{"id":20282,"date":"2026-03-12T09:12:07","date_gmt":"2026-03-12T08:12:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20282"},"modified":"2026-03-12T09:40:10","modified_gmt":"2026-03-12T08:40:10","slug":"la-differenza-tra-le-persone-i-personaggi-e-i-principi-un-sofisma-di-von-balthasar-e-lo-sguardo-poco-critico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-differenza-tra-le-persone-i-personaggi-e-i-principi-un-sofisma-di-von-balthasar-e-lo-sguardo-poco-critico\/","title":{"rendered":"La differenza tra le persone, i personaggi e i principi.  Un sofisma di Von Balthasar e lo sguardo (poco) critico"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/hans-urs-von-balthasar.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20284\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/hans-urs-von-balthasar-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/hans-urs-von-balthasar-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/hans-urs-von-balthasar-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/hans-urs-von-balthasar-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/hans-urs-von-balthasar-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/hans-urs-von-balthasar.jpg 1100w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Come si pu\u00f2 notare, il <i>Rappor<\/i><i>t<\/i><i>o <\/i>pubblicato marted\u00ec 10 marzo dal Gruppo di Studio n 5 dedica un largo spazio alla presentazione de \u201cIl principio mariano e il principio petrino. Uno sguardo critico\u201d, che compare come IV Appendice, comprendente ben 48 numeri.<\/p>\n<p align=\"left\">In realt\u00e0, lo <i>sguardo critico<\/i> appare poco sviluppato e prevale una sorta di \u201capologetica\u201d della coppia concettuale, di cui si sottolinea, conclusivamente , il valore positivo di \u201caiuto al chiarimento del potere ecclesiale\u201d e addirittura di \u201ctutela del ruolo delle donne nella vita della Chiesa\u201d. Qui c\u2019\u00e8 un paradosso e anche una sfida alla ragione, che merita di essere esaminata con cura.<\/p>\n<p align=\"left\">Forse a causa dell\u2019iter complesso di stesura del testo, mi pare che questa Appendice IV risulti scritta da chi non ha letto la Seconda parte del testo, dove si dice una cosa fondamentale per superare questa prospettiva di interpretazione. In effetti, in R II 18 si legge:<\/p>\n<p align=\"left\">\u201c <i>La teologia e il Magistero sono quindi chiamati a mettersi in gioco interagendo con la storia concreta delle persone. Occorre pertanto che si eviti la tentazione di dare risposte preconfezionate, ma si offra una parola che tenga conto dei problemi reali e sia condivisa e frutto di una ricerca comune. \u201c<\/i><\/p>\n<p align=\"left\">Vorrei brevemente soffermarmi sul procedimento con cui i due \u201cprincipi\u201d (mariano e petrino) sono stati costruiti da H. U. Von Balthasar, secondo un processo di astrazione, che essenzializza le biografie e trasforma maschile e femminile in \u201cideal-tipi\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Se seguiamo la presentazione, che ne fa la Appendice IV, ai nn. 4-13, si vede bene come il contesto in cui Von Balthasar ha costruito questa coppia di concetti \u00e8 il testo che si intitola <i>Il complesso antiromano<\/i>. Si tratta, come dice bene la sintesi proposta nel <i>Rapporto<\/i>, di un discorso ecclesiologico, di una interpretazione della relazione tra confessione cattolica e altre confessioni cristiane.<\/p>\n<p align=\"left\">Qui vediamo in azione, in modo inconfondibile, il grande estro teologico di Von Balthasar, che passa, con eleganza dalle persone di Maria e di Pietro, ai \u201cpersonaggi\u201d di una narrazione universale, che possono essere letti addirittura come \u201cprincipi\u201d per orientare una lettura della eredit\u00e0 ecclesiale, che recepisca sia la ispirazione mariana, sia la ispirazione petrina. Questo lavoro sistematico del teologo \u00e8 prezioso: ogni buon teologo deve farlo e Von Balthasar lo fa in modo elegante ed efficace. La lettura della relazione tra il primato di Maria e il primato di Pietro permette di addolcire la contrapposizione tra le confessioni cristiane, dove si intrecciano, inevitabilmente, il principio istituzionale petrino con il principio istituzionale mariano.