{"id":20321,"date":"2026-04-05T11:05:32","date_gmt":"2026-04-05T09:05:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20321"},"modified":"2026-04-05T11:05:32","modified_gmt":"2026-04-05T09:05:32","slug":"veglia-pasquale-fatti-capaci-di-essere-segni-dellimprevisto-di-don-giuseppe-laiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/veglia-pasquale-fatti-capaci-di-essere-segni-dellimprevisto-di-don-giuseppe-laiti\/","title":{"rendered":"Veglia pasquale: fatti capaci di essere segni dell\u2019imprevisto  (di Don Giuseppe Laiti)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Anastasis-Grecia.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20314\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Anastasis-Grecia-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Anastasis-Grecia-300x207.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Anastasis-Grecia-1024x708.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Anastasis-Grecia-768x531.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Anastasis-Grecia-1536x1062.jpg 1536w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Anastasis-Grecia.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Durante la Celebrazione della Veglia Pasquale, presso S. Fermo a Verona, Don Giuseppe Laiti ha pronunciato questa omelia. In due pagine leggiamo una sintesi mirabile sul significato della pasqua, con un linguaggio limpido e una grande forza spirituale. L&#8217;augurio di Buona Pasqua \u00e8 davvero affidato a donne e uomini capaci di essere segni dell&#8217;imprevisto (ag)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Veglia pasquale: fatti capaci di essere segni dell\u2019imprevisto<\/b><\/p>\n<p>di Don Giuseppe Laiti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di tutte le feste pasqua \u00e8 la pi\u00f9 imprevista: \u00e8 quella che d\u00e0 il via a tutte le feste cristiane e tra tutte \u00e8 quella fuori dalle nostre previsioni,come da quelle dei primi discepoli, delle donne, le due Marie, secondo il racconto di Matteo, in visita alla tomba di Ges\u00f9 nel primo mattino dopo il sabato (Mt 28, 1). Pasqua assomiglia ad un terremoto: cos\u00ec nel racconto di Mt risulta la risurrezione di Ges\u00f9 come anche la sua morte per condanna alla croce (Mt 27,51-54). La morte in croce di Ges\u00f9 \u00e8 un terremoto che dissesta la terra: ogni volta che l&#8217;innocente \u00e8 ucciso la nostra vita \u00e8 sottoposta ad un profondo dissesto. Ci\u00f2 che noi non sappiamo prevedere \u00e8 che un Altro che noi denominiamo Dio e che Ges\u00f9 chiama il Padre suo e di tutti, prenda parola, tolga alla morte l&#8217;ultima parola e ci riveli la forza di vita contenuta in una <i>dedizione senza riserve<\/i>, nella dedizione di Ges\u00f9. La sua vita <i>tutta bene spesa<\/i>, la sua vita affidata al Padre, si ripropone come vita nuova, come presenza libera dalla morte, come presenza che riprende a guidare i suoi discepoli dalla Galilea. Ges\u00f9 non si trova nel posto che hanno preteso di assegnargli i suoi uccisori, ponendo sotto sorveglianza la tomba (28,4), non \u00e8 nel posto dove lo cerca l&#8217;affetto delle donne che lo hanno seguito fin sotto la croce e al sepolcro (27, 61). Dio, il Padre a cui Ges\u00f9 ha affidato la sua vita, il Padre che lo ha sostenuto nella sua dedizione fino alla fine, lo restituisce a noi vivente, nella pienezza di vita che \u00e8 propria di Dio. Quella pienezza che Ges\u00f9 nella sua vita ha fatto intravvedere nei gesti di guarigione, di perdono, di fraternit\u00e0, di resistenza alla violenza e al male che rovina la vita. L&#8217;angelo annunciatore si mette a sedere sulla pietra tombale rotolata via (28,2) e recapita l&#8217;istruzione di Dio nei confronti di Ges\u00f9: non va cercato tra i morti, ma \u00e8 ormai restituito a noi vivente, in grado di riprendere a guidarci sul cammino che ha tracciato a partire dalla Galilea fino a Gerusalemme (28,7.10). Tocca alle donne dirlo ai discepoli, alle donne che nel contesto sociale di allora non sono abilitate ad una testimonianza provvista di valore pubblico. Vuol dire che \u00e8 la forza dell&#8217;evento che conta, oltre le nostre convenzioni sociali e culturali, messe anch&#8217;esse a soqquadro dalla novit\u00e0 di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Proprio le donne, le due Marie (v. 1 ). ci suggeriscono come accogliere la grazia di pasqua.\u00a0<span id=\"Cornice2\" dir=\"ltr\"><\/span>Sorprese da Ges\u00f9_che viene loro incontro. che dunque si rivela capace di riprendere la relazione con loro. Segno che Lui non l&#8217;ha mai interrotta da parte sua, fanno tre gesti che dicono la loro fede:<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #5e5b5b\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Si avvicinano<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #494446\"><span style=\"font-size: medium\"><i>.