forma di una \u201cconfessione\u201d, come lui stesso ammette proprio all\u2019inizio del suo articolo. Vorrei brevemente esaminare gli argomenti che egli utilizza, e vorrei farlo sine ira ac studio, controllando per quanto posso la forma del ragionamento e le implicazioni che esso sottende.<br \/>Si comincia, dunque, nella forma di una confessione: papa Francesco appare, agli occhi di Messori, \u201cimprevedibile\u201d e \u201cfonte di turbamento\u201d. Ma tale appare solo nella misura in cui Messori, con uno sforzo non esagerato, cerca di immedesimarsi nel \u201ccattolico medio\u201d, che si identificherebbe in colui che tradizionalmente \u00e8 stato \u201cesortato a limitarsi a seguire il Papa\u201d. Gi\u00e0 su questo piano appare troppo fragile l\u2019argomento retorico utilizzato da Messori: egli costruisce un modello di cattolico sulla base di una lettura sostanzialmente ottocentesca, apologetica e \u201cpapalina\u201d della identit\u00e0, alla quale vorrebbe costringere niente meno che la identit\u00e0 papale. Se uno \u00e8 papa, secondo Messori, deve anzitutto obbedire non alla Parola di Dio, ma alla tradizione umana ottocentesca di interpretazione del primato petrino, quella alla quale si \u00e8 legato definitivamente il vescovo Lefebvre, con le conseguenze che conosciamo. VI \u00e8, qui, un capovolgimento fragoroso delle priorit\u00e0: l\u2019ordine sociale cattolico diventa il criterio di interpretazione non solo del Papa, ma della Chiesa e della stessa Parola di Dio.<br \/>Da questo primo grave errore argomentativo, Messori desume, inevitabilmente, una serie di contraddizioni tra \u201cdiversi Papi\u201d, enumerando le svariate prese di parola che papa Francesco ci ha ormai abituato a considerare con vivo interesse: omelie, esortazioni, rimproveri, telefonate, battute, considerazioni sapienziali, decisioni amministrative, slanci profetici, meditazioni pastorali&#8230;E Messori, in modo apparentemente ingenuo, si chiede: \u201cquale, tra queste diverse forme di esercizio del Papato, dobbiamo seguire?\u201d. Anche qui il difetto di ragionamento \u00e8 piuttosto evidente e altamente preoccupante. Siccome Messori \u00e8 vittima di una lettura apologetica e \u201cpolitica\u201d del papato, non riesce a distinguere i diversi livelli di autorevolezza e di autorit\u00e0 delle espressioni papali. Il che riguarda, evidentemente, non solo Francesco, ma \u201cogni\u201d Papa. L\u2019imbarazzo di Messori deriva, evidentemente, da una personalizzazione indebita della figura papale, proprio quella contro cui Francesco ha speso alcune delle sue parole pi\u00f9 forti. Questo \u00e8 il frutto di una storia che inizia con quel \u201cla mia persona conta niente\u201d di Giovanni XXIII, affacciato la sera del 11 ottobre del 1962, dalla finestra del Palazzo Apostolico, sotto la luna e davanti alla folla in attesa. Questo messaggio, che poi il Concilio Vaticano II ha largamente articolato e determinato, non va gi\u00f9 a Messori. Egli non accetta una Chiesa articolata, differenziata, con ministerialit\u00e0 plurale: vuole un Papa forte, ma ridotto a ripetitore del Catechismo, e meglio ancora sarebbe se si limitasse a ripetere il Compendio del CCC. Alla Chiesa di Messori serve non un papa vero, ma solo un compendio di papa, un papa spaventato, nostalgico, schivo, forse con molta sapienza, ma assolutamente senza profezia.<br \/>A tutto questo, tuttavia, bisogna aggiungere la conclusione del testo di Messori, tutta al \u201ccondizionale\u201d, dedicata alle ipotesi \u201cdiverse\u201d che egli potrebbe suggerire a Francesco, ma anche sigillata con quella indicazione della preghiera come orizzonte di \u201ccollaborazione\u201d, a distanza, con il Vescovo di Roma. Su questo Messori e Francesco concordano: il secondo chiede sempre di pregare per lui e il primo conclude invitando a pregare per il papa. Tutto bene? Forse.