{"id":20547,"date":"2026-07-07T07:13:37","date_gmt":"2026-07-07T05:13:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20547"},"modified":"2026-07-07T07:13:37","modified_gmt":"2026-07-07T05:13:37","slug":"dopo-lo-scisma-la-tradizione-viva-6-la-memoria-la-parresia-e-un-solo-messale-bilingue-di-fr-michaeldavide-semeraro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/dopo-lo-scisma-la-tradizione-viva-6-la-memoria-la-parresia-e-un-solo-messale-bilingue-di-fr-michaeldavide-semeraro\/","title":{"rendered":"Dopo lo scisma: la tradizione viva\/6. La memoria, la parresia e un solo messale bilingue (di fr. MichaelDavide Semeraro)"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15708\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><em>Questo contributo di fr. MichaelDavide costituisce il documento di un atto di memoria che si trasforma in una domanda di discernimento. La storia del monachesimo dell&#8217;ultimo secolo attesta la fatica di un passaggio tra forme rituali, che chiede una intelligenza accurata. La consapevolezza delle mediazioni delicate non permette generalizzazioni troppo marcate: ridurre la relazione con la liturgia a &#8220;gusto&#8221; o a &#8220;attaccamento&#8221; non interpreta correttamente n\u00e9 quanto \u00e8 accaduto n\u00e9 quanto deve accadere. Per questo la proposta di una soluzione che faccia del Novus Ordo la base comune a tutti gli usi cattolico-romani si traduce nella ipotesi di introdurre un &#8220;messale bilingue&#8221; che avrebbe una funzione nuova. Non pi\u00f9, come 100 anni fa, per dare la luce di una lingua comprensibile ad un testo latino inaccessibile ai pi\u00f9, ma per dare uno sfondo latino comune alle diverse versioni delle lingue nazionali, di cui vive ordinariamente il popolo di Dio. In una tale soluzione, che riprende in modo assai diverso la proposta dell&#8217;Abate di Solesmes, si potrebbe custodire la unit\u00e0 liturgica, sia pure in sensibilit\u00e0 e gusti diversi. Questo post \u00e8 costituito da un testo pi\u00f9 lungo del solito, ma la lunghezza \u00e8 motivata dal bisogno, davvero urgente, di contestualizzare doverosamente i criteri di discernimento, perch\u00e9 non siano ridotti\u00a0 alla piatta immediatezza o della mera emotivit\u00e0 o della fredda amministrazione burocratica (ag)<\/em><\/p>\n<p align=\"left\">\n<h3 align=\"left\"><b>La memoria, la parresia e un solo messale bilingue<\/b><\/h3>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Mi inserisco ancora una volta nel dialogo di \u201cTradizione viva\u201d per condividere un ricordo personale e un pensiero che mi accompagna in questi giorni.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">All\u2019inizio del mio percorso monastico ho potuto ancora conoscere personalmente la coda delle fatiche comunitarie che hanno segnato i nostri monasteri sublacensi nella preparazione, ricezione e attuazione del Concilio. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>La fatica di abbandonare il passato<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Nel monastero de La Pierre-qui-Vire \u2013 il monastero di padre Ghislain Lafont \u2013 negli anni Ottanta c\u2019era ancora qualche fratello cui era concesso di non partecipare alla liturgia della comunit\u00e0 in francese per celebrarla personalmente \u201cin latino\u201d. Il grande abate Denis Huerre aveva concesso questa possibilit\u00e0 ad alcuni fratelli che manifestavano un profondo malessere a vivere il cambiamento, ma senza permettere loro di farlo insieme, ma personalmente. Il messaggio era chiaro: comprendiamo il malessere e concediamo di poter continuare a celebrare secondo la propria abitudine, ma nel senso dell\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>epich\u00e9ia<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">, senza creare assolutamente una doppia possibilit\u00e0 comunitaria e senza dare un futuro alla fatica di abbandonare il passato. