{"id":20269,"date":"2026-03-08T13:43:12","date_gmt":"2026-03-08T12:43:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20269"},"modified":"2026-03-08T13:58:12","modified_gmt":"2026-03-08T12:58:12","slug":"le-reliquie-il-corpo-e-la-ostensione-sul-rapporto-tra-venerazione-e-adorazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/le-reliquie-il-corpo-e-la-ostensione-sul-rapporto-tra-venerazione-e-adorazione\/","title":{"rendered":"Le reliquie, il corpo e la ostensione. Sul rapporto tra venerazione e adorazione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/tabernacolo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20270\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/tabernacolo-206x300.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/tabernacolo-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/tabernacolo-703x1024.jpg 703w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/tabernacolo.jpg 744w\" sizes=\"(max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/a><\/p>\n<h6>(Floriano Bodini,\u00a0<em>Argenti per la custodia eucaristica di S. Giovanni Rotondo)<\/em><\/h6>\n<p>Due differenze di rilievo stanno alla radice delle forme del culto cristiano: di ogni \u201cmartire della fede in Cristo\u201d resta il corpo. Su queste spoglie si costruisce l\u2019altare, la chiesa, la citt\u00e0. Questo \u00e8 tipico del cristianesimo fin dai primi secoli, che in questo si differenzia rispetto al mondo antico, che invece separava rigorosamente i morti dai viventi. La vita cristiana si sviluppa in una relazione stretta con il corpo dei defunti. D\u2019altra parte, di Ges\u00f9 non abbiamo reliquie: la risurrezione e ascensione per il Signore (e la assunzione al cielo per Maria) escludono per il Signore (e per Maria) la relazione con \u201creliquie\u201d. Il corpo risorto non si incontra in reliquie, ma nel Corpo di Cristo, vivo, che \u00e8 seduto alla destra del Padre, che ha figura sacramentale e identit\u00e0 ecclesiale. A differenza del corpo del Figlio, il corpo di Maria \u00e8 semplicemente \u201cassunto in cielo\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 evidente che questa differenza radicale, tra il Redentore e i redenti (di cui fa parte anche Maria) rende difficile assimilare le forme della venerazione delle reliquie e della Madre di Dio, con la forme della adorazione del Signore.<\/p>\n<p>Eppure, nella storia, soprattutto del cattolicesimo, ma anche della ortodossia, abbiamo potuto assistere ad un avvicinamento tra venerazione e adorazione, soprattutto nel fenomeno della \u201costensione\u201d. La ostensione della reliquia, la ostensione della immagine\/icona e la ostensione della \u201cparticola\u201d hanno assunto, col tempo, elementi di prossimit\u00e0, che possono da un lato rassicurare, dall\u2019altra preoccupare. Vorrei soffermarmi brevemente su due fenomeni di questa \u201csovrapposizione\u201d tra venerazione e <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">adorazione: la relazione tra reliquiario\/ostensorio e la relazione tra riserva\/tabernacolo<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>1. La vicinanza tra reliquiario e ostensorio<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Come ho detto, la venerazione delle reliquie dei martiri sta alla base del modo con cui i cristiani hanno costruito i loro luoghi di culto e le loro stesse citt\u00e0. Le tombe dei martiri sono la base su cui si edifica l&#8217;edificio per il culto e per la celebrazione. L&#8217;altare sta sopra le tombe. Cos\u00ec si vede bene a S. Pietro a Roma, a S. Ambrogio a Milano. Lo sviluppo nella storia del culto dei santi non ha mai smentito questa prassi, che ha conosciuto anche i &#8220;reliquiari&#8221;, con cui la reliquia non viene semplicemente conservata, ma anche venerata ed anche esposta, sempre con la discrezione e la riservatezza della &#8220;parte&#8221;, della &#8220;particola&#8221;. Le spoglie del martire sono onorate in vista di altro. Pi\u00f9 recente \u00e8 la prassi di esporre l&#8217;intero corpo, opportunamente trattato. Mai era accaduto che le spoglie di S. Francesco fossero esposte, in una teca, alla venerazione. Questa \u00e8 una cosa nuova, che si discosta dalla discrezione consueta.