{"id":20276,"date":"2026-03-09T22:27:22","date_gmt":"2026-03-09T21:27:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20276"},"modified":"2026-03-09T22:37:52","modified_gmt":"2026-03-09T21:37:52","slug":"power-and-progress","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/power-and-progress\/","title":{"rendered":"Power and Progress"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00abUna delle principali conseguenze della Rivoluzione industriale \u00e8 stata la riduzione del costo e l\u2019aumento della velocit\u00e0 dei trasporti. Le distanze si sono ridotte ad un ritmo stupefacente. Giorno per giorno il mondo sembra diventare sempre pi\u00f9 piccolo e societ\u00e0 che da millenni si ignoravano praticamente a vicenda si trovano all\u2019improvviso a contatto \u2013 o in conflitto. Nel nostro modo di agire, sia nel campo politico che in quello economico, sia nel settore dell\u2019organizzazione sanitaria che in quello della strategia militare si impone un nuovo punto di vista. Nel passato l\u2019uomo ha dovuto abbandonare il punto di vista cittadino o regionale per acquisirne uno nazionale. Oggi dobbiamo uniformare noi stessi e la nostra maniera di pensare ad un punto di vista globale. Come scrisse recentemente Bertrand Russell, \u201cIl mondo \u00e8 diventato uno, non solo per l\u2019astronomo, ma anche per il normale cittadino\u201d\u00bb<\/em>. \u00abCome scrissi altrove: \u201cIl fatto di istruire un selvaggio nell\u2019uso di tecniche avanzate non lo trasforma in una persona civilizzata, ne fa solo un selvaggio pi\u00f9 efficiente\u201d\u00bb. \u00abMentre insegniamo le tecniche, dobbiamo anche insegnare il rispetto per la dignit\u00e0 e il valore e il carattere sacro della personalit\u00e0 umana\u00bb. \u00abDobbiamo \u2013 pi\u00f9 di ogni altra cosa \u2013 educare la gente alla tolleranza e alla comprensione\u00bb. Cos\u00ec ammoniva nel 1962 Carlo M. Cipolla, professore di economia a Berkeley [tr.it. <em>Uomini Tecniche Economie<\/em>, Milano 1990, pp. 5, 138, 142, 4 ed.].<\/p>\n<p>Nel 1974 lo ribad\u00ec Hans Jonas, filosofo. \u00abCi\u00f2 che mi ha fatto ritornare alle responsabilit\u00e0 pubblica, dopo il mio allontanamento dalla teoria, e che ha stabilito il nuovo compito del mio fare filosofia \u2013 certamente l\u2019ultimo, in considerazione della mia et\u00e0 \u2013 \u00e8 stata la crescente consapevolezza dei pericoli intrinseci alla tecnologia in quanto tale \u2013 non dei suoi rischi immediati, ma di quelli di lungo periodo, non delle sue minacce incombenti, ma di quelle future, non del suo cattivo uso che, con un po&#8217; di attenzione, si pu\u00f2 sperare di tenere sotto controllo, ma delle sue utilizzazioni pi\u00f9 buone e legittime, che sono la vera essenza del suo attivo dominio\u00bb. \u00ab\u00c8 sufficiente ricordare le preoccupazioni ecologiche, da un lato, e l\u2019\u201cingegneria\u201d umana, in particolare genetica, dall\u2019altro\u00bb [tr.it <em>Dalla fede antica all\u2019uomo tecnologico<\/em>, il Mulino, 1991, p. 33].<\/p>\n<p>Oggi siamo sulla frontiera IA. Forse.<\/p>\n<p>\u00abFinch\u00e9 l&#8217;adozione non accelerer\u00e0 rapidamente, i ricavi necessari a giustificare 5.000 miliardi di dollari spesi in conto capitale per l&#8217;intelligenza artificiale rimarranno fuori portata. L\u2019attesa degli investitori \u00e8 un uso dell&#8217;intelligenza artificiale in vertiginoso aumento. Ma non sta succedendo. Sondaggi recenti indicano un rallentamento della sua adozione da parte delle imprese\u00bb [\u00abInvestors expect AI use to soar. That\u2019s not happening\u00bb, <em>The Economist Today<\/em>, 26\/11\/25, online].