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Non va dimenticato e va ricordato che \u00e8 proprio da un monastero sublacense \u2013 Tournay &#8211; che part\u00ec dom G\u00e9rard Calvet per fondare in seguito il monastero di Le Barroux. Questo monastero ancora oggi vanta l\u2019ascendenza sublacense riconoscendo come propri \u201cfondatori\u201d dom Roman Banquet \u2013 fondatore di En Calcat &#8211; e lo stesso padre Muard, fondatore de La Pierre-qui-Vire. Nei nostri monasteri sublacensi di Francia il Concilio fu accolto con entusiasmo spirituale e \u2013 pur in gradi e modi diversi \u2013 ha segnato il cammino delle nostre comunit\u00e0 francesi attraverso una riflessione condivisa. Per anni la Pierre-qui-Vire \u00e8 stata sede di uno <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Studium<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> monastico che io stesso ho frequentato e in cui venivano invitati anche professori Protestanti oltre a personaggi come Paul Beauchamp per la Bibbia e Pierre Lenhardt per i rapporti con l\u2019ebraismo come pure di Pierre Fruchon per un ripensamento di Platone a partire dall\u2019ermeneutica contemporanea.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ho conosciuto personalmente la fatica di alcuni fratelli ad accogliere i cambiamenti post-conciliari, ma anche la grande gioia della maggior parte nell\u2019entrare in un processo di incremento di intelligenza evangelica e di riappropriazione della tradizione monastica. Personalmente sono grato per quello che mi \u00e8 stato trasmesso da monaci e teologi come padre Ghislain Lafont in cui il rinnovamento del pensiero andava di pari passo con la fedelt\u00e0 alla tradizione monastica non pi\u00f9 relegata nella sua versione del tardo Ottocento e sempre pi\u00f9 fondata nel suo plurisecolare processo di crescita e di trasformazione. Dello stesso monastero fu monaco padre Adalberto de Vogu\u00e9 che ha dedicato tutta la sua vita a rifondare gli studi sul monachesimo antico con l\u2019acribia di un chirurgo e l\u2019osservanza monastica degna di un fachiro.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Monachesimo e Concilio Vaticano II: i segni dei tempi<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Perch\u00e9 rammento tutto questo? Per non dimenticare quello che \u00e8 avvenuto in questi ultimi decenni come sforzo e fatica per accogliere quanto il Concilio Vaticano II ha richiesto come conversione di mentalit\u00e0 e di postura all\u2019interno e verso l\u2019esterno. Non furono pochi i monaci che all\u2019epoca del Concilio ritenevano che i suoi contenuti non toccavano la vita dei monasteri chiamati a custodire e riproporre le cose di sempre. In realt\u00e0, in molti nostri monasteri si \u00e8 vissuto esattamente il contrario e il rinnovamento liturgico \u00e8 stato l\u2019anima trainante di un rinnovamento totale del modo di essere monaci nel tempo presente. La concessione ad alcuni fratelli di sottrarsi alla fatica dell\u2019adattamento al nuovo ritmo di vita e, in particolare, liturgico era vissuto come un atto di carit\u00e0 che, in nessun modo, lasciava ambiguit\u00e0 sul cammino intrapreso a livello comunitario e nei confronti dei candidati alla vita monastica cui era richiesto di entrare decisamente in questo spirito.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Bisogna riconoscerlo con serenit\u00e0 e onest\u00e0: i monasteri che hanno accolto e vissuto le istanze del Concilio, soprattutto nella liturgia e nel modo di vivere le relazioni all\u2019interno della comunit\u00e0 e con il mondo esterno, danno l\u2019impressione di essere sterili. Mentre quelli che si rifanno in modo forte a forme tradizionali, tra il classico moderato e il tradizionalista spinto, non mancano di \u201cuomini\u201d e di \u201cmezzi\u201d tanto che fondano nuove realt\u00e0 o adottano situazioni agonizzanti per farle rinverdire. Da un punto di vista \u201cstrategico\u201d una resa incondizionata a questo modello emergente sarebbe non solo utile, ma consigliabile. Al contempo nasce una domanda: i candidati &lt;neo-ortodossi&gt; sono espressione dei \u201csegni dei tempi\u201d del nostro tempo o non sono forse la \u201cmoda dei tempi\u201d del nostro tempo? Difficile rispondere a questa domanda e, sinceramente, forse prematuro, ma sempre pi\u00f9 urgente dopo il 1 luglio 2026.