{"id":20482,"date":"2026-06-27T11:48:08","date_gmt":"2026-06-27T09:48:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20482"},"modified":"2026-06-27T11:48:08","modified_gmt":"2026-06-27T09:48:08","slug":"il-tradizionalismo-errore-tardo-moderno-e-postmoderno-professioni-di-fede-e-lettere-di-raccomandazione-intorno-ai-lefebvriani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-tradizionalismo-errore-tardo-moderno-e-postmoderno-professioni-di-fede-e-lettere-di-raccomandazione-intorno-ai-lefebvriani\/","title":{"rendered":"Il tradizionalismo, errore tardo-moderno e postmoderno. Professioni di fede e lettere di raccomandazione intorno ai lefebvriani"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15708\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019avvicinarsi della data del 1 luglio, che molto probabilmente segner\u00e0 di un nuovo scisma la vicenda della Chiesa cattolica, rischia di essere tradotto dal dibattito culturale ed ecclesiale, in categorie troppo semplici. Molto interessante \u00e8 leggere la \u201cProfessione di fede cattolica\u201d che la FSSPX ha inviato a papa Leone (si pu\u00f2 leggere qui: <a href=\"https:\/\/fsspx.news\/sites\/default\/files\/documents\/professione_di_fede_cattolica_it.pdf?fbclid=IwY2xjawSscJZleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEef2HrRHm1dGby7Dt-IiiNGCP1L_F3WG1zifAREDlhq6XL-9TUq6X1HgAjqVw_aem_qlPW-WKWmGAlH1aZLUDIBA\">professione_di_fede_cattolica_it.pdf<\/a> ), accompagnata da una lettera di apparente dialogo, che muove per\u00f2 dalla intenzione ferma di procedere alle ordinazioni episcopali, senza consenso di Roma.<\/p>\n<p>La questione giuridica \u00e8 molto semplice: la comunione cattolica, per come si \u00e8 sviluppata negli ultimi secoli, prevede che nessun vescovo possa ordinare un altro vescovo senza il consenso del Vescovo di Roma. Se lo fa, esce dalla comunione, si scomunica da s\u00e9 per un atto scismatico. Questa \u00e8 la versione \u201cgiuridica\u201d della questione.<\/p>\n<p>Il problema, tuttavia, \u00e8 molto pi\u00f9 complesso, perch\u00e9 riguarda un modo di intendere l\u2019unit\u00e0 della Chiesa e della tradizione che la fonda, in cui entrano in gioco questioni culturali e teologiche che spesso dimentichiamo.<\/p>\n<p>Anzitutto la parola che usiamo, \u201ctradizionalismo\u201d, \u00e8 un termine che \u00e8 entrato nell\u2019uso culturale ed ecclesiale solo nel XIX secolo. Il tradizionalismo \u00e8 un prodotto tardo moderno e rappresenta, per quel magistero ottocentesco al quale pretendono di ispirarsi i membri della FSSPX, un errore grave nel modo di intendere la tradizione. Anche il Concilio Vaticano I lo giudica con severit\u00e0. Tradizionalismo non \u00e8 un \u201crafforzativo\u201d di tradizione, ma un modo di negarla. Dove sta l\u2019errore? Nella totale sfiducia nella ragione. Il tradizionalismo, in una certa relazione con il fideismo, assolutizza un rapporto immediato con la tradizione, affidandolo esclusivamente alla autorit\u00e0 della fede, ridotta ad un approccio esclusivamente \u201cgerarchico\u201d. Questo implica, gi\u00e0 nel XIX secolo, una reazione alla invadenza della ragione con un movimento opposto, contrario, ma altrettanto grave. Se il razionalismo abolisce la tradizione perch\u00e9 la giudica solo per evidenza, il tradizionalismo la uccide, perch\u00e9 la legge solo al passato e per autorit\u00e0, sospendendo ogni evidenza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec non \u00e8 difficile capire che cosa sta accadendo oggi, come accadde gi\u00e0 nel 1988: il pretesto giuridico \u00e8 la ordinazione \u201ccontra legem\u201d. Ma il motivo \u00e8 una lettura sbagliata e distorta della tradizione della Chiesa, che la paralizza in un museo di evidenze ottocentesche, che si pretendono \u201ctridentine\u201d e \u201cdi sempre\u201d. Questo \u00e8 un errore tardo-moderno, che si rinnova oggi in modo post-moderno. Il testo che chiarisce bene questo conflitto \u00e8 la Professione di fede, che in 28 pagine illustra il delirio di ricostruzione di una tradizione, cui \u00e8 sottratta la evidenza della storia e della ragione\u00a0Un uccello imbalsamato non onora la creazione, o, come dice Blondel, ad un chiodo dipinto puoi appendere soltanto una catena altrettanto dipinta.