{"id":20679,"date":"2026-09-02T21:39:09","date_gmt":"2026-09-02T19:39:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20679"},"modified":"2026-09-02T21:39:38","modified_gmt":"2026-09-02T19:39:38","slug":"non-sprechiamo-questa-crisi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/non-sprechiamo-questa-crisi-2\/","title":{"rendered":"Non sprechiamo questa crisi"},"content":{"rendered":"<p>Nel tempo di una generazione, l\u2019Europa delle nazioni si \u00e8 autodistrutta in due guerre europee poi mondiali 1915-18 e 1939-1945, transizione tecnologica da trincee, biplani, mitragliatrici a campi di sterminio, portaerei, bombe atomiche. Cultura antica ma coscienza moderna, l\u2019Europa si \u00e8 trasformata in Comunit\u00e0 Economica Europea, a sua volta divenuta Unione Europea nel tempo di una generazione.<br \/>\nL\u2019UE opera con Parlamento, Corte di giustizia, Banca centrale, Corte dei conti. Il Consiglio dei capi di stato\/governo definisce orientamenti e priorit\u00e0, quello dei ministri nazionali competenti coordina le politiche settoriali adottando le leggi congiuntamente al Parlamento. Principale organo esecutivo, la Commissione rappresenta 450 milioni di europei non pi\u00f9 divisi da frontiere e monete nazionali, strumenti di dominio e conflitto anche se nel 1948 l\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite prese atto della Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo, superiore alle leggi umane.<br \/>\nNella globalizzazione economica e tecnologica post-bellica, lo storico economico Carlo M. Cipolla ricord\u00f2 che la tecnologia rende i selvaggi solo pi\u00f9 efficienti e che Bertrand Russell aveva constatato che il mondo \u00e8 \u00abdiventato uno non solo per l\u2019astronomo, ma anche per il normale cittadino\u00bb [<em>Uomini, tecniche, economie<\/em>, tr.it. Feltrinelli, 4^ ed. 1966, p. 5].<br \/>\nNormale cittadino del mondo tecnologicamente unito ma ancora senza le fondamenta economiche e istituzionali elaborate tra le guerre da \u00abJohn Maynard Keynes, nostro inviato nel futuro\u00bb [Mauro Campus, <em>Il Sole 24 ORE Domenica<\/em>, 5\/7\/26, p. 1]. \u00abI due grandi difetti del capitalismo, scriveva, sono l\u2019incapacit\u00e0 di assicurare la piena occupazione e la distribuzione arbitraria della ricchezza. A un secolo di distanza la diagnosi conserva una forza descrittiva quasi imbarazzante. La disuguaglianza non \u00e8 il prezzo inevitabile della prosperit\u00e0: ne \u00e8 l\u2019ostacolo. La rendita \u00e8 un rapporto di potere, non un premio al merito. Per questo Keynes poteva evocare l\u2019\u201ceutanasia del rentier\u201d, formula che ha una capacit\u00e0 di irritare superiore a quella di molti manifesti rivoluzionari e che risuona con particolare precisione nell\u2019epoca dell\u2019insider trading alla luce del sole, delle plusvalenze esentasse e della ricchezza ereditata come destino. Vi \u00e8 poi un lascito che il nostro tempo fatica persino a nominare. Keynes comprese che il capitalismo non pu\u00f2 funzionare efficientemente senza istituzioni globali. Bretton Woods fu il tentativo di dare forma politica a questa intuizione: subordinare la finanza a regole comuni, impedire che il mondo fosse governato dalla somma degli egoismi nazionali. Era una lezione difficile allora. Lo \u00e8 ancora oggi\u00bb.<br \/>\nOggi, nel mondo del Denaro Impazzito svelato trent\u2019anni fa da Susan Strange, docente di economia a Warwick. \u00abL\u2019oggetto ultimo del nostro discorso sono i valori relativi e le preferenze della societ\u00e0 \u2013 ad esempio la tendenza a preferire l\u2019equit\u00e0 e la stabilit\u00e0 alla massimizzazione della ricchezza, e la qualit\u00e0 della crescita economica alla sua dimensione quantitativa\u00bb. \u00abDobbiamo inventare un nuovo genere di politica ma non riusciamo a immaginare come potrebbe funzionare. Pertanto, forse il denaro dovr\u00e0 impazzire sempre pi\u00f9 e fare sentire le sue conseguenze negative prima che la gente si decida, sulla base dell\u2019esperienza, a cambiare le proprie preferenze politiche\u00bb [tr.it. <em>Denaro Impazzito<\/em>, Comunit\u00e0 1999, p. 283]. Quella gente siamo noi e il denaro \u00e8 sempre pi\u00f9 impazzito.