{"id":20232,"date":"2026-02-11T10:23:54","date_gmt":"2026-02-11T09:23:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20232"},"modified":"2026-02-11T10:47:48","modified_gmt":"2026-02-11T09:47:48","slug":"alter-christus-breve-storia-di-una-locuzione-equivoca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/alter-christus-breve-storia-di-una-locuzione-equivoca\/","title":{"rendered":"\u201cAlter Christus\u201d: breve storia di una locuzione equivoca"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/totcrocecav.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10448\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/totcrocecav-225x300.gif\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/totcrocecav-225x300.gif 225w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/totcrocecav-768x1024.gif 768w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">La recente citazione, in un discorso di papa Leone XIV, della espressione \u201calter Christus\u201d, riferita al presbitero\/sacerdote, ha suscitato un grande interesse verso una locuzione che ha goduto di una certa fortuna, ma la cui origine resta avvolta nel mistero. Dico subito che una ricerca diretta delle occorrenze della espressione sembra lasciare deluso il lettore. Quella che appare come una \u201cformulazione antica\u201d, in realt\u00e0 non trova fonti certe, ma solo somiglianze, assonanze, atmosfere, tutte per\u00f2 caratterizzate da significati difformi da quanto cercato. Tento perci\u00f2 di ricostruire rapidamente la questione del testo e del suo significato, per vedere anche sviluppi reali o solo possibili.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\"><b>1. Un primo indizio<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Vorrei partire da uno dei pochi passi in cui si tenta una radicazione antica del termine. Si tratta di un libro di papa Giovanni Paolo II, <i>Dono e mistero<\/i>, del 1996, in cui si legge questa frase:<\/span><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #000000\">\u201cSe San Cipriano ha detto che il cristiano \u00e8 un \u00abaltro Cristo\u00bb \u2014\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\">Christianus alter Christus<\/span><span style=\"color: #000000\">\u00a0\u2014 a maggior ragione si pu\u00f2 dire:\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\">Sacerdos alter Christus<\/span><span style=\"color: #000000\">.<\/span> \u201c<\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"font-size: medium\">La frase contiene tra affermazioni:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">a) che la fonte della espressione \u201calter Christus\u201d sarebbe Cipriano,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">b) che l\u2019espressione \u00e8 indirizzata alla comprensione del cristiano, del battezzato<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">c) e che per\u00f2, \u201ca maggior ragione\u201d la espressione potrebbe essere usata per \u201csacerdos\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Le prime due affermazioni sono di carattere storico, mentre la terza \u00e8 di carattere sistematico. Proviamo a cercare conferma delle tre affermazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\"><b>2. Cipriano e la assenza del termine nei padri<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">La ricerca del testo, in Cipriano, d\u00e0 per\u00f2 esito negativo. Alcune fonti rimandano al testo <i>De vanitate idolorum<\/i>, nel quale, tuttavia, non si trova la espressione letterale, ma solo alcune probabili parafrasi, come al \u00a715: <span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">\u201c<\/span><span style=\"color: #202122\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">Quod est Christus erimus Christiani, si Christum fuerimus imitati\u201d, <\/span><\/span><span style=\"color: #202122\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">o a<\/span><\/span><span style=\"color: #202122\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">l \u00a7 11, <\/span><\/span><span style=\"color: #202122\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">dove si legge <\/span><\/span><span style=\"color: #202122\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">in modo simile: \u201c<\/span><\/span><span style=\"color: #202122\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">Quod homo est esse Christus voluit, ut et homo possit esse quod Christus est.