<\/p>\n<p align=\"left\">Tuttavia, proprio la ricostruzione che del pensiero di Von Balthasar offre la sintesi, al n. 7, presenta una vistosa \u201cfalla\u201d, che ripete un passaggio cieco del teologo svizzero. Il testo dice:<\/p>\n<p align=\"left\"><i>7. Per Balthasar, il legame dei suddetti principi con la femminilit\u00e0 e la mascolinit\u00e0, rispettivamente, non \u00e8 casuale, come il teologo spiega: \u00abcome per l\u2019incarnazione della Parola fu necessario il s\u00ec di una donna \u2013 che rappresenta in embrione una comunione ecclesiale \u2013 cos\u00ec corrisponde alla figura umana della Parola il suo attuarsi in una forma oggettiva e sociale, \u201cistituzionale\u201d, che rimanga accessibile nel tempo\u00bb\u2013 ruolo associato a Pietro.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\">Qui \u00e8 evidente che qualcosa di importante non torna. In che senso il legame tra principi e femminilit\u00e0\/maschilit\u00e0 evocato dal testo viene definito \u201cnon \u00e8 casuale\u201d? La espressione lascia intendere, indirettamente, che vi sia un \u201ccausalit\u00e0\u201d. Il non casuale diventa, magicamente, la pretesa di trovare una \u201ccausalit\u00e0\u201d. In altre parole, vi \u00e8 non solo un passaggio da Maria, donna, al \u201cprincipio mariano\u201d e da Pietro, uomo, al \u201cprincipio petrino\u201d, ma dal principio mariano alla \u201cfemminilit\u00e0\u201d e dal principio petrino alla \u201cmascolinit\u00e0\u201d. Questo passaggio, in Von Balthasar, \u00e8 stato successivamente spiegato, da lui stesso, come fondamento e difesa della \u201cgerarchia tra i sessi\u201d. Ma qui, teologicamente, c\u2019\u00e8 un errore molto grave: si tratta di un errore logico, di un passaggio indebito, di una deduzione senza fondamento, che Aristotele ha chiamato \u201cmetabasis eis allo ghenos\u201d, passaggio a un altro genere.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>Approfondimento critico del sofisma<\/b><\/p>\n<p align=\"left\">Cerchiamo di restare ancora un momento su questo passaggio problematico. Aristotele lo ha definito in modo chiarissimo: \u201cmetabasis eis allo ghenos\u201d, passaggio ad un altro genere. In che cosa consiste il difetto di argomentazione? In un salto logico, ben mascherato, che sposta il ragionamento da un piano ad un altro, senza una giustificazione intrinseca. Come ho spiegato sopra, la argomentazione di Von Balthasar parte da due persone centrali nel NT, come Maria e Pietro. Ne offre una ermeneutica del tutto legittima e costruisce, sulla base di questa interpretazione, una polarit\u00e0 di principi, diremmo degli \u201cideal-tipi\u201d, che costituiscono due criteri polari di interpretazione della \u201cautorit\u00e0\u201d; come tali risultano obiettivamente preziosi: la autorit\u00e0 come amore e carisma e la autorit\u00e0 come potere e istituzione permettono una lettura pi\u00f9 profonda della tradizione, cattolica, ortodossa e protestante. Fino a teorizzare, coraggiosamente in quanto cattolico, il primato del carisma sul ministero, dell\u2019amore sulla giustizia, di Maria su Pietro. Bellissimo e ammirevole. Il punto oscuro e il sofisma si nasconde per\u00f2 nella applicazione di questo modello alla interpretazione non della Chiesa, ma del sesso, del genere e della differenza sessuale. Far coincidere la differenza dei principi con la differenza sessuale \u00e8 \u201cpassaggio ad un altro genere\u201d, \u00e8 un sofisma, \u00e8 una retorica che permette di capovolgere il senso degli stessi principi e di custodire una \u201cgerarchia dei sessi\u201d che non conosce alcun principio mariano, se non come orpello retorico.<\/p>\n<p align=\"left\">Bisogna aggiungere una cosa: il \u201cpassaggio ad altro genere\u201d \u00e8 un sofisma per la scienza, che \u00e8 \u201cscire per causas\u201d. Questa indifferenza al genere \u00e8 per\u00f2 l\u2019organo fondamentale della poesia, che \u00e8 continuo \u201ctrasporto\u201d da un genere a un altro. Le metafore, di cui vive la espressione poetica, sono continui passaggi tra generi. E saremmo ciechi se volessimo chiudere la esperienza ecclesiale nel principio di non contraddizione.