{"id":20195,"date":"2026-01-12T09:39:11","date_gmt":"2026-01-12T08:39:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20195"},"modified":"2026-01-12T10:05:35","modified_gmt":"2026-01-12T09:05:35","slug":"finisce-un-certo-tipo-di-tranquillita-il-concistoro-e-la-teologia-in-prospettiva-conciliare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/finisce-un-certo-tipo-di-tranquillita-il-concistoro-e-la-teologia-in-prospettiva-conciliare\/","title":{"rendered":"&#8220;Finisce un certo tipo di tranquillit\u00e0&#8221;. Il Concistoro e la teologia in prospettiva conciliare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concistoro.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-20197\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concistoro.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><\/p>\n<p>Lo ha datto bene Alberto Melloni, in un articolo del 6 gennaio sul <em>Corriere della Sera<\/em>: il percorso che si \u00e8 inaugurato con il Concistoro dei giorni 7-8 gennaio, nel suo intento di affrontare le questioni riguardanti l&#8217;annuncio del Vangelo, la struttura ecclesiale e ministeriale, la tradizione liturgica e la riforma della curia romana, dovr\u00e0 necessariamente confrontarsi con questioni cos\u00ec profonde e cos\u00ec vitali, che chiedono la predisposizione di un pensiero teologico alla altezza delle sfide.\u00a0 Ognuna delle questioni messe in campo da papa Leone XIV, nel suo atto di confronto con il corpo cardinalizio universale, domanda un nuovo investimento teologico, che negli ultimi decenni \u00e8 venuto meno. Abbiamo provato a rinunciare alla teologia. Mi colpisce il fatto che negli stessi giorni, la stessa idea sia venuta da ambienti e da prospettive diverse, non strettamente legate al Concistoro. Da un lato Marco Vergottini, su <em>Avvenire<\/em>, ha sottolineato la difficolt\u00e0 della teologia ad essere riconosciuta nel suo valore decisivo, correndo il rischio di perdere la sua funzione vitale, che \u00e8 intelligenza critica della fede. Negli stessi giorni, ancora, Giuseppe Guglielmi, sulle pagine di <em>SettimanaNews<\/em>, delineava le difficolt\u00e0 di avvalorare la funzione specifica della parola teologica nel campo della comprensione delle fede, denunciando non solo la irrilevanza pubblica del pensiero teologica, ma anche la irrilevanza ecclesiale. Sempre tra fine anno e inizio del 2026 la pubblicazione di un bel volume di Luigi Mariano Guzzo (che ho gi\u00e0 presentato<a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-profezia-del-canonista-il-principio-di-eguaglianza-e-il-sesso-femminile-come-incapacita\/\"> qui<\/a>) mostrava bene come anche lo stesso diritto canonico patisca di lacune teologiche gravi, quando prova a pensare la tradizione giuridica di fronte a nuove questioni.\u00a0 D&#8217;altra parte, come aveva poco prima segnalato Marcello Neri (in un illuminante post su SettimanaNews che si pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/diritto\/teologia-diritto-profezia\/\">qui<\/a>) anche il riferimento alla sinodalit\u00e0, nel momento stesso in cui si istituzionalizza, rischia di immunizzarsi nel garantire soltanto la &#8220;ripetizione del medesimo&#8221;. Lo spazio della profezia \u00e8 sempre stretto, ma non pu\u00f2 essere negato dal sistema. Ecco allora il quadro di una questione appassionante, che merita qualche parola di chiarimento.<\/p>\n<p><strong>La teologia e il cammino della tradizione cristiana\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Una illusione \u00e8 nata tra met\u00e0 &#8216;800 e met\u00e0 &#8216;900: che la Chiesa possa procedere bene nella sua storia di grazia facendo a meno della mediazione teologica. La gerarchia magisteriale, nelle sue forme pi\u00f9 autorevoli, di fronte al mondo tardo-moderno, ha progeressivamente costruito un modello di &#8220;dottrina&#8221; che poteva di fatto sostituire ogni mediazione teologica. Cos\u00ec \u00e8 nato il mito del modernismo da combattere e dell&#8217;antimodernismo da affermare. Si tratta appunto di un &#8220;mito&#8221;, ossia di una &#8220;eresia che non \u00e8 mai esistita&#8221; (come ha efficacemente affermato Manuel Belli in un intervento brillante, che si pu\u00f2 ascoltare <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=zmxJqcxRyGs\">qui)<\/a>. A cominciare dalla met\u00e0 del XIX secolo ci si era persuasi che fosse possibile immunizzare la dottrina ecclesiale dalla cultura e che si potesse fare teologia solo