\u201d<\/span><\/span> Tuttavia l\u2019espressione \u201calter Christus\u201d non si trova nell\u2019opera di Cipriano. N\u00e9 in altri padri latini. Si trovano, in realt\u00e0, una serie di passi simili a Cipriano nella letteratura patristica intorno al battesimo e alla cresima, che rendono \u201csimili a Cristo\u201d i cristiani. Ma non si trova mai letteralmente l\u2019espressione citata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">3. <b>Una espressione che descrive <\/b><b>S. <\/b><b>Francesco d\u2019Assisi<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">E\u2019 probabile che la locuzione sia entrata nel latino ecclesiastico per una via traversa: ossia dalla \u201cfonti francescane\u201d (<i>Actus beati Francisci et sociorum eius<\/i>), dove si trova questa affermazione:<\/span><\/p>\n<blockquote><p>\u201cVerissimus servus Christi Franciscus, quia in quibusdam fuit <b>quasi alter Christus<\/b> datus in mundo, ideo Deus pater tam felicem hominem in multis Christo Filio suo esse fecit conformem, sicut apparuit in sanctorum sociorum sacro collegio, in stigmatum crucis mirando mysterio et in sancto quadragesimae continuato jejunio.\u201d (cap VI, par. 1)<\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Nella stessa fonte si legge, pi\u00f9 avanti:<\/span><\/p>\n<blockquote><p>\u201cProcidens autem illa ad illos pedes divinis characteribus consignatos, tantam ibi accepit consolationem et gratiam et copiam lacrymarum, quod sicut Maria Magdalena pedes Christi lacrymis lavit et devotissime amplexando et geminando oscula circumquaque <b>quasi alterius Christi<\/b> pedibus fidelia labia imprimebat, ita quod fratres a pedibus sancti illam avellere non valebant.\u201d (cap. 18, par 26)<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Si deve notare come la espressione sia per\u00f2 sempre preceduta dalla attenuazione \u201cquasi\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"font-size: medium\"><b>4. Il sorgere della accezione \u201csacerdotale\u201d<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Fino a qui \u00e8 evidente che l\u2019uso della locuzione riguarda i battezzati in generale o la condizione di santit\u00e0 di Francesco d\u2019Assisi. Ma l\u2019espressione \u201calter Christus\u201d come diceva il Card. Mercier nel 1934, era gi\u00e0 divenuta ai suoi tempi \u201cuna specie di adagio teologico\u201d circa la identit\u00e0 del prete, o, meglio, del \u201csacerdote\u201d. In effetti, come vedremo, nel XX secolo una ampia recezione della espressione entra nel magistero papale, a partire da Pio X. Ma ci sono dei precedenti? Come abbiamo visto non riguardano n\u00e9 la antichit\u00e0, n\u00e9 il medioevo. Nel tempo moderno troviamo solo qualche attestazione in manuali del 1600 e poi, pi\u00f9 consistenti, in documenti anche episcopali, che mettono in correlazione la santit\u00e0 di Francesco con la santit\u00e0 del sacerdote (cfr. 1694, vescovo di Freising, in <i>Clerus animatus<\/i>, 1740). Ma la storia della locuzione, in questo senso, attraversa quasi tutto il 1900 magisteriale. Vediamo le occorrenze maggiori, che appaiono formalmente solo dal 1908:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">a) Pio X, <i>Haerent animo<\/i>, 1908, 50^ anniversario del suo sacerdozio<\/span><\/p>\n<blockquote><p>\u201c21.\u00a0Mediti su Cristo chi \u00e8 &#8221; alter Christus &#8220;<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Perci\u00f2 con ogni ragione la Chiesa ci impone di ripetere frequentemente quelle sentenze di Davide: &#8221; Beato l&#8217;uomo che medita nella legge del Signore; vi perdura con diletto, di giorno e di notte; tutto quello che egli far\u00e0 avr\u00e0 prospero effetto &#8221; (Sal\u00a01,1-3). E alla meditazione ci sia di stimolo anche il pensiero che <b>il sacerdote \u00e8 un altro Cristo<\/b>; e, se \u00e8 tale per partecipazione di autorit\u00e0, non dovr\u00e0 essere tale per imitazione delle opere sante? &#8221; Sia dunque nostra somma premura di meditare sulla vita di Ges\u00f9 Cristo &#8220;.