{"id":20698,"date":"2026-09-26T17:30:02","date_gmt":"2026-09-26T15:30:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20698"},"modified":"2026-09-26T17:32:03","modified_gmt":"2026-09-26T15:32:03","slug":"il-laboratorio-di-palermo-la-iniziazione-cristiana-la-chiesa-e-la-cultura-della-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-laboratorio-di-palermo-la-iniziazione-cristiana-la-chiesa-e-la-cultura-della-citta\/","title":{"rendered":"Il laboratorio di Palermo. La iniziazione cristiana, la chiesa e la cultura della citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ultimacena.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19819\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ultimacena-300x153.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"153\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ultimacena-300x153.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ultimacena.jpg 382w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Con una certa sorpresa ho letto delle proteste che soggetti commerciali della citt\u00e0 di Palermo (ristoratori, fiorai, negozi di bomboniere\u2026) hanno sollevato contro la decisione della Diocesi di modificare profondamente il percorso di iniziazione cristiana dei fanciulli e degli adolescenti, nella prospettiva che da 50 anni \u00e8 stata riaperta dal RITO DI INIZIAZIONE CRISTIANA DEGLI ADULTI, con una adeguata opera di adattamento, nelle forme, nei tempi e nelle sequenze rituali.<\/p>\n<p>Se affrontiamo la questione con la dovuta distanza dal calore delle emozioni, vediamo che il caso di Palermo sale all\u2019onore delle cronache quasi solo perch\u00e9 una \u201cprotesta di categoria\u201d tende a sindacalizzare la questione. La richiesta di un \u201ctavolo di confronto\u201d con le categorie interessate rischia di trasformare la cosa in una sorta di contesa tra Diocesi come \u201cdatore di lavoro\u201d e \u201ccategorie\u201d come \u201csoggetti lavorativi discriminati\u201d. Occorre cambiare prospettiva, anche se questo aspetto non deve essere dimenticato, come parte di una tradizione che ha bisogno urgente di essere superata, in particolare come \u201cmodello moderno\u201d di concepire il rapporto tra i sacramenti cristiani e la vita della citt\u00e0.<\/p>\n<p>La domanda radicale e necessaria da porre \u00e8: in che senso dobbiamo \u201cuscire da un modello tridentino\u201d di amministrazione dei sacramenti?<\/p>\n<p>L\u2019et\u00e0 moderna, che ha visto il sorgere del profilo individuale di ogni uomo e di ogni donna, che ha assunto una forma prima impensabile, ha conosciuto almeno due tappe fondamentali di forte sviluppo e discontinuit\u00e0. La prima, nel XVI secolo, con la riforma protestante e la la riforma cattolica. In questo primo momento, si sono poste le basi di una \u201ccura pastorale\u201d che ha iniziato a pensare se stessa come una \u201cgrande burocrazia centralizzata\u201d, che amministra i sacramenti come \u201cuffici di salvezza\u201d. Questo modello ha creato un grande sistema cattolico di amministrazione della grazia, con tanto di registri, annotazioni, certificati, autorizzazioni, impedimenti. Questa \u201cforma canonica\u201d che ha assunto un valore nuovo a partire dal 1500, ha poi subito una ulteriore revisione, spesso indiretta, con il sorgere degli stati liberali e con la perdita del \u201cpotere temporale\u201d nel 1870. La forma con cui i sacramenti sono entrati nella vita delle persone si \u00e8 caricata di maggior peso giuridico e formale, anche a seguito della Codificazione, che ha iniziato ad esercitare la sua influenza a partire dal 1917.<\/p>\n<p>Di fronte a tutto questo sviluppo non sono mancati tentativi di resistenza in nome di un modello diverso. Il caso pi\u00f9 esemplare, che molto ha pesato sulla tradizione del XX secolo, \u00e8 stato lo spostamento della \u201cprima comunione\u201d, voluto da Pio X nel 1910, ad una et\u00e0 molto pi\u00f9 bassa di prima: dai 12 anni classici si \u00e8 anticipato il sacramento di 4-5 anni e cos\u00ec pure la catechesi, che iniziava ora a 6 anni. Questo portava, allora, ai primi del XX secolo, la Chiesa cattolica a collocarsi in asse con lo sviluppo recente di un \u201cobbligo scolastico\u201d a 6 anni, voluto dagli stati liberali. In questa scelta Pio X fu capace di interpretare il suo tempo con lungimiranza. Ma il suo tempo non \u00e8 pi\u00f9 il nostro tempo.<\/p>\n<p>Da questi sviluppi tardo-moderni nasce il travaglio che la chiesa cattolica sta attraversando da pi\u00f9 di un secolo, a partire proprio da Pio X: si tratta di cambiare la \u201cforma canonica\u201d che il Concilio di Trento aveva pensato per la chiesa moderna, uscendo da stili ecclesiali che, lungo i secoli, sono diventati il contrario di quello che volevano essere. Ma questo cambio non \u00e8 facile, perch\u00e9 le forme tridentine hanno creato non solo \u201cabitudini ecclesiali\u201d, ma \u201cculture condivise\u201d.<\/p>\n<p>Qui si colloca il travaglio delle diverse chiese, che vogliano assumere responsabilmente il compito di cambiare, ossia l\u2019unico modo possibile per restare fedeli alla tradizione. Non mancano le chiese che preferiscono \u201cnon toccare nulla\u201d e finiscono nel non senso di abitudini che non iniziano pi\u00f9 nessuno. Fai tutto come 400 anni fa e il risultato \u00e8 la totale indifferenza alla fede. La tradizione non si alimenta solo di ripetizione, ma anche di salti, di colpi di reni e di colpi d\u2019ala, necessari per riprendere quota. E tuttavia il mutamento necessario e inaggirabile deve mettere in conto una crisi su due fronti: dal lato ecclesiale, perch\u00e9 si tratta di imparare nuovi ritmi, nuovi linguaggi e nuove sequenze: dal lato culturale, perch\u00e9 occorre mostrare pazientemente a tutti i limiti della forma precedente e i vantaggi delle nuove pratiche.