{"id":20588,"date":"2026-07-16T07:40:43","date_gmt":"2026-07-16T05:40:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20588"},"modified":"2026-07-16T07:47:10","modified_gmt":"2026-07-16T05:47:10","slug":"ordinare-per-presiedere-o-ordinare-chi-presiede-una-questione-istituzionale-e-la-proposta-castellucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/ordinare-per-presiedere-o-ordinare-chi-presiede-una-questione-istituzionale-e-la-proposta-castellucci\/","title":{"rendered":"Ordinare per presiedere o ordinare chi presiede? Una questione istituzionale e la proposta-Castellucci"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Agostino-statua.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19805\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Agostino-statua-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Agostino-statua-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Agostino-statua.jpg 409w\" sizes=\"(max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La proposta avanzata da Mons. Erio Castellucci circa la \u201cco-presidenza\u201d della celebrazione eucaristica, al di l\u00e0 della sua formulazione concreta e della sua effettiva praticabilit\u00e0, tocca un nodo sensibile della tradizione che non \u00e8 soltanto liturgico, sacramentale, ecclesiale e antropologico, ma che \u00e8 giusto riconoscere come istituzionale. Dietro la proposta-Castellucci, per nominarla in breve, si mostra un profilo della Chiesa e del suo rapporto con la storia, che merita di essere assunto come il vero tema di riflessione, suggerito garbatamente dall\u2019Arcivescovo di Modena.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">A che cosa mi riferisco? Al modo con cui, nella storia, la Chiesa cattolica ha provveduto alla identificazione e alla formazione dei suoi \u201cpresidenti\u201d, ossia dei \u201cpresbiteri\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>1. La figura moderna di definizione della \u201cpresidenza della comunit\u00e0 ecclesiale ed eucaristica\u201d<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Nella storia della Chiesa il modo di essere \u201cabilitati alla presidenza\u201d non \u00e8 stato uniforme n\u00e9 si pu\u00f2 considerare come il frutto di uno sviluppo lineare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Un passaggio del tutto classico, ma che si qualifica come \u201cmoderno\u201d, \u00e8 stata la istituzione dei \u201cseminari\u201d, come risposta alla crisi tardo-medievale del ministero nella Chiesa. Con una risoluzione che risale al 1563 (<i>Cum adolescentium aetas<\/i>) inizia la strutturazione moderna di un modo comune di formare la \u201cclasse dirigente\u201d della Chiesa cattolica. Potremmo considerarlo il gesto istituzionale che inaugura una \u201cet\u00e0 classica\u201d della formazione, basata su alcuni principi:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\">\u2013 <span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">la separazione dal corpo sociale del candidato, che resta per molti anni \u201ca parte\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\">\u2013 <span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">la destinazione esclusiva a maschi celibi e figli legittimi<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\">\u2013 <span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">la unit\u00e0 di studio, disciplina, preghiera in forma comunitaria<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\">\u2013 <span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">la selezione nel tempo, il cursus di gradi rituali (dalla tonsura al diaconato), per giungere alla ordinazione presbiterale<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Questo modello procedurale e istituzionale (tra il monastico e il militare) per \u201cconfezionare\u201d i ministri \u00e8 pensato nel cuore della societ\u00e0 dell\u2019onore: \u00e8 una iniziazione ad una \u201cmaggiore dignit\u00e0 sociale\u201d, ad una \u201cpreferenza\u201d, che separa il soggetto per riconoscergli autorit\u00e0. Questo progetto, messo in piedi alla fine del XVI secolo, ha segnato profondamente l\u2019Europa e il mondo per 4 secoli. Ma nel XX secolo \u00e8 entrato in crisi. Pensare oggi la \u201cformazione alla presidenza\u201d con questo modello moderno \u00e8 un modo di stare fuori dalla storia e di perpetuare illusioni del passato.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>2. La crisi della intuizione tridentina e la mancanza di un vero progetto diverso<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Che cosa \u00e8 cambiato? Anzitutto la forma sociale. Siamo passati gradualmente, tra il XIX e il XX secolo, almeno in Europa, ma anche in diversi luoghi del mondo, dalla \u201csociet\u00e0 dell\u2019onore\u201d alla \u201csociet\u00e0 della dignit\u00e0\u201d. Questo passaggio \u00e8 avvenuto con una nuova accezione di \u201cdignit\u00e0\u201d, che non \u00e8 pi\u00f9 \u201cpreferenza\u201d e \u201cdistinzione\u201d, ma caratteristica comune di eguaglianza e di parit\u00e0 di diritti. Nella societ\u00e0 della dignit\u00e0 cambia il modo di pensare anche il ministero ecclesiale. Almeno in tre dimensioni:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">a) La formazione non avviene pi\u00f9 soltanto per separazione, ma per integrazione. Il \u201cluogo\u201d della formazione non \u00e8 pi\u00f9 la clausura monastico-militare del seminario, ma la integrazione nel territorio e nelle forme di vita. Come in ogni formazione, una certa separazione resta insuperabile, ma non \u00e8 pi\u00f9 il \u201cluogo del ritiro\u201d la forma classica per comprendere come rispondere alla chiamata ecclesiale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">b) I soggetti non sono pi\u00f9 \u201cpredeterminati\u201d. La tradizione