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>La domanda di discernimento dopo lo scisma<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Dopo lo scisma consumatosi lo scorso 1 luglio a Ec\u00f4ne, si fa urgente porre la domanda a quanti si avvalgono della concessione di usare il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Vetus Ordo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> nella Liturgia. Le ragioni di questa pratica viene da pi\u00f9 parti \u2013 persino da Enzo Bianchi e da Alberto Melloni \u2013 giustificata e, dopo lo scisma, quasi sostenuta per rispetto ad una \u201csensibilit\u00e0\u201d e persino ad una questione di \u201cgusto\u201d. La domanda da porre sarebbe questa: &lt;Quali sono le ragioni del malessere nell\u2019usare l\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Ordo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> approvato e promulgato da Paolo VI?&gt;. Ho l\u2019impressione che una risposta onesta a questa domanda rivelerebbe che le ragioni del malessere non sono dissimili \u2013 in buona sostanza \u2013 da quelle che finalmente si sono pienamente rivelate al momento del recente scisma nei gesti e nelle parole degli esponenti della FSSPX. Se il malessere \u00e8 legato, come credo, proprio ai temi controversi che hanno portato allo scisma, allora \u00e8 necessario un chiarimento ed \u00e8 da esigere una conversione per non vivere nell\u2019ipocrisia. Il rischio \u00e8 di volere conservare e difendere il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Vetus Ordo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> liturgico per ripristinare e radicalizzare il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Vetus Ordo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> ecclesiale, antropologico, sociale, culturale e politico!<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ormai si fa urgente non solo ribadire l&#8217;importanza del Concilio Vaticano II, ma anche attivare dei criteri di discernimento per verificare se la sua accoglienza \u00e8 autentica o solo formale.<br \/>\nCon la FSSPX le cose si sono finalmente chiarite perch\u00e9 sono venuti allo scoperto nel manifestare chiaramente che \u00e8 la Chiesa cattolica a doversi convertire abiurando il Concilio e non il contrario, Ora bisogna chiarire la posizione di quanti continuano a dire &#8211; a parole &#8211; di accettare il Concilio e di obbedire al Papa come veri figli della Chiesa &#8211; citando inopportunamente Teresa d&#8217;Avila \u2013 e, invece, continuano a porsi sostanzialmente con la stessa postura nei confronti del mondo contemporaneo e del modo di essere Chiesa nel tempo presente. Il rischio che, aldil\u00e0 delle affermazioni di principio, queste realt\u00e0 definite &lt;tradizionaliste&gt; rimangono impermeabili alla riflessione teologica e al magistero di questi ultimi decenni.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Un ruolo \u201cdisfunzionale\u201d della teologia? <\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Mi sembra che la consequenzialit\u00e0 teologica sia disfunzionale: la stragrande maggioranza dei preti, religiosi e i monaci hanno ormai studiato la teologia post-conciliare, eppure spesso sembra che, pur avendo superato gli esami brillantemente, questi studi non abbiano &#8220;formato&#8221; la loro \u201cpersonalit\u00e0 credente e ministeriale\u201d. Talora il percorso di studi teologi sembra vissuto come un pedaggio da pagare per avere poi via libera per seguire il proprio sentire o, per riprendere gli articoli di questi giorni, il proprio \u201cgusto!<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La questione liturgica \u00e8 l&#8217;elemento rivelativo di una sensibilit\u00e0 e ora diventa doveroso smetterla di coccolare e di vezzeggiare i &#8220;tradizionalisti&#8221; di casa nostra per chiedere loro di dichiararsi e non di mimetizzarsi. Ci\u00f2 va fatto con lo stesso rigore e impazienza con cui si arginano le posizioni ritenute &#8220;avanguardiste&#8221;. Come gli organi competenti frenano le corse in avanti, penso a tutte le questioni poste dalla Chiesa tedesca, \u00e8 necessario che chiedano di accelerare il passo a chi rimane indietro indisturbato e quasi protetto da una sorta di immunit\u00e0 legata al rispetto della \u201cloro\u201d sensibilit\u00e0 spirituale e del loro particolare \u201cgusto\u201d. Se fosse cos\u00ec, allora bisognerebbe accondiscendere anche ad altri \u201cgusti\u201d anche se di segno radicalmente opposto. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Nella logica della comunione bisogna esigere non solo di frenare, ma anche di accelerare.<br \/>\nDa questo punto di vista tutto ci\u00f2 che riguarda la teologia del sacramento dell&#8217;Ordine e della celebrazione dell&#8217;Eucaristia diventano cruciali nel discernimento ecclesiale. Invocare la pazienza e l&#8217;<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>epich\u00e9ia<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> per s\u00e9 manifestando chiaramente che, in caso ci si trovasse dall&#8217;altra parte e in posizione di forza, la si negherebbe a tutti gli altri, mi sembra disonesto.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>L\u2019unico rito comune e le sue forme<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La tesi difesa in questo blog mi sembra fondamentale: l&#8217;unico Rito approvato come luogo di esperienza di comunione e di crescita nella comunione pur vissuto in modo selettivo-elettivo diventa un&#8217;esigenza ineludibile. Infatti, chi negasse di poter &#8220;pregare&#8221; cos\u00ec dovrebbe spiegare onestamente, prima di tutto a se stesso e poi agli altri, perch\u00e9 l&#8217;<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Ordo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> promulgato da Paolo VI pone problema nella vita spirituale. Ho l\u2019impressione che le spiegazioni &#8211; qualora fossero onestamente esplicitate &#8211; si rivelerebbero non molto diverse, n\u00e9 sufficientemente distanti da quanto abbiamo finalmente potuto leggere ed ascoltare in questi ultimi giorni dai fratelli &lt;fideisti&gt;, come mi permetto di chiamarli.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Molti in queste ore parlano di un momento di dolore e di crisi per questa separazione conclamata. Ma, come gi\u00e0 in passato, questa crisi potrebbe e forse dovrebbe essere un\u2019occasione di discernimento se la si prende sul serio dal punto di vista teologico e non semplicemente emotivo. Ogni discernimento spirituale ha come condizione previa la disponibilit\u00e0 a perdere tutto per tutto ritrovare nella logica pasquale ed evangelica.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Se invece \u2013 e sarebbe da sperare \u2013 il malessere di quanti praticano il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Vetus Ordo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> nella piena comunione cattolica non corrisponde a quello dei \u201cfideisti\u201d, allora penso che bisogna chiedere di adottare l\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Ordo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> approvato in modo selettivo-elettivo come fanno tutti gli altri. Nel loro caso prediligendo le forme pi\u00f9 prossime alla loro sensibilit\u00e0 come la lingua \u2013 il latino \u2013 e l\u2019eucologia \u2013 il Canone Romano. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Una edizione \u201cbilingue\u201d del Messale Romano, con testo latino a fronte<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Per aiutare ad evitare la confusione tra la lingua adottata nella celebrazione e la differenza dell\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Ordo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">, si potrebbe ipotizzare la pubblicazione di una edizione bilingue del Messale Romano nelle varie traduzioni debitamente approvate con il testo latino a fronte: cos\u00ec a nessuno sfuggir\u00e0 si tratta del medesimo e unico <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Ordo <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">e non si barer\u00e0 pi\u00f9 sulla confusione tra celebrazione in latino e celebrazione in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Vetus Ordo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">. In tal modo si farebbe tesoro della suggestione dell\u2019abate di Solesmes, ma <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>sub contrario<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> evitando cos\u00ec di accostare i due <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Ordines<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> in un medesimo libro di fatto equiparandoli, quando non sono equiparabili come ha chiarito papa Francesco con <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Traditionis Custodes<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00c8 giunto il tempo delle domande giuste per arrivare con onest\u00e0 a tentare delle risposte adeguate. Per fare questo non bisogna lasciarsi prendere dalla paura che qualcuno ancora se ne vada, ma darsi reciprocamente e onestamente i mezzi per qualificare la comunione fino a saper pagare il prezzo della comunione.