{"id":20661,"date":"2026-08-26T16:27:45","date_gmt":"2026-08-26T14:27:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20661"},"modified":"2026-08-26T16:27:45","modified_gmt":"2026-08-26T14:27:45","slug":"la-riforma-liturgica-secondo-leone-xiv-le-ragioni-del-novus-ordo-contro-ogni-resistenza-anticonciliare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-riforma-liturgica-secondo-leone-xiv-le-ragioni-del-novus-ordo-contro-ogni-resistenza-anticonciliare\/","title":{"rendered":"La riforma liturgica secondo Leone XIV: le ragioni del Novus Ordo, contro ogni resistenza anticonciliare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concistoro.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-20197\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concistoro.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nell\u2019ultima delle 8 catechesi dedicate alla Costituzione conciliare <i>Sacrosanctum Concilium<\/i>, papa Leone ha esposto con grande linearit\u00e0 le ragioni che hanno portato i Padri Conciliari a promuovere una riforma liturgica. I punti qualificanti del suo discorso possono essere qui brevemente considerati, se messi in relazione con la pretesa di una parte della Curia romana, che vorrebbe equiparare i riti vaticani con i riti tridentini.<\/p>\n<p>a) Si parte dalle parole di Giovanni Battista Montini, nella sua III lettera dal Concilio, nell\u2019ottobre del 1962, pochi giorni dopo l\u2019 inizio della assise ecumenica. Vi si ricorda l\u2019intento di far uscire il popolo di Dio da una condizione di passivit\u00e0: \u201cLa loro materiale presenza non pu\u00f2 accordarsi con la loro spirituale assenza\u201d. Il compito della riforma riguarda precisamente il superamento di questa \u201cassenza spirituale\u201d riservata al popolo da parte del VO.<\/p>\n<p>b) Rispetto a questa lettura \u201canticipata\u201d, il testo di SC 48 brilla, secondo papa Leone, per una giustificata centralit\u00e0. Ne sottolineo i punti decisivi:<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Inter, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00abLa Chiesa si preoccupa vivamente che i fedeli <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Inter, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>non assistano come estranei o muti spettatori a questo mistero di fede<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Inter, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">, ma che, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Inter, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>comprendendolo bene mediante<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><b>\u00a0<\/b><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Inter, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>i riti e le preghiere, partecipino all\u2019azione sacra consapevolmente, piamente e attivamente<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Inter, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">; siano <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Inter, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>formati dalla parola di Dio<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Inter, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">; <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Inter, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>si nutrano alla mensa del corpo del Signore<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Inter, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">; rendano grazie a Dio; offrendo la vittima senza macchia, non soltanto per le mani del sacerdote, ma <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Inter, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>insieme con lui, imparino a offrire se stessi<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Inter, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">, e di giorno in giorno, per la mediazione di Cristo, siano perfezionati nell\u2019unit\u00e0 con Dio e tra di loro\u00bb<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>In questo testo \u00e8 evidente che si delinea una \u201crinnovata consapevolezza del valore della liturgia\u201d. La mediazione dei \u201criti e preghiere\u201d appare capace di dare alla Chiesa una nuova \u201cintelligenza del mistero\u201d. Perci\u00f2<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Inter, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Poich\u00e9 i gesti, le parole della sacra liturgia sono decisivi per realizzare questa esperienza, la partecipazione dei fedeli non pu\u00f2 essere passiva.\u201d<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Di qui discende la esigenza di una riforma dell\u2019\u201dordinamento celebrativo\u201d sia in rapporto ai testi proclamati, sia in rapporto alle sequenze rituali. La revisione dei testi liturgici diventa la condizione per accedere a questa esperienza piena. E\u2019 evidente, anche in questo caso, che la preparazione dei nuovi<i> ordines<\/i> aveva lo scopo di sostituire integralmente i riti precedenti, viziati da una visione parziale e clericale della azione liturgica.