{"id":20348,"date":"2026-04-16T13:37:01","date_gmt":"2026-04-16T11:37:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20348"},"modified":"2026-04-16T13:37:34","modified_gmt":"2026-04-16T11:37:34","slug":"il-papa-e-il-sovrano-sul-saggio-di-marcello-neri-il-destino-di-pietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-papa-e-il-sovrano-sul-saggio-di-marcello-neri-il-destino-di-pietro\/","title":{"rendered":"Il papa e il sovrano. Sul saggio di Marcello Neri &#8220;Il destino di Pietro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/onorio3sanpaolo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15518\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/onorio3sanpaolo.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"253\" \/><\/a><\/p>\n<p>Di fronte all\u2019 improvvisa accelerazione dello scontro tra le espressioni rozze della sovranit\u00e0 degli USA e le parole pacate di papa Leone, ho ripreso tra le mani il piccolo volume di Marcello Neri, <i>Il destino di Pietro. Il papato dalla sovranit\u00e0 alla sinodalit\u00e0<\/i>, Youcanprint, Lecce, 2025. (i numeri tra parentesi sono riferimenti alle pagine del libro)<\/p>\n<p>Che cosa si trova in questo volumetto di sole 62 pagine, ma dal contenuto cos\u00ec prezioso? Si tratta di una meditazione, originata dal conclave del 2025, che riflette sul papato collocandolo nella storia degli ultimi 150 anni. Come una delle \u201ctre cose bianche\u201d (insieme alla Immacolata e alla Eucaristia) il papa \u00e8 diventato, in questo ultimo secolo e mezzo, una sorta di \u201csupersacramento\u201d della Chiesa cattolica. Lo studio di Marcello Neri identifica con limpida chiarezza come la storia degli ultimi due secoli, con le sue sorprendenti vicende, ha reso la Chiesa cattolica \u201cl\u2019unica istanza globale<i> super partes\u201d (3)<\/i> nel panorama del mondo sempre pi\u00f9 globalizzato e conflittuale. Questa funzione \u00e8 il frutto paradossale di una grave perdita: con la fine della sovranit\u00e0 temporale (1870) inizia per il papato e per la Chiesa cattolica un \u201clento cammino di aggiustamento e di apprendimento\u201d (3), che ha riflessi evidenti sia al suo esterno, sia al suo interno.<\/p>\n<p>Ma oggi, la situazione \u00e8 nuova per il fatto che la Santa Sede si trova senza interlocutori istituzionali, in una solitudine nuova e per certi versi anche drammatica. Con la fine del Pontefice sovrano \u00e8 iniziata una stagione, che evolve continuamente, in cui il papa cambia funzione e ruolo. Il papato diventa addirittura difensore (unico?) della democrazia, di fronte alle democrazie che si trasformano in autocrazie, negatrici delle identit\u00e0 personali, orientate a politiche di autodifesa, fino allo sterminio dell\u2019altro.<\/p>\n<p>Per esercitare questa funzione, tuttavia, il papato non \u00e8 esposto soltanto \u201cfuori di s\u00e9\u201d, verso il mondo, ma anche \u201cdentro di s\u00e9\u201d, nella Chiesa per cui esiste. La domanda \u00e8: come si esercita la autorit\u00e0 verso il mondo e verso la Chiesa da parte del Vescovo di Roma?<\/p>\n<p>Nella storia che va da Pio IX (che lascia il Quirinale) a Leone XIV (che viene insultato dal Presidente Trump) abbiamo visto il mutamento nel modo di esercitare la sovranit\u00e0. Un capo di Stato ridotto ai minimi termini si trasforma in un Vescovo di Roma che nega di essere un politico. Tra Pio IX e Leone XIV, quasi a mezza strada, troviamo le parole, singolarmente sincere e forti, con cui Paolo VI, nel 1965, si confessa di fronte alla Assemblea dell\u2019ONU e dice:<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">V<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">oi avete davanti un uomo come voi; egli \u00e8 vostro fratello, e fra voi, rappresentanti di Stati sovrani, uno dei pi\u00f9 piccoli, rivestito lui pure, se cos\u00ec vi piace considerarci, d&#8217;una minuscola, quasi simbolica sovranit\u00e0 temporale, quanta gli basta per essere libero di esercitare la sua missione spirituale, e per assicurare chiunque tratta con lui, che egli \u00e8 indipendente da ogni sovranit\u00e0 di