{"id":20263,"date":"2026-02-23T11:01:06","date_gmt":"2026-02-23T10:01:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20263"},"modified":"2026-02-23T11:01:44","modified_gmt":"2026-02-23T10:01:44","slug":"lunzione-dei-malati-lestrema-unzione-e-i-bambini-che-muoiono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/lunzione-dei-malati-lestrema-unzione-e-i-bambini-che-muoiono\/","title":{"rendered":"L\u2019unzione dei malati, l\u2019estrema unzione e i bambini che muoiono."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Lorenzo-Costa-nativita.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20045\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Lorenzo-Costa-nativita-300x219.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Lorenzo-Costa-nativita-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Lorenzo-Costa-nativita-768x561.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Lorenzo-Costa-nativita.jpg 985w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Come gi\u00e0 accadde in occasione della morte del piccolo Alphie, a Londra, nel 2018, nei giorni scorsi, la emozione per la morte del piccolo Domenico ha riportato alla attenzione la terminologia della \u201cestrema unzione\u201d e la presenza, accanto al bambino di allora, come a quello di oggi, di soggetti ecclesiali autorevoli, che \u201camministrano i sacramenti\u201d. Le questioni che il teologo deve affrontare, in questi casi, sono ovviamente diverse (cfr. la bella sintesi del profilo istituzionale, medico e morale di Mastrofini <a href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/societa\/nessuno-cammini-solo\/\">qui<\/a>). Come accadde nel 2018 ci fu allora, come anche oggi, qualche obiezione sulla \u201cvalidit\u00e0 del sacramento\u201d, visto che la normativa prescrive che venga amministrato a chi \u00e8 \u201cin et\u00e0 di ragione\u201d (ossia sopra i 7 anni). La questione, evidentemente, pu\u00f2 essere usata in modo strumentale, e per questo pu\u00f2 essere giusto non considerare queste obiezioni come capaci di porre in crisi una azione della Chiesa che voglia estendere la celebrazione della Chiesa a soggetti che non sono considerati \u201cin et\u00e0 di ragione\u201d (o perch\u00e9 minori di 7 anni o perch\u00e9 incapaci).<\/p>\n<p>La questione, in realt\u00e0, \u00e8 pi\u00f9 complessa e pi\u00f9 seria di quanto emerga dalla obiezione sulla validit\u00e0 e chiede che la figura dei \u201csacramenti\u201d sia portata alla sua originaria complessit\u00e0, senza la quale non riusciremo a comprenderne la preziosa funzione. Per questo \u00e8 importante acquisire (o, meglio, riacquisire) due importanti distinzioni.<\/p>\n<p>a) <b>Unzione dei malati o estrema unzione?<\/b><\/p>\n<p>Uno dei passaggi teologici decisivi, nella comprensione della unzione, \u00e8 il fatto che abbiamo di nuovo imparato, almeno nell\u2019intelletto ecclesiale, che si tratta di un sacramenti \u201cdei malati\u201d, non dei \u201cmorenti\u201d. La sua giustificazione non sta nel vivere gli \u201cultimi istanti di vita\u201d, ma nella \u201cprova a cui espone la malattia grave\u201d. Il punto decisivo consiste nel fatto che mentre la tradizione ha interpretato la unzione come \u201cestremo rapporto col peccato\u201d, la riforma liturgica, in fedelt\u00e0 alle prassi di larga parte del I millennio, ha riscoperto la relazione tra la condizione di malattia e la fede. La malattia grave mette in crisi la fede e perci\u00f2 chiede un sacramento diverso dalla penitenza, per recuperare il soggetto alla fede. Questa \u00e8 la sua giustificazione: non di accompagnare il morente, ma di consolare il malato. Continuare a chiamare \u201cestrema unzione\u201d il sacramento dei malati \u00e8 un modo di non comprenderlo pi\u00f9. D\u2019altra parte, se viene amministrato ad un morente, come evitare di utilizzare, ancora una volta il nome medievale e moderno del sacramento?<\/p>\n<p>Qui si apre lo spazio per una riflessione ulteriore? Qual \u00e8 il sacramento di chi sta per morire? La risposta \u00e8 sorprendente: non la unzione dei malati, ma l\u2019eucaristia come viatico. Questo \u00e8 il punto ecclesialmente pi\u00f9 delicato: non si tratta di \u201cregolarizzare\u201d il soggetto in vista della fine e del giudizio, ma di \u201ccompierne il battesimo nell\u2019ultimo pasto di comunione\u201d. Siamo cos\u00ec passati alla seconda questione, che merita di essere affrontata separatamente.<\/p>\n<p>b) <b>Sacramenti di iniziazione o di guarigione?