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Gi\u00e0 nei primi secoli appaiono &#8220;reliquiari&#8221; in cui un frammento del corpo del santo viene &#8220;esposto&#8221;. Ci\u00f2 che resta di morto della vita del santo \u00e8 venerato. Diversa \u00e8 la storia dell&#8217;ostensorio, che nasce molti secoli pi\u00f9 tardi ed \u00e8 riservato al pane consacrato. L&#8217;ostia, per\u00f2, \u00e8 il corpo e il sangue del Signore vivo e presente. Essendo il reliquiario nato molti secoli prima dell&#8217;ostensorio, non si pu\u00f2 non vedere una certa analogia tra la venerazione della reliquia e la adorazione del Corpus Domini. Del martire restano le spoglie, di Ges\u00f9 non resta nulla dei suoi accidenti, neppure un capello: la sostanza \u00e8 presente, ma lui siede vivo alla destra del Padre. Resta la Chiesa, come suo corpo vivo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">In entrambi i casi, tuttavia, si tratta di atti intermedi: la reliquia del corpo rimanda alla vita del martire e del santo. Il pane consacrato, come corpo di Cristo sacramentale, rimanda al corpo di Cristo ecclesiale. La comunione dei santi e la comunione eucaristica sono il centro della esperienza, cuore vivo dell&#8217;atto di venerazione e di adorazione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La \u201cimitazione\u201d che l\u2019estensorio eucaristico fa del reliquiario, tuttavia, implica un discernimento fondamentale: \u00e8 evidente che tra la reliquia del santo e le specie eucaristiche vi \u00e8 una analogia molto fragile. La reliquia rimanda al corpo direttamente: \u00e8 parte di quel corpo mortale che il martire o il santo ha vissuto nella sua testimonianza di fede. E\u2019 il corpo mortale a rinviare alla vita di grazia. La specie del pane rimanda invece non tanto direttamente al Corpo di Cristo, ma alla azione di comunione che si compie con il pane. Questa differenza \u00e8 dimensionale e crea interferenze possibili. La reliquia \u00e8 fattaer \u201crestare\u201d e per \u201cconservarsi\u201d, mentre la specie per \u201cpassare\u201d e per \u201cconsumarsi\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>2. La custodia eucaristica e il tabernacolo<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Non si pu\u00f2 negare, tuttavia, che anche le specie eucaristiche abbiano una logica di \u201ccustodia\u201d, come le reliquie. Si tratta di una forma \u201cmarginale\u201d, rispetto all\u2019uso proprio. Le specie eucaristiche sono destinate alla consumazione, non alla conservazione. Tuttavia, anzitutto per i malati, una custodia eucaristica \u00e8 attestata come una prassi molto antica. Ma almeno per un millennio \u00e8 una custodia e una riserva che non ha alcuna centralit\u00e0, tanto meno ha una \u201costensione\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Con il II millennio, soprattutto dopo le prime controversie eucaristiche, la fede nella presenza del Signore nel pane e nel calice della comunione conduce ad una nuova valorizzazione della \u201celevazione\u201d durante la messa, della \u201cadorazione\u201d del pane consacrato, fino alla invenzione di \u201costensori\u201d, costruiti nella forma dei \u201creliquiari\u201d, ma destinati non a reliquie, ma a particole consacrate.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il punto massimo di sviluppo di questa lettura si pu\u00f2 trovare dopo la pi\u00f9 grande controversia eucaristica, quella tra protestantesimo e cattolicesimo, che ha determinato due svolte profonde nelle prassi di venerazione e di adorazione. Su entrambe, infatti, la distanza tra le chiese evangeliche e la chiesa cattolica si \u00e8 molto accentuata a partire dalla seconda met\u00e0 del XVI secolo. Due documenti sono, da questo punto di vista, del tutto esemplari.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Da un lato il testo della XXV Sessione del Concilio di Trento (1563): <i><b>Della invocazione, della venerazione e delle reliquie dei santi e delle sacre immagini<\/b><\/i><b>. <\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Dall\u2019altro il testo di Carlo Borromeo, del 1577, sulla edificazione delle Chiese: <span style=\"color: #111111\"><i><b>Istruzioni sull\u2019edilizia e la suppellettile ecclesiastica<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Mentre la venerazione (con la intercessione e il culto delle immagini) vede confermata una sua legittima centralit\u00e0, la adorazione del SS Sacramento assume una \u201ccentralit\u00e0 spaziale\u201d del tutto inedita. Dal testo di Carlo Borromeo, con la sua influenza esercitata a livello europea, nasce un modo di costruire le chiese in cui il tabernacolo si pone per 400 anni come \u201ccentro\u201d dell\u2019edificio e centro esteso (con una forzatura) anche rispetto alla stessa azione liturgica.