{"id":20313,"date":"2026-03-29T11:54:59","date_gmt":"2026-03-29T09:54:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20313"},"modified":"2026-03-29T11:54:59","modified_gmt":"2026-03-29T09:54:59","slug":"la-settimana-santa-e-i-suoi-segreti-arduo-discernimento-tra-quaresima-pasqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-settimana-santa-e-i-suoi-segreti-arduo-discernimento-tra-quaresima-pasqua\/","title":{"rendered":"La Settimana Santa e i suoi segreti: arduo discernimento tra Quaresima Pasqua"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Anastasis-Grecia.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20314\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Anastasis-Grecia-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Anastasis-Grecia-300x207.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Anastasis-Grecia-1024x708.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Anastasis-Grecia-768x531.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Anastasis-Grecia-1536x1062.jpg 1536w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Anastasis-Grecia.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Con l&#8217;inizio della Settimana Santa ci avviciniamo al cuore della nostra fede, che sempre viviamo durante l&#8217;anno, ma celebriamo in maniera particolarmente intensa proprio nei prossimi 7 giorni, in una forma tanto forte, da farne scaturire, come dice la tradizione, sette settimane di festa, fino a Pentecoste (che\u00a0 significa appunto 50 giorni, ossia quarantanove dopo la Domenica di Pasqua, che \u00e8 compresa nel conteggio).<\/p>\n<p>Il punto delicato, tuttavia, \u00e8 il modo con cui la tradizione ci ha offerto le chiavi di interpretazione di questo lungo periodo, nel quale ha introdotto distinzioni numerose, che tra loro spesso non sono del tutto coerenti.\u00a0 Per questo appare piuttosto arduo ricostruire l&#8217;esperienza ecclesiale in modo limpido, senza lasciarsi trascinare da usi, convenzioni e convinzioni che sono di ostacolo ad un autentico cammino spirituale. Va detto che proprio queste feste centrali per la identit\u00e0 cristiana e cattolica sono state oggetti di accurata revisione a partire dagli anni 50, prima per iniziativa di Papa Pio XII e poi per la riforma successiva al Concilio Vaticano II, con Paolo VI. Ne \u00e8 derivato il succedersi di tre modelli diversi di celebrazione:<\/p>\n<p>a) Quella precedente alla riforma del 1951-55 ,che ha investito l&#8217;intera Settimana Santa<\/p>\n<p>b) Quella voluta da Pio XII, a partire dagli anni 50.<\/p>\n<p>c) Il ripensamento complessivo di tutto l&#8217;anno liturgico, successivo al Concilio Vaticano II, con il nuovo Messale.<\/p>\n<p>Questo riassetto progressivo \u00e8 avvenuto sul piano istituzionale, con una forte adesione capillare. Ma questo non ha significato un cambiamento della mentalit\u00e0, dello spirito e della forma ecclesiale della esperienza. Per questo, sulla soglia dei riti che andremo a celebrare nei prossimi giorni, pu\u00f2 essere utile esaminare i nodi pi\u00f9 profondi di questo ricco e complesso aggiornamento, che resta ancora incompiuto e quasi sospeso.<\/p>\n<p>a)<strong> Il passaggio tra Queresima e Pasqua<\/strong><\/p>\n<p>Pi\u00f9 o meno tutti capiscono che c&#8217;\u00e8 una differenza tra Quaresima e Pasqua, spesso ridotta al tono penitenziale della prima e al tono gioioso della seconda. Questo &#8220;luogo comune&#8221;, che appare scontato non solo nella cultura ecclesiale, ma anche nella cultura comune, ha la sua radice in un assetto istituzionale che ha segnato gli ultimi secoli in modo molto profondo: questo assetto ha prodotto una spaccatura all&#8217;interno del mistero della fede, separando da una parte la Passione e morte del Signore, e dall&#8217;altro la Risurrezione. Fino al 1970, ossia fino al nuovo Messale successivo al Vaticano