{"id":20149,"date":"2026-01-07T11:49:33","date_gmt":"2026-01-07T10:49:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20149"},"modified":"2026-01-07T11:50:16","modified_gmt":"2026-01-07T10:50:16","slug":"nuove-meditazioni-di-teologia-eucaristica-4-ripensare-la-transustanziazione-di-cosimo-scordato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/nuove-meditazioni-di-teologia-eucaristica-4-ripensare-la-transustanziazione-di-cosimo-scordato\/","title":{"rendered":"Nuove meditazioni di teologia eucaristica\/4. Ripensare la \u2018transustanziazione\u2019 (di Cosimo Scordato)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ultimacena.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-19819\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ultimacena-300x153.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"153\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ultimacena-300x153.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ultimacena.jpg 382w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><em>Riprende la riflessione sulla teologia eucaristica con questa bella rilettura della transustanziazione da parte del teologo palermitano Cosimo Scordato, che qui sintetizza un suo studio di prossima pubblicazione. Lo ringrazio di cuore. (ag)<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Ripensare la \u2018transustanziazione\u2019 <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>(di Cosimo Scordato)<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Un termine sentinella &#8211; <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Dire Eucaristia e pensare alla \u2018transustanziazione\u2019 \u00e8 un tutt\u2019uno; fin da bambini, abbiamo imparato questa parola pur nella difficolt\u00e0 della sua dizione. Eppure vorremmo offrire qualche riflessione che ci aiuti a salvaguardare ci\u00f2 che il termine custodisce ma aprendolo ad altra possibilit\u00e0. Sono noti alcuni limiti del passato (isolamento del sacerdote dall\u2019assemblea, prevalenza dell\u2019adorazione sulla manducazione, poco rilievo alla comunit\u00e0 come corpo del Signore attraverso l\u2019Eucaristia, enfatizzazione della messa\/sacrificio come offerta dell\u2019uomo a Dio anzich\u00e9 come autodonazione di Dio all\u2019uomo); ma la riflessione critica della teologia continua.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Dal passato al futuro<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> &#8211; Nell\u2019ultima cena, Ges\u00f9 annunzia: \u201cQuesto\/ci\u00f2 (<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>touto<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">) il mio corpo (che \u00e8 donato) per voi\u201d. Che cosa \u00e8 questo <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>touto<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> (\u2018ci\u00f2\u2019) del quale viene detto che \u00e8 \u201cil mio corpo\u201d? Il testo greco non fa riferimento direttamente al pane, altrimenti avremmo trovato l\u2019aggettivo al maschile (<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>outos<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">) e non al neutro come di fatto \u00e8 (<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>touto<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">). <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Ci\u00f2<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> indica tutto l\u2019insieme: il senso <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>ricapitolativo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> dei suoi gesti e delle sue parole e il senso <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>prolettico<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> della piena comunione con i discepoli dentro e oltre la morte nella condizione di Risorto. Nella riflessione successiva l\u2019attenzione si \u00e8 focalizzata sulla domanda: in che modo un pezzo di pane pu\u00f2 diventare corpo del Signore? Gi scolastici approdano alla transustanziazione: il pane e il vino mantengono i loro accidenti, ma la loro sostanza \u00e8 trasformata nel corpo e sangue del Signore. