{"id":20377,"date":"2026-05-23T21:09:46","date_gmt":"2026-05-23T19:09:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20377"},"modified":"2026-05-23T21:09:46","modified_gmt":"2026-05-23T19:09:46","slug":"liturgia-in-discussione-e-rito-come-linguaggio-primario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/liturgia-in-discussione-e-rito-come-linguaggio-primario\/","title":{"rendered":"Liturgia in discussione e rito come linguaggio primario"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/tabernacolo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20270\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/tabernacolo-206x300.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/tabernacolo-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/tabernacolo-703x1024.jpg 703w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/tabernacolo.jpg 744w\" sizes=\"(max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Una delle esperienze che ho potuto fare negli ultimi 20 anni, soprattutto dopo il 2007, \u00e8 che il \u201csapere liturgico\u201d, di cui la chiesa si \u00e8 dotata nell\u2019ultimo secolo, non ha saputo mantenere, almeno finora, nel dibattito teologico, quella tensione necessaria per raggiungere una elaborazione adeguata dello sviluppo che ha determinato. Se recuperiamo le tappe fondamentali di questo grande \u201caggiornamento\u201d, possiamo mettere in rilievo alcuni passaggi decisivi, necessari per capire del tutto ci\u00f2 che sta accadendo nel dibattito ecclesiale degli ultimi mesi. Oggi molti dimenticano questa storia. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Nei primi decenni del XX secolo una serie di uomini e di istituzioni hanno scoperto che la tradizione era giunta ad una \u201cimpasse\u201d. Nessuno sapeva pi\u00f9 che cosa significava davvero celebrare: M. Festugi\u00e8re, R. Guardini, O. Casel, hanno portato alla luce, con le loro opere, questa \u201ccoscienza infelice\u201d. Tra gli anni 20 e gli anni 40 il Movimento Liturgico elabora studi e pratiche nuove. Fino alla recezione da parte del Magistero, prima con Pio XII e poi con Giovanni XXIII e Paolo VI.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il Concilio Vaticano II intuisce che questo \u00e8 il primo e fondamentale aspetto di rinnovamento della vita cristiana (SC 1) e imposta una riforma liturgica complessiva dei riti. La riforma, nella sua fase istituzionale, copre i primi 25 anni dopo SC e giunge fino al primo bilancio, nel 1988. Da allora inizia una lenta fase di applicazione e di recezione, che si accompagna al negazione e alla insofferenza. Proprio il 1988 \u00e8 una data fatidica, essendo l\u2019anno in cui Mons. Lefebvre rompe con Roma: il suo dissenso di nutre del rifiuto della riforma liturgica, come rifiuto della riforma della Chiesa.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La storia degli anni successivi al 1988, prima sotto Giovanni Paolo II e poi con Benedetto XVI, \u00e8 la preparazione di una \u201cindiretta sospensione\u201d della riforma liturgica, che si realizza, di fatto, tra il 2007 e il 2021. Se il vecchio rito tridentino viene designato, all\u2019improvviso, come \u201cvigente\u201d, assumendo il nome di \u201cforma straordinaria del rito romano\u201d, ecco che la forma rituale, 43 anni dopo il Vaticano II, diventa secondaria. La comunione ecclesiale non ha pi\u00f9 la liturgia come \u201cculmen et fons\u201d, ma solo come \u201cfunzione\u201d, come \u201cespressione\u201d, come \u201cattaccamento sentimentale\u201d di una identit\u00e0 che si fonda, inevitabilmente, altrove. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">E\u2019 interessante notare che proprio la fase gestita da Benedetto XVI ha significato la perdita della centralit\u00e0 della liturgia, introducendo un \u201cparallelismo delle forme\u201d, che non produce pace, bens\u00ec conflitto e contrasto. Proprio il papa che aveva trovato nella \u201cliturgia\u201d il cuore del Vaticano II, ha promosso la sua emarginazione, dalla fede al sentimento, dalla comunione all\u2019attaccamento personale.