<br \/>Resta una impressione profonda di incomprensione: Messori non riesce a capire il primo papa \u201cfiglio del Concilio Vaticano II\u201d. Poteva capire i papi finch\u00e9 erano padri del Concilio. Il primo papa figlio del Concilio e figlio dell\u2019America \u00e8, per Messori, \u201cimprevedibile\u201d proprio perch\u00e9 \u201cincomprensibile\u201d. Quanto diversa e quanto pi\u00f9 matura dal punto di vista ecclesiale era invece apparsa la reazione del grande moralista &nbsp;Marciano Vidal, quando, alcuni mesi dopo la elezione di Francesco, aveva osservato con acume che Francesco era stato subito riconosciuto come papa per via di un \u201cpresentimento ecclesiale\u201d, che la Chiesa aveva saputo elaborare in 50 anni dopo il Concilio. C\u2019era, nella Chiesa, un presentimento della possibilit\u00e0 che un papa potesse essere come Francesco. Per questo lo si \u00e8 potuto riconoscere come Papa, fin dalle sue prime parole. Ad una Chiesa che si fida del proprio presentimento sarebbe facile contrapporre una Chiesa fatta solo di attaccamenti e di risentimenti&#8230;Sarebbe facile, ma non sarebbe giusto.<br \/>Vorrei invece ringraziare Messori per questa sua confessione e vorrei anche recuperarne il desiderio di preghiera, come orizzonte comune di una Chiesa che, scoprendosi \u201ccampo profughi\u201d, deve occuparsi anche dei \u201cprofughi del Concilio di Trento e del Vaticano I\u201d: sia di quelli vestiti di rosso, che siedono preoccupati nella Curia romana, sia di quelli in giacca e cravatta, che scrivono turbati sui grandi giornali.<\/p>\n<p>&#8212;-<\/p>\n<p><i>Riproduco qui sotto prima la critica articolata che Leonardo Boff ha scritto contro Messori e, a seguire, il testo dello stesso Messori, pubblicato sul Corriere della Sera del 24 dicembre. E fa un certo effetto leggere una difesa convinta del papa da parte di Boff e un attacco al papa da parte di Messori. Questa \u00e8, letteralmente, una \u201crivoluzione\u201d.<\/i><\/p>\n<p><\/p>\n<h3>Appoggio a papa Francesco contro uno &#8220;scrittore nostalgico&#8221;<\/h3>\n<p>di Leonardo Boff<\/p>\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Ho letto con un po\u2019 di tristezza l\u2019articolo critico di Vittorio Messori sul Corriere della Sera esattamente nel giorno meno adattato: la felice notte di Natale, festa di gioia e di luce: Le scelte di Francesco:i dubbi sulla svolta del Papa Francesco. Lui ha provato a danneggiare questa gioia al buon pastore di Roma e del mondo, Papa Francesco. Ma invano perch\u00e9 non conosce il senso di misericordia e di spiritualit\u00e0 di questo Papa, virt\u00f9 che sicuramente non dimostra Messori. Dietro parole di piet\u00e0 e di comprensione porta un veleno. &nbsp;E lo fa in nome di tanti altri che si nascondono dietro di lui e non hanno il coraggio di apparire in pubblico.<br \/>Voglio proporre un\u2019altra lettura di Papa Francesco, come contrappunto a quella di Messori, un convertito che, a mio parere, ancora deve portare a termine la sua conversione con il ricevimento dello Spirito Santo, per non dire pi\u00f9 le cose che ha scritto.<br \/>Messori dimostra tre insufficienze: due di natura teologica e un\u2019altra di comprensione della Chiesa del Terzo Mondo.<br \/>Lui &nbsp;si \u00e8 scandalizzato per la \u201cimprevedibilit\u00e0\u201d di questo pastore perch\u00e9 \u201ccontinua a turbare la tranquillit\u00e0 del &nbsp;cattolico medio\u201d. Bisogna chiedersi della qualit\u00e0 della fede di questo \u201ccattolico medio\u201d, che ha difficolt\u00e0 ad accettare un pastore che ha l\u2019odore delle pecore e che annuncia \u201cla gioia del vangelo\u201d. Sono, generalmente, cattolici culturali abituati alla figura faraonica di un Papa con tutti i simboli del potere degli imperatori pagani romani. Adesso appare un Papa \u201cfrancescano\u201d che ama &nbsp;i poveri, che non \u201cveste Prada\u201d, che fa una critica dura al sistema che produce miseria nella gran parte del mondo, che apre la Chiesa non solo ai cattolici &nbsp;ma a tutti quelli che portano il nome di \u201cuomini e donne\u201d, senza giudicarli ma accogliendoli nello spirito della \u201crivoluzione della tenerezza\u201d come ha chiesto ai vescovi dell\u2019America Latina riuniti l\u2019anno scorso a Rio.