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ci chiediamo se possiamo invertire i termini dicendo: \u201cIl mio corpo \u00e8 questo\u201d. In questo caso il soggetto \u00e8 \u201cil mio corpo\u201d e il predicato \u00e8 \u201cquesto\u201d. Cosa cambia? Un conto \u00e8 che un pezzo di pane diventi il Corpo di Cristo, un conto \u00e8 che il Corpo di Cristo diventi un pezzo di pane. Nel primo caso, la trasformazione riguarda la sostanza del pane che diventa Corpo di Cristo, permanendo gli accidenti; nel secondo caso, la trasformazione riguarda il Corpo di Cristo che diventa un pezzo di pane. In questo modo il Risorto, oltre ad avere assunto la condizione umana fino alla sua forma di servo, assume anche la condizione di pezzo di pane e (calice di) vino al fine di istaurare un rapporto pi\u00f9 intimo secondo la modalit\u00e0 della convivialit\u00e0. Ges\u00f9 risorto diventa altro da s\u00e9 nel momento in cui nell\u2019Eucaristia si offre ai suoi discepoli; ci\u00f2 avviene nelle modalit\u00e0 del banchetto includendo in questo modo non solo il pane e il vino, ma anche tutto quello che lo ha preparato rendendolo possibile: la terra e il lavoro dell\u2019uomo, il ritrovarsi insieme in un contesto di festa; e tutto questo non in maniera accidentale ma autenticamente. Il suo amore prende forma nel pezzo di pane offerto ai suoi discepoli e la sua comunit\u00e0 diventa il suo corpo visibile nel pane e nel vino condiviso! Potremmo parlare di una ulteriore chenosi del Figlio di Dio, in continuit\u00e0 e radicalizzazione con quella che egli ha vissuto nel farsi carne: meravigliosa la prima chenosi, altrettanto meravigliosa questa ulteriore chenosi, che si realizza in un pezzo di pane e nella comunit\u00e0, radunata a farne memoria per viverne l\u2019assimilazione pi\u00f9 intima. Il Risorto sperimenta una ulteriore prossimit\u00e0 all\u2019uomo attraverso la manducazione eucaristica e la comunit\u00e0 radunata fraternamente sperimenta l\u2019assimilazione a Lui e al suo vangelo. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il pane e il vino manifestano l\u2019integrazione tra l\u2019uomo e la terra nel processo evolutivo ancora in corso, oltre che nella storicit\u00e0 del loro continuo realizzarsi; la comunit\u00e0 celebrando assume l\u2019impegno per la terra e per la storia, disponendosi ad imprimere l\u2019impronta cristica al creato e alla storia<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>L\u2019Eucaristia d\u00e0 da ripensare tutto<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> &#8211; L\u2019Eucaristia non \u00e8 qualcosa da comprendere a partire da altro, quasi esemplificazione allegorica di una idealit\u00e0, piuttosto \u00e8 l\u2019evento <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>a partire dal quale<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> si dispiega il senso della realt\u00e0: relazione \u2018nutriente\u2019 verso gli altri, darsi \u201cin pasto\u201d con pensieri, gesti, servizi, espressioni di prossimit\u00e0&#8230;<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a> Nella interpretazione precedente la transustanziazione nella radice <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>trans-<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> spingeva a pensare l\u2019Eucaristia come innalzamento della realt\u00e0 umana verso la realt\u00e0 divina. La presente riflessione, invece, spinge a pensare il movimento che dispone Dio ad accon-<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>discendere<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> alla sua creatura trasformandosi in un pezzo di pane da mangiare. Siamo dinanzi a un trans-<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>scendimento<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> di amore: il cambiamento del Risorto che vive la sua condizione chenotica nell\u2019atto di amore pasquale come abbassamento estremo verso l\u2019uomo. A sua vola, il nutrirsi del Risorto-pezzo-di-pane fa comprendere ai commensali di diventare un tutt\u2019uno col Signore e <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>tra di loro<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">. La tensione registrata nella storia tra corpo personale (vero reale e sostanziale) di Cristo e corpo (mistico) della Chiesa non ha motivo di esistere perch\u00e9 il \u201ctutto ci\u00f2\u201d comprende e tiene unito: la Parola interpretativa di Ges\u00f9, il suo invito a prendere\/mangiare, il senso della sua vita come \u201cmio corpo per voi\u201d, il diventare un solo Corpo con i discepoli, il reciproco donarsi dei discepoli come effetto dell\u2019evento eucaristico. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Fate questo, che cosa? \u2013 <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">C\u2019\u00e8 una circolarit\u00e0 ermeneutica tra due accezioni. La prima \u00e8 quella <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>liturgica<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">. La comunit\u00e0 fa memoria di Ges\u00f9 celebrando la cena <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>del<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> Signore nel doppio significato del genitivo soggettivo (Ges\u00f9 che presiede la mensa) e oggettivo (Ges\u00f9 che offre se stesso). La liturgia cristiana, non dipende da altri culti e ha una sua specificit\u00e0 riconducibile alla vita di Ges\u00f9. La seconda accezione \u00e8 quella <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>esistenziale. <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ges\u00f9 interpreta la sua vita e quella del credente come \u201ccorpo donato per\u201d, attingendo all\u2019autodonazione (trinitaria) di Dio, fonte e culmine di ogni gesto umano. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Alcuni guadagni &#8211; <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La presente proposta viene incontro al desiderio di rilanciare la celebrazione dell\u2019Eucaristia. Evidenziamo alcuni aspetti. Il primo aspetto riguarda il ripristino del pane azzimo (come avviene nella liturgia bizantina) per far comprendere che la mensa eucaristica \u00e8 un banchetto vero nel quale il Signore \u00e8 colui che la presiede e colui che si offre. La presenza attuale dell\u2019ostia enfatizza l\u2019ostia\/offerta sacrificale<\/span><\/span><sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\">3<\/a><\/span><\/span><\/sup><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> e meno la gioia dell\u2019aspetto conviviale della vita di ogni persona che, col lavoro, \u2018cerca di guadagnarsi il pane\u2019 per imbandire la mensa con i propri cari. Inoltre lo spezzare il pane e il passare il vino \u00e8 costitutivo dell\u2019atto sacramentale; esso \u00e8 performativo della comunione del Signore coi fedeli e dei fedeli tra di loro; celebrando essi sono disposti a condividere la stessa mensa, nella espressione liturgica e nell\u2019esistenza di ogni giorno. Infine le parole interpretative del Risorto assumono il banchetto in tutte le potenzialit\u00e0 antropologiche (comunit\u00e0, alimento, festa\u2026) per restituirlo ripieno della potenza trasformante del suo Spirito. Il Vivente e il Veniente visibilizza nei gesti umani, ricapitolati nel convivio, il compiersi della Trinit\u00e0 economica nel qui ed ora di ogni celebrazione. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Cosimo Scordato<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"> Nel linguaggio l\u2019espressione metaforica \u201cFarsi un pezzo di pane\u201d indica la disponibilit\u00e0 a donarsi e a essere servizievole; essa indica una persona buona che offre relazioni \u2018nutrienti\u2019 verso gli altri. Nel caso di Ges\u00f9, la metafora approda ad un realismo che \u00e8 tipico ed esclusivo del gesto posto in essere da Ges\u00f9. Infatti, Egli da un lato interpreta la sua vita come un continuo venire incontro ai bisogni degli altri e un donarsi per realizzare il regno di Dio, regalit\u00e0 divina che ha tutto da donare; dall\u2019altro lato, nel contesto conviviale pasquale, Egli \u2018sporge\u2019 verso un oltre che spinge il senso del suo essere e agire verso una comunione di vita che, nel pezzo di pane, evoca la compenetrazione intima con Lui e tra i commensali. <\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">Possiamo assumere l\u2019allattamento materno; esso non si esaurisce nel succhiare il latte ma si esprime nell\u2019esporre il seno, come parte per il tutto (identificazione tra mamma e mammella!) per tradurre la relazione in qualcosa che pu\u00f2 durare tutta la vita anche se in forma diversa dall\u2019allattamento.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"> Circa l\u2019acquisizione tridentina del significato della messa come sacrificio, ci limitiamo ad osservare che faremmo bene a sottolineare che la messa \u00e8 un sacrificio <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>sui generis<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">, irriducibile agli altri sacrifici delle diverse esperienze religiose; il sacrificio non \u00e8 in primo luogo offerta dell\u2019uomo a Dio quanto piuttosto autodonazione di Dio alle sue creature, rivelazione suprema dell\u2019autodonazione trinitaria dell\u2019amore divino. <\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riprende la riflessione sulla teologia eucaristica con questa bella rilettura della transustanziazione da parte del teologo palermitano Cosimo Scordato, che qui sintetizza un suo studio di prossima pubblicazione. 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