<br \/>\n\u00abIl meme coin di Trump svalutato del 98% spera in un videogioco\u00bb [Riccardo Barlaam, <em>Il Sole 24 Ore<\/em>, 26\/7\/26, p. 12]. \u00abLa criptovaluta scambia ad appena 1,55 dollari contro un picco di 73,43 toccato due giorni dopo il lancio a gennaio 2025\u00bb, perch\u00e9 \u00abgli acquisti retail non hanno avuto alcuna tutela, visto che la Sec nel febbraio 2025 ha stabilito che le meme coin non sono titoli, escludendo cos\u00ec la sua supervisione\u00bb. Invece, \u00abTrump ha dichiarato una plusvalenza di 636 milioni dalle sue transazioni nella sua cripto, ma nega conflitti di interessi\u00bb. Trump croupier, \u00ab\u2018colui che \u00e8 in groppa\u2019, poi \u2018colui che si associa a un altro giocatore\u2019, da croupe \u2018groppa\u2019\u00bb [Zingarelli].<br \/>\nA capire ci aiuta Omer Bartov, Dean\u2019s Professor di Studi Olocausto e Genocidio, Brown University, nello studio sul \u00abtentativo di riforma giudiziaria del governo israeliano, avviato all\u2019inizio del 2023 con l\u2019obiettivo di indebolire la Corte Suprema e conferire all\u2019esecutivo un potere pressoch\u00e9 incontrastato\u00bb, nel perdurante coloniale \u00abdesiderio di schiacciare i ribelli fino alla sottomissione\u00bb [<em>Nell\u2019abisso. Dal sionismo al genocidio la sconfitta morale di Israele<\/em>, tr.it. Laterza 2026, p. 20]. Trump lo ha gi\u00e0 fatto e il governo italiano ci ha provato nella riforma del sistema giudiziario respinta nel referendum a forte partecipazione giovanile, anche se la nostra, scrive Walter Quattrociocchi, ordinario alla Sapienza di Roma, \u00e8 \u00abL\u2019era della epistemia\u00bb [<em>le Scienze<\/em>, agosto 2026]. \u00abViviamo una trasformazione iniziata molto prima di quanto siamo abituati a pensare. La disponibilit\u00e0 di dati e la capacit\u00e0 di trattarli hanno progressivamente ridisegnato interi ambiti della nostra esperienza: dalla navigazione in rete ai mercati dell\u2019informazione, fino ai modelli generativi alla base di strumenti ormai diffusi come ChatGPT\u00bb [p. 38].<br \/>\n\u00abPassaggi come cercare, confrontare e integrare non scompaiono, ma vengono integrati nell\u2019output. Questa logica \u00e8 gi\u00e0 operativa. Strumenti come Google restituiscono direttamente una risposta sintetica al posto di una lista di fonti. Il processo diventa cos\u00ec meno visibile\u00bb. \u00abArrivare a una valutazione implicava una sequenza di operazioni: cercare informazioni, confrontare fonti, integrare segnali diversi, pesare quello che conta e che conta meno. Con i sistemi generativi, questo percorso si concentra in una risposta\u00bb. \u00abIl sistema restituisce un output che appare gi\u00e0 selezionato, sintetizzato e coerente. La delega diventa concreta: non riguarda soltanto l\u2019accesso all\u2019informazione, ma il processo che la rende utilizzabile. Il problema non \u00e8 tanto la delega in s\u00e9, ma la sua affidabilit\u00e0\u00bb [p. 42].<br \/>\nInfatti, \u00abi modelli linguistici di grande dimensione (LLM), comunemente noti come intelligenza artificiale generativa, [\u2026] non costruiscono rappresentazioni del mondo n\u00e9 verificano le informazioni rispetto a uno stato di realt\u00e0. Operano su correlazioni tra frequenze linguistiche, senza accesso a criteri indipendenti di verit\u00e0 o significato. Eppure, i loro output risultano spesso convincenti, perch\u00e9 rispettano le regolarit\u00e0 linguistiche che gli utenti riconoscono come segnali di coerenza, competenza e affidabilit\u00e0\u00bb [p. 41]. Collodi ci ha avvertito: Pinocchio che crede al Gatto e alla Volpe affronta metamorfosi e dolorose esperienze.<br \/>\nLo confermano Sara Bentivegna (La Sapienza), Giovanni Boccia Artieri (Universit\u00e0 di Urbino) e Giovanna Mascheroni (Cattolica) [<em>La politica dello scontro. La normalizzazione dell\u2019incivilt\u00e0 nel dibattito pubblico<\/em>, il Mulino 2026]. \u00abIn uno scenario in cui la politica e l\u2019informazione faticano a intercettare i pubblici connessi, sempre pi\u00f9 frammentati e compartimentati dei social media, il linguaggio dell\u2019incivilt\u00e0 viene riconosciuto come una scelta obbligata, a cui molti si adeguano loro malgrado. Sia i politici che i giornalisti, inoltre, riconoscono la presenza di intensificatori del ricorso all\u2019incivilt\u00e0 politica come risorsa identitaria\u00bb [p. 248]. \u00abLo stesso repertorio di pratiche discorsive e simboliche dell\u2019incivilt\u00e0 viene agito dai cittadini sulle piattaforme\u00bb [p. 249].