{"id":20310,"date":"2026-03-28T07:03:19","date_gmt":"2026-03-28T06:03:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20310"},"modified":"2026-03-28T07:03:19","modified_gmt":"2026-03-28T06:03:19","slug":"balthasar-e-il-fascino-di-principi-senza-storia-riflessioni-su-una-appendice-del-rapporto-del-gruppo-di-studio-5-di-linda-pocher","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/balthasar-e-il-fascino-di-principi-senza-storia-riflessioni-su-una-appendice-del-rapporto-del-gruppo-di-studio-5-di-linda-pocher\/","title":{"rendered":"Balthasar e il fascino di principi senza storia.  Riflessioni su una Appendice del Rapporto del Gruppo di studio 5  (di Linda Pocher)"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/hans-urs-von-balthasar.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20284\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/hans-urs-von-balthasar-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/hans-urs-von-balthasar-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/hans-urs-von-balthasar-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/hans-urs-von-balthasar-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/hans-urs-von-balthasar-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/hans-urs-von-balthasar.jpg 1100w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ricevo dalla prof. Linda Pocher questo commento al Rapporto del Gruppo di studio n.5. La ringrazio per il contributo al dibattito sul tema della partecipazione delle donne al governo della Chiesa, che richiede oggi chiarezza e coraggio.(ag)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Balthasar e il fascino di principi senza storia<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Riflessioni su una Appendice del Rapporto del Gruppo di studio 5<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">di Linda Pocher<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci<a name=\"_GoBack\"><\/a><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> sono autori che non si riescono ad abbandonare facilmente. Tra questi c\u2019\u00e8 certamente Hans Urs von Balthasar. L\u2019appendice a lui dedicata nel documento del <strong>Gruppo di studio 5<\/strong> offre l\u2019occasione per una domanda semplice e insieme scomoda: perch\u00e9 non riusciamo a lasciarlo andare? E, inoltre, perch\u00e9 dovremmo imparare a farlo?<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La difficolt\u00e0 \u00e8 comprensibile. Il pensiero di Balthasar possiede una forza sistematica rara nella teologia contemporanea. Il suo impianto, debitore in parte della grande architettura speculativa di Georg Wilhelm Friedrich Hegel, ha qualcosa di irresistibile: ogni elemento trova il suo posto, ogni tensione sembra ricomporsi in una figura armonica. I famosi \u201cprincipi\u201d \u2013 mariano e petrino \u2013 hanno proprio questa forma: sono puliti, logici, quasi deduttivi. Ordinano la Chiesa secondo una polarit\u00e0 elegante e convincente. Inoltre, la sensibilit\u00e0 fenomenologica di Balthasar fa s\u00ec che questi principi non appaiano come costruzioni astratte, ma come realt\u00e0 ricavate dalla comunit\u00e0 originaria di Ges\u00f9 e dei suoi discepoli. Cos\u00ec il sistema acquista un\u2019aura di evidenza storica: sembra semplicemente descrivere ci\u00f2 che \u00e8 stato fin dall\u2019inizio. Non stupisce che questo quadro abbia esercitato un grande fascino. Pacifica la coscienza, offre ordine, possiede perfino una notevole forza estetica.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Eppure proprio qui si apre il problema. Quell\u2019ordine cos\u00ec composto \u00e8 ottenuto a prezzo di un certo oblio della storia e della cultura. La realt\u00e0 concreta della Chiesa \u2013 con la sua pluralit\u00e0 di soggetti, ministeri, forme di vita \u2013 fatica a rientrare dentro una polarit\u00e0 cos\u00ec netta. A farne le spese non sono solo le donne. In realt\u00e0, a rimanere senza posto sono soprattutto i laici, uomini e donne insieme. Dove collocarli? Non nel principio petrino, che riguarda il ministero; non nel principio mariano, che assume una figura simbolica femminile. A meno di dire che tutti possediamo entrambe le dimensioni. Ma allora l\u2019intero tentativo di ordinare la comunit\u00e0 ecclesiale secondo quella distinzione perde consistenza. E per capire quanto Balthasar intendesse difendere una collocazione tradizionale delle donne e dei laici basta rileggere alcune sue pagine sulle rivendicazioni femministe o anche, pi\u00f9 modestamente, sul desiderio dei laici di studiare teologia: pagine che oggi suonano sorprendentemente dure.