{"id":20632,"date":"2026-08-05T17:36:20","date_gmt":"2026-08-05T15:36:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20632"},"modified":"2026-08-05T17:36:20","modified_gmt":"2026-08-05T15:36:20","slug":"magnifica-liturgia-lettera-aperta-a-massimo-faggioli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/magnifica-liturgia-lettera-aperta-a-massimo-faggioli\/","title":{"rendered":"Magnifica liturgia.  Lettera aperta a Massimo Faggioli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/uomoperplesso-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20436\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/uomoperplesso-1-300x145.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"145\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/uomoperplesso-1-300x145.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/uomoperplesso-1-1024x496.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/uomoperplesso-1-768x372.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/uomoperplesso-1.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Caro Massimo,<\/p>\n<p>come sai da alcuni mesi la discussione sulla liturgia, anche in Italia, ha assunto un certo rilievo pubblico, almeno per le posizioni che Enzo Bianchi, Alberto Melloni e chi scrive hanno messo in chiaro, con argomentazioni diverse. Al dibattito hanno partecipato anche altri soggetti, teologici o pastorali, di cui ho cercato di riferire e di dare la parola nella sezione del mio blog <i>Come se non<\/i> dal titolo: <i>Dopo lo scisma: la tradizione viva<\/i>. Questo \u00e8 stato un passaggio importante e fecondo.<\/p>\n<p>In tutti questi confronti mi sono reso conto di una cosa fondamentale: intorno al tema liturgico non si lavora pi\u00f9 sul piano teologico, ma solo sul piano istituzionale, affettivo e, in senso lato, \u201cspirituale\u201d. Questo, a me pare, impedisce al tema di guadagnare quella centralit\u00e0 che ancora merita e che risulta, invece, rimossa, mortificata e incompresa.<\/p>\n<p>Quando stamattina ho letto il tuo ultimo contributo alla rivista <i>Commonweal<\/i>, dal titolo <i>SSPX end the Pope <\/i>(che si pu\u00f2 leggere qui, <a href=\"https:\/\/www.commonwealmagazine.org\/faggioli-sspx-traditionalism-vatican-ii-leo-catholic-massimo\">https:\/\/www.commonwealmagazine.org\/faggioli-sspx-traditionalism-vatican-ii-leo-catholic-massimo<\/a>) mi sono sorpreso e preoccupato: ho visto che anche nella tua impostazione della riflessione, che ha al centro la relazione tra lo scisma e il papa, la considerazione della liturgia appare molto simile a come ne parla Mons. Cordileone o, per certi versi, al desiderio di riconciliazione che mostra Enzo Bianchi nei suoi testi degli ultimi mesi.<\/p>\n<p>Prima di esaminare nel dettaglio le affermazioni pi\u00f9 rilevanti del tuo ultimo testo, vorrei premettere una considerazione pi\u00f9 generale, sul compito del teologo in campo liturgico.<\/p>\n<p><b>La differenza tra scienza storica e scienza teologica<\/b><\/p>\n<p>Pi\u00f9 di un secolo fa, nel suo primo e ultimo contributo allo <i>Jahrbuch fuer Liturgiwissenschaft, <\/i>nel 1921, Romano Guardini formulava una distinzione decisiva tra due aspetti dello studio della liturgia che noi ancora troppo spesso confondiamo: la storia della liturgia <i>dice quello che \u00e8 stato<\/i>, ma la teologia della liturgia <i>dice quello che deve essere<\/i>. Questo aspetto \u201cnormativo\u201d, che \u00e8 caratteristico di una visione corretta della tradizione liturgica, non permette di risolvere il giudizio sulla liturgia parlando di \u201cfatti\u201d. Quando valutiamo la liturgia, non possiamo mai fare a meno di prendere posizione su questo \u201cdover essere\u201d. Se non lo facciamo, non stiamo svolgendo il compito teologico che ci \u00e8 chiesto, ma diventiamo semplici \u201cosservatori\u201d di sviluppi storici.<\/p>\n<p>Questa premessa guardiniana mi sembra importante per esprimere il fondo delle mie riserve, che ho gi\u00e0 manifestato nei confronti di Bianchi e di Melloni, e che ora illustro anche nei confronti della tua lettura: nel modo come tu parli della liturgia, mi pare che sia lasciato cadere il profilo squisitamente teologico della questione, per far prevalere istanze certamente rilevanti, ma che non possono avere la forza di orientare una vera soluzione convincente, se non cadendo in una serie di contraddizioni senza fine, che non portano pace, ma ulteriore conflitto. Ora presento i punti-chiave del tuo testo, esaminato da questa angolatura teologica.<\/p>\n<p><b>La lesa maest\u00e0 verso il Vaticano II \u00e8 un criterio di lettura corretto?