<\/p>\n<p>Selvaggi pi\u00f9 efficienti, dall\u2019iperinflazione tedesca del 1923 \u2013 poi Grande Crisi del 1929, nazismo, seconda guerra mondiale, campi di sterminio, bomba atomica \u2013 non abbiamo ancora capito che il denaro \u00e8 \u00abuna passivit\u00e0 del governo, come tutte le altre passivit\u00e0 sostenuta dalla capacit\u00e0 di generare entrate reali attraverso la tassazione. Un governo pu\u00f2 finanziare un deficit attraverso le entrate fiscali correnti, l&#8217;indebitamento o la creazione di moneta. \u00c8 noto da tempo che l&#8217;indebitamento pu\u00f2 solo significare entrate fiscali future. La novit\u00e0 fu riconoscere che [\u2026] ci\u00f2 che assicura la stabilit\u00e0 del valore della moneta \u00e8 la fiducia che la sua quantit\u00e0 non verr\u00e0 aumentata indefinitamente, ci\u00f2 che invece avverr\u00e0 se le entrate fiscali sono insufficienti. Le entrate fiscali sostengono il valore del denaro\u00bb [Fran\u00e7ois R. Valde, Federal Reserve Bank di Chicago, \u201cHiperinflations of the Early Twentieth Century\u201d, in D. Fox (Ed.) <em>Money in the western Legal Tradition<\/em>, Oxford 2016, p. 687].<\/p>\n<p>Nel 1998 Susan Strange, docente alla London School of Economics and Political Science ci ha ricordato che \u00aboggetto del nostro discorso sono i valori relativi e le preferenze della societ\u00e0 \u2013 ad esempio la tendenza a preferire l\u2019equit\u00e0 e la stabilit\u00e0 alla massimizzazione della ricchezza, e la qualit\u00e0 della crescita economica alla sua dimensione quantitativa. In ultima analisi, l\u2019essenza di qualsiasi dibattito sull\u2019economia internazionale e la teoria economica si riduce a questo. I conflitti tra monetaristi e fautori dell\u2019economia di mercato da una parte, e keynesiani e fautori dell\u2019intervento dello Stato dall\u2019altra, non sono di natura tecnica, ma politica. E le scelte politiche sono determinate dall\u2019esperienza delle persone. Il problema che ci si pone rispetto al prossimo secolo [oggi, ndr] \u00e8 che l\u2019autorit\u00e0 tradizionale degli stati nazionali non \u00e8 all\u2019altezza del compito di gestire il caos monetario sui mercati internazionali, e tuttavia i dirigenti politici sono istintivamente riluttanti ad affidare il compito a istituzioni burocratiche non elette e quindi non tenute a rendere conto a nessuno (e spesso arroganti e miopi). Dobbiamo inventare un nuovo genere di politica ma non riusciamo a immaginare come potrebbe funzionare. Pertanto, forse il denaro dovr\u00e0 impazzire sempre pi\u00f9 e far sentire le sue conseguenze negative fino in fondo prima che la gente si decida, sulla base dell\u2019esperienza, a cambiare le proprie preferenze politiche\u00bb [<em>Denaro impazzito. I mercati finanziari: presente e futuro<\/em>, tr. it. Edizioni di Comunit\u00e0 1999, p. 285].<\/p>\n<p>E nel 1999 Dani Rodrik, professore di politica economica internazionale a Harvard, si chiedeva: \u00abdisintegrazione sociale come prezzo dell\u2019integrazione economica?\u00bb [in Antonio Pollio Salimbeni, <em>Il grande mercato. Realt\u00e0 e miti della globalizzazione<\/em>, Bruno Mondadori 1999, p. 223]. \u00abLa pi\u00f9 grande sfida del XXI secolo \u00e8 organizzare un nuovo equilibrio tra mercato e societ\u00e0, che continui a non ingabbiare le energie creative dell\u2019imprenditoria privata senza sgretolare le basi della cooperazione sociale. Le tensioni fra globalizzazione e coesione della societ\u00e0, infatti, sono reali e difficilmente scompariranno spontaneamente\u00bb [p. 242]. Infatti.<\/p>\n<p>\u00abNon sembra si possano avanzare dubbi sul fatto che lo sconvolgimento del panorama politico americano, sanzionato dalla vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali del 2016, sia una conseguenza diretta della crisi finanziaria e del suo impatto sull\u2019economia reale. Anche nel programma politico di Trump e nelle politiche sin qui seguite dalla sua amministrazione hanno prevalso gli elementi identitari. Nel caso di Trump, poi, ci sarebbero altri decisivi collegamenti dell\u2019attivit\u00e0 finanziaria con la politica. Anche senza troppo clamore mediatico, l\u2019amministrazione in carica sta procedendo al graduale smantellamento della regolazione introdotta dalle amministrazioni di Obama con il <em>Dodd Franck Act<\/em>. Del resto, cosa ci si poteva aspettare da una amministrazione che ha come Segretario del Tesoro Steven Mnuchin, un finanziere e produttore cinematografico che tra il 2010 e il 2015 ha realizzato grandi profitti in attivit\u00e0 legate ai <em>default<\/em> immobiliari in California?