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Datare accuratamente la liturgia \u201cdi sempre\u201d<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Sarebbe inoltre assai utile cominciare a datare quella che viene invocata come \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>tradizione ab immemorabili<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u201d. Com\u2019\u00e8 stato ricordato da Grillo, in realt\u00e0 e nonostante tutto, la \u201cliturgia di sempre\u201d ha subito un cambiamento considerevole con il ripristino della Veglia Pasquale negli anni Cinquanta del secolo scorso per volere di Pio XII. Come mai questa innovazione osteggiata palesemente dal cardinal Siri \u00e8 accolta e praticato e non tutto ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto dopo sotto la spinta di un intero Concilio? Quando poi si parla della Liturgia &lt;di sempre e da sempre&gt;, a conti fatti, si tratta di un quarto dei due millenni di cristianesimo, una manciata di cinque secoli! Anche su questo punto ci si dovrebbe intendere. Quando sul sito di Solesmes si parla con ammirazione e nostalgia della bellezza del latino nella liturgia si dice che &lt;Pour conserver et faire vivre ce tr\u00e9sor, il ne nous para\u00eet pas excessif de passer quelques mois \u00e0 apprendre le latin. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span lang=\"fr-FR\">Du reste, au bout de quelques ann\u00e9es de pratique, les textes nous deviennent tr\u00e8s familiers&gt;. <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">E perch\u00e9 non impiegare un anno per imparare il greco liturgico e due anni per imparare l\u2019aramaico parlato da Ges\u00f9? <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>La riscrittura della tradizione<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">I fratelli di Solesmes giustamente ricordano quanto segue: &lt;Une grande partie des textes de la liturgie latine sont tr\u00e8s anciens. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span lang=\"fr-FR\">Certains ont plus de 1500 ans. Ce sont des v\u00e9ritables joyaux doctrinaux et litt\u00e9raires, polis par des si\u00e8cles d\u2019usage ininterrompu. On peut en dire autant du chant gr\u00e9gorien\u00a0: ces m\u00e9lodies, souvent vieilles de plus de 1000 ans, ont \u00e9t\u00e9 sp\u00e9cialement compos\u00e9es pour mettre en valeur des textes r\u00e9dig\u00e9s en latin, pour la plupart tir\u00e9s de la Bible&gt;. <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">In questi ultimi sessant\u2019anni in alcuni monasteri e sono solo \u2013 soprattutto francesi &#8211; <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">il lavoro di ri-scrittura di testi e della loro ri-musicazione \u00e8 stato poderoso e, laddove \u00e8 stato fatto, marcatamente fedele al principio di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>lex orandi-lex credendi<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">. Per quanto riguarda i testi si \u00e8 superato l\u2019impianto amartiocentrico dell\u2019innografia latina per fare spazio a una centralit\u00e0 della grazia e della misericordia del Vangelo! Per quanto riguarda le musiche basti pensare ai canoni di Taiz\u00e9 che hanno fatto vibrare \u2013 seduti per terra a gambe incrociate &#8211; migliaia di giovani di tutto il mondo e il cui primo compositore \u2013 Jacques Berthier \u2013 ha collaborato assieme ad altri al rinnovamento del repertorio liturgico in lingua francese<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a> ripreso anche, talora, in italiano. Non si tratta di certo di imporre questo, ma \u00e8 tempo di superare l\u2019idea che ci\u00f2 che \u00e8 \u201cdatato\u201d \u00e8 automaticamente \u201cpi\u00f9 adatto\u201d, talora pu\u00f2 essere almeno equivalente per nutrire la vita spirituale dei credenti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">L\u2019insistenza, talora