<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La tua ricostruzione dello scisma lefebvriano (primo e secondo) osserva, a ragione, che non \u00e8 possibile ridurre la questione sollevata da Lefebvre soltanto alla liturgia. Questo \u00e8 vero. Ma guai se si afferma, sulla base di questa giusta considerazione, che noi potremmo transigere sulla liturgia per ottenere una unit\u00e0 sui terreni decisivi (ecclesiologia, relazione col mondo, dottrina della rivelazione). Questo modo di argomentare, molto spesso, \u00e8 il preludio ad una bassa considerazione della liturgia dal punto di vista teologico. Questo appare nei tre punti-chiave che tu trai dalla provocazione lefebvriana:<\/p>\n<p>a) una vittoria postuma della impostazione di Benedetto XVI, verso una normalizzazione del tradizionalismo liturgico. Per te questo \u00e8 talmente vero che arrivi ad affemare:<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\">Dealing with non-SSPX liturgical traditionalism will require pastoral and theological discernment, possibly imagining differentiated solutions in different parts of the world. Ritualized defenses of\u00a0<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\">l\u00e8se-majest\u00e9<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\">\u00a0of Vatican II will not be sufficient. On the other hand, it is clear that agnosticism toward or a reversal of liturgical reform would\u00a0<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\">not<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\">\u00a0leave the rest of Vatican II untouched.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">b) la chiara identificazione nella influenza di J. Ratzinger (Prefetto e poi papa) di una soluzione \u201cambigua\u201d, non approfondisce il motivo di questa ambiguit\u00e0 sul piano teologico, ma solo sul piano diremmo amministrativo-istituzionale. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">c) Il compito che Leone XIV sembra aver assunto, di fronte allo sviluppo del tradizionalismo, si orienta nel modo pi\u00f9 chiaro mediante quella enciclica, \u201cMagnifica humanitas\u201d, che tu definisci un \u201ccontro-sillabo\u201d. Perci\u00f2 la posizione assunta da Leone verso lo scisma dovr\u00e0 necessariamente tradursi in una posizione chiara verso il tradizionalismo non scismatico, che continua a vivere nel corpo della Chiesa.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>La prospettiva teologica che manca<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Caro Massimo, molte delle cose che hai scritto, anche in questo testo, sono preziose. Ma restano, per cos\u00ec dire, alla finestra. Chiaramente individuano responsaibilit\u00e0, ambiguit\u00e0, strettoie, necessari punti di svolta, ma \u00e8 come se tu faticassi a dire, esplicitamente, dove sta il problema. Allora permettimi, in conclusione, di replicare ad ognuno dei tre punti che hai indicato nel tuo testo, come questioni aperte dopo il secondo scisma.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">a) Sulla diagnosi di una \u201cvittoria postuma\u201d di papa Benedetto, mi pare che essa sia il frutto di un grande abbaglio teologico. La teoria di una \u201cdoppia forma\u201d del rito romano \u00e8 finita nel 2021. In<i> Traditionis custodes<\/i><i> <\/i>vi \u00e8 stata la sconfitta decisiva di quel progetto: non si tratta di \u201climitazioni\u201d all\u2019uso del VO, ma di una rilettura della storia. Il motivo di quella sconfitta \u00e8 squisitamente teologico: quel modo di impostare il rapporto con la tradizione liturgica era viziato da una grave incomprensione a livello istituzionale e teologico. Perci\u00f2 mi pare molto grave che tu cada nella trappola di pensare che alla posizione tradizionalistica si possa rispondere senza difendere la scelta di riforma del Vaticano II. Qui c\u2019\u00e8 un <i>vulnus teologico<\/i>, che tu contribuisci a nascondere. Nessuno, dopo il 2021, pu\u00f2 invocare il ricorso al Vetus Ordo se non per indulto. Questo \u00e8, teologicamente, l\u2019unico faro possibile dopo il secondo scisma, che cambia le cose. Se tu non lo riconosci, ma aggiungi, <i>in extremis<\/i>, che il rifiuto della riforma liturgica non lascia immune tutto l\u2019insegnamento del Vaticano II, \u00e8 come se ti rendessi conto di ci\u00f2 che \u00e8 in gioco, ma volessi ammetterlo solo tra parentesi, a mezza voce. Un teologo, se vuol fare il teologo, non pu\u00f2 fare cos\u00ec: non pu\u00f2 dare grande valore a cose secondarie, e poco valore ai principi fondamentali.