{"id":20450,"date":"2026-06-17T23:20:47","date_gmt":"2026-06-17T21:20:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20450"},"modified":"2026-06-17T23:27:20","modified_gmt":"2026-06-17T21:27:20","slug":"finale-di-partita-luisa-carlo-e-camillo-di-linda-pocher","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/finale-di-partita-luisa-carlo-e-camillo-di-linda-pocher\/","title":{"rendered":"Scherzi della provvidenza: Luisa, Carlo e Camillo (di Linda Pocher)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/paradiso-leggero.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20457\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/paradiso-leggero-182x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"182\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/paradiso-leggero-182x300.jpeg 182w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/paradiso-leggero-623x1024.jpeg 623w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/paradiso-leggero-768x1263.jpeg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/paradiso-leggero-934x1536.jpeg 934w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/paradiso-leggero.jpeg 973w\" sizes=\"(max-width: 182px) 100vw, 182px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Non so se gli ultimi giorni abbiano davvero riunito, nella cronaca terrena, tre figure cos\u00ec diverse come<i> Luisa Muraro, Carlo Ginzburg e Camillo Ruini<\/i>. Ma, prendendo sul serio \u2014 o forse con quel necessario scarto ironico che a volte salva la seriet\u00e0 \u2014 la loro simultanea \u201cpartenza\u201d, si potrebbe concedere alla fantasia di immaginarli arrivare insieme alla stessa porta. E gi\u00e0 questo, teologicamente parlando, \u00e8 un piccolo cortocircuito interessante.<\/p>\n<p>La scena \u00e8 quella classica, un po\u2019 barocca e un po\u2019 burocratica, che la tradizione non riesce mai a rendere davvero sobria: un varco luminoso e un angelo che somiglia pericolosamente a un funzionario amministrativo del Vaticano. Tre arrivi, tre curriculum, tre modi di aver preso sul serio la realt\u00e0 \u2014 e tre reazioni immediatamente incompatibili.<\/p>\n<p><i>Luisa Muraro<\/i> arriva per prima, con l\u2019aria di chi ha ancora una domanda in tasca. Non sembra sorpresa: pi\u00f9 che entrare, continua un discorso. Chiede dove siano finite le parole non dette dalle donne nella storia della salvezza, e soprattutto se qualcuno le abbia archiviate correttamente. Non aspetta risposta: si siede (se in paradiso si pu\u00f2 dire cos\u00ec) e inizia a ricostruire relazioni simboliche tra silenzi e genealogie. Ogni tanto guarda gli altri due come se fossero una nota a pi\u00e8 di pagina ancora da interpretare.<\/p>\n<p><i>Carlo Ginzburg<\/i> arriva poco dopo, osservando tutto con quello sguardo da investigatore dell\u2019invisibile che ha imparato a non fidarsi delle versioni ufficiali, nemmeno di quelle celesti. Prende appunti, non per contestare, ma per capire la microfisica dell\u2019eternit\u00e0: chi ha deciso l\u2019ordine di ingresso, quali fonti siano state consultate, e soprattutto se esistano tracce documentarie del giudizio finale. Ogni tanto annuisce, come se riconoscesse pattern gi\u00e0 visti in altri archivi, solo pi\u00f9 luminosi.<\/p>\n<p><i>Camillo Ruini<\/i>, invece, arriva come chi ha gi\u00e0 visto molte anticamere. Non si lascia impressionare dal contesto: cerca immediatamente la logica istituzionale del luogo. Se \u00e8 davvero paradiso, allora deve esserci un ordine, una teologia implicita, una continuit\u00e0 con ci\u00f2 che ha guidato la sua vita ecclesiale. Chiede \u2014 con cortesia ma senza troppa esitazione \u2014 chi presiede, chi discerne, chi interpreta. E soprattutto se sia previsto un pronunciamento ufficiale.<\/p>\n<p>A questo punto, l\u2019ironia della situazione diventa evidente: la scena non \u00e8 uno scontro, ma un incrocio di metodi. <i>Muraro<\/i> cerca le parole sommerse, <i>Ginzburg<\/i> le tracce nascoste, <i>Ruini<\/i> l\u2019architettura dell\u2019insieme. Tutti e tre, in fondo, sono ossessionati dalla verit\u00e0. Solo che la verit\u00e0, qui, non si presenta in forma di sistema.<\/p>\n<p>L\u2019angelo-funzionario li osserva e, con un certo imbarazzo metafisico, sembra capire che nessuno dei tre \u00e8 davvero \u201cfuori posto\u201d. Il problema \u00e8 semmai che ognuno porta con s\u00e9 un mondo intero di criteri per abitare il reale. E il paradiso \u2014 se lo si vuole immaginare cos\u00ec \u2014 non cancella questi mondi, li mette in dialogo forzato.<\/p>\n<p><i>Muraro<\/i> rompe il silenzio con una domanda che non \u00e8 una domanda, ma un\u2019apertura. <i>Ginzburg<\/i> risponde con una cautela da storico abituato alle fonti frammentarie. <i>Ruini<\/i> interviene cercando di ricondurre tutto a una cornice unitaria. E per un istante, il risultato \u00e8 quasi comico: tre grammatiche che non si escludono, ma nemmeno si comprendono del tutto.<\/p>\n<p>Eppure, proprio in questa dissonanza, si intravede qualcosa di sorprendentemente evangelico \u2014 anche se nessuno dei tre lo direbbe cos\u00ec. Perch\u00e9 l\u2019idea che la verit\u00e0 finale sia un luogo in cui le differenze non vengono appiattite ma rese finalmente udibili \u00e8 forse pi\u00f9 vicina a un\u2019assemblea sinodale che a un tribunale.<\/p>\n<p>L\u2019angelo sospira, come chi sa che la parte pi\u00f9 difficile non \u00e8 far entrare qualcuno, ma fargli capire che non c\u2019\u00e8 un \u201cdentro\u201d e un \u201cfuori\u201d da difendere. E mentre i tre continuano a parlare \u2014 ciascuno nella propria lingua, con la propria precisione, con la propria inquietudine \u2014 il paradiso, per un attimo, assomiglia meno a un luogo e pi\u00f9 a un dibattito appassionante e ben riuscito.<\/p>\n<p>Con buona pace delle definizioni definitive.<\/p>\n<p><em>Linda Pocher<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non so se gli ultimi giorni abbiano davvero riunito, nella cronaca terrena, tre figure cos\u00ec diverse come Luisa Muraro, Carlo Ginzburg e Camillo Ruini. 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