questo mondo. Egli non ha alcuna potenza temporale, n\u00e9 alcuna ambizione di competere con voi; non abbiamo infatti alcuna cosa da chiedere, nessuna questione da sollevare; se mai un desiderio da esprimere e un permesso da chiedere, quello di potervi servire in ci\u00f2 che a Noi \u00e8 dato di fare, con disinteresse, con umilt\u00e0 e amore<\/span><\/span> \u201c (34)<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">Nella traiettoria che congiunge Pio IX a Leone XIV ci sono tutti i toni possibili di autoriflessione del papato e del cattolicesimo. La descrizione che troviamo nel libro \u00e8 davvero notevole. Si passa dalla \u201cresistenza sovrana\u201d che trova nella forma del dogma, del codice e della festa liturgica di Cristo Re un crescendo impressionante e arriva, con questa postura, fino alla fine degli anni 50.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">Anzitutto si reagisce, a caldo, col Vaticano I, attraverso la giurisdizione immediata e diretta e attraverso la dogmatizzazione della infallibilit\u00e0 papale. Una \u201cnuova sovranit\u00e0 universale\u201d (11), senza territorio, nasce dalla intersezione di queste due qualit\u00e0 del Pontefice. Ma poi la codificazione del diritto canonico (1917) e la istituzione della festa di Cristo Re (1925) segnano un cinquantennio in cui \u201cla sovranit\u00e0 regale di Cristo funziona da reazione cattolica all\u2019affrancamento del potere secolare dalla giurisdizione del potere temporale della Chiesa\u201d (14). Questo \u00e8 il tempo in cui l\u2019aggettivo \u201cclericale\u201d viene vissuto come un vanto contro il laicismo. Ma questo assetto, che arriva fino al progetto di Enciclica di Pio XII, che nel 1958 avrebbe dovuto vedere col titolo, perfettamente coerente, di \u201cCultum Regi Regum\u201d, ha introdotto una nuova rigidit\u00e0, in cui il Vangelo \u00e8 totalmente assorbito dalla istituzione. \u201cLa totale istituzionalizzazione della comunit\u00e0 convocata diventa \u2018perversione del Vangelo\u2019\u201d (21).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">Dopo questo primo capitolo (<i>Potere e sovranit\u00e0<\/i>) il libretto si sofferma, nel cap II su una esegesi del libro degli Atti (<i>Il destino di Pietro: \u201ca loro come a noi\u201d<\/i>) in cui appare il compito di uscire da una fissazione su giurisdizione e infallibilit\u00e0 che, ancora alla fine degli anni 90, tendeva ad estendesi alla \u201cirreformabilit\u00e0\u201d di tutto il magistero ordinario. Ma nella Scrittura si scopre che Pietro non \u00e8 titolare solo di una \u201csovranit\u00e0 esclusiva\u201d, ma di un ministero della \u201cinclusione\u201d. Per lui non vale soltanto un \u201csolo a lui\u201d, ma anche un \u201ca loro come a noi\u201d. In altre parole, livello istituito e livello istituente della tradizione debbono restare aperti. La chiusura del secolo breve dal 1870 al 1958 si deve aprire alla storia, anche grazie a nuove ermeneutiche della Scrittura, della Liturgia, della Chiesa e del Mondo. <\/span><\/p>\n<p>Il cammino <i>Oltre la sovranit\u00e0<\/i> (capitolo terzo) passa attraverso una revisione della lettura \u201csovrana\u201d del papato, \u201cche sposta l\u2019asse della configurazione ecclesiale dalle frasi istituite alle pratiche istituenti\u201d (33). La resistenza del modello di \u201ccristianit\u00e0\u201d, nonostante il Concilio Vaticano II, perdura almeno fino a Benedetto XVI, sul cui corpo, tuttavia, nel momento storico in cui si ritira dal ministero, viene iscritta a lettere di fuoco anche la fine del modello tardo-moderno, inaugurato dal Vaticano I e che ha resistito fino alla pratica (priva di teoria) di un papa che prende congedo non solo dal proprio ministero, ma da una forma storica del papato: \u201ccon esso si attesta anche la inadeguatezza del tema della sovranit\u00e0 giurisdizionale a fondamento della attuazione complessiva della istituzione ecclesiale cattolica\u201d (37).