<\/p>\n<p>La cosa curiosa, tuttavia, \u00e8 che, tra il 1988 e il 2026, una serie di personaggi dalle idee poco chiare, si sono permessi di assumere, nel cuore della chiesa cattolica, posizioni molto simili a quelle lefebvriane, godendo anche di un certo credito da parte di alcune autorit\u00e0 romane. Tra questi, il Vescovo Schneider, il monaco Alcuin Reid e iMons. Nicola Bux oggi hanno anche l\u2019ardire di scrivere lettere \u201cal papa\u201d per \u201cammonirlo filialmente\u201d (su questo rimando alla buona sintesi al link <a href=\"https:\/\/wherepeteris.com\/is-vatican-ii-binding-the-sspx-and-the-optional-council\/?utm_source=aweber&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=new-post-is-vatican-ii-binding-the-sspx-and-the-optional-council&amp;fbclid=IwY2xjawSsb_RleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEe1caJwcRpkyIrmWbej_daXtpOO_EiLXxLNnheA4kE9HFNNVjguirNJ7n34jE_aem_4czzxLrhaGCtVtZbG9qOYA\">Is Vatican II Binding? The SSPX and the Optional Council &#8211; Where Peter Is<\/a> ) ad essere indulgente con il lefebvriani. Certo, se da 20 anni queste figure, con una teologia improvvisata, provano a dimostrare quanto buona fosse la strada aperta da Summorum Pontificum.<\/p>\n<p>Qui siamo di fronte alla totale cecit\u00e0. Come \u00e8 stato dimostrato dai fatti (purch\u00e9 si sia disposti a dare qualche autorit\u00e0 ai fatti), SP ha concesso all\u2019avversario uno degli argomenti scismatici decisivi: poter continuare ad essere cattolici ignorando la riforma liturgica e quindi la riforma della Chiesa. Rendere &#8220;opzionale&#8221; il Concilio. Questo sofisma \u00e8 stato ipotizzato come strumento per la comunione nella Chiesa. Il fatto che si produca, dopo quasi 20 anni, un nuovo scisma, prova soltanto una cosa: che l\u2019argomento utilizzato non solo non produce comunione, ma rovina la comunione cattolica, introducendo l\u2019illusione in altri cattolici che sia possibile vivere il cattolicesimo indipendentemente dal Concilio Vaticano II. Che la tradizione sia \u201cdispensabile\u201d. Qui l\u2019errore tradizionalistico \u00e8 evidentissimo, non solo nei lefebvriani, ma altrattanto in Schneider, in Reid e in Bux. L\u2019unica differenza \u00e8 che questi tre non ordinano vescovi contro il parere di Roma. Ma il loro pensiero \u00e8 totalmente incluso nelle deliranti 28 pagine della Professione cattolica che viene da Econe.<\/p>\n<p>Le lettere di raccomandazione di queste figure del tradizionalismo contemporaneo deformano la comunione cattolica. Per questo la fedelt\u00e0 alla tradizione si ottiene soltanto in una rigorosa acquisizione del processo di evoluzione, che media tra dogma e storia.<\/p>\n<p>Questo per\u00f2 mette a nudo il limite del dibattito attuale. Il rischio \u00e8 che, il 1 luglio, si resti fermi al profilo ordinamentale e si giudichi, con gravit\u00e0, il fatto della ordinazione, ma non si giudichi, con altrettanta gravit\u00e0, la espressione di giudizi sulla tradizione, sulla liturgia, sulla morale, sulla autocomprensione della Chiesa, che \u00e8 la fonte di quel \u201cdelitto\u201d.<\/p>\n<p>Aprire un dibattito serio sulla radice del probabile delitto futuro, che sarebbe una grave reiterazione del delitto di 38 anni fa, implica una revisione profonda di alcune categorie che in questi decenni venivano pronunciate non solo sul lato scismatico del rapporto, ma anche sul versante \u201cin comunione\u201d. Nelle \u201ctrattative\u201d, che tra il 2007 e il 2017 furono alimentate nella sede singolare della Commissione Ecclesia Dei, non sempre era chiaro da quale parte del tavolo si ascoltassero le proposizioni pi\u00f9 tradizionalistiche. Soprattutto in campo liturgico, non pochi monsignori si solo lasciati ingannare dalla \u201capparenza di bene\u201d di una idea distorta e contraddittoria, come quella inventata da Giuseppe Siri nel 1951 e fatta propria da Lefebvre, fino al primo scisma. In effetti l\u2019idea che nello stesso tempo, nell\u2019unica comunione cattolica, si possa celebrare con due riti tra loro in conflitto \u00e8 una idea scismatica, che abbiamo potuto mascherare da \u201cprocesso di pace\u201d. Il tradizionalismo post-moderno ha contagiato una parte non irrilevante dei discorsi cattolici. Di questo dovremo parlare con maggiore attenzione, se Dio vorr\u00e0. Cos\u00ec dal male oggettivo di uno scisma potr\u00e0 venire anche un certo bene comune, per coloro restano nella comunit\u00e0 cattolica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019avvicinarsi della data del 1 luglio, che molto probabilmente segner\u00e0 di un nuovo scisma la vicenda della Chiesa cattolica, rischia di essere tradotto dal dibattito culturale ed ecclesiale, in categorie troppo semplici. 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