<br \/>C\u2019\u00e8 un grosso vuoto nel pensiero di Messori. Queste sono le due insufficienze teologiche: la quasi assenza dello Spirito Santo. Direi di pi\u00f9, che incorre nell\u2019errore teologico del cristomonismo, cio\u00e8, solo Cristo conta. &nbsp;Non c\u2019\u00e8 propriamente un posto per lo Spirito Santo. Tutto nella Chiesa si risolve con il &nbsp;solo Cristo, cosa che il Ges\u00f9 dei Vangeli esattamente non vuole. Perch\u00e9 dico questo? Perch\u00e9 quello che lui deplora \u00e8 la \u201cimprevedibilit\u00e0\u201d della azione pastorale di questo Papa. Or bene, questa \u00e8 la caratteristica dello Spirito, la sua imprevedibilit\u00e0, come lo dice San Giovanni: \u201cLo Spirito soffia dove vuole, ascolti la sua voce, per\u00f2 non sai da dove viene n\u00e9 verso dove va\u201d(3,8). La sua natura \u00e8 la improvvisa irruzione con i suoi doni e carismi. Francesco di Roma nella sequela di Francesco d\u2019Assisi si lascia condurre dallo Spirito.<br \/>Messori \u00e8 ostaggio di una visione lineare, propria del suo \u201camato Joseph Ratzinger\u201d e di altri Papi anteriori. Purtroppo, fu questa visione lineare che ha fatto della Chiesa una cittadella, incapace di comprendere la complessit\u00e0 del mondo moderno, isolata in mezzo alle altre Chiese ed ai cammini spirituali, senza dialogare e imparare dagli altri, anche essi illuminati dallo Spirito. Significa essere blasfemi contro lo Spirito Santo pensare che gli altri hanno pensato solo in modo sbagliato. Per questo \u00e8 sommamente importante una Chiesa aperta come la vuole Francesco di Roma. Bisogna essere aperti alle irruzioni dello Spirito chiamato da alcuni teologi \u201cla fantasia di Dio\u201d, a motivo della sua creativit\u00e0 e novit\u00e0, nelle societ\u00e0, nel mondo, nella storia dei popoli, negli individui, nelle Chiese e anche nella Chiesa Cattolica.<br \/>Senza lo Spirito Santo la Chiesa diventa un\u2019istituzione pesante, noiosa, senza creativit\u00e0 e, a un certo punto, non ha niente da dire al mondo che non siano sempre dottrine sopra dottrine, senza suscitare speranza e gioia di vivere.<br \/>\u00c8 un dono dello Spirito che questo Papa venga da fuori della vecchia cristianit\u00e0 europea. Non appare come un teologo sottile, ma come un Pastore che realizza quello che Ges\u00f9 ha chiesto a Pietro: \u201cconferma i fratelli nella fede\u201d(Lc 22,31). Porta con s\u00e9 l\u2019esperienza delle chiese del Terzo Mondo, specificamente, quelle della America Latina.<br \/>Questa \u00e8 un&#8217;altra insufficienza di Messori: non avere la dimensione del fatto che oggi come oggi il cristianesimo \u00e8 una religione del Terzo Mondo, come ha accentuato tante volte &nbsp;il teologo tedesco Johan Baptist Metz. In Europa vivono solo il 25% dei cattolici; il 72,56% vive nel Terzo Mondo (in America Latina il 48,75%). Perch\u00e9 &nbsp;non pu\u00f2 venire da questa maggioranza uno che lo Spirito lo ha fatto vescovo di Roma e Papa universale? Perch\u00e9 non accettare le novit\u00e0 che derivano da queste chiese, che gi\u00e0 non sono chiese-immagine delle vecchie Chiese europee ma chiese- sorgenti con i loro martiri, confessori e teologi?<br \/>Forse nel futuro, la sede del primato non sar\u00e0 pi\u00f9 Roma e la Curia, con tutte le proprie contraddizioni, denunciate &nbsp;da Papa Francesco nella riunione dei Cardinali e dei prelati della Curia con parole solo sentite nella bocca di Lutero e con meno forza nel mio libro condannato dal Card. J. Ratzinger \u201cChiesa: carisma e potere\u201d(1984), ma l\u00e0 dove vive la maggioranza dei cattolici: in America, Africa o Asia. Sarebbe un segno proprio della vera &nbsp;cattolicit\u00e0 della Chiesa all&#8217;interno del processo di globalizzazione del fenomeno umano.