<br \/>\n\u00abIn conclusione, interviste e etnografia restituiscono la tensione fra il riconoscimento dell\u2019incivilt\u00e0 politica come dimensione sdoganata, quasi inevitabile, della comunicazione politica contemporanea: e, al tempo stesso, la riluttanza, da parte degli stessi attori politici, dei giornalisti e degli stessi cittadini, a arrendersi alla politica incivile come unica fonte di notiziabilit\u00e0 e di connessione fra politica, il suo racconto e l\u2019elettorato disaffezionato\u00bb [p. 250].<br \/>\nC\u2019\u00e8 speranza nel mondo del denaro impazzito e dei politici \u2013 che devono garantirne il valore reale a evitare una Grande Crisi stile anni 1930 \u2013 essi stessi pedine del gioco di specchi tecnologico che si illudono di manipolare. Lo ha rappresentato Guy Cassiers nel 2021 alla Com\u00e9die Fran\u00e7aise nella versione tecno-teatrale de <em>Les demons<\/em> di Dosto\u00efevski. Mondo demoniaco: disgregato, disunito.<br \/>\nConsapevoli della sua gravit\u00e0, noi europei per primi non sprechiamo questa crisi.<br \/>\n<em>Non sprechiamo questa crisi<\/em> [Laterza-la Repubblica 2020] ha scritto in occasione del Covid Mariana Mazzuccato, docente di economia dell\u2019innovazione e valore pubblico, University College London. \u00abCi\u00f2 che il Covid 19 ha reso evidente \u00e8 come il modello del \u201cbusiness as usual\u201d sia del tutto inadeguato [\u2026]. Quando si arriva al dunque, infatti, i principali attori economici sono gli Stati e non le imprese\u00bb. \u00abAlla fin fine, la morale \u00e8 questa: a meno che la creazione di denaro non sia legata alla creazione di opportunit\u00e0 nell\u2019economia reale, la maggior parte della liquidit\u00e0 va di nuovo a finire nel settore finanziario, esattamente com\u2019\u00e8 accaduto nel 2008. La marginalizzazione dello Stato nella sua funzione di investitore ha quindi privato i governi sia di un vitale ruolo precauzionale nell\u2019affrontare gli eventi imprevisti sia di uno strumento vitale di stabilizzazione, oltre che di un ruolo chiave di trasformazione per imprimere un indirizzo verde all\u2019economia\u00bb [p. 80].<br \/>\nLa crisi climatica conferma che abbiamo perso e non possiamo pi\u00f9 permetterci di perdere tempo.<br \/>\nIl direttore di Foreign Affairs, Fareed Zakaria, lo ha scritto gi\u00e0 all\u2019inizio di questo terzo millennio. \u00abUna democrazia priva di vincoli e poco efficiente rischia di screditare la democrazia stessa, mettendo in cattiva luce ogni forma di governo popolare. \u00c8 gi\u00e0 successo. Tutte le ondate democratiche sono state seguite da una battuta d\u2019arresto in cui il sistema \u00e8 stato giudicato inadeguato e sono state proposte nuove alternative da leader ambiziosi, accolti con calore dalla popolazione stanca di un governo inefficiente. L\u2019ultima volta che in Europa si \u00e8 assistito a una simile crescita dello scontento, negli anni tra le due guerre mondiali, a approfittarne furono demagoghi autoritari\u00bb [<em>Democrazia senza libert\u00e0 in America e nel resto del mondo<\/em>, tr.it. Rizzoli 2003, p, 336]. Oggi \u00e8 cronaca.<br \/>\nComplici i demagoghi d\u2019ogni genere e taglia, per la sua politica di regolazione anche fiscale l\u2019UE \u00e8 combattuta a scala nazionale e globale con mezzi sui quali, \u00abnell\u2019impetuosa sua intervista del dicembre 1987, Renzo De Felice formul\u00f2, senza volerlo, una profezia indiretta. Segnal\u00f2 che la grande migrazione dal Nordafrica verso la Francia aveva fatto rinascere, in Francia, il \u2018fascismo p\u00e9tainista\u2019. Cos\u00ec esattamente disse, asserendo l\u2019assenza invece in Italia di un tale problema e relativo rischio: \u201cnoi non abbiamo la tragedia sociale dell\u2019immigrazione\u201d, soggiunse. Coglieva gi\u00e0 il nesso tra ondata migratoria e rigurgito fascistico. Quarant\u2019anni dopo sappiamo che il fascismo ha ripreso vigore da noi appunto puntando sulla drammatizzazione del fenomeno migratorio. Donde la rimozione di un altro \u2018principio fondamentale\u2019 della nostra Costituzione, quello stabilito dall\u2019art. 10, che recita: \u201cLo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l\u2019effettivo esercizio delle libert\u00e0 democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d\u2019asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge\u00bb [Luciano Canfora, <em>La parabola della repubblica<\/em>, Sellerio 2026, pp. 109-110].