<\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"font-size: medium\"><i>b) Benedetto XV, Ai parroci e predicatori quaresimalisti, 1916<\/i><\/span><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #000000\">\u201cNoi vi scorgiamo l\u2019augurio che i sacerdoti incaricati di predicare in Roma nella prossima Quaresima non solo siano, ma anche appariscano, forniti della virt\u00f9 propria del loro stato; cos\u00ec che di ciascuno si debba dire: \u00ab\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\">Sacerdos alter Christus\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\">\u00bb\u201d <\/span><\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"font-size: medium\"><i>c) Pio XI, Ad catholici sacerdotii, 1935<\/i><\/span><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #000000\">\u201c<span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">L&#8217;Apostolo delle Genti scultoriamente compendia quanto si pu\u00f2 dire intorno alla grandezza, alla dignit\u00e0 e ai compiti del sacerdozio cristiano, con queste parole: &#8221; Cos\u00ec ci consideri ognuno come ministri di Cristo e dispensatori dei misteri di Dio &#8221; [<\/span><\/span><\/span><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-xi_enc_19351220_ad-catholici-sacerdotii.html#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><span style=\"color: #765e32\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><u>7<\/u><\/span><\/span><\/span><\/a><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">]. Il sacerdote \u00e8 ministro di Ges\u00f9 Cristo; \u00e8 dunque strumento nelle mani del divin Redentore per la continuazione dell&#8217;opera sua redentrice in tutta la sua mondiale universalit\u00e0 e divina efficacia, per la continuazione di quell&#8217;opera mirabile che trasform\u00f2 il mondo; anzi <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>il sacerdote, come ben a ragione si suol dire, \u00e8 davvero alter Christus<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> perch\u00e9 continua in qualche modo Ges\u00f9 Cristo stesso: &#8221; Come il Padre ha mandato me, anch&#8217;io mando voi &#8221; [<\/span><\/span><\/span><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-xi_enc_19351220_ad-catholici-sacerdotii.html#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><span style=\"color: #765e32\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><u>8<\/u><\/span><\/span><\/span><\/a><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">], continuando anch&#8217;esso come Ges\u00f9 a dare, secondo il canto angelico, &#8221; gloria a Dio nel pi\u00f9 alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volont\u00e0 &#8221; [<\/span><\/span><\/span><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-xi_enc_19351220_ad-catholici-sacerdotii.html#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><span style=\"color: #765e32\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><u>9<\/u><\/span><\/span><\/span><\/a><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">].\u201d<\/span><\/span><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>d) Pio XII, 1958, Allocuzione per il 50^ della fondazione del Seminario regionale delle Puglie<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<blockquote><p>\u201cCon umilt\u00e0 e verit\u00e0 il chierico deve assuefarsi a nutrire della sua persona un concetto ben differente e pi\u00f9 alto di quello ordinario del cristiano, anche insigne: egli sar\u00e0 un prescelto tra il popolo, un privilegiato dei carismi divini, un depositario del potere divino, in una parola un\u00a0<b>alter Christus<\/b>, che sostituir\u00e0 l&#8217;uomo con tutte le naturali sue esigenze e condizioni. La sua vita non sar\u00e0 pi\u00f9 sua, ma di Cristo: \u00e8 anzi Cristo che vive in lui (cfr.\u00a0Gal.\u00a02, 20). Egli non \u00ab si appartiene \u00bb, come non appartiene a parenti, amici, neppure ad una determinata patria : la carit\u00e0 universale sar\u00e0 il suo respiro. Gli stessi pensieri, volont\u00e0, sentimenti non sono suoi; ma di Cristo, sua vita.