ossessiva, sulle forme liturgiche e consuetudinarie recepite come <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Lex vitae<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> che producono un giudizio negativo sul modo di vivere e di sperare della stragrande maggioranza dei nostri fratelli e sorelle in umanit\u00e0 fa sorgere qualche domanda circa la compatibilit\u00e0 evangelica di un simile modo di percepirsi all\u2019interno e di percepire l\u2019esterno. La Liturgia come luogo di apertura alla trascendenza, sempre eccedente su ogni sua formalizzazione dogmatico-rituale, ha prodotto in questi ultimi sessant\u2019anni grandi esperienze di autentica spiritualit\u00e0 oltre ogni forma di ghettizzazione con il conseguente rischio di lasciarsi tentare dal senso di esclusivit\u00e0 che, spesso, genera l\u2019esclusione per coltivare l\u2019esclusivismo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Il prezzo da pagare per la conversione<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Forse il vero malinteso circa la spinta verso una Chiesa evangelizzata prima che evangelizzatrice del Concilio Vaticano II \u00e8 stato l\u2019ingenua rimozione del prezzo da pagare che questo cammino di conversione avrebbe comportato e continua a richiedere per chi non se ne discosta. Rinunciare ad una postura sacrale prendendo le distanze da un supporto cultural-politico per sostenere la propria identit\u00e0 e missione, secondo lo stile costantiniano, non poteva non avere delle conseguenze in termini di minimalit\u00e0 numerica, di irrilevanza e di marginalit\u00e0 come ebbe a \u201cprofetare\u201d il teologo Joseph Ratzinger a Concilio appena concluso e Post-Concilio appena cominciato. Riconoscere la bont\u00e0 della sessualit\u00e0 e il diritto ad una felicit\u00e0 piena, non solo nell\u2019aldil\u00e0 ma anche in questa vita percepita come parte della vita eterna promessa e non come sofferta preparazione delle gioie future, non poteva che mettere in crisi un sistema il cui funzionamento e ricambio generazionale doveva molto a situazioni di povert\u00e0 materiale in cerca di promozione sociale e ad una radicale colpevolizzazione delle coscienze per poterle controllare ed orientare.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Parlare con parresia<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">A sbagliarsi era stato chi aveva pensato che il Concilio avrebbe rafforzato l\u2019immagine e il funzionamento della Chiesa rendendola pi\u00f9 a portata di mano. La conversione evangelica ha creato margini di libert\u00e0 come conseguenza del recupero di una pari dignit\u00e0 di tutti i battezzati e il riconoscimento della rispettabilit\u00e0 delle altre religioni e di diversi percorsi spirituali. Che i seminari e i conventi si svuotassero dei numeri abituali e desiderabili era una conseguenza naturale e, paradossalmente, provvidenziale. Detto ci\u00f2, non significa che si possa migliorare e crescere in questo processo di conversione e di rinnovamento, come pure integrare ci\u00f2 che, forse troppo frettolosamente, \u00e8 stato messo da parte. Nondimeno, \u00e8 indesiderabile ricreare un mondo e un modo di stare al mondo che, nonostante la sua bellezza estetica ed etica, non onora la logica dell\u2019incarnazione in virt\u00f9 della quale la salvezza \u00e8 incardinata nella storia <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>in fieri<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> per sua natura.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Forse \u00e8 giunto il tempo di parlare con<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i> parres\u00eca<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> di tutto questo e non del &lt;latino&gt;!<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Fratel MichaelDavide<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Novalesa \u2013 6 luglio 2026<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote-western\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> Interessante \u00e8 il repertorio di Inni della Liturgia delle Ore in francese: <i>Pri\u00e8re du Temps Pr\u00e9sent<\/i>.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo contributo di fr. 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