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>3. Il discernimento sul modo della presenza<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Sul \u201ctabernacolo\u201d, posto sull\u2019altare maggiore dal XVI secolo, abbiamo imparato, negli ultimi decenni, ad essere cauti. Oggi le norme, esplicitamente, sconsigliano la soluzione che era stata predisposta da Carlo Borromeo, quando diceva, nel suo testo del 1577:<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i><span style=\"color: #000000\">&#8220;Poich\u00e8 per decreto provinciale si deve collocare il tabernacolo della Santissima Eucarestia sull&#8217;altar maggiore&#8230;\u201d\u00a0<\/span> <\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Dice invece il testo della Nota Pastorale CEI sull <i>Adeguamento delle Chiese secondo la Riforma Liturgica<\/i>, del 1996, riprendendo una indicazione dell&#8217;IGMR 1970<\/span><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>L&#8217;altare della celebrazione non pu\u00f2 ospitare la custodia eucaristica&#8230;La soluzione vivamente raccomandata per la collocazione della riserva eucaristica \u00e8 una cappella apposita, facilmente identificabile e accessibile, assai dignitosa e adatta per la preghiera e per l&#8217;adorazione. In essa sar\u00e0 ospitato il tabernacolo che, tuttavia, non deve essere mai posto sulla mensa di un altare, ma piuttosto collocato a muro, su co- lonna o su mensola.\u201d<\/i> <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Le ragioni liturgiche, oltre che teologiche, si fondano almeno su due principali motivi:<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">a) <b> <\/b><i><b>una presenza <\/b><\/i><i><b>che non \u00e8 <\/b><\/i><i><b> \u201ccome in un luogo\u201d<\/b><\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Poich\u00e9 le specie eucaristiche non sono una reliquia, ma il sacramento del Corpo di Cristo, che trova la sua verit\u00e0 ultima nel rito di comunione, una comprensione \u201clocale\u201d del Corpo di Cristo resta una questione problematica. Esemplare \u00e8 la risposta che Tommaso D\u2019Aquino d\u00e0 alla domanda \u201cse il Corpo di Cristo sia presente come in un luogo\u201d (sicut in loco). Ecco la sua risposta:<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201c\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\">Il corpo di Cristo, come si \u00e8 gi\u00e0 detto, non \u00e8 in questo sacramento alla maniera delle quantit\u00e0 estese, ma piuttosto alla maniera delle sostanze. Ora, ogni corpo localizzato \u00e8 nel luogo alla maniera della quantit\u00e0 estesa, cio\u00e8 commisurando ad esso le proprie dimensioni. Ne segue perci\u00f2 che il corpo di Cristo \u00e8 in questo sacramento non <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\">come in un luogo<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\">, ma alla maniera <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\">(per modum) <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\">delle sostanze: ossia alla maniera in cui una sostanza pu\u00f2 essere contenuta dalle dimensioni. Infatti in questo sacramento la sostanza del corpo di Cristo subentra alla sostanza del pane. E quindi come la sostanza del pane non era localmente ma sostanzialmente sotto le proprie dimensioni, cos\u00ec la sostanza del corpo di Cristo. Quest&#8217;ultima per\u00f2 non fa da soggetto a quelle dimensioni, come lo faceva la sostanza del pane. Perci\u00f2 il pane era ivi presente localmente in forza delle proprie dimensioni: poich\u00e9 si riferiva a quello spazio tramite le dimensioni proprie. Invece la sostanza del corpo di Cristo si riferisce a quello spazio per mezzo di dimensioni non proprie: anzi, le dimensioni proprie del corpo di Cristo si riferiscono a quello spazio per mezzo della sostanza. E questo \u00e8 contro la natura della localizzazione di un corpo. Dunque in nessun modo il corpo di Cristo \u00e8 in questo sacramento <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\">come in un luogo<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\">.<\/span><\/span><\/span>\u201c<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La localizzazione del Corpo di Cristo, mediante l\u2019ostensorio e il tabernacolo, presenta una assimilazione alla logica locale della reliquia che solleva un problema di esperienza: se la adorazione decade e a venerazione, la stessa identit\u00e0 del mistero viene ridotta e trasformata, con un certo rischio di fraintendimento e di confusione.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La presenza del Corpo di Cristo non \u00e8 locale, ma sostanziale, dice Tommaso. Questa differenza \u00e8 la differenza tra reliquia e Corpo di Cristo, tra venerazione e adorazione. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">b)<i> <\/i><i><b>il primato dei tabernacoli viventi<\/b><\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La istituzionalizzazione del \u201ctabernacolo\u201d come forma per eccellenza della presenza di Cristo tende a mettere in ombra <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">il primato dei tabernacoli vivent<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">i, di cui la celebrazione eucaristica \u00e8 la forma pi\u00f9 alta. A questa perplessit\u00e0 ha dato parola la rilettura della teologia eucaristica che fu fatta propria anche dal giovane Joseph Ratzinger, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">quando <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> in un saggio del 1961 <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">(<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Idee fondamentali del rinnovamento eucaristico del XX secolo<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00a0&#8211; <\/span><\/span><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">Opera Omnia, VII\/1, 21-32<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">) <\/span><\/span><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">scriveva:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\">\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Quando oggi si inizia a progettare una chiesa, in un certo senso la si pensa intorno a un diverso centro, a partire da un punto di vista diverso rispetto a quello del tempo dei nostri padri e dei nostri nonni\u201d (21). \u201cla forma rinnovata dei nostri edifici sacri riflette quel grande rinnovamento spirituale nella comprensione dell\u2019Eucaristia che inizi\u00f2 con Pio X e che rappresenta una delle grandi speranze per questo nostro secolo a volte cos\u00ec buio\u201d (22).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">L\u2019analisi inizia da una osservazione di carattere storico:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\">\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Negli ultimi tre\/quattro secoli, in modo alquanto unilaterale, era stato posto l\u2019accento su fatoo che nell\u2019ostia consacrata \u00e8 presente Dio stesso. [\u2026] E tuttavia non \u00e8 la cosa decisiva in questo sacramento.\u201d (22)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Lo sviluppo di ostensori e di tabernacoli attesta, solo dal tardo Medioevo, una lettura adorante del sacramento, mentre ricevere la comunione divenne un fatto sempre pi\u00f9 raro. Su questa base Ratzinger afferma che<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\">\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">l\u2019insieme non corrispondeva del tutto al senso originario di questo sacramento\u201d (23).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Per correggere la prospettiva si propone un argomento definito \u201cmolto facile\u201d:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\">\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Se il Signore lega la sua presenza alla figura del pane, il senso di un simile procedimento \u00e8 assolutamente chiaro: anche questo pane santo in primo luogo non \u00e8 fatto per essere guardato, ma per essere mangiato. Vuol dire che egli \u00e8 restato non per essere adorato, ma soprattutto per essere ricevuto. Ancor pi\u00f9 dei tabernacoli di pietra, a lui interessano i tabernacoli viventi.\u201d (23)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i><b>4. In conclusione<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il necessario discernimento tra \u201creliquie\u201d e \u201ccorpo di Cristo\u201d resta uno dei pilastri della spiritualit\u00e0 cristiana. Il fatto che nella storia ci siano forme di \u201cscivolamento\u201d della relazione con il Corpo di Cristo verso forme della \u201cvenerazione delle reliquie\u201d fa parte della dinamica storica con cui la Chiesa cammina nel tempo, tra luce e ombra. La riscoperta degli ultimi due secoli, giunta a maturazione con il Concilio Vaticano II, della differenza tra forme della venerazione e adorazione nella comunione liturgica non significa una cancellazione della tradizione, ma una usa rilettura sapiente. La localizzazione del Corpo di Cristo e la insistenza sulla sua \u201cpermanenza\u201d in forma sacramentale inclina la esperienza della adorazione ad una problematica prossimit\u00e0 con la venerazione. Non vi \u00e8 nulla di negativo nel venerare le reliquie di San Francesco, come spoglie mortali di un santo. Ma se avessimo un rapporto simile con l\u2019eucaristia, mediato anzitutto dalla forma della \u201costensione\u201d, sarebbe l\u2019indizio di una confusione che alimenta pratiche eucaristiche in cui non \u00e8 ancora chiara la vera destinazione delle specie: non alla conservazione, ma alla consumazione. Perch\u00e9 il corpo di Cristo sacramentale, che \u00e8 sostanziale e mistico, divenga corpo di Cristo ecclesiale, tabernacolo storico e vivente di comunione e di unit\u00e0. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Floriano Bodini,\u00a0Argenti per la custodia eucaristica di S. Giovanni Rotondo) Due differenze di rilievo stanno alla radice delle forme del culto cristiano: di ogni \u201cmartire della fede in Cristo\u201d resta il corpo. 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