<br \/>Speravo in una maggiore intelligenza e apertura di Vittorio Messori con i suoi meriti di cattolico, fedele a un tipo di Chiesa e rinomato scrittore. Questo Papa Francesco ha portato speranza e gioia a tanti cattolici e ad altri cristiani. Non perdiamo questo dono dello Spirito in funzione di ragionamenti piuttosto negativi su di lui.<\/p>\n<p><i>Testo tradotto dal sito www.rrrquarrata.it<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;&#8212;-<\/p>\n<p><\/p>\n<h4>I dubbi sulla svolta di Papa Francesco<br \/>\u2028Bergoglio \u00e8 imprevedibile per il cattolico medio. Suscita un interesse vasto, ma quanto sincero?<\/h4>\n<p>&nbsp;di Vittorio Messori \u2028<\/p>\n<p>da il Corriere della Sera, del 24.12.2014<\/p>\n<p>Credo sia onesto ammetterlo subito: abusando, forse, dello spazio concessomi, ci\u00f2 che qui propongo, pi\u00f9 che un articolo, \u00e8 una riflessione personale. Anzi, una sorta di confessione che avrei volentieri rimandata, se non mi fosse stata richiesta. Ma s\u00ec, rimandata perch\u00e9 la mia (e non solo mia) valutazione di questo papato oscilla di continuo tra adesione e perplessit\u00e0, \u00e8 un giudizio mutevole a seconda dei momenti, delle occasioni, dei temi. Un Papa non imprevisto: per quanto vale, ero tra quelli che si attendevano un sudamericano e un uomo di pastorale, di esperienza quotidiana di governo, quasi a bilanciare un ammirevole professore, un teologo sin troppo raffinato per certi palati, quale l\u2019amato Joseph Ratzinger. Un Papa non imprevisto, dunque, ma che subito, sin da quel primissimo \u201cbuonasera\u201d, si \u00e8 rivelato imprevedibile, tanto da far ricredere via via anche qualche cardinale che era stato tra i suoi elettori.<br \/>Una imprevedibilit\u00e0 che continua, turbando la tranquillit\u00e0 del cattolico medio, abituato a fare a meno di pensare in proprio, quanto a fede e costumi, ed esortato a limitarsi a \u201cseguire il Papa\u201d. Gi\u00e0, ma quale Papa? Quello di certe omelie mattutine a Santa Marta, delle prediche da parroco all\u2019antica, con buoni consigli e saggi proverbi, con persino insistiti avvertimenti a non cadere nelle trappole che ci tende il diavolo? O quello che telefona a Giacinto Marco Pannella, impegnato nell\u2019ennesimo, innocuo digiuno e che gli augura \u201cbuon lavoro\u201d, quando, da decenni, il \u201clavoro\u201d del leader radicale \u00e8 consistito e consiste nel predicare che la vera carit\u00e0 sta nel battersi per divorzio, aborto, eutanasia, omosessualit\u00e0 per tutti, teoria di gender e cos\u00ec via? Il Papa che, nel discorso di questi giorni alla Curia romana, si \u00e8 rifatto con convinzione a Pio XII (ma, in verit\u00e0, a san Paolo stesso) definendo la Chiesa \u201ccorpo mistico di Cristo\u201d? O quello che, nella prima intervista a Eugenio Scalfari, ha ridicolizzato chi pensasse che \u201cDio \u00e8 cattolico\u201d, quasi che la Ecclesia una, sancta, apostolica, romana fosse un optional, un accessorio da agganciare o meno, a seconda del gusto personale, alla Trinit\u00e0 divina? Il Papa argentino consapevole, per diretta esperienza, del dramma dell\u2019America Latina che si avvia a diventare un continente ex cattolico, con il passaggio in massa di quei popoli al protestantesimo pentecostale? O il Papa che prende l\u2019aereo per abbracciare e augurare buoni successi a un amico carissimo, pastore proprio in una delle comunit\u00e0 che stanno svuotando quella cattolica e proprio con il proselitismo da lui condannato duramente nei suoi?