<br \/>\nLa sedicente crisi di Ceuta conferma, \u00abbuon esempio di come nella stenografia della comunicazione \u201cpolitica\u201d (qui d\u2019obbligo le virgolette) si butti tutto in caciara\u00bb [Lucio Caracciolo, \u00abLe bugie su Ceuta e il collasso demografico\u00bb, <em>la Repubblica<\/em>, 2\/8\/26, p. 15]. Caciara, l\u2019opposto di \u00abquiete, tranquillit\u00e0, silenzio, pace\u00bb [<em>Sinonimi e contrari<\/em>, Zanichelli 2002].<br \/>\nPace \u00e8 la parola-chiave nella lettera del 10 luglio 1932 di Albert Einstein a Sigmund Freud: \u00abla sete di potere della classe dominante \u00e8 in ogni Stato contraria a ogni limitazione della sovranit\u00e0 nazionale. Questo smodato desiderio di potere politico si accorda con le mire di chi cerca solo vantaggi mercenari, economici. Penso soprattutto al piccolo ma deciso gruppo di coloro che, attivi in ogni Stato e incuranti di ogni considerazione e restrizione sociale, vedono nella guerra, cio\u00e8 nella fabbricazione e vendita di armi, soltanto un\u2019occasione per promuovere i loro interessi personali e ampliare la loro personale autorit\u00e0\u00bb [Sigmund Freud, Albert Einstein, <em>Perch\u00e9 la guerra?<\/em>, tr.it. Biblioteca Bollati Boringhieri 2026, 1 ed. 1975, p. 61].<br \/>\nFreud rispose a settembre. \u00abLei comincia con il rapporto tra diritto e forza. \u00c8 certamente il punto di partenza giusto per la nostra indagine. Posso sostituire la parola \u201cforza\u201d con la parola pi\u00f9 incisiva e pi\u00f9 dura \u201cviolenza\u201d?\u00bb [p. 65]. \u00abSappiamo che questo regime \u00e8 stato mutato nel corso dell\u2019evoluzione, che una strada condusse dalla violenza al diritto, ma quale? Una sola a mio parere: quella che passava per l\u2019accertamento che lo strapotere di uno solo poteva essere bilanciato dall\u2019unione dei pi\u00f9 deboli. Vediamo cos\u00ec che il diritto \u00e8 la potenza della comunit\u00e0\u00bb. \u00abMa perch\u00e9 si compia questo passaggio dalla violenza al nuovo diritto deve adempiersi una condizione psicologica. L\u2019unione deve essere stabile, durevole\u00bb. \u00abLa comunit\u00e0 deve essere mantenuta permanentemente, organizzarsi, prescrivere gli statuti che prevengano le temute ribellioni, istituire organi che veglino sull\u2019osservanza delle prescrizioni \u2013 le leggi \u2013 e che provvedano agli atti di violenza conformi alle leggi. Nel riconoscimento di una tale comunione di interessi s\u2019instaurano tra i membri di un gruppo umano coeso quei legami emotivi, quei sentimenti sui quali si fonda la vera forza del gruppo. Con ci\u00f2, penso, tutto l\u2019essenziale \u00e8 gi\u00e0 stato detto\u00bb [p. 67]. \u00abPer quanto riguarda la nostra epoca, si impone la medesima conclusione a cui Lei \u00e8 giunto per una via pi\u00f9 breve. Una prevenzione sicura della guerra \u00e8 possibile solo se gli uomini si accordano per costituire un\u2019autorit\u00e0 centrale, al cui verdetto vengano deferiti tutti i conflitti di interesse\u00bb [p. 70]. In Europa l\u2019abbiamo compreso, nell\u2019UE stiamo lavorando per farlo.<br \/>\nMadre delle rivoluzioni, la vecchia Europa sta costruendo il futuro in un mondo imperialisticamente e tecnologicamente impantanato nel presente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel tempo di una generazione, l\u2019Europa delle nazioni si \u00e8 autodistrutta in due guerre europee poi mondiali 1915-18 e 1939-1945, transizione tecnologica da trincee, biplani, mitragliatrici a campi di sterminio, portaerei, bombe atomiche. 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