\u00bb [Carlo Pinzain, libero docente in storia contemporanea, <em>Storia della crisi finanziaria 2007\u2013\u2026<\/em>, Castelvecchi 2017, p. 12].<\/p>\n<p>Nel contesto di un\u2019ennesima guerra in Europa e Medio Oriente, della moltiplicazione dei campi di concentramento e dell\u2019avvento crisi climatica, l\u2019Europa \u00e8 ora Unione Europea con un Parlamento e un Governo articolato in Commissione per gli affari comuni e Consigli di ministri per materia. La moneta comune \u00e8 governata dalla Banca Centrale Europea, istituzione burocratica non eletta il cui compito \u00e8 impedire la manipolazione dell\u2019euro, inviso a Trump e alle multinazionali USA tanto quanto la fiscalit\u00e0 europea sui loro profitti.<\/p>\n<p>Daron Acemoglu e Simon Johnson, del MIT, fanno il punto. \u00abTutti, ovunque, dovrebbero innovare il pi\u00f9 possibile, capire cosa funziona e poi appianare gli aspetti negativi. Ci siamo gi\u00e0 trovati in questa situazione, molte volte\u00bb [<em>Power and <\/em>Progress, Basic Books 2023, p. 1]. In Europa \u00e8 storia. \u00abCamminavo verso Manchester in compagnia di uno di quei signori del ceto medio. Gli parlavo dei bassifondi miseri e malsani e gli facevo notare le condizioni disgustose di quella parte della citt\u00e0 dove vivevano gli operai delle fabbriche. Gli dissi che non avevo mai visto in vita mia una citt\u00e0 cos\u00ec mal costruita. Mi ascolt\u00f2 pazientemente e, all\u2019angolo della via dove ci separammo, disse soltanto: \u201cEppure, qui si fa un mucchio di denaro. Buongiorno, signore!\u201d\u00bb [Friedrich Engels,<em> Conditions of the Working Class in England<\/em>, 1845, cit. in Eric John Hobsbawm, <em>Le rivoluzioni borghesi 1789-1848<\/em>, tr.it. il Saggiatore 1963, p. 255]. Oggi che il denaro si fa a montagne, Acemoglu e Johnson ci ricordano che \u00abil progresso non \u00e8 automatico, ma dipende dalle scelte che facciamo in materia di tecnologia. Nuovi modi di organizzare la produzione e le comunicazioni possono servire gli interessi ristretti di un&#8217;\u00e9lite o diventare la base per una tecnologia ampiamente diffusa\u00bb [quarta di copertina].<\/p>\n<p>Nel tempo continuo della storia, la questione fondamentale \u00e8 sempre Power And Progress.<\/p>\n<p><em>POWER AND PROGRESS<\/em> (<em>Our Thousend-year struggle over technology and prosperity<\/em>, cit.) affronta la questione di grandi imprese \u00abdivenute troppo potenti, e questo \u00e8 un problema in s\u00e9. Google domina la ricerca, Facebook ha pochi rivali nelle reti sociali e Amazon sta sviluppando un blocco sull\u2019e-commerce\u00bb. Come in passato Standard Oil e AT&amp;T, \u00abalti livelli di concentrazione di mercato e monopoli giganteschi possono soffocare l\u2019innovazione e distorcerne la direzione\u00bb. \u00abQueste considerazioni possono essere pi\u00f9 importanti oggi perch\u00e9 una manciata di aziende sta dominando la direzione delle tecnologie digitali e specialmente della IA. I loro modelli di business e le loro priorit\u00e0 si concentrano sulla automazione e sulla raccolta dati. Perci\u00f2, smembrare i maggiori giganti della tecnologia per ridurre il loro predominio e creare spazio per una maggiore diversit\u00e0 di innovazioni \u00e8 parte importante del riorientamento della tecnologia\u00bb. \u00abLa loro separazione e pi\u00f9 in generale l&#8217;antitrust dovrebbero essere considerati strumenti complementari nel pi\u00f9 fondamentale obiettivo di reindirizzare la tecnologia fuori dell\u2019automazione, della sorveglianza, della raccolta dati e della pubblicit\u00e0 digitale\u00bb [pp. 405-6].<\/p>\n<p>L\u2019agenda di Acemoglu e Johnson include riforma fiscale, investimento sui lavoratori, leadership del governo nel riorientare il cambiamento tecnologico, garanzia di privacy e propriet\u00e0 dei dati con l\u2019abrogazione della sezione 230 del <em>Communication Decency Act<\/em> 1996, che protegge le piattaforme internet da azioni legali o regolamentari per i contenuti veicolati; infine, l\u2019imposta sulla pubblicit\u00e0 digitale, entro pi\u00f9 ampie politiche di tassazione della ricchezza, redistribuzione e rafforzamento della rete di sicurezza sociale, istruzione, salario minimo, riforma dell\u2019accademia [pp. 406-420]. Agenda necessaria, e permanente in tempi di innovazione, come la storia mostra e dimostra.