<\/p>\n<p>c) Un \u201criforma generale\u201d della liturgia, come considerata da SC 21, \u00e8 giutificata da una distinzione, che il Concilio riprende da Mediator Dei (1947): quella tra parti immutabili e parti mutabili della liturgia. Questa distinzione, che in qualche modo si fonda su una differenza tra diritto divino e diritto ecclesiale, ha reso possibile, fin dagli anni 50, una serie di \u201cprecedenti\u201d rispetto alla riforma liturgica conciliare: le riforme della Settimana Santa, di Pio XII, il MP Rubricarum Instructum di Giovanni XXIII. Molto interessante \u00e8 il fatto che papa Leone ricordi anche questo documento del 1960,<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Inter, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">nel quale <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Inter, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">(papa Giovanni) <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Inter, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">rimandava all\u2019annunciato Concilio Ecumenico la proposta dei principi fondamentali per una riforma della liturgia.\u201d<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Anche in questo caso \u00e8 evidente che la prospettiva di una \u201criforma generale\u201d non lascia alcuno spazio alla sopravvivenza di quei riti, che il Concilio intendeva precisamente modificare \u201csecondo le esigenze dei tempi, delle cose e delle anime\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">d) Questa comprensione della riforma liturgica la restituisce nella sua qualit\u00e0 di \u201ctradizione vivente della Chiesa\u201d. Questo significa che il superamento delle forme tridentine impone alla Chiesa una nuova pedagogia liturgica, nella quale \u00e8 certo possibile commettere abusi. A questi si deve resistere. Ma \u00e8 chiaro che una corretta applicazione dei \u201cnuovi principi\u201d non pu\u00f2 essere assicurata in un regime di concorrenza tra riti vaticani e riti tridentini. Lo spazio per rimediare agli abusi della riforma liturgica non sta \u201cal di fuori\u201d di essa, ma al suo interno. Nessuno spazio \u00e8 pi\u00f9 possibile per il ricorso a riti che il Concilio ha esplicitamente considerato da superare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">e) A questo proposito Leone cita SC 26, quando ricorda che le azioni liturgiche \u201cnon sono azioni private\u201d, ma azioni della Chiesa, che \u00e8 sacramento di unit\u00e0. Qui mi pare che sia molto chiaro l\u2019intento di chiudere la strada a quelle forme di giustificazione di \u201cusi paralleli\u201d, che trovano nella \u201cnostalgia del passato\u201d o nella \u201cfuga nel futuro\u201d la loro qualit\u00e0 elettiva. La liturgia \u00e8 il linguaggio elementare della Chiesa: per questo \u00e8 lo stesso per tutti, anche se ogni comunit\u00e0 lo vive e lo celebra a partire dalla propria sensibilit\u00e0 e dalla propria radice peculiare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">f) In conclusione, non \u00e8 difficile trovare, nel testo e nel tono dell\u2019ultima delle Catechesi su SC di papa Leone, una grande continuit\u00e0 con i due ultimi grandi testi di papa Francesco: Traditionis Custodes (2021) e Desiderio desideravi (2022). Le parole del papa restano pienamente nella prospettiva aperta dal Concilio Vaticano II e realizzata dalla Riforma liturgica. In questa prospettiva non vi \u00e8 pi\u00f9 alcuno spazio per ragionare secondo lo \u201cschema scismatico\u201d introdotto da Lefebvre e fatto proprio dalla Curia Romana dal 1984 al 2021: <i>la unit\u00e0 della Chiesa non si realizza mettendo in concorrenza due riti contraddittori, ma ospitando le differenze dentro l\u2019unico rito riformato<\/i>.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">L\u2019ultima delle Catechesi liturgiche di papa Leone impegna la Curia romana in un percorso di conversione: <b>l\u2019unit\u00e0 della Chiesa non si promuove proteggendo le aspirazioni scismatiche di chi vuole restare legato agli ordines che il Concilio Vaticano II ha voluto riformare<\/b>. Una tale resistenza non \u00e8 altro che <b>ostruzionismo burocratico alla crescita della unit\u00e0 ecclesiale<\/b>, che non si identifica pi\u00f9 semplicemente con la obbedienza dei preti al vecchio Ritus Servandus: questa semplificazione spirituale ed ecclesiale della liturgia \u00e8 una forma di privatizzazione del culto. La differenza \u00e8 tutta qui: con la Riforma liturgica si \u00e8 passati dal Ritus Servandus al Ritus Celebrandus. Questo \u00e8 irreversibile. Papa Leone ha detto chiaramente in quale direzione intende muoversi la Chiesa cattolica del 2026. Sar\u00e0 bene che una parte della Curia romana sappia tenerne conto e voglia adeguare a questa limpida lettura le sue strategie pi\u00f9 ambigue. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ultima delle 8 catechesi dedicate alla Costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium, papa Leone ha esposto con grande linearit\u00e0 le ragioni che hanno portato i Padri Conciliari a promuovere una riforma liturgica. 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