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">b) Se questo \u00e8 vero, il giudizio teologico deve essere consequenziale: dove sta il problema di un \u201ctradizionalismo liturgico\u201d (apparentemente) non scismatico? Nel sopravvivere, in molte curie (non solo romane) di una argomentazione falsa, che il teologo ha il compito di smascherare. Se non basta un secondo scisma, che trova alimento nell\u2019uso reazionario del rito che il Vaticano II ha chiesto di riformare, che cosa dobbiamo ancora aspettare per denunciare il sofisma che, 20 anni fa, ha dato il via a questo universale abuso liturgico? Mi chiedo: che cosa ci impedisce di parlare chiaro e di identificare in questa ricostruzione azzardata di<i> Summorum Pontificum<\/i> la radice di molte posizioni nella Chiesa di oggi? Se un papa fa proprio l\u2019argomento principale di un vescovo scismatico (\u201ctutti possono continuare a celebrare con la forma rituale preconciliare\u201d \u00e8 la tesi di Lefebvre, non dimentichiamolo) quale forma di autocensura ci impedisce di comprendere che la soluzione pu\u00f2 avvenire solo superando definitivamente quell\u2019argomento falso? In questo il vero profeta \u00e8 stato papa Francesco e da questa sua decisione dovremmo imparare a non essere troppo teneri con le tentazioni anticonciliari che si presentano come semplice \u201cgusto liturgico\u201d. <i>Decipimur specie recti<\/i>.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">c) Infine, il compito di papa Leone. Qui, a me pare, occorre molto coraggio. Non tanto nel papa, che forse ne ha gi\u00e0 abbastanza, ma in coloro che possono, dottrinalmente, aiutarlo nel discernimento. Ma qui le formule del passato non funzionano pi\u00f9. Non dobbiamo chiedere \u201criconoscimenti formali dei documenti del Vaticano II\u201d, protocolli dottrinali, impegni istituzionali. No, nulla di tutto questo \u00e8 veramente utile. Questo modo di fare, che ha attraversato 40 anni di cattolicesimo, almeno dal 1988 in poi, ha fatto il suo tempo e ha generato solo divisioni ulteriori. Neppure possiamo pi\u00f9 chiedere ai Dicasteri (della fede o dei religiosi o del culto) di proteggere gli anticonciliari. Questo stile ambiguo deve finire, <i>qua<\/i><i>m<\/i><i> celerrime<\/i>.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Verso una magnifica liturgia?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Che cosa pu\u00f2 caratterizzare, allora, lo stile di una \u201cmagnifica liturgia\u201d? Di recuperare proprio ci\u00f2 che nelle analisi di Bianchi, di Melloni, e anche nella tua analisi, manca del tutto: ossia <i>il compito di unit\u00e0 che la liturgia svolge<\/i>. Non facciamo unit\u00e0 strumentalizzando diverse liturgie conflittuali, ma lasciando la parola alla actio sacra comune. Una sola <i>lex orandi<\/i> non \u00e8 una utopia pericolosa, non \u00e8 un ideale da vecchia Europa, ma la logica elementare della <i>actio sacra<\/i>. Un messaggio chiaro, che venisse dal cuore della Curia romana, e che dicesse queste tre cose, sarebbe la versione liturgica di \u201cmagnifica humanitas\u201d. Ecco le tre cose fondamentali.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">a) Uno solo \u00e8 il rito romano comune a tutti i fedeli cattolici. La acquisizione di papa Francesco (che \u00e8 semplice ritorno a Paolo VI e Giovanni Paolo II) \u00e8 la pietra angolare (anche se spesso scartata e derisa).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">b) L\u2019unico rito chiede la attuazione differenziata per continenti e per comunit\u00e0, esigendo che la messa in opera della celebrazione avvenga sempre con un atto selettivo ed elettivo: ogni sensibilit\u00e0 \u00e8 accolta in questo processo comune. Ognuno pu\u00f2 sentirsi riconosciuto nel proprio uso legittimo e ha il dovere di riconoscere altri usi, altrettanto legittimi. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">c) Roma e le singole curie si impegnano in questo lavoro comune, riconducendo ad esso ogni \u201cresistenza\u201d su forme precedenti del rito romano. \u201cAndare avanti\u201d \u00e8 il compito acquisito, almeno dal 1970. Dopo il 1 luglio del 2026, ogni esitazione sarebbe ipocrisia. <\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro Massimo, come sai da alcuni mesi la discussione sulla liturgia, anche in Italia, ha assunto un certo rilievo pubblico, almeno per le posizioni che Enzo Bianchi, Alberto Melloni e chi scrive hanno messo in&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20632"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20632"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20632\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20633,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20632\/revisions\/20633"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20632"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20632"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20632"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}