<\/b><\/p>\n<p>Quando un uomo, una donna, un bambino o una bambina, \u00e8 sul punto di morire, non deve essere guarito, deve essere benedetto. Si colloca nella \u201cfine del tempo\u201d e cos\u00ec la Chiesa ha pensato, per secoli, che fosse il viatico (l\u2019ultima eucaristia) la forma compiuta del saluto ecclesiale al soggetto morente. Ovviamente, se si tratta di persona adulta, \u00e8 stata normale la prassi di far precedere alla eucaristia la penitenza e la unzione, quasi come una somma di guarigione e comunione. Ma per un minore di 7 anni? Se non ha senso \u201cconfessarlo\u201d, neppure ha senso \u201cungerlo\u201d. Piuttosto il battezzato pu\u00f2 essere escatologicamente comunicato, custodito nella comunione, affidato alla pienezza di grazia. Se usiamo la guarigione al posto della iniziazione, senza volere, forziamo la tradizione. Anche quando questo \u00e8 diventato normale, e addirittura ragionevole, non possiamo nascondere che qui vi \u00e8 una forzatura. Ma poich\u00e9 ci siamo rassegnati a \u201cconfessare\u201d i bambini prima della prima comunione, cos\u00ec possiamo anche essere convinti che \u201cungerli\u201d prima della morte sia \u201cnecessario\u201d. Ma non lo \u00e8, per ragioni intrinseche alla logica sacramentale, che distingue accuratamente il centro dalla periferia. Vediamo perch\u00e9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viatico.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20265\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viatico-169x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viatico-169x300.jpeg 169w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viatico-576x1024.jpeg 576w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viatico-768x1365.jpeg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viatico-864x1536.jpeg 864w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viatico.jpeg 900w\" sizes=\"(max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>c) <b>La vicinanza nella morte <\/b><b>e la comunione eucaristica<\/b><\/p>\n<p>Stare vicino a chi muore, sia esso un 95enne o un piccolo di pochi anni o mesi, \u00e8 uno delle azioni qualificanti della vita ecclesiale e di ogni singolo cristiano. Ma come farlo? Su questo la tradizione non \u00e8 cos\u00ec univoca come pensiamo. Le regole canoniche non sono solo la traccia di una lettura \u201cformalistica\u201d dei sacramenti, ma non di rado indicano anche una profondit\u00e0 che la teologia sistematica fatica a recuperare. Pensare che i sacramenti di guarigione possano \u201castrarre dalle condizioni del soggetto\u201d \u00e8 un modo di deformare la tradizione, sia pure in totale buona fede. Stare accanto al morente non \u00e8 anzitutto una questione di \u201cregolarizzazione\u201d, con cui traduciamo la sollecitudine per la \u201csalvezza delle anime\u201d. Per questo \u00e8 giustissimo non ridurre i sacramenti alla sola questione della validit\u00e0. E tuttavia dobbiamo anche porre la questione se sia giusto perdere la differenza interna al settenario, ossia ci\u00f2 che il Concilio di Trento condanna con anatema: di considerare tutti e 7 i sacramenti \u201cdella stessa dignit\u00e0\u201d. Al morire si addice un sacramento della comunione, non un sacramento della guarigione: alla fine c\u2019\u00e8 il \u201cfinis omnium officiorum\u201d, il compimento eucaristico. Per questo, accanto ad un morente, c\u2019\u00e8 sempre il posto della eucaristia, non della unzione. Recuperare questa evidenza, tuttavia, non pu\u00f2 essere la domanda che si solleva in una condizione di emergenza. Ma sono proprio le emergenze, che rendono pubblici i sentimenti e le parole, fino ad imporre alla Chiesa una riflessione profonda, perch\u00e9 anche i sacramenti trovino la loro giusta collocazione: perch\u00e9 non siano n\u00e9 troppo, n\u00e9 troppo poco e perch\u00e9 ad ogni azione ecclesiale sia riservato il posto e il tempo che la giustifica e che ne rivela appieno la verit\u00e0 e il senso.<\/p>\n<p>In altre parole, per concludere, non si tratta di discutere se il sacramento della unzione sia \u201cvalido\u201d quando amministrato ad un bambino minore di 7 anni. Questa \u00e8 una obiezione quasi ridicola, ma che dobbiamo riconoscere come non priva di ogni fondamento. Per capirne il senso ci si deve chiedere, fuori da ogni formalismo, se in questo caso il sacramento della unzione sia necessario e se sia opportuno, rispetto al sacramento dell&#8217;eucaristia. Su questo abbiamo una teologia ancora molto fragile, perch\u00e9 tende a pensare il sacramento senza rapporto sia con la sua giustificazione specifica, sia con le condizioni del soggetto. Ma la prima come le seconde sono parte essenziale della sua verit\u00e0 concreta. Prendersi cura di queste differenze essenziali pu\u00f2 essere un punto di crescita della coscienza ecclesiale, del suo intelletto come della sua sensibilit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come gi\u00e0 accadde in occasione della morte del piccolo Alphie, a Londra, nel 2018, nei giorni scorsi, la emozione per la morte del piccolo Domenico ha riportato alla attenzione la terminologia della \u201cestrema unzione\u201d e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20263"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20263"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20263\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20266,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20263\/revisions\/20266"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20263"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20263"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20263"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}