{"id":20305,"date":"2026-03-26T12:52:37","date_gmt":"2026-03-26T11:52:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20305"},"modified":"2026-03-26T12:55:55","modified_gmt":"2026-03-26T11:55:55","slug":"la-liturgia-e-la-pace-oltre-le-falsificazioni-tradizionalistiche-tre-vie-obbligate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-liturgia-e-la-pace-oltre-le-falsificazioni-tradizionalistiche-tre-vie-obbligate\/","title":{"rendered":"La liturgia e la pace, oltre le falsificazioni tradizionalistiche: tre vie obbligate"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/messale-romano-iii-edizione.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16442\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/messale-romano-iii-edizione-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/messale-romano-iii-edizione-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/messale-romano-iii-edizione-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/messale-romano-iii-edizione-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/messale-romano-iii-edizione.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Come gi\u00e0 diverse volte mi \u00e8 capitato di segnalare, dopo la elezione di Papa Leone nel maggio scorso, diversi settori del mondo tradizionalista si sono messi a costruire scenari immaginari e ad alimentare false speranze. Prima denunciando le pretese \u201cscorrettezze di Francesco\u201d durante la fase del sondaggio del 2020-21 in vista di <i>Traditionis custodes<\/i>, poi scoprendo una \u201cnuova sensibilit\u00e0\u201d nel nuovo papa, pi\u00f9 attento, a loro dire, nei confronti delle ragioni di chi pensa di \u201ccustodire la tradizione\u201d, poi ancora esasperando le attese verso il Concistoro di ottobre, come se fosse un <i>redde rationem (<\/i>per una sintesi di questa storia recente rimando a un post precedente <a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-pace-liturgica-e-la-tradizione-quella-sana-illazioni-sul-prossimo-concistoro\/\">qui<\/a>). Poi addirittura sposando una \u201cproposta di pace\u201d di carattere tipografico, ma senza alcuna possibilit\u00e0 di successo (che si pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/unita-liturgica-non-tipografica-lunico-rito-romano-e-p-gueranger\/\">qui<\/a>). Da ultimo le affermazioni contenute in un messaggio che il Card. Parolin ha scritto ai Vescovi francesi: queste parole vengono proposte come affermazioni \u201cdel papa\u201d e magari condite con presunte rilevazioni sociologiche, che imporrebbero una verit\u00e0 diversa e chiederebbero con urgenza una riconciliazione, con sdoganamento del rito vecchio quasi come una sorta di passaggio obbligato.<\/p>\n<p>In generale si deve rilevare che queste parole spesso sono del tutto esterne alla questione e vengono forzate nella direzione di un \u201critorno alla libert\u00e0 di rito\u201d, come se questa fosse una conquista, se non di fede, almeno di umanit\u00e0. Si profila quasi la domanda, da parte dei tradizionalisti, di poter essere cattolici con il rito che preferiscono. Ma \u00e8 evidente che qui, proprio qui, manca ogni riferimento alla natura del rito e al suo spessore teologico ed ecclesiale. Una questione teologica ed ecclesiologica non pu\u00f2 essere risolta con indagini sociologiche superficiali o con percentuali, come se fosse un referendum&#8230;<\/p>\n<p>In un articolo, come al solito pieno di sottintesi fumosi, S. Magister offre una ricostruzione del tutto arbitraria della vicenda del \u201cquestionario\u201d che \u00e8 stato svolto come premessa al MP <i>Traditionis custodes (<\/i>il testo di pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/www.diakonos.be\/leone-bravo-matematico-anche-nel-metodo-per-far-pace-col-rito-tridentino\/\">qui<\/a>)<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i>Mi interessa qui citare soltanto la frase con cui Magister chiude il testo, che \u00e8 una citazione dalla lettera del Card. Parolin ai Vescovi francesi:<\/p>\n<p><span style=\"color: #282828\">\u201c<\/span><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #282828\"><span style=\"font-family: Lato, sans-serif\">\u00c8 preoccupante che nella Chiesa continui ad aprirsi una ferita dolorosa riguardante la celebrazione della Messa, sacramento stesso dell&#8217;unit\u00e0. Per sanarla, \u00e8\u00a0certamente