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">In Giovanni XXIII l\u2019unica occorrenza della espressione si trova solo come citazione del predecessore, Pio XII, nel documento del 1959 <i>Sacerdotii <\/i><i>nostri <\/i><i>Primordia<\/i>, per il centenario dalla morte del Curato d\u2019Ars. Per il resto, l\u2019espressione non appare nel vocabolario del \u201cpapa buono\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>5. Durante il Concilio e il post-concilio<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Anche nel periodo conciliare e post conciliare, pur essendo stata riscoperta l\u2019accezione pi\u00f9 antica della espressione, continua l\u2019inerzia dell\u2019uso inaugurato nella prima met\u00e0 del secolo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>e) Paolo VI <\/i>usa la pi\u00f9 antica come la pi\u00f9 recente delle interpretazioni della espressione:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Qui ne parla nel senso di Cipriano:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<blockquote><p>\u201cRingraziamo il Signore di questa realt\u00e0. Occorrerebbero qui i pianti di gioia di Pascal per esprimere qualche cosa della impressione che tale ineffabile realt\u00e0 deve suscitare dentro di noi,<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Ma, ahim\u00e8!, il confronto non \u00e8 completo: \u00e8 vero che fra noi e il Signore esiste una parentela, anzi quasi una mistica identit\u00e0; <b>siamo alter Christus<\/b>; ma questo basta? Non sorge da questa coincidenza mistica con Cristo tanto pi\u00f9 forte, &#8211; e per fortuna, tanto pi\u00f9 facile -, l\u2019obbligo d\u2019una coincidenza morale? cio\u00e8 d\u2019una imitazione di Cristo nei pensieri, nelle azioni, nei fini della vita, quale Egli ci insegn\u00f2? Qui la nostra impressione non pu\u00f2 essere soddisfatta e felice, ma \u00e8 turbata dall\u2019osservazione della nostra difformit\u00e0 dal modello divino, su cui dobbiamo ricalcare la forma della nostra vita. Noi ne sentiamo, al tempo stesso, confusione e fiducia; perch\u00e9, se \u00e8 vero che tanto rimane in noi e nella Chiesa ed in ogni anima, anche cristiana, da correggere e da perfezionare per accostarci a quel tipo perfetto di umanit\u00e0 santificata dalla Grazia, che \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, ne abbiamo almeno il desiderio, il proposito, la preghiera. Non \u00e8 stato, a questo riguardo, il Nostro viaggio un umile, ma coraggioso atto di buona volont\u00e0? E non \u00e8 il Concilio ecumenico, che stiamo celebrando, uno sforzo per dare a noi, alla Chiesa, al mondo, qualche migliore somiglianza con Ges\u00f9 benedetto?\u201d (<i>Udienza generale<\/i>, 15 gennaio 1964)<\/p><\/blockquote>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Qui invece si esprime in linea con i papi del XX secolo<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<blockquote><p>\u201cDonde una terza certezza, tormentosa forse perch\u00e9 implacabile nelle sue esigenze, ma estremamente fortificante, quella della santit\u00e0, che deve stilizzare la vita d\u2019un uomo a cui \u00e8 toccato, da un lato, d\u2019essere scelto da Cristo per suo, ministro, dall\u2019altro d\u2019essere destinato a trasmettere agli altri \u00abi misteri di Dio\u00bb (cfr.\u00a01 Cor. 4, l), non mediante un ministero impersonale, burocratico, puramente canonico, ma mediante un ministero vivo, che sia quasi la personificazione della Parola predicata, mediante uno sforzo vitale di farsi modello, di <b>farsi davvero \u00abalter Christus\u00bb<\/b>. Anche questa certezza d\u2019essere obbligato alla santit\u00e0 infonde nel Sacerdote un coraggio caratteristico; egli non teme pi\u00f9 n\u00e9 di se stesso, n\u00e9 degli altri, affrancato com\u2019\u00e8 dai vincoli d\u2019ambiziosi egoismi, e cammina umile e ardito verso il compimento del suo sacrificio nell\u2019imitazione di quello di Cristo, verso la perfezione e la pienezza della carit\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>LA SANTIT\u00c0 DELL&#8217;\u00abALTER CHRISTUS\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Noi vogliamo credere