<\/p>\n<p>Il \u201ccambiamento d\u2019epoca\u201d che sar\u00e0 verbalizzato solo da Francesco dice, nella continuit\u00e0 dei papi, una discontinuit\u00e0 strutturale. Cos\u00ec, nel capitolo quarto (<i>La forza delle pratiche<\/i>) si scopre come la pratica del papato di Francesco sia proprio l\u2019inizio di un nuovo rapporto della Chiesa con la storia, come luogo comune di apprendimento della propria missione. La chiesa non pu\u00f2 restare \u201call\u2019interno del perimetro politico-teologico della sovranit\u00e0\u201d (43). La Chiesa \u201cin uscita\u201d significa un altro modello di esercizio del potere.<\/p>\n<p>Con <i>Sinodalit\u00e0<\/i> (quinto capitolo) inizia una riconfigurazione pratica dell\u2019esercizio della autorit\u00e0. Ma il travaglio di questa trasformazione, di cui il Vaticano II aveva dato il presentimento a tutta la Chiesa, diventa una occasione duplice: da un lato per la autocoscienza ecclesiale, ma dall\u2019altro per la vita del mondo. \u201cLa forza della sinodalit\u00e0 sta nell\u2019essere una prassi e non una struttura istituzionale\u201d (53). Essa per\u00f2 \u00e8 anche una occasione per capire, diremmo laicamente, che cosa significa democrazia. La crisi della democrazia, che vediamo in modo lampante negli ultimi anni, pu\u00f2 scoprire che una revisione del cattolicesimo, che sappia uscire dal paradigma sovrano, pu\u00f2 diventare un contributo davvero comune, com-munis. Una Chiesa cattolica che, nella \u201ccarovana sinodale\u201d, riscopra il valore costituente di una \u201cscorporazione del potere\u201d rielabora con fervida immaginazione la propria figura nel contesto di una crisi che potremmo dire \u201ccostituzionale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019invenzione democratica&#8230;consiste&#8230;nell\u2019aver sciolto il legame che univa il potere a un corpo (del re, del tiranno, di un attore politico, di un gruppo sociale\u201d (55). La Chiesa cattolica, come \u201cCorpo di Cristo\u201d, pu\u00f2 liberare sinodalmente, allo stesso tempo se stessa e il mondo, dal paradigma della sovranit\u00e0, riconsegnandosi al gioco istituente del Vangelo.<\/p>\n<p>Configurare cos\u00ec un papa \u201cche governa sinodalmente, stringe alleanze e intercede per il mondo senza distinzioni di appartenenza, significa dischiudere la storia umana al Regno che verr\u00e0 e non ampliare lo spazio occupato dalla sovranit\u00e0 della Chiesa cattolica\u201d (61)<\/p>\n<p>Quanto questa lettura possa gettare nuova luce sulle vicende che i cattolici vivono in questi giorni, mi pare non solo di grande conforto, ma quasi un segno dei tempi. E intravvedere nel Presidente degli Stati Uniti, nel capo di una nazione molto giovane, un modello tanto vecchio di esercizio della sovranit\u00e0 assoluta e nella figura di papa Leone XIV, che pure proviene dal medesimo stato, l\u2019aurora di una nuova forma della democrazia e di governo \u201ccomune\u201d, pu\u00f2 essere un non piccolo guadagno che il volume assicura al lettore. Trump incarna oggi l\u2019assolutismo del \u201csolo a lui\u201d, Leone la inclusione del \u201ca loro come a noi\u201d. Anche le immagini, oltre che le parole, ripetono questo conflitto tra modelli nella concezione delle istituzioni. Curioso paradosso della \u201cpoikil\u00eca\u201d (complessit\u00e0) del reale, di cui erano espertissimi i giuristi e i teologi antichi, un po&#8217; meno i canonisti e i dogmatici contemporanei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di fronte all\u2019 improvvisa accelerazione dello scontro tra le espressioni rozze della sovranit\u00e0 degli USA e le parole pacate di papa Leone, ho ripreso tra le mani il piccolo volume di Marcello Neri, Il destino&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20348"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20348"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20348\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20352,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20348\/revisions\/20352"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20348"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20348"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20348"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}