necessaria una nuova prospettiva reciproca, con una maggiore comprensione delle sensibilit\u00e0 altrui\u00a0; una prospettiva che permetta ai fratelli, arricchiti dalla loro diversit\u00e0, di accogliersi a\u00a0vicenda nella carit\u00e0\u00a0e\u00a0nell&#8217;unit\u00e0 della fede. Possa lo Spirito Santo\u00a0suggerirvi soluzioni concrete che consentano la generosa inclusione di coloro che aderiscono sinceramente al \u2018Vetus Ordo\u2019, secondo le linee guida stabilite dal Concilio Vaticano II in materia di Liturgia\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Questa frase costituisce un auspicio di accoglienza reciproca del tutto comprensibile, soprattutto se si parla al contesto francese, particolarmente segnato da 60 anni dalle fratture liturgiche ed ecclesiali. Includere coloro che \u201caderiscono sinceramente al Vetus Ordo\u201d, se deve avvenire secondo le linee guida stabilite dal Vaticano II in materia di liturgia implica per\u00f2 tre passi elementari e irrinunciabili, che non possono restare impliciti:<\/p>\n<p>a) Chi aderisce sinceramente alla Chiesa cattolica non pu\u00f2 aderire al Vetus Ordo, perch\u00e9 il Vaticano II ha chiesto esplicitamente e con la massima autorit\u00e0 di riformare quell\u2019Ordo. Esiste solo un Ordo, quello Novus, che ha al suo interno una nuova elasticit\u00e0 che pu\u00f2 accogliere tutti, purch\u00e9 lo riconoscano come il \u201cloro\u201d rito;<\/p>\n<p>b) Una \u201cnuova prospettiva reciproca\u201d consiste nella preziosa occasione per cui, coloro che si sentono legati ad uno stile pi\u00f9 classico, possono farlo valere all\u2019interno del medesimo rito. Cos\u00ec ha testimoniato di recente l\u2019Abate di Solesmes, che nella sua abbazia celebra il Novus Ordo, anche se in latino e con il canto gregoriano. Questa \u00e8 una chiara prova della elasticit\u00e0 del Novus Ordo e della buona via per restare in comunione, nella differenza rispettata e valorizzata;<\/p>\n<p>c) La pretesa di \u201cnon cambiare rito\u201d e di non accettare il rito frutto della Riforma Liturgica non \u00e8 una istanza da comprendere, ma una resistenza da superare. Le concessioni reciproche che possono ispirare una \u201cfase nuova\u201d sono due:<\/p>\n<p><i>&#8211; accettare da una parte<\/i> che il Novus Ordo sia l\u2019unico rito comune a tutti i cattolici;<\/p>\n<p><i>&#8211; accettare dall\u2019altra parte<\/i> che si possa far uso dell\u2019Ordo comune con sensibilit\u00e0 diverse e con priorit\u00e0 differenti.<\/p>\n<p>Ma tutti accomunati dall\u2019unico e medesimo Ordo, che \u00e8 come un albero di senape, dove tanti uccelli diversi possono nidificare con grande rispetto per le reciproche differenze.<\/p>\n<p>Questo rispetto reciproco \u00e8 ci\u00f2 che ci insegna anzitutto il Novus Ordo, a differenza del Vetus, che non ammette varianti. E\u2019 il Novus Ordo la scuola di accoglienza, che pu\u00f2 insegnare a tutti, sia ai fautori della riforma, sia ai detrattori.<\/p>\n<p>Tuttavia, non \u00e8 una buona soluzione, in vista di questa opportuna riconciliazione, far dire alle persone parole che non hanno detto e interpretare le parole dette con irragionevole arbitrio. Mentre sarebbe prezioso se, al medesimo rito comune, ognuno portasse la propria sensibilit\u00e0 e la propria cultura ecclesiale, con la serena accettazione della irreversibilit\u00e0 del Concilio Vaticano II e della Riforma liturgica da cui tutti possono (e debbono) lasciarsi arricchire, nella carit\u00e0 e nella unit\u00e0 della fede.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come gi\u00e0 diverse volte mi \u00e8 capitato di segnalare, dopo la elezione di Papa Leone nel maggio scorso, diversi settori del mondo tradizionalista si sono messi a costruire scenari immaginari e ad alimentare false speranze&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20305"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20305"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20305\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20309,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20305\/revisions\/20309"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20305"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20305"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20305"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}