che ha selezionato solo maschi celibi ha avuto e continua ad avere in parte le sue ragioni. Ma non \u00e8 pi\u00f9 una ragione esclusiva. Dove il matrimonio viene riletto con nuove categorie e dove la donna \u00e8 \u201centrata nello spazio pubblico\u201d la riserva del maschio celibe \u00e8 un relitto del passato. La cultura comune, anche ecclesiale, non esclude pi\u00f9 dalla autorit\u00e0 n\u00e9 maschi coniugati, n\u00e9 donne nubili, n\u00e9 donne coniugate. I tre quarti del popolo di Dio che la tradizione moderna escludeva dal ministero ordinato oggi devono essere integrati nella formazione teologica al ministero ecclesiale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">c) La formazione teologica \u00e8 formazione culturale. Questo principio, che la istituzione dei Seminari nell\u2019et\u00e0 moderna aveva profondamente valorizzato, ha subito, nel tempo, un forte logoramento. La riduzione della formazione alle \u201cdiscipline ecclesiastiche\u201d \u00e8 diventata, dalla fine del XIX secolo, una vera patologia ecclesiale. Lo scontro con il mondo moderno ha illuso che il futuro ministro potesse studiare \u201csolo teologia\u201d. E che la stessa teologia possa essere una disciplina \u201cautonoma\u201d dalla cultura, autoreferenziale e chiusa alla cultura.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>3. La proposta-Castellucci e un nuovo modello di presidenza<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Alla luce di queste brevi considerazioni storiche, in quale senso sarebbe possibile pensare la proposta avanzata da Erio Castellucci? Che cosa potrebbe significare l\u2019affiancamento di una \u201cpresidenza della Parola\u201d (anche femminile) ad una \u201cpresidenza eucaristica\u201d (maschile)? Pensiamolo dal punto di vista della formazione. Che cosa comporterebbe? Forse una risorsa potrebbe essere di ripensare, in modo profondo, la relazione tra presidenza e comunit\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">In effetti, uno dei limiti del \u201csistema seminario\u201d \u00e8 di provvedere, in modo squisitamente moderno, ad una formazione \u201cuniversale e astratta\u201d, dislocata rispetto alla comunit\u00e0 di destinazione. Il presidente, in questo modo, \u201carriva da fuori\u201d: ha fatto per anni il seminario, poi ha servito provvisoriamente una comunit\u00e0 a 50 km di distanza, infine arriva qui e ci rimane per 10 o 30 anni come \u201cparroco\u201d. Questo modo di fare e di pensare \u00e8 moderno. Ma questo \u00e8 pensato, ancora oggi, per la presidenza eucaristica. Che cosa dovrebbe accadere, invece, per una \u201cPresidenza della Parola\u201d? Facilmente, si potrebbe immaginare che la proposta-Castellucci recepisca in modo formale una \u201cpresenza di fatto\u201d del soggetto nella comunit\u00e0. Colei che \u00e8 presente nella comunit\u00e0 in modo autorevole, viene chiamata a presiedere la prima parte della celebrazione. Vi \u00e8 qui, almeno indirettamente, un altro modello, pi\u00f9 antico, che viene messo in funzione: non si ordinano soggetti perch\u00e9 poi presiedano, ma si parte dalla presidenza di fatto e di \u201cistituisce\u201d la sua figura formale. Cos\u00ec sono diventati presbiteri e vescovi Agostino e Ambrogio. La proposta-Castellucci non \u00e8 moderna, ma ha radice pre-moderna. Le viscerali contestazioni che alcuni tradizionalisti hanno mosso contro questa possibilit\u00e0 dipendono dalla assolutizzazione ingiustificata di un modello storico come se fosse \u201ceterno\u201d: come se il Signore ci avesse rivelato il Seminario!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>4. Le questioni aperte: almeno tre<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Come gi\u00e0 \u00e8 evidente oggi, per quanto riguarda il diaconato, una cosa sarebbe chiara: se si affianca una presidenza di diritto (quella eucaristica) con una presidenza di fatto (quella della parola) si crea uno squilibrio tra presidenze, che sono \u201ccomuni\u201d, ma non sono comparabili, anzitutto sul piano della formazione. La questione della formazione sarebbe <i>la prima<\/i> da affrontare.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">A questo si aggiunge <i>una seconda<\/i> questione: se la presidenza eucaristica rimane legata alla tradizione tridentina (riserva maschile e separazione), mentre la presidenza della parola entra in un modello nuovo (non riservato e non separato), si pone la questione se non crei un sistema ibrido difficilmente gestibile. Quale sarebbe il titolo per presiedere la liturgia della parola?<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La <i>terza <\/i><i>difficolt\u00e0<\/i>, che rimane sullo sfondo, \u00e8 la reale integrazione di tutto il popolo di Dio nella vocazione al ministero. Su questo punto, continuo a pensare che il dibattito debba essere il pi\u00f9 aperto possibile. Un modello storico di \u201cprovvista\u201d, che comprenda i limiti della impostazione moderna nata a Trento, deve elaborare un modello nuovo, che parta da una evidenza elaborata dalla societ\u00e0 della dignit\u00e0: tutte le condizioni di vita (maschi celibi e maschi sposati, donne nubili e donne sposate) possono essere inseriti nel processo di \u201cvocazione ministeriale\u201d che pu\u00f2 arrivare alla ordinazione. Essere ordinati ad una comunit\u00e0 \u00e8 la condizione della presidenza di diritto. Se immaginassimo una co-presidenza, in cui un soggetto \u00e8 di diritto, ma l\u2019altro \u00e8 di fatto, creeremmo un modello in cui la disparit\u00e0 di autorit\u00e0 creerebbe la apparenza di una co-presidenza, a cui difficilmente corrisponderebbe un effettivo esercizio di autorit\u00e0 condivisa. <\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La proposta avanzata da Mons. 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