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">L\u2019appendice del documento pubblicato dal Gruppo 5 mostra inoltre la continuit\u00e0 del magistero degli ultimi sessant\u2019anni su questi temi. Sessant\u2019anni non sono molti nella storia bimillenaria della Chiesa, ma sono sufficienti per far emergere un movimento reale. In questo contesto, forse dovrebbe almeno affiorare un dubbio: che una parte della fortuna teologica di Balthasar sia stata legata anche alla necessit\u00e0 di rispondere \u2013 o di difendersi \u2013 dalle richieste delle donne nella Chiesa. \u00c8 un sospetto che chi fa teologia come scienza, e non soltanto come apologia, non dovrebbe avere paura di considerare.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Del resto non sarebbe la prima volta che, passata una tempesta ecclesiale, certi argomenti semplicemente perdono centralit\u00e0. La storia della teologia conosce molti esempi: basti pensare a quanto a lungo si \u00e8 resistito all\u2019approccio storico-critico prima di riconoscerne il valore.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Non si tratta, dunque, di disprezzare Balthasar, n\u00e9 tantomeno di mettere in discussione i papi che hanno apprezzato e utilizzato il suo pensiero. Si tratta piuttosto di esercitare quel discernimento che la tradizione cristiana ha sempre praticato: riconoscere il momento in cui un sistema ha dato ci\u00f2 che poteva dare e diventa necessario prenderne congedo. Anche cos\u00ec cresce la comprensione del mistero rivelato in Cristo, attraverso un dialogo continuo e un continuo superamento tra l\u2019esperienza dei credenti, la riflessione dei teologi e il magistero dei pastori (cf <i>Dei Verbum<\/i> 8). <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">D\u2019altra parte, il documento del Gruppo di studio 5 riconosce con chiarezza che la questione oggi sollevata dalla presenza delle donne nella Chiesa \u00e8 in larga misura culturale. Sarebbe un grave fraintendimento pensare che questo ne riduca l\u2019importanza teologica. Si sottolinea, piuttosto, che il nodo pi\u00f9 profondo si gioca sulle abitudini, sui simboli, sulle relazioni e sulle strutture della vita ecclesiale in cui siamo immersi. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La novit\u00e0, di questa affermazione, non \u00e8 di poco conto. Non \u00e8 da molto, infatti, che la comunit\u00e0 ecclesiale \u2013 soprattutto nella sua componente intellettuale \u2013 ha iniziato a prendere coscienza, come afferma Papa Francesco in <i>Evangelii Gaudium<\/i>, che \u00abla grazia suppone la cultura, e il dono di Dio si incarna nella cultura di chi lo riceve\u00bb (<i>Evangelii Gaudium<\/i> 115). La fede, cio\u00e8, non si impone dall\u2019alto, ma germoglia nella cultura, grazie all\u2019azione dello Spirito che da sempre opera in essa lasciando cadere ovunque i \u201csemi del Verbo\u201d. Precedendo cos\u00ec l\u2019annuncio, lo Spirito lo rende efficace ed accompagna inoltre il processo che ne segue: la cultura viene purifica e, insieme, l\u2019annuncio del Vangelo si arricchisce della bellezza e dei colori propri di ogni cultura. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Se \u00e8 vero, come osserva il documento del Gruppo 5, che il grande rivolgimento culturale che ha permesso nel XX secolo l\u2019ingresso delle donne nella vita pubblica e sociale dei paesi di pi\u00f9 antica tradizione cristiana costituisce un segno dei tempi, allora diventa necessario che la Chiesa accolga questo dato e si faccia carico delle trasformazioni strutturali che ne derivano. Il punto teologico della questione, pertanto, non risiede principalmente nel facilitare od ostacolare una nuova distribuzione dei ruoli tra uomini e donne nella Chiesa, ma nella ripresa di quello sforzo di inculturazione del vangelo che forse in occidente si era pensato di aver concluso e che invece resta sempre necessario: un movimento a doppia direzione, capace di purificare la cultura alla luce del Vangelo e, insieme, di arricchire l\u2019annuncio Vangelo di nuove sfumature e sensibilit\u00e0. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ed \u00e8 esattamente questo, a mio avviso, ci\u00f2 che rende oggi auspicabile il superamento dell\u2019ecclesiologia dei principi di Balthasar: il fatto che il suo pensiero non conosce il tema della cultura e dell\u2019inculturazione come lo intendiamo oggi, n\u00e9 quando si tratta dell\u2019ermeneutica biblica, n\u00e9 tanto meno quando volge l\u2019attenzione alla realt\u00e0 ecclesiale. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ci\u00f2 nonostante, Balthasar rester\u00e0 una tappa importante, imprescindibile, nella storia della Chiesa e del pensiero teologico. Forse proprio come ci\u00f2 che, in termini hegeliani, potremmo chiamare il momento dell\u2019antitesi: una figura potente, capace di mettere in luce una tensione decisiva. Ma ogni antitesi prepara una sintesi nuova. E se il tempo che stiamo vivendo fosse proprio quello in cui questa sintesi inizia ad essere pensata?<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ricevo dalla prof. Linda Pocher questo commento al Rapporto del Gruppo di studio n.5. 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