deduttivamente, partendo dal magistero: nel magistero ecclesiale era contenuta tutta la teologia possibile e necessaria. Perci\u00f2 la relazione con la cultura diventava semplicemente accessoria, marginale, irrilevante, o fuorviante e pericolosa. Per questo si \u00e8 iniziato a pensare che la formazione al ministero, la catechesi, la organizzazione giuridica, la amministrazione ecclesiale, la stessa vita cristiana non avesse alcuna necessit\u00e0 di confrontarsi con il &#8220;sapere umano&#8221;. E&#8217; evidente come questo secolo di &#8220;antimodernismo&#8221;, che ha trovato la sua punta di fuoco tra gli anni 10 e 5o del XX secolo, sia stato superato dalla fase storica inaugurata dalla elezione di Giovanni XXIII, nel 1958. Da quel momento in poi, per un decennio, abbiamo conosciuto un momento di grazia, in cui la sana tradizione poteva conoscere un legittimo progresso, mettendosi in relazione con le sua fonti pi\u00f9 ricche e con i segni dei tempi: da un lato &#8220;ressourcement&#8221;, ossia recupero di fonti bibliche, patristiche, liturgiche ed ecumeniche dimenticate; dall&#8217;altro &#8220;segni dei tempi&#8221;, ossia prodotti culturali del mondo moderno, che la Chiesa doveva imparare a riconoscere e dai quali aveva qualcosa di importante da apprendere. Questa fase ha innestato nel corpo della Chiesa una serie di potenziali riforme, di cui solo quella liturgica ha preso immediatamente forma. Tutte le altre possibilit\u00e0 si sono configurate, immaginate, progettate, ma non hanno di fatto raggiunto una forma efficace. Cos\u00ec, a partire dagli anni 70-80, le cose sono cambiate.<\/p>\n<p><strong>Il dispositivo di blocco e la illusione di una teologia senza cultura<\/strong><\/p>\n<p>La reazione alle aperture verso il recupero di un passato pi\u00f9 ricco e di un presente meno fosco si sono manifestate gi\u00e0 negli anni 70 e hanno preso figura coerente e significativa negli anni 80 e 90, segnando anche l&#8217;inizio del nuovo millennio: \u00e8 iniziato un modo di ragionare che ha conseguito, in 40 anni, grande successo e che si pu\u00f2 cos\u00ec formulare: la Chiesa non ha la autorit\u00e0 di modificare se stessa e per questo ha solo il potere di confermare ci\u00f2 che ha ricevuto, senza la possibilit\u00e0 di ripensarlo e di riformularlo. Ogni apertura ad una rilettura diversa del passato o al pensiero contemporaneo con la sua diversa sensibilit\u00e0, tornava ad essere considerato sospetto, deviante, pericoloso: una nuova fase di &#8220;antimodernismo&#8221; (presentato come &#8220;magistero parallelo&#8221; o come &#8220;assenza di vocazione ecclesiale della teologia&#8221;) diventava forte tra gli anni 80 e il primo decennio del nuovo secolo. La teologia cattolica rischiava di nuovo di essere ridotta a &#8220;commento del magistero&#8221; e cos\u00ec di perdere la sua funzione di inquietudine, di incompletezza e di immaginazione. Questa reazione alimentava, indirettamente, un progressivo sospetto verso la teologia e la illusione che si potesse &#8220;guidare la Chiesa&#8221;, &#8220;annunciare il Vangelo&#8221; e &#8220;vivere la fede&#8221; senza alcun bisogno del controllo critico e della ispirazione intellettuale della ragione teologica. Il pontificato di Francesco, tra il 2013 e il 2025, ci ha in larga parte liberato da questo pregiudizio. Proprio mettendo in luce il compito teologico di alimentare la inquietudine del cuore credente, la incompletezza del sistema teologico e la necessaria immaginazione per rispondere a questioni nuove, i 12 anni di papa Francesco hanno dischiuso un nuovo rapporto necessario con la tradizione e con la cultura. Si \u00e8 trattato pi\u00f9 di spunti profetici, di gesti simbolici, di formule efficaci che di ripensamenti del sistema: ma la nuova &#8220;fase conciliare&#8221; &#8211;\u00a0 che ha assunto i nomi esemplari di &#8220;Chiesa in uscita&#8221;, di &#8220;gioia nell&#8217;evangelizzare&#8221;, di &#8220;periferie esistenziali&#8221;, di &#8220;sinodalit\u00e0&#8221;, di &#8220;lotta alla cultura dello scarto&#8221; &#8211; hanno lasciato il segno, anche sul piano teologico.