<\/p>\n<p align=\"left\">Von Balthasar era sensibilissimo alla poesia e scriveva sempre in modo poetico. Ma la \u201cideazione\u201d di cui ha necessit\u00e0 ogni buona teologia sistematica non deve spostare la argomentazione decisiva sul piano metaforico, quando la conseguenza delle metafore pi\u00f9 ardite diventano divieti, prescrizioni, fino alla conferma di pregiudizi culturali senza fondamento. L\u2019uso della poesia per giustificare l\u2019arbitrio non \u00e8 mai una via opportuna. I sofismi restano sofismi, anche se ripetuti dal Magistero, che non ha alcun potere sui vizi logici.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>Conseguenze sinodali<\/b><\/p>\n<p align=\"left\">Questa applicazione dei due principi (mariano e petrino), la cui legittimit\u00e0 sistematica \u00e8 del tutto ragguardevole, ad ogni donna e ad ogni uomo, come se fosse il portato di una \u201cdeterminazione trascendentale\u201d del maschile e del femminile, costituisce una argomentazione vuota, che copre la mancanza di ragioni per escludere le donne dalla autorit\u00e0 ecclesiale.<\/p>\n<p align=\"left\">Il principio mariano e il principio petrino, in quanto principi, sono criteri di interpretazione di atti che possono essere posti, indifferentemente, non solo da cattolici o da protestanti, ma anche da uomini e da donne. Principio mariano e principio petrino non si riferiscono al \u201cgenere\u201d dei soggetti, ma alla forma e allo stile delle azioni ecclesiali. La confusione tra questi due livelli e la sovrapposizione ingiustificata tra \u201cmariano\/femminile\u201d e \u201cpetrino\/maschile\u201d \u00e8 una caduta grave nel pensiero di Von Balthasar, che si riflette nella recezione che il magistero ne ha tratto, recentemente, senza il dovuto controllo critico. Tale controllo pu\u00f2 venire dall\u2019ascolto reale della critica teologica. Nella Appendice IV si nota una sovrabbondanza di citazioni di Von Balthasar, e una carenza di citazioni dei suoi critici. In un Rapporto si sarebbero dovuti citare, accanto ai testi di Balthasar, almeno i testi di M. Perroni, L. Castiglioni e L. Vantini, che negli ultimi 20 anni sono intervenuti sul tema, con argomenti difficilmente aggirabili e che non sono stati adeguatamente considerati nella sintesi offerta dalla Appendice IV.<\/p>\n<p align=\"left\"><i>Periculum latet in generalibus<\/i>: ogni idealizzazione, se non usa cautela, finisce per diventare una violenza esercitata sui soggetti. Le persone storiche di Maria e di Pietro, diventano personaggi della tradizione, santi da venerare, persino principi di ermeneutica ecclesiale. Applicare i \u201cprincipi\u201d ad ogni battezzato di sesso maschile o femminile, \u00e8 un uso legittimo e illuminante. Fare un \u201cpassaggio ad altro genere\u201d e catalogare i battezzati secondo il sesso, usando i principi per predeterminare la vocazione di ogni persona in relazione al sesso, \u00e8 un modo di stare fuori dalla storia e di non lasciare la parola ai \u201csegni dei tempi\u201d, come il documento riconda giustamente nei suoi numeri iniziali, ma sembra dimenticare quando arriva alla Appendice IV. I principi, proprio perch\u00e9 finemente elaborati, restano al servizio delle persone; le persone non si lasciano ridurre al servizio dei principi. Per come \u00e8 stata scritta, la Appendice IV, dovrebbe avere, come sottotitolo, \u201cuno sguardo apologetico\u201d. Il servizio teologico al magistero, che assume anche forma sinodale, non pu\u00f2 consistere in una apologetica di quei sofismi, che impediscono di \u201cinteragire con la storia concreta delle persone\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come si pu\u00f2 notare, il Rapporto pubblicato marted\u00ec 10 marzo dal Gruppo di Studio n 5 dedica un largo spazio alla presentazione de \u201cIl principio mariano e il principio petrino. 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