II, si poteva dire che la Quaresima comprendeva tutta la Settimana Santa, fino alla Veglia del sabato santo. Non importa\u00a0 se questa Veglia fosse celebrata la mattina del Sabato (come \u00e8 stato per secoli) o la notte del sabato (come a partire dal 1951). Entrambe queste versioni pensano che fino al Gloria della Veglia del Sabato il tempo ecclesiale sia la\u00a0 &#8220;quaresima&#8221;. Il fatto nuovo, che scaturisce dopo il Concilio Vaticano II, riallacciandosi alla esperienza dei primi 8 secoli, \u00e8 che la Quaresima termina con il tramonto del Gioved\u00ec Santo. In questo modo il Sacro triduo (che la tradizione secolare aveva inteso come parte della quaresima) diventa &#8220;triduo Pasquale&#8221;, festa di Pasqua in tre giorni. Il Triduo sta oltre la Quaresima ed \u00e8 costituito da tre giorni di Pasqua.<\/p>\n<p>b) <strong>La terminologia dei &#8220;giorni&#8221; e dei &#8220;riti&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Accanto a questo primo problema ve ne \u00e8 un secondo, forse ancora pi\u00f9 insidioso. Esso consiste nel fatto che ci siamo abituati, anche per motivi istituzionali e per assetti rituali, a celebrare &#8220;per giorni&#8221; e non &#8220;per eventi&#8221;. Se la Settimana Santa \u00e8 composta da 7 giorni, ogni giorno tende ad avere una propria autonomia. Cos\u00ec Gioved\u00ec Santo, Venerd\u00ec Santo, Sabato Santo e Domenica di Risurrezione tendono a imporre una logica &#8220;di 24 ore&#8221; in una forma troppo lineare e troppo burocratica. Spesso da questa impostazione derivano frasi come queste:<\/p>\n<p>&#8220;Dopo Gioved\u00ec, Venerd\u00ec e Sabato santo festeggeremo la Pasqua&#8221;<\/p>\n<p>oppure<\/p>\n<p>&#8220;con il Gioved\u00ec Santo inizia il Triduo Pasquale&#8221;.<\/p>\n<p>In queste frasi c&#8217;\u00e8 un piccolo errore che diventa facilmente un grande difetto ecclesiale e spirituale. Se \u00e8 vero quanto abbiamo detto e scoperto sopra, non \u00e8 vero che la Pasqua si festeggia &#8220;dopo il sabato santo&#8221;. Con la <em>Messa in coena domini<\/em>, che si celebra la sera del gioved\u00ec, si entra nella Pasqua. Questo \u00e8 il punto difficile da capire. La Pasqua non \u00e8 &#8220;dopo&#8221;, ma &#8220;dentro&#8221; il Triduo, che va dalla sera del gioved\u00ec alla sera della domenica. E&#8217; vero: triduo vuol dire &#8220;tre giorni&#8221;, ma i tre giorni devono essere contati cos\u00ec:<\/p>\n<ul>\n<li>PRIMO GIORNO: dalla sera del gioved\u00ec alla sera di venerd\u00ec (si celebra la Pasqua rituale- eucaristia e la Pasqua storica- croce)<\/li>\n<li>SECONDO GIORNO: dalla sera del venerd\u00ec alla sera del sabato (si celebra la Pasqua escatologica, nella sola preghiera, senza riti)<\/li>\n<li>TERZO GIORNO: dalla sera del sabato alla sera della domenica (si celebra la Pasqua ecclesiale, nel battesimo\/cresima\/eucaristia<\/li>\n<\/ul>\n<p>Come \u00e8 evidente, la struttura della esperienza ecclesiale passa, almeno una volta l&#8217;anno, dalla sequenza di 24 ore da mezzanotte a mezzanotte, alle sequenza di 24 ore da tramonto a tramonto. Per questo \u00e8 giusto dire che i tre giorni del triduo sono venerd\u00ec, sabato e domenica, se si inizia a contare dopo il tramonto del gioved\u00ec, e quindi dal fatto di trovarsi gi\u00e0 nel giorno successivo. Dire &#8220;dopo il tramonto del gioved\u00ec&#8221; significa all&#8217;inizio del venerd\u00ec. Il giorno di gioved\u00ec, fino al tramonto, \u00e8 l&#8217;ultimo giorno di Quaresima.<\/p>\n<p>Pasqua \u00e8 una festa talmente centrale, che viene celebrata in tre giorni, assumendo in essi tutti i suoi aspetti decisivi: quello rituale, quello storico, quello escatologico e quello ecclesiale. Seguendo le parole di S. Agostino, il triduo \u00e8 memoria del Signore crocifisso, sepolto e risorto. Pasqua \u00e8 festa delle tre azioni, non solo della terza.