che non manchino a voi i conforti di queste certezze; e se Noi ve lo ricordiamo, si \u00e8 per avvalorarle, e per rinnovare a voi, Parroci, Sacerdoti e Religiosi, che avete la ventura d\u2019appartenere al Clero Romano, l\u2019esortazione alla piena ed esemplare fedelt\u00e0 al Sacerdozio cattolico. Pensate sempre alla vostra vocazione: \u00abVidete enim vocationem vestram, fratres\u00bb (1 Cor. 1,26), e ricordate che l\u2019irradiazione del vostro esempio assume, proprio perch\u00e9 siete Romani, un\u2019ampiezza universale, e si allarga non solo su tutta la Chiesa, ma anche oltre i suoi precisi confini verso i Fratelli Cristiani da noi separati, verso il mondo tutto che guarda a questa Citt\u00e0 e giudica spesso la religione cattolica dal modo con cui voi la vivete e la presentate\u201d. (1968, <i>ai Parroci e Predicatori quaresimalisti di Roma<\/i>)<\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Dopo Paolo VI, nel magistero di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI riemerge l\u2019espressione, come abbiamo visto nella citazione che ha aperto questa rassegna. Si deve ricordare, ovviamente, la ripresa recente pi\u00f9 ampia, collegata all\u2019Anno sacerdotale, voluto da papa Benedetto XVI, dove il termine riappare in una accezione esclusivamente riferita al ministro:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">f) Benedetto XVI<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<blockquote><p>\u201cAlter Christus,\u00a0il sacerdote \u00e8 profondamente unito al Verbo del Padre, che incarnandosi ha preso la forma di servo, \u00e8 divenuto servo (cfr\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYK.HTM\"><span style=\"color: #765e32\"><u>Fil\u00a02,5-11<\/u><\/span><\/a>). Il sacerdote \u00e9 servo di Cristo, nel senso che la sua esistenza, configurata a Cristo ontologicamente, assume un carattere essenzialmente relazionale: egli \u00e8\u00a0in\u00a0Cristo,\u00a0per\u00a0Cristo e\u00a0con\u00a0Cristo al servizio degli uomini. Proprio perch\u00e9 appartiene a Cristo, il presbitero \u00e8 radicalmente al servizio degli uomini: \u00e8 ministro della loro salvezza, della loro felicit\u00e0, della loro autentica liberazione, maturando, in questa progressiva assunzione della volont\u00e0 del Cristo, nella preghiera, nello \u201cstare cuore a cuore\u201d con Lui. \u00c8 questa allora la condizione imprescindibile di ogni annuncio, che comporta la partecipazione all\u2019offerta sacramentale dell\u2019Eucaristia e la docile obbedienza alla Chiesa.\u201d (Benedetto XVI 2009, <i>Udienza generale<\/i> del 24 giugno)<\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">g) <i>gli svilu<\/i><i>ppi possibili<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Accanto alle riprese della terminologia pi\u00f9 antica, inaugurata da Paolo VI, che si colloca dialetticamente rispetto all\u2019uso esclusivo per il ministro ordinato, si profilano sviluppi interessanti, che escono da una comprensione solo clericale della espressione. Possiamo considerarne almeno due:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; <i>una <\/i><i>lettura liturgica<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">L\u2019 espressione, nella sua radice battesimale, che \u00e8 quella originaria, rimanda ad una \u201cvocazione\u201d che riguarda ogni battezzato, uomo o donna. La collocazione liturgica di questa \u201calterit\u00e0\u201d trova in SC 7 un luogo ermeneutico potente. Le forme della \u201cpresenza\u201d del Signore si articolano a diversi livelli. Ma sempre fanno riferimento ad una esperienza comunitaria. Essere \u201calter Christus\u201d \u00e8 riservato a diverse esperienze (allo stesso tempo personali, relazionali, attive e passive) che investono non tanto singoli soggetti o azioni, ma sequenze rituali comunitarie.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; <i>una <\/i><i>lettura escatologico-esistenziale<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Alter Christus<\/i> non significa solo \u201cun altro Cristo\u201d, ma anche l\u201daltro come Cristo\u201d. Qui la efficacia escatologica di Mt 25, con il giudizio universale, diventa criterio di sapienza esistenziale: il battesimo abilita non tanto ad essere \u201ccome Cristo\u201d, ma a trovare Cristo \u201csotto altro aspetto\u201d, in chi ha fame, sete, freddo, in chi \u00e8 malato o carcerato. Alter Christus non come \u201cpotere di s\u00e9\u201d, ma come \u201cpovert\u00e0 dell\u2019altro\u201d.