<\/i><\/span><\/span><i> <\/i><span style=\"color: #494446\"><span style=\"font-size: medium\"><i>ne a<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #494446\"><span style=\"font-size: medium\"><i>bbraccia<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #2a2426\"><span style=\"font-size: medium\"><i>n<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #5e5b5b\"><span style=\"font-size: medium\"><i>o<\/i><\/span><\/span><i> <\/i><span style=\"color: #383434\"><span style=\"font-size: medium\"><i>i<\/i><\/span><\/span><i> <\/i><span style=\"color: #383434\"><span style=\"font-size: medium\"><i>piedi<\/i><\/span><\/span><i> <\/i><span style=\"color: #494446\"><span style=\"font-size: medium\"><i>e lo a<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #1a1516\"><span style=\"font-size: medium\"><i>d<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #494446\"><span style=\"font-size: medium\"><i>o<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #2a2426\"><span style=\"font-size: medium\"><i>ran<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #494446\"><span style=\"font-size: medium\"><i>o<\/i><\/span><\/span><i> <\/i><span style=\"color: #494446\">(v.<\/span> <span style=\"color: #383434\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">9).<\/span><\/span> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">Avvicinarsi \u00e8 riconoscere che l&#8217;iniziativa \u00e8 di Ges\u00f9, \u00e8 sua: Lui supera la distanza tra noi e Lui. Anche noi stiamo davanti al Signore contesi tra la gioia e la paura, proprio come le donne d<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">e<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">l primo mattino di pasqua (v. 8). Perch\u00e9 la pasqua di Ges\u00f9 spariglia le nostre carte, i nostri modi di vedere e valutare. Abbracciare i piedi di Ges\u00f9 \u00e8 dire che non possiamo rinunciare al suo cammino, alla strada che ha tracciato. \u00c8 il grazie per ci\u00f2 che noi non sappiamo fare da noi, ma di cui abbiamo estremo bisogno. Poich\u00e9 se perdiamo la sicurezza dell&#8217;amore, del poter fidarci del bene, tutto \u00e8 compromesso. Adorare \u00e8 riconoscere che davanti al Signore vivente con i segni della passione possiamo depositare le nostre domande senza risposta e lasciare che vengano trasformate in passi di cammino: quel cammino che la veglia pasquale rimette davanti a noi: i passi della gratitudine per la vita che ha la figura del dono messo tra le nostre mani, i passi della alleanza con Dio, alla maniera di Abramo, i passi dell&#8217;esodo, della liberazione dal male che incontriamo, i passi della resistenza al male a cui non ci pieghiamo, i passi della nostra fede battesimale che sono pratica di libert\u00e0, dei \u201cno\u201d a ci\u00f2 che rovina la vita, all&#8217;egoismo che pretende di trattare gli altri come periferia, e dei \u201cs\u00ec\u201d a ci\u00f2 che edifica fraternit\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Le donne alla fine del loro incontro con il Risorto sentono da Lui una parola dolcissima:<\/p>\n<p>\u00abandate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea, l\u00e0 mi vedranno\u00bb (v. 10).<\/p>\n<p>Si tratta dei discepoli che hanno abbandonato tutti Ges\u00f9 (26,56). Proprio riferendosi a loro Ges\u00f9 il qualifica come i suoi fratelli, non solo come fratelli, ma come i suoi, quelli a cui Lui si \u00e8 legato e a cui non intende rinunciare. Per loro vale l&#8217;appuntamento in Galilea, come appuntamento di fratelli.<\/p>\n<p>La veglia pasquale non ci distrae da uno sguardo preoccupato e sgomento sul nostro mondo segnato in profondit\u00e0 dalla violenza della guerra, che porta allo scoperto quanto ci manca di umanit\u00e0, quanto siamo lontani dall&#8217;onorare il primo compito di ciascuno che \u00e8 quello di diventare umani e umanizzare il nostro mondo. La fede pasquale ci impedisce di rassegnarci mettendoci davanti all&#8217;imprevisto di Dio, alla sua resistenza originale al male, nei modi di Ges\u00f9, del suo cammino dalla Galilea a Gerusalemme. Ci consegna il messaggio del primo mattino di pasqua risvegliando in noi la <i>vocazione di essere mattino<\/i>: <i>fatti capaci di essere segni dell&#8217;imprevisto, dell&#8221;amore che traccia nuovi passi, che non pretende di avere la soluzione assicurata, ma sa di poterla affidare al Padre di Ges\u00f9 che ce lo ha restituito vivente dalla morte<\/i>. Essere nel nostro mondo <i>quelli del mattino di pasqua<\/i>, che sanno riconoscere e offrire <i>segni di aurora nelle ombre della notte<\/i>, \u00e8 la grazia pasquale che ci \u00e8 affidata, che ci mette timore e gioia. L&#8217;eucaristia che celebriamo \u00e8 il nostro abbraccio ai piedi del Signore.<\/p>\n<p>Don Giuseppe Laiti &#8211; Chiesa dei santi Fermo e Rustico &#8211; 4 aprile 2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Durante la Celebrazione della Veglia Pasquale, presso S. Fermo a Verona, Don Giuseppe Laiti ha pronunciato questa omelia. In due pagine leggiamo una sintesi mirabile sul significato della pasqua, con un linguaggio limpido e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20321"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20321"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20321\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20324,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20321\/revisions\/20324"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20321"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20321"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20321"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}