<\/p>\n<p><strong>La migliore teologia per il disegno del Concistoro<\/strong><\/p>\n<p>In questo quadro deve essere inserita anche la nuova iniziativa di papa Leone XIV, che lavora con uno strumento nuovo (il Concistoro) ma su un disegno non nuovo (le riforma della Chiesa). Su ognuno dei punti su cui il lavoro dovr\u00e0 procedere, l&#8217;ascolto reciproco, tra Cardinali e papa, chiede le mediazioni teologiche migliori, pi\u00f9 fini, pi\u00f9 adeguate. Questo \u00e8 mancato alla ripresa voluta da papa Francesco: alla profezia delle intuizioni \u00e8 mancata, molto spesso, la consequenzialit\u00e0 teologica del sistema. Alcuni esempi sono illuminanti. Provo ad accennarli:<\/p>\n<ul>\n<li><em>Amoris Laetitia:<\/em> le tre parole chiave del processo ecclesiale (discernere, accompagnare, accogliere) non corrispondono a procedure giuridiche: se non si cambia la forma giuridica, i discorsi sul matrimonio, sulla coppia e sulla famiglia restano a mezz&#8217;aria;<\/li>\n<li><em>Commissione sul Diaconato e le donne<\/em>: il lungo processo di elaborazioni, durato 10 anni, se alla fine genera proposizioni teologicamente improponibili, che spaccano a met\u00e0 la Commissione, indica in una drammatica carenza teologica dei soggetti implicati una delle questioni centrali. Senza una teologia all&#8217;altezza delle sfide, le commissioni pestano l&#8217;acqua nel mortaio e alimentano solo illusioni: non si affrontano questioni nuove con parole vecchie;<\/li>\n<li><em>Curia romana e esercizio della autorit\u00e0<\/em>: far spazio alle donne nell&#8217;esercizio della autorit\u00e0 nella Chiesa e nella Curia Romana non pu\u00f2\u00a0 essere giustificato solo attribuendo al papa l&#8217;arbitrio del &#8220;re Sole&#8221;. Un riconoscimento della &#8220;donna nello spazio pubblico della Chiesa&#8221; non pu\u00f2 essere sostituito n\u00e9 da vecchi paternalismi giuridici, n\u00e9 da pretese spudorate di misticismi nuziali;<\/li>\n<li><em>Sinodo e deliberazioni<\/em>: quando un lungo processo di elaborazione sinodale arriva a proposizioni belle, ma senza efficacia, manca una dimensione teologica, che resta impensata, sull&#8217;esercizio concreto della autorit\u00e0 nella Chiesa.<\/li>\n<li><em>Liturgia e tradizione<\/em>: se ci si attarda su soluzioni teologicamente sbagliate, che mettono in parallelo esperienze celebrative ed ecclesiali diverse e incompatibili, si pu\u00f2 uscirne solo tornando alla relazione vitale tra legittimo progresso come rimedio alla tradizione malata. Senza questa chiarezza teologica, ogni discorso sulla liturgia diventa ideologico e divisivo.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>La prospettiva del lavoro teologico<\/strong><\/p>\n<p>Nel discorso con cui papa Leone ha concluso la prima esperienza rinnovata di questo Concistoro, il giorno 8 gennaio, ha voluto sottolineare con forza la esigenza di ripartire e di ritornare al Concilio Vaticano II: sia di ripartire, sia di ritornare. E ha anche precisato, non senza parresia, che la speranza non pu\u00f2 alimentarsi n\u00e9 di scetticismo n\u00e9 di malinconia:<\/p>\n<p>&#8220;Al termine di questo Concistoro, desidero ribadire quanto affermato nell\u2019omelia dell\u2019Epifania: \u00abDio si rivela e nulla pu\u00f2 restare fermo. Finisce un certo tipo di tranquillit\u00e0, quella che fa ripetere ai malinconici: \u00abNon c\u2019\u00e8 niente di nuovo sotto il sole\u00bb (<i>Qo<\/i> 1,9). \u00c8 questa la speranza che ci viene donata.&#8221;<\/p>\n<p>Se &#8220;finisce un certo di tipo di tranquillit\u00e0&#8221;, questo accade perch\u00e9 la funzione di servizio del pensiero teologico non \u00e8 aggirabile: se vogliamo affrontare davvero lo sfide dei 4 punti identificati come decisivi, dobbiamo avvalerci delle forme migliori di elaborazione concettuale a disposizione. La teologia non sostituisce mai la mediazione pastorale. Ma una guida pastorale, e una coscienza ecclesiale, che non si nutra del miglior pensiero teologico a disposizione, finisce facilmente nella insignificanza e nella inefficacia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo ha datto bene Alberto Melloni, in un articolo del 6 gennaio sul Corriere della Sera: il percorso che si \u00e8 inaugurato con il Concistoro dei giorni 7-8 gennaio, nel suo intento di affrontare le&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20195"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20195"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20195\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20201,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20195\/revisions\/20201"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20195"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20195"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20195"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}