<br \/>Si potrebbe continuare, naturalmente, con questi aspetti che paiono &#8211; e forse sono davvero &#8211; contraddittori. Si potrebbe, ma non sarebbe giusto, per un credente. Questi, sa che non si guarda a un Pontefice come a un presidente eletto di repubblica o come a un re, erede casuale di un altro re. Certo, in conclave, quegli strumenti dello Spirito Santo che, stando alla fede, sono i cardinali elettori condividono i limiti, gli errori, magari i peccati che contrassegnano l\u2019umanit\u00e0 intera. Ma capo unico e vero della Chiesa \u00e8 quel Cristo onnipotente e onnisciente che sa un po\u2019 meglio di noi quale sia la scelta migliore, quanto al suo temporaneo rappresentante terreno. Una scelta che pu\u00f2 apparire sconcertante alla vista limitata dei contemporanei ma che poi, nella prospettiva storica, rivela le sue ragioni. Chi conosce davvero la storia \u00e8 sorpreso e pensoso nello scoprire che &#8211; nella prospettiva millenaria, che \u00e8 quella della Catholica &#8211; ogni Papa, consapevole o no che lo fosse, ha interpretato la sua parte idonea e, alla fine, rivelatasi necessaria. Proprio per questa consapevolezza ho scelto , per quanto mi riguarda, di osservare, ascoltare, riflettere senza azzardarmi in pareri intempestivi se non addirittura temerari. Per rifarci a una domanda fin troppo citata al di fuori del contesto: \u201c Chi sono io per giudicare?\u201d. Io che &#8211; alla pari di ogni altro, uno solo escluso &#8211; non sono certo assistito dal \u201ccarisma pontificio\u201d, dall\u2019assistenza promessa del Paraclito. E a chi volesse giudicare, non dice nulla l\u2019approvazione piena, pi\u00f9 volte ripetuta &#8211; a voce e per iscritto &#8211; dell\u2019attivit\u00e0 di Francesco da parte di quel \u201cPapa emerito\u201d pur cos\u00ec diverso per stile, per formazione, per programma stesso?<br \/>Terribile \u00e8 la responsabilit\u00e0 di chi oggi sia chiamato a rispondere alla domanda: \u201cCome annunciare il Vangelo ai contemporanei? Come mostrare che il Cristo non \u00e8 un fantasma sbiadito e remoto ma il volto umano di quel Dio creatore e salvatore che a tutti pu\u00f2 e vuole dare senso per la vita e la morte?\u201d. Molte sono le risposte, spesso contrastanti.<\/p>\n<p>Per quel poco che conta, dopo decenni di esperienza ecclesiale, io pure avrei le mie, di risposte. Avrei, dico: il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo perch\u00e9 niente e nessuno mi assicura di avere intravisto la via adeguata. Non rischierei forse di essere come il cieco evangelico, quello che vuole guidare altri ciechi, finendo tutti nella fossa? Cos\u00ec, certe scelte pastorali del \u201cvescovo di Roma\u201d, come preferisce chiamarsi, mi convincono; ma altre mi lascerebbero perplesso, mi sembrerebbero poco opportune, magari sospette di un populismo capace di ottenere un interesse tanto vasto quanto superficiale ed effimero. Avrei da osservare alcune cose a proposito di priorit\u00e0 e di contenuti, nella speranza di un apostolato pi\u00f9 fecondo. Avrei, penserei: al condizionale, lo ripeto, come esige una prospettiva di fede dove chiunque anche laico (lo ricorda il Codice canonico) pu\u00f2 esprimere il suo pensiero, purch\u00e9 pacato e motivato, sulle tattiche di evangelizzazione. Lasciando per\u00f2 all\u2019uomo che \u00e8 uscito vestito di bianco dal Conclave la strategia generale e, soprattutto, la custodia del \u201cdepositum fidei\u201d. In ogni caso, non dimenticando quanto Francesco stesso ha ricordato proprio nel duro discorso alla sua Curia: \u00e8 facile, ha detto, criticare i preti, ma quanti pregano per loro? Volendo anche ricordare che egli, sulla Terra, \u00e8 il \u201cprimo\u201d tra i preti. E, dunque, chiedendo, a chi critica, quelle preghiere di cui il mondo ride ma che guidano, in segreto, il destino della Chiesa e del mondo intero.<\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I turbamenti del cattolico medio Messori. Se la Curia romana \u00e8 malata, i laici clericali non stanno meglio Ritengo molto utile che Vittorio Messori abbia dato voce alle sue riserve sul papato di Francesco. 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