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>6. Conclusioni<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La ricostruzione di una chiesa fondata sulla vocazione di pochi ad essere \u201calter Christus\u201d si presenta come il progetto clericale di fine 1800, che ha trovato espressione ingente nel magistero papale dal 1908 in poi. L\u2019uso della espressione ha spostato solo sui \u201csacerdoti\u201d una caratteristica che il primo millennio ha riferito ad ogni battezzato, uomo o donna, ossia al sacerdozio comune. Il Concilio Vaticano II ha superato con decisione questa riduzione della Chiesa al clero. Perci\u00f2 ha aperto, <i>formaliter<\/i>, non solo la accezione pi\u00f9 antica del termine, ma anche la accezione liturgico-comunitaria e quella esistenziale-escatologica. Uno sviluppo deciso in questa direzione non \u00e8 compatibile con una accezione riservata e separata della identificazione con il Signore attribuita soltanto ai preti o vescovi. Ben diversa \u00e8 la funzione di espressioni come \u201cconformazione\u201d e \u201c<i>agere in persona Christi<\/i>\u201d, che mantengono, con molta maggiore evidenza, la differenza tra il soggetto e il Signore. Il massimo di identificazione, con il Signore, si vive nel battesimo e nella eucaristia. Il sacramento dell\u2019ordine resta al servizio, non al posto, di questi sacramenti \u201cmaggiori\u201d. Si deve ricordare che il Concilio di Trento colpisce con anatema (DH 1603) chi considera tutti i sacramenti come dotati della medesima dignit\u00e0. La lettura della \u201cessenza del ministero ordinato\u201d, che non si pu\u00f2 pi\u00f9 comprendere soltanto come sacerdozio, ma anche come profezia e regalit\u00e0, non pu\u00f2 essere espressa nei termini di una definizione battesimale ed eucaristica del soggetto. Essere \u201calter Christus\u201d \u00e8 la definizione del battesimo e della eucaristia, non dell\u2019ordine. Ci\u00f2 che \u00e8 certo, \u00e8 che passare dalla presunta affermazione storica a proposito del cristiano ad una affermazione a proposito del ministro ordinato non \u00e8 stato un passaggio n\u00e9 ovvio n\u00e9 indolore. Ha rappresentato invece una accelerazione in senso clericale, che ha trovato espressione formale e autorevole, ma teologicamente non argomentata, solo in una parte del magistero del XX secolo. Ci\u00f2 che sembra \u201ctradizione di sempre\u201d \u00e8 solo la accentuazione clericale della Chiesa cattolica dopo la perdita del potere temporale. Esattamente come l\u2019atto di dolore nella confessione o la residenza papale nel Palazzo Apostolico, sono state traduzioni apologetiche della identit\u00e0 cattolica, inventate tra la fine del XIX secolo e agli inizi XX: come la \u201cmessa gregoriana\u201d o la \u201ccivilt\u00e0 cattolica\u201d. Oggi abbiamo bisogno di \u201cnuove risorse\u201d, in un discernimento faticoso, ma necessario, che non consideri originario ci\u00f2 che \u00e8 stato inventato poco pi\u00f9 di un secolo fa. Originaria \u00e8 la condizione di conformazione a Cristo di ogni battezzato, uomo o donna che sia: su questo ci chiede di lavorare il Concilio Vaticano II, anche quando proviamo a pensare il cuore della vocazione al ministero ordinato. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La recente citazione, in un discorso di papa Leone XIV, della espressione \u201calter Christus\u201d, riferita al presbitero\/sacerdote, ha suscitato un grande interesse verso una locuzione che ha goduto di una certa fortuna, ma la cui&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20232"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20232"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20232\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20234,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20232\/revisions\/20234"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}