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ma la fase di influenza di Summorum Pontificum si \u00e8 esaurita nel 2021, attraverso un atto di ragionevolezza e di \u201ccustodia della tradizione\u201d da parte di papa Francesco. Cos\u00ec \u00e8 accaduto, in modo paradossale, che il papa amante della liturgia abbia emarginato la liturgia nel sentimento e nell\u2019attaccamento personale, mentre il papa gesuita, liturgicamente meno appassionato, abbia per\u00f2 garantito alla liturgia di restare al centro, con la sua funzione di mediazione originaria della identit\u00e0: per questo nella sua qualit\u00e0 di linguaggio comune a tutta la Chiesa.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Con la morte di papa Francesco e la elezione di papa Leone, poco pi\u00f9 di un anno fa, \u00e8 iniziato un esercizio di amnesia collettiva, come se la questione liturgica iniziasse nel 2025, come se da pi\u00f9 di un secolo non si fosse stratificata una coscienza ecclesiale acquisita. Le posizioni di diversi soggetti ecclesiali, che godono di una giusta autorevolezza, sembrano diventare immature e ingenue proprio quando parlano di liturgia: invocano una \u201cconciliazione\u201d ma non si capisce \u201ctra chi\u201d e \u201cin che modo\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La sola domanda di \u201cmediare\u201d tra le posizioni (ossia tra riforma liturgica e rifiuto di essa) \u00e8 il segno grave che si \u00e8 dimenticata la storia che ho brevemente raccontato. La mediazione, l\u2019unica mediazione possibile, \u00e8 il nuovo rito, scaturito dal travaglio di 40 anni, dagli anni 40 fino agli anni 80! Si pu\u00f2 e si deve lavorare<i> sul nuovo rito<\/i>, <i>non al posto di esso<\/i>: pensare che si possa accogliere, nella chiesa cattolica, chi ne rifiuta la liturgia, \u00e8 una illusione senza speranza. Non si pu\u00f2 essere cattolici se si pretende di celebrare con un rito che la Chiesa cattolica ha esplicitamente voluto superare, perch\u00e9 lo ha ritenuto inadeguato.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il fatto che molti abbiano dimenticato questa storia e che pensino di poter trovare, oggi, una mediazione tra storia e controstoria \u00e8 il segno di una profonda incomprensione: <i>il rito non \u00e8 pi\u00f9 compreso nella sua funzione di mediazione originaria della fede<\/i>.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #080809\">Per questo motivo, i<\/span><span style=\"color: #080809\">l presupposto della domanda di &#8220;vecchio rito&#8221; \u00e8 la mancata comprensione del cuore della intuizione che il Movimento Liturgico e la Riforma Liturgica hanno introdotto nella coscienza ecclesiale. Ci\u00f2 che caratterizza la fase recente del dibattito \u00e8 il fatto che il Magistero, negli ultimi 20 anni, ha rischiato di perdere questa evidenza e ha promosso, incautamente, l&#8217;idea che possano esistere, contemporaneamente, due forme del medesimo rito romano. Questo \u00e8 il punto teologicamente infondato <\/span><span style=\"color: #080809\">e perci\u00f2 pi\u00f9 pericoloso<\/span><span style=\"color: #080809\">. <\/span><span style=\"color: #080809\">Di fatto <\/span><span style=\"color: #080809\"><i>Summorum Pontificum<\/i><\/span><span style=\"color: #080809\"> rende marginale la liturgia. Al suo interno vi <\/span><span style=\"color: #080809\">\u00e8 la affermazione di<\/span><span style=\"color: #080809\"> una irrilevanza del rito <\/span><span style=\"color: #080809\">concreto <\/span><span style=\"color: #080809\">nella definizione del profilo del cristiano e del prete. <\/span><span style=\"color: #080809\"><i>In sostanza <\/i><\/span><span style=\"color: #080809\"><i>si pu\u00f2 dire, secondo quel testo, che<\/i><\/span><span style=\"color: #080809\"><i> una forma vale l&#8217;altra<\/i><\/span><span style=\"color: #080809\">. Le posizioni che, in qualche modo, recepiscono questa visione, <\/span><span style=\"color: #080809\">anche oggi, <\/span><span style=\"color: #080809\">perdono la centralit\u00e0 del rito nell<\/span><span style=\"color: #080809\">a definizione della<\/span><span style=\"color: #080809\"> identit\u00e0 ecclesiale. Non a caso si parla di &#8220;nuovo movimento liturgico&#8221;, <\/span><span style=\"color: #080809\">una <\/span><span style=\"color: #080809\">espressione che significa, di fatto, negazione del<\/span><span style=\"color: #080809\">la idea centrale del<\/span><span style=\"color: #080809\"> movimento liturgico.