<\/p>\n<p>Le forme ecclesiali possono darsi nuova figura in tempi ragionevoli, mettendo in movimento la coscienza dell\u2019obiettivo iniziatico: il percorso di formazione, che coinvolge in modo nuovo le famiglie, in una relazione strutturale con i figli in cammino, mira ad un punto di arrivo nuovo, ossia ad un \u201cprimo accesso alla comunione eucaristica\u201d che abbia qualche possibilit\u00e0 di diventare stabile appartenenza, regolare ripetizione domenicale, alimento di vita e punto di convergenza di ideali. L\u2019eucaristia come \u201cpunto di arrivo\u201d sembra la cosa pi\u00f9 nuova, in realt\u00e0 \u00e8 antichissima, ma occorre perseguirlo con nuova e radicata competenza.<\/p>\n<p>Questa nuova prospettiva impatta piuttosto duramente sulle attese sociali, culturali e persino familiari. Proviamo a mettere in fila che cosa ci si attende, per lo pi\u00f9:<\/p>\n<p>a) Il bambino nasce e viene subito battezzato: ci\u00f2 che conta \u00e8 una grande festa sociale, con una grande comunit\u00e0 di pasto;<\/p>\n<p>b) Verso gli otto anni, dopo un prima Confessione senza festa alcuna, grande festa di Prima comunione, festa sociale e festa familiare.<\/p>\n<p>c) Verso gli 11-12 anni la Cresima e nuova festa. La iniziazione \u00e8 compiuta, tutti i sacramenti sono stati registrati e ci si saluta con un congedo che pu\u00f2 durare vuoi fino al matrimonio (con grande pranzo), o, nel peggiore dei casi, fino alle esequie (anch\u2019esse non senza importante pranzo di consolazione)<\/p>\n<p>E\u2019 evidente che la tradizione sociale coglie le soglie e le celebra con grandi pranzi. Ma questa forza sociale, che deve essere custodita, pretende di imporre alla chiesa soglie che la Chiesa ha avuto la responsabilit\u00e0 storica di proporre un secolo fa, ma oggi non trova la forza di trasformare.<\/p>\n<p>La pretesa sociale di una sequenza di pranzi e cerimonie (in occasione del pedobattesimo, della prima comunione e della cresima) non tiene conto che questo di per s\u00e9 non arriva ad altro che ad una \u201cidentit\u00e0 formale\u201d, ad una registrazione burocratica, ad un diritto a \u201ccertificati\u201d senza iniziare davvero i fanciulli e gli adolescenti,<\/p>\n<p>Qui si colloca la legittimit\u00e0 di una trasformazione della sequenza, cui non mancheranno occasioni di \u201cbanchetti di comunit\u00e0\u201d anche nella nuova forma. Si tratter\u00e0 di individuare, con pacata saggezza, le \u201cnuove soglie\u201d. Un nuovo stile, una tradizione che si rinnova, se \u00e8 efficace e ben pensata, plasma la cultura. Cos\u00ec avvenne dopo il 1910. Fino ad allora, si rifletta, tutti vivevano un\u2019unica celebrazione in uno stesso giorno, in cui cresima e prima comunione venivano \u201camministrate\u201d ai\/alle 12enni. La anticipazione della prima comunione ha creato, quasi d\u2019incanto, un nuovo momento comunitario, anche per le famiglie, per dedicarsi ad un banchetto festivo.<\/p>\n<p>Che cosa impedisce, al nuovo sistema, di identificare nuovi passaggi di vita che meritino un pranzo festivo? Se si legge il testo normativo del nuovo stile, approvato nel 2024 dalla Arcidiocesi di Palermo, che cosa impedir\u00e0 alle famiglie e alla cultura cittadina di celebrare comunitariamente la entrata nel catecumenato o la consegna-restituzione del Padre Nostro? La immaginazione ecclesiale non esclude una reazione culturale all\u2019altezza della sfida. Qui non ha senso un irrigidimento sui ritmi superati dalla storia.<\/p>\n<p>Ovviamente, in tutto questo, si deve riconoscere, con franchezza, che anche le decisioni delle famiglie di ricorrere ai servizi di aziende di ristorazione, di addobbo e di intrattenimento, entreranno non solo nella possibilit\u00e0 commerciale, ma anche nel percorso di formazione e nella identit\u00e0 da acquisire. Perch\u00e9 una delle questioni da affrontare \u00e8 se la iniziazione cristiana avr\u00e0 la forza di decidere le forme di vita o se il vangelo della carit\u00e0 possa trasformarsi, 30 minuti dopo la fine della liturgia del sacramento, nella ostentazione del lusso e nella indifferenza verso la povert\u00e0. I piccoli discepoli di Cristo non saranno davvero iniziati se avranno intorno anzitutto la preoccupazione per vestiti alla moda o per regali griffati. Le opere di misericordia corporale e spirituale non dovrebbero restare lontane da ogni fanciullo e fanciulla, quando siano entrati solennemente nella comunione pi\u00f9 piena con il Signore Ges\u00f9 e con la Chiesa dei suoi discepoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con una certa sorpresa ho letto delle proteste che soggetti commerciali della citt\u00e0 di Palermo (ristoratori, fiorai, negozi di bomboniere\u2026) hanno sollevato contro la decisione della Diocesi di modificare profondamente il percorso di iniziazione cristiana&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20698"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20698"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20698\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20700,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20698\/revisions\/20700"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20698"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20698"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20698"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}