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019industria tecnologica e le grandi aziende sono probabilmente pi\u00f9 influenti oggi di quanto non lo siano state per gran parte degli ultimi cento anni\u00bb. Perci\u00f2, \u00abnonostante gli scandali i giganti della tecnologia sono rispettati e socialmente influenti, e raramente vengono interrogati sul futuro della tecnologia e sul tipo di \u201cprogresso\u201d che stanno imponendo al resto della societ\u00e0\u00bb. \u00abUn movimento sociale per reindirizzare il cambiamento tecnologico lontano dall\u2019automazione e dalla sorveglianza non \u00e8 certo dietro l\u2019angolo. Tuttavia, pensiamo ancora che il percorso della tecnologia rimanga non scritto\u00bb [p. 421]. La tecnologia ha il valore dei suoi risultati, incluso il denaro fin dal mitologico re Mida, morto di fame trasformando tutto in oro.<\/p>\n<p>Pietro Terna, gi\u00e0 ordinario di economia all\u2019Universit\u00e0 di Torino, ci informa che \u00abla Cina ha dunque sorpassato gli Stati Uniti nel mercato globale dei modelli di intelligenza artificiale open, ottenendo un vantaggio cruciale nel modo in cui questa tecnologia viene utilizzata nel mondo\u00bb. \u00abI modelli open \u2013 che possono essere scaricati gratuitamente, modificati e integrati dagli sviluppatori \u2013 facilitano la creazione di prodotti da parte delle startup e consentono ai ricercatori di migliorarli. La spinta della Cina verso il rilascio dei modelli open contrasta nettamente con l\u2019approccio \u201cchiuso\u201d adottato dalla maggior parte delle grandi aziende tecnologiche statunitensi, come OpenAI, Google e Anthropic\u00bb. \u00abL\u2019Europa pu\u00f2 avere la capacit\u00e0 di essere un campione nell\u2019applicazione innovativa\u00bb, mentre \u00absu tutto incombe l\u2019enorme incognita dei debiti dell\u2019IA americana e del vorticoso giro di miliardi delle <em>big tech <\/em>con il rischio che il bambino della fiaba gridi che il <em>re \u00e8 nudo<\/em> e tutti siano obbligati a smettere di far finta di non vedere\u00bb [\u00abFatti e misfatti dell\u2019IA e opportunit\u00e0 per Torino e il Piemonte\u00bb, <em>nuovomondoeconomico.eu<\/em>, 26\/01\/26, online].<\/p>\n<p>Dall\u2019apparentemente lontano 2016, lo conferma Antonio Calabr\u00f2, allora consigliere delegato di Fondazione Pirelli, vicepresidente di Assolombarda e docente in Bocconi e Cattolica. \u00abAvevano sperato, \u2018ndrangheta e Cosa Nostra, nei lavori per il ponte sullo Stretto di Messina. Ma quella costosissima e inutile opera pubblica \u00e8 bloccata\u00bb [<em>I mille morti di Palermo<\/em>, Mondadori, p. 244]. Ora non pi\u00f9 e, in pi\u00f9, Board for Peace. Tempo di predatori, storia plurimillenaria d\u2019Europa, che dopo avere scatenato due guerre mondiali in una sola generazione ha dato finalmente vita a un mercato comune, a sua volta sfociato in una Unione Europea politica. Pur ancora imperfetta e soggetta ai ricatti nazionali, con una propria moneta e a gestirla la Banca Centrale Europea, l\u2019UE sta costruendo un futuro condiviso, mentre il mondo moltiplica le guerre e nell\u2019insieme \u00e8 governato come \u00abla nazione di L; che non viveva ormai pi\u00f9 di niente, se non dello spettacolo pietoso della sua stessa condizione\u00bb [Andrea Sartore, <em>Geografie del mio mondo<\/em>, Dialoghi 2025, p. 25].<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abUna delle principali conseguenze della Rivoluzione industriale \u00e8 stata la riduzione del costo e l\u2019aumento della velocit\u00e0 dei trasporti. Le distanze si sono ridotte ad un ritmo stupefacente. Giorno per giorno il mondo sembra diventare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20276"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20276"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20276\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20277,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20276\/revisions\/20277"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}