{"id":20239,"date":"2026-02-13T09:20:50","date_gmt":"2026-02-13T08:20:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20239"},"modified":"2026-02-13T09:20:50","modified_gmt":"2026-02-13T08:20:50","slug":"sarebbe-bello-se-ma-va-bene-anche-senza-la-teoria-dei-minimi-necessari-riguardo-al-concilio-vaticano-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sarebbe-bello-se-ma-va-bene-anche-senza-la-teoria-dei-minimi-necessari-riguardo-al-concilio-vaticano-ii\/","title":{"rendered":"Sarebbe bello se&#8230;ma va bene anche senza.  La teoria dei \u201cminimi necessari\u201d riguardo al Concilio Vaticano II"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Comunicato-lefebvre.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20240\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Comunicato-lefebvre-226x300.jpg\" alt=\"\" width=\"226\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Comunicato-lefebvre-226x300.jpg 226w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Comunicato-lefebvre.jpg 526w\" sizes=\"(max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nessuno pu\u00f2 dubitare che vi sia un intento di riconciliazione e di pace nel comunicato che il Prefetto per il Dicastero ha firmato il 12 febbraio, dopo l\u2019incontro con Davide Pagliarani, Superiore generale dei lefebvriani. Ma, essendo lo stesso comunicato a mettere in campo la esigenza di un \u201cdialogo specificamente teologico\u201d per portare a maggiore chiarezza la posizione delle parti, mi pare necessario discutere, con tutta la necessaria parresia, i tre \u201cconcetti sistematici\u201d che vengono utilizzati all\u2019interno della pagina del comunicato: da un lato i \u201cdifferenti gradi di adesione che richiedono i diversi testi del Vaticano II\u201d , poi la \u201cinterpretazione dei documenti\u201d, e quindi i \u201cminimi necessari\u201d per la piena comunione.<\/p>\n<p>Ovviamente non si deve trascurare il fatto che il dialogo su questi punti risulta condizionato da una rinuncia: ossia alle ordinazioni episcopali, che i lefebvriani hanno fissato per la prossima estate. Il dialogo potrebbe iniziare soltanto se loro rinunciassero ad un nuovo atto scismatico.<\/p>\n<p>Resta comunque il fatto che venga prefigurato un dialogo possibile sul valore del Concilio Vaticano II e sulla misura della adesione ad esso, come possibile \u201cravvedimento\u201d rispetto alla lettura che del Concilio quel gruppo ha offerto tra il 1965 e il 2026, definendolo come \u201ceretico\u201d.<\/p>\n<p>Per capire la questione occorre fare alcune precisazioni sistematiche e storiche, senza le quali il Comunicato resta piuttosto sibillino.<\/p>\n<p><b>1. La \u201cindole pastorale\u201d del Vaticano II e la sua recezione<\/b><\/p>\n<p>Rispetto ai precedenti concili ecumenici, il Vaticano II \u00e8 anzitutto un \u201cevento linguistico\u201d, proprio per il fatto che rinuncia sia ai canoni di condanna, sia alle formulazioni dogmatiche. Questa rinuncia colloca i suoi documenti su un piano diverso dai Decreti tridentini o dai Canoni di Nicea. La ermeneutica del Vaticano II chiede, perci\u00f2, di uscire dalla idea del \u201cminimo necessario\u201d. Se lo si interpreta con quel criterio, lo si sfigura, proprio perch\u00e9 lo si porta in un ambito ermeneutico che non lo riconosce nella sua novit\u00e0. Il Concilio di Trento, ad es., dice che i sacramenti sono 7, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno. Questo costituisce un criterio formidabile per stabilire il \u201cminimo necessario\u201d per la comunione con la Chiesa cattolica (per quanto oggi possa essere discutibile). Se si condanna una proposizione erronea, si ha un criterio indiscutibile per stabilire il confine tra comunione e scomunica. La logica narrativa del Vaticano II, che caratterizza il 95% dei suoi testi qualificanti, non procede per condanne, ma per qualificazioni positive. Per questo, se letto con il criterio del minimo necessario, pu\u00f2 ridurre la propria necessit\u00e0 dottrinale ad un pugno di mosche. Facciamo alcuni esempi, in forma narrativa:<\/p>\n<p>&#8211; sarebbe bello che la liturgia fosse partecipata da tutti i battezzati, ma se celebra solo il prete e tutti assistono, va bene lo stesso;<\/p>\n<p>&#8211; sarebbe bello che la Parola di Dio fosse celebrata, letta, costituisse