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #080809\">Il Magistero <\/span><span style=\"color: #080809\">pi\u00f9 <\/span><span style=\"color: #080809\">recente, <\/span><span style=\"color: #080809\">per\u00f2,<\/span><span style=\"color: #080809\"> si \u00e8 convinto che questa strada \u00e8 un abbaglio e ha rimediato. Di diverso avviso sono altri, che, <\/span><span style=\"color: #080809\">in ordine sparso, <\/span><span style=\"color: #080809\">restano esposti alla tentazione di relativizzare le differenze rituali e di trovare la <\/span><span style=\"color: #080809\">necessaria <\/span><span style=\"color: #080809\">unit\u00e0 su un piano diverso, che aggira le azioni rituali o le mette da parte addirittura. Proprio qui, <\/span><span style=\"color: #080809\">per\u00f2,<\/span><span style=\"color: #080809\"> sta <\/span><span style=\"color: #080809\">il problema del<\/span><span style=\"color: #080809\">la irriducibilit\u00e0 della questione teologica <\/span><span style=\"color: #080809\">del rito <\/span><span style=\"color: #080809\">agli affetti, agli attaccamenti, alle diplomazie <\/span><span style=\"color: #080809\">o politiche ecclesiastiche<\/span><span style=\"color: #080809\">.<\/span> <span style=\"color: #080809\">Su questo non credo che si possa aggirare in alcun modo la mediazione decisiva: ossia la Riforma liturgica. Alle condizioni dell\u2019unico rito comune \u00e8 possibile considerare con cura ogni differenza. Nulla invece pu\u00f2 essere fatto per coloro che rifiutano il frutto del Vaticano II.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Forse potrebbe essere utile considerare, come ultima cosa, il fatto che i lefebvriani \u2013 se torneranno a rompere con la Chiesa cattolica, con ordinazioni che implicano scomunica immediata &#8211; hanno come colonna portante (anche se non esclusiva) il fatto che da 60 anni rifiutano in toto la riforma liturgica. Quando nel 2007 <i>Summorum Pontificum<\/i> fu introdotto a regime venne accompagnato dalla remissione delle scomuniche dei vescovi lefebvriani. Vent\u2019anni dopo \u00e8 diventato evidente che quel gesto non ha cambiato i lefebvriani e ha invece di molto complicato il campo cattolico, illudendo amaramente coloro che pretendono di celebrare con una forma rituale che il Concilio Vaticano II ha inteso esplicitamente superare. Una liturgia che si pu\u00f2 celebrare solo in latino non \u00e8 pi\u00f9 una liturgia cattolica. Per questo nessuno pu\u00f2 essere \u201csinceramente legato\u201d alla forma rituale tridentina. Se \u00e8 legato non \u00e8 sincero e se \u00e8 sincero non \u00e8 legato.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Cos\u00ec, se saranno scomunicati i vescovi lefebvriani a luglio, sar\u00e0 forse chiaro a tutti che una sola pu\u00f2 essere la forma rituale della liturgia cattolica e che ogni mediazione tra diverse sensibilit\u00e0 potr\u00e0 avvenire in questo orizzonte comune, non in alternativa ad esso. Nella chiesa romana possono e devono esserci diverse sensibilit\u00e0. Non possono e non devono esserci forme diverse dello stesso rito romano.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle esperienze che ho potuto fare negli ultimi 20 anni, soprattutto dopo il 2007, \u00e8 che il \u201csapere liturgico\u201d, di cui la chiesa si \u00e8 dotata nell\u2019ultimo secolo, non ha saputo mantenere, almeno finora,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20377"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20377"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20377\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20378,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20377\/revisions\/20378"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20377"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20377"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20377"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}