{"id":20677,"date":"2026-09-02T09:57:57","date_gmt":"2026-09-02T07:57:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20677"},"modified":"2026-09-02T09:57:57","modified_gmt":"2026-09-02T07:57:57","slug":"la-guerra-del-cardinale-sarah","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-guerra-del-cardinale-sarah\/","title":{"rendered":"La guerra del cardinale Sarah"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ratzsarah.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11861\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ratzsarah.jpg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"181\" \/><\/a><\/p>\n<p>In una <a href=\"https:\/\/ewtn.it\/2026\/09\/01\/cardinale-sarah-messa-latino-traditionis-custodes\/\">recentissima intervista<\/a>, il card. Sarah torna alle sue nostalgie tridentine. E dice cose davvero sorprendenti, capovolgendo la realt\u00e0, come fa da molti anni. Ecco le quattro affermazioni principali, che riporto letteralmente:<\/p>\n<p>a) \u00e8 sbagliato fare la guerra alla messa tridentina<\/p>\n<p>\u201cNon possiamo come Chiesa fare la guerra a chi partecipa devotamente alla messa, solo perch\u00e9 predilige una forma invece che un\u2019altra: \u00e8 un atteggiamento miope e del tutto ideologico, quindi non pastorale e non cristiano\u201d<\/p>\n<p>b) ammirazione per la grande intuizione di papa Benedetto<\/p>\n<p>\u201cTra gli effetti della liberalizzazione della forma straordinaria (ossia della messa tridnetina da parte di papa Benedetto) c\u2019\u00e8 stata la positiva influenza, direi anche correzione, dei possibili abusi nella celebrazione della forma ordinaria\u201d<\/p>\n<p>c) denuncia della umiliazione subita da papa Benedetto<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c[Benedetto XVI] ha inteso permettere la pi\u00f9 ampia diffusione possibile del rito tridentino, cos\u00ec che il popolo di Dio potesse decidere da solo, nell\u2019arco dei decenni, quale forma di vivere la fede fosse pi\u00f9 aderente. Tutto ci\u00f2 \u00e8 stato annullato da Traditionis Custodes, con il papa emerito ancora in vita. Non mi \u00e8 parsa una scelta saggia n\u00e9 rispettosa. Ma Benedetto, uomo mite come un agnello, si \u00e8 lasciato umiliare, e, cos\u00ec, nel silenzio e la preghiera, ha offerto a Dio la sua sofferenza per meglio immedesimarsi nel dolore di Cristo per la sua Chiesa e purificarla\u201d.<\/p>\n<p>d) riaffermazione della regola aurea<\/p>\n<p>&#8220;l\u2019accesso alle forme rituali riconosciute ed esistenti da secoli non pu\u00f2 mai essere artificiosamente limitato da decreti\u201d.<\/p>\n<p>Vorrei confutare, una per una, queste 4 dichiarazioni.<\/p>\n<ol>\n<li>La messa tridentina, riproposta da Lefebvre al posto del rito approvato dopo il Concilio Vaticano II, su indicazioni dello stesso Concilio, \u00e8 stata un &#8220;atto di guerra&#8221; alla Chiesa di Roma. Capovolgere le cose e far diventare vittime i colpevoli non ha alcun senso e alimenta soltanto gli equivoci. Non si tratta di &#8220;fare la guerra alla messa tridentina&#8221;, ma di assumere, come rito comune, quello determinato ufficialmente dallo sviluppo organico della tradizione, ed entrato in vigore a partire dal 1970.\u00a0 Da quel momento in poi, ricorrere al &#8220;Vetus Ordo&#8221; \u00e8 fare la guerra a Roma. Sarah sembra dimenticare questa storia e ragiona in modo capovolto.<\/li>\n<li>La soluzione proposta da papa Benedetto, nel 2007, non ha risolto la questione, ma l&#8217;ha aggravata. L&#8217;idea che due riti contraddittori possano generare &#8220;pace&#8221; \u00e8 una illusione, che non ha tardato a mostrare i suoi frutti avvelenati. Alimentare, dal centro, una concorrenza sleale tra forme rituali contrastanti non \u00e8 mai una soluzione. Tanto meno serve a correggere &#8220;abusi&#8221;, che sono certo una esperienza legata alla recezione del NO, ma che il VO risolve rinunciando alla partecipazione attiva. La questione decisiva \u00e8 che il NO pu\u00f2 subire abusi, ma il VO \u00e8 un abuso di per s\u00e9, essendo pensato come rito clericale, frutto della apologetica moderna del cattolicesimo.<\/li>\n<li>L&#8217;immaginario della &#8220;umiliazione del papa&#8221;, da parte del successore, \u00e8 una finzione da romanzo. Francesco ha semplicemente ristabilito il buon senso &#8211; che avevano Paolo VI e Giovanni Paolo II prima di lui &#8211; e che invece Benedetto aveva sovvertito, introducendo nel magistero ecclesiale lo stesso argomento che aveva portato Lefebvre allo scisma: ossia l&#8217;idea che la riforma liturgica non abbia la autorit\u00e0 di riformare il rito tridentino. Questa \u00e8 una idea scismatica, di cui Sarah non sembra rendersi conto.<\/li>\n<li>Al fondo di tutto il ragionamento sta, appunto, la affermazione falsa, secondo cui un rito che esiste da secoli non pu\u00f2 essere toccato. La Chiesa ha l&#8217;autorit\u00e0 per riformare se stessa, anche la propria liturgia, purch\u00e9 lo faccia in modo legittimo. Che cosa avrebbero potuto dire i vescovi al Concilio di Trento, quando il Concilio stabil\u00ec l&#8217;obbligo di residenza, la forma canonica matrimoniale, la istituzione dei seminari. Erano tutte cose nuove, che entrarono gradualmente a regime, sostituendo le precedenti. Lo stesso vale per il Concilio Vaticano II, che ha indicato chiaramente il compito ecclesiale di superare una forma liturgica inadeguata. Pensare che questa intenzione del Concilio possa essere ignorata, \u00e8 fare guerra a Roma. Almeno a quella Roma che \u00e8 convinta di camminare e di &#8220;dover andare avanti&#8221;, come si \u00e8 espresso con chiarezza papa Leone. Il tentativo di mettere Leone contro Francesco \u00e8 un atto grave, che il card. Sarah ripete da mesi in modo piuttosto sguaiato, trovandosi in compagnia di molti personaggi poco raccomandabili.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una recentissima intervista, il card. Sarah torna alle sue nostalgie tridentine. E dice cose davvero sorprendenti, capovolgendo la realt\u00e0, come fa da molti anni. 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