<\/p>\n<p>c) <strong>Una breve storia del Triduo: uno solo, poi due, poi di nuovo uno<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; per\u00f2 legittimo chiedersi come mai noi abbiamo ristretto per secoli il Triduo solo alla Passione, morte e sepoltura e abbiamo escluso da esso la Domenica di Risurrezione. Gli storici dividono lo sviluppo in due fasi. Nella prima, accanto al Triduo pasquale, conservato nella sua unit\u00e0, nasceva una forma abbreviata della Ottava di Pasqua, dal luned\u00ec al mercoled\u00ec. Cos\u00ec si inizi\u00f2 a vivere, dopo il Triduo pasquale, un Triduo della risurrezione, come riduzione della Settimana di Pasqua. Pi\u00f9 tardi, invece, soprattutto dopo lo spostamento della Veglia Pasquale alla mattina del sabato, si determin\u00f2 uno spostamento dei giorni di conteggio (e delle forme della devozion) e si inizi\u00f2 a pensare un Triduo della Passione per Gioved\u00ec\/Venerd\u00ec\/Sabato e un Triduo della Risurrezione per Domenica\/Luned\u00ec\/Marted\u00ec. Cos\u00ec parlano ancora le rubriche poco prima della riforma di Pio XII. Il fatto che per secoli questo sia stato l&#8217;assetto non solo liturgico, ma spirituale, iconografico, dell&#8217;immaginario ha avuto conseguenze enormi. Cos\u00ec, tra le altre cose, per secoli alla Anastasis (con discesa agli inferi) abbiamo sostituito la Deposizione dalla Croce. Recuperare un Triduo Pasquale che non \u00e8 quaresima, ma gi\u00e0 Pasqua, \u00e8 una impresa ardua non solo sul piano liturgico, ma su quello spirituale ed ecclesiale. La liturgia \u00e8 cambiata da 80 anni, ma continuiamo a pensarla e a pregarla con le categorie vecchie e inadeguate.<\/p>\n<p><strong>d) Il recupero di una esperienza plenaria<\/strong><\/p>\n<p>Questo recupero non trasforma solo la Settimana Santa, smontandone la visione unitaria di tempo quaresimale, ma rilegge anche il tempo Pasquale, facendolo risultare come la &#8220;esplosione&#8221; su sette settimane di giorni dell&#8217;annuncio della Resurrezione del Crocifisso, come dono dello Spirito e vita ecclesiale del Corpo di Cristo. Anche questo tempo Pasquale chiede un ripensamento delle forme con cui la tradizione ha coperto di devozioni parallele le sequenze domenicali fino a Pentecoste. Il mese mariano e il mese del Sacro Cuore sono le tracce di una rimozione del Tempo Pasquale dalla sua centralit\u00e0. Ma forse la interferenza pi\u00f9 grande, che paradossalmente la pi\u00f9 recente, \u00e8 costituita dal sovrapporsi di una &#8220;novena devota&#8221; allo spazio che va dal Venerd\u00ec Santo alla Domenica dopo Pasqua. La trasformazione (tentata) della Ottava di Pasqua in Domenica della Divina Misericordia ci mostra quanto forte possa essere la inclinazione nel sostituire al pasto pasquale le briciole della devozione. La questione, tuttavia, riguarda l&#8217;intero impianto della esperienza che la Chiesa vive quando entra nel tempo che la tradizione chiama Settimana Santa, poi Settimana di Pasqua, come accesso al Tempo Pasquale, che si estende fino a Pentecoste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l&#8217;inizio della Settimana Santa ci avviciniamo al cuore della nostra fede, che sempre viviamo durante l&#8217;anno, ma celebriamo in maniera particolarmente intensa proprio nei prossimi 7 giorni, in una forma tanto forte, da farne&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20313"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20313"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20313\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20316,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20313\/revisions\/20316"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20313"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20313"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20313"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}