la fonte della esperienza e di immaginazione per tutti i battezzati, ma anche se resta emarginata e strumentalizzata in sistemi ad essa alieni, va bene lo stesso;<\/p>\n<p>&#8211; sarebbe bello che la Chiesa fosse una esperienza di comunione e vivesse della condivisione organica dei \u201ctria munera Christi\u201d da parte del popolo di Dio, ma se resta un semplice esercizio giurisdizionale da parte della gerarchia va bene lo stesso;<\/p>\n<p>&#8211; sarebbe bello che il rapporto con il mondo diventasse un luogo e un esercizio gioioso di apprendimento del vangelo, ma se resta un modo di insegnare la dura verit\u00e0 ad un mondo di tenebre va bene lo stesso;<\/p>\n<p>&#8211; sarebbe bello che potessimo riconoscere gli ebrei come fratelli maggiori, ma se restano perfidi deicidi va bene lo stesso;<\/p>\n<p>&#8211; sarebbe bello che potessimo scoprire che la libert\u00e0 di coscienza di ogni uomo e di ogni donna \u00e8 luogo di rivelazione, ma se la condanna della libert\u00e0 moderna resta il presupposto del rapporto con Dio va bene lo stesso.<\/p>\n<p><b>2. Il precedente liturgico: un campanello di allarme<\/b><\/p>\n<p>Questo ragionamento sui \u201cminimi necessari\u201d, che ho provato ad illustrare in modo narrativo, non \u00e8 solo una \u201cipotesi di scuola\u201d. Proprio in campo liturgico ha avuto il suo luogo di esperimento pi\u00f9 avanzato. La cosa viene da lontano, da prima del Concilio Vaticano II. Fu Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova, che nel 1951 lanci\u00f2 questo modo di ragionare. Lo applic\u00f2, credo io per la prima volta nella storia della Chiesa cattolica, alla riforma della veglia pasquale, voluta da papa Pio XII. Egli disse: sarebbe bello che tutti potessero fare la veglia \u201cin nocte\u201d, ma se qualcuno vuole conservarla a mezzogiorno, lo si consenta. Il \u201cminimo necessario\u201d \u00e8 che ci sia una veglia pasquale, non importa se a mezzogiorno o la notte. Lo stesso argomento, meno di 20 anni dopo, lo utilizz\u00f2, su dimensioni maggiori, il vescovo Marcel Lefebvre, dicendo a papa Paolo VI: chi vuole utilizzare i nuovi testi liturgici riformati pu\u00f2 farlo, ma si lasci liberi i vescovi di usare i testi precedenti. Per Lefebvre il \u201cminimo necessario\u201d del Concilio era, sostanzialmente, poterlo ignorare, senza perdere la comunione con Roma. Il fatto che oggi questo concetto, del \u201cminimo necessario\u201d e dei \u201cgradi di adesione\u201d al Vaticano II sia verbalizzato in un Comunicato del Dicastero per la Dottrina della fede appare sorprendente. Ma non \u00e8 ancora tutto. Occorre aggiungere un tassello decisivo a questa ricostruzione.<\/p>\n<p><b>3. \u201cSummorum pontificum\u201d e la \u201cforma straordinaria\u201d del rito romano<\/b><\/p>\n<p>Dopo Siri e Lefebvre, lo stesso argomento \u00e8 entrato nella esperienza papale. Siri lo aveva usato in dialettica con Pio XII, Lefevbre lo aveva usato in dialettica con Paolo VI, ma Benedetto XVI lo ha usato in dialettica con il Concilio Vaticano II. Se nel 2007 si dice che accanto alla forma ordinaria si riconosce una forma straordinaria del rito romano, di fatto si rende la riforma liturgica un \u201cminimo non necessario\u201d. Questo provvedimento ha inaugurato, dal 2007 al 2021, una fase di \u201cdialogo\u201d con i lefebvriani in cui si poteva dire: \u201cdel minimo necessario richiesto ai lefebvriani non fa parte la riforma liturgica\u201d. Abbiamo la testimonianza storica di posizioni assunte da membri qualificati dalla Commissione \u201cEcclesia Dei\u201d, che \u00e8 stato il luogo in cui pi\u00f9 intensamente si \u00e8 coltivata questa \u201criduzione ai minimi termini\u201d del Concilio Vaticano II, fino alla stesura di un \u201cprotocollo\u201d in cui il Concilio veniva sfigurato \u201cad usum delphini\u201d. Vorrei ricordare una intervista a Guido Pozzo, del 2014, (di cui allora ho scritto qui: https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/una-infelice-intervista-di-mons-guido-pozzo\/) in cui affermava:<\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: small\">\u00abLe riserve o le posizioni della FSSPX su\u00a0alcuni aspetti che non rientrano nel dominio della fede ma che riguardano temi pastorali o d\u2019insegnamento prudenziale del Magistero non devono essere necessariamente ritirati o annullati<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: small\">dalla Fraternit\u00e0\u00bb.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>E, pi\u00f9 avanti:<\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: small\">\u00abNon c\u2019\u00e8 alcun dubbio sul fatto che\u00a0gli insegnamenti del Vaticano II hanno un grado di autorit\u00e0 e un carattere impegnativo estremamente variabile in funzione dei testi. Cos\u00ec per esempio, le Costituzioni\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Lumen Gentium<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: small\">sulla Chiesa e\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Dei Verbum<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: small\">sulla Rivelazione hanno il carattere di una dichiarazione dottrinale, anche se non c\u2019\u00e8 stata una definizione dogmatica\u00bb. Mentre\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>le dichiarazioni sulla libert\u00e0 religiosa, sulle religioni non cristiane e il decreto sull\u2019ecumenismo \u00abhanno un grado di autorit\u00e0 e un carattere impegnativo diverso e inferiore<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: small\">\u00bb.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Vorrei far notare che Guido Pozzo, allora, nulla diceva della liturgia. Infatti era allora vigente, grazie a SP, una ricostruzione forzata della tradizione, che rendeva di fatto possibile celebrare indifferentemente con la forma ordinaria o con la forma straordinaria del rito romano. La riforma liturgica era, nei dialoghi di allora, esclusa dai \u201cminimi necessari\u201d. Lo stesso Pozzo non aveva mai nascosto di far uso normale della forma straordinaria del rito romano. Ed \u00e8 sorprendente che, come se nulla fosse, la riapertura del \u201cdialogo\u201d abbia visto nei giorni scorsi lo stesso Guido Pozzo tra i soggetti coinvolti nel dialogo. Come se non avessimo imparato nulla dagli errori del passato e nessuno fosse chiamato a ravvedersi per gli abbagli che ha sostenuto e promosso per decenni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>4. La discussione futura<\/b><\/p>\n<p>La teoria dei \u201cdiversi gradi di adesione\u201d e dei \u201cminimi necessari\u201d rivela una lettura sistematica della tradizione che non \u00e8 senza problemi. Introdurre una \u201cgerarchia delle proposizioni\u201d all\u2019interno dei documenti del Vaticano II \u00e8 un modo di leggerlo con occhi vecchi e col cuore freddo. La traduzione della tradizione, che si realizza nel Vaticano II, accade mediante una elaborazione che incide non sui \u201cminimi necessari\u201d, ma sui \u201cmassimi gratuiti\u201d. Questo non significa affatto che il dialogo con i fratelli lefebvriani non sia una cosa buona, se si aprir\u00e0 uno spazio grazie alla rinuncia alle ordinazioni laceranti. Purch\u00e9 sia chiaro che di ravvedimento non hanno bisogno solo coloro che stanno seduti al di l\u00e0 del tavolo, ma anche alcuni che, da questa parte, si sono illusi per decenni di poter usare il dialogo con i fratelli scismatici per abbassare la autorevolezza del Concilio Vaticano II nella comunione cattolica. Anzitutto a partire da una frequentazione disordinata di forme rituali che contraddicono l\u2019unica lex orandi, ristabilita nella sua autorit\u00e0 nel 2021 e che si impone oggi anche alle nuove forme di incontro opportuno e di dialogo possibile, ma senza doppi giochi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nessuno pu\u00f2 dubitare che vi sia un intento di riconciliazione e di pace nel comunicato che il Prefetto per il Dicastero ha firmato il 12 febbraio, dopo l\u2019incontro con Davide Pagliarani, Superiore generale dei lefebvriani&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20239"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20239"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20239\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20242,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20239\/revisions\/20242"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20239"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20239"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20239"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}