{"id":20145,"date":"2026-01-05T10:17:27","date_gmt":"2026-01-05T09:17:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20145"},"modified":"2026-01-05T10:18:26","modified_gmt":"2026-01-05T09:18:26","slug":"pio-x-e-la-partecipazione-attiva-la-sacra-differenza-tra-celebrare-e-presiedere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/pio-x-e-la-partecipazione-attiva-la-sacra-differenza-tra-celebrare-e-presiedere\/","title":{"rendered":"Pio X e la \u201cpartecipazione attiva\u201d: la sacra differenza tra celebrare e presiedere"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" align=\"left\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13948\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2-296x300.jpg\" alt=\"\" width=\"296\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2.jpg 949w\" sizes=\"(max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Uno dei punti pi\u00f9 delicati della tradizione liturgica degli ultimi 100 anni \u00e8 la elaborazione del concetto di \u201cpartecipazione attiva\u201d, che sta al centro della Riforma Liturgica, come quella luce verso cui tende l\u2019intero assetto del ripensamento conciliare intorno alla natura della azione rituale. E\u2019 evidente che se si comprende in modo sbagliato questo concetto decisivo, facilmente si fraintende tutta quella operazione teologica ed ecclesiale che, come Riforma Liturgica, \u00e8 stata prima auspicata dal Concilio Vaticano II e poi realizzata dal post-concilio.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>1. Origine della locuzione \u201cpartecipazione attiva\u201d<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La locuzione non nasce con il Concilio Vaticano II, ma 60 prima e compare, in modo solenne, ma non centrale, in un testo del magistero di papa Pio X.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">Come \u00e8 noto, nel Motu Proprio \u201cTra le sollecitudini\u201d <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">del 1903<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">, il cui tema \u00e8 la \u201cmusica sacra\u201d, <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">leggiamo <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">una frase che \u00e8 rimasta nella storia come la prima ammissione aperta e chiara di una comprensione rinnovata della azione rituale di culto nella esperienza della Chiesa cattolica. <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">Esaminiamo anzitutto la frase nel suo tenore letterale<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><i><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">\u00abEssendo, infatti, Nostro vivissimo desiderio che il vero spirito cristiano rifiorisca per ogni modo e si mantenga nei fedeli tutti, \u00e8 necessario provvedere prima di ogni altra cosa alla santit\u00e0 e dignit\u00e0 del tempio, dove appunto i fedeli si radunano per attingere tale spirito dalla sua prima ed indispensabile fonte, che \u00e8 la <\/span><\/span><\/i><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">partecipazione attiva<\/span><\/span><i><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\"> ai sacrosanti misteri e alla preghiera pubblica e solenne della Chiesa. Ed \u00e8 vano sperare che a tal fine su noi discenda copiosa la benedizione del Cielo, quando il nostro ossequio all\u2019Altissimo, anzich\u00e9 ascendere in odore di soavit\u00e0, rimette invece nella mano del Signore i flagelli, onde altra volta il Divin Redentore cacci\u00f2 dal tempio gli indegni profanatori.<\/span><\/span> \u00bb<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">La frase, che \u00e8 scritta nell\u2019italiano dei primi del 900, manifesta almeno tre concetti centrali:<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">a) L\u2019intenzione \u00e8 che \u201crifiorisca e si mantenga\u201d in tutti i fedeli \u201cil vero spirito cristiano\u201d. In questa direzione la \u201cprima di ogni altra cosa\u201d \u00e8 la \u201csantit\u00e0 e dignit\u00e0 del tempio\u201d. E\u2019 qui evidente che si attesta una \u201ccura per la liturgia\u201d che appare come un elemento piuttosto nuovo nell\u2019ambito delle preoccupazioni di inizio secolo: non una istanza politica, non una istanza dottrinale e o disciplinare, ma una mediazione simbolica sta al centro dello sguardo del testo.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">b) Il tempio \u00e8 il luogo \u201cdove i fedeli si radunano per attingere tale spirito dalla sua prima e indispensabile fonte, che \u00e8 la <i>partecipazione attiva<\/i> ai sacrosanti misteri e alla preghiera pubblica e solenne della Chiesa.\u201d Questa \u00e8 la definizione del \u201ctempio\u201d. Qui troviamo la ripresa della idea che la \u201cfonte\u201d prima e indispensabile del \u201cvero spirito cristiano\u201d non \u00e8 semplicemente il sacramento e la preghiera, ma la \u201cpartecipazione attiva\u201d ad essa. Questa idea, che nel testo compare come motivazione di una nuova cura per il \u201ccanto e musica sacra\u201d, presenta una visione con tratti di forte novit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">c) L\u2019ultima frase, in modo colorito, riprende su un altro piano l\u2019espressione solenne: sottolinea la correlazione tra il discendere della \u201ccopiosa benedizione del Cielo\u201d e l\u2019ascendere dell\u2019 \u201cossequio all\u2019Altissimo\u201d, quando non \u00e8 all\u2019altezza della tradizione. Profanare il tempio \u00e8, precisamente, trascurare questa correlazione.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><i>2. Uno slogan del Movimento Liturgico<\/i><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Se superiamo una certa diffidenza, legata inevitabilmente al linguaggio e alle figure impiegate, vediamo bene come questo testo sia divenuto quasi uno \u201cslogan\u201d del Movimento Liturgico degli anni 10-40 e sia stato utilizzato, soprattutto con la mediazione abilissima di Lambert Beauduin, per avvalorare una nuova visione della funzione \u201cfontale\u201d, \u201cspirituale\u201d e \u201cpastorale\u201d della liturgia. Tutte le parole-chiave del secolo successivo sono contenute in quel testo:<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">&#8211; l\u2019affermazione del valore spirituale della liturgia, contro cui ancora negli anni 50 i coniugi Maritain scrissero pagine di fuoco;<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">&#8211; la comprensione della liturgia come fonte della azione della Chiesa, piuttosto che come \u201cprotestatio fidei\u201d meramente esteriore e cerimoniale;<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">&#8211; l\u2019esigenza di fare della \u201cpartecipazione attiva\u201d alla liturgia il cuore della pastorale, superando la logica di \u201cassistenza\u201d e di \u201cpassivit\u00e0\u201d di muti spettatori.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Nessuna di queste tre affermazioni era ovvia agli inizi del \u2018900 e non lo rimarr\u00e0 fino agli anni 50 del secolo. La forma pi\u00f9 semplice di questa \u201cnon ovviet\u00e0\u201d della frase era sperimentabile nel vissuto comune della messa: in essa non era affatto scontata quella forma di \u201cpartecipazione attiva\u201d che era anzitutto la comunione. Anzi fu proprio uno scandalo quando Pio X disse, qualche anno dopo quel testo, che poteva essere desiderabile che ogni fedele si comunicasse anche quotidianamente. Questo modo del partecipare era guardato con sospetto, anche se veniva pensato, dallo stesso papa Pio X, pi\u00f9 come un atto di culto privato, che come un atto mediato dal rito liturgico di comunione. Fare la comunione non significava, allora, partecipare alla azione che si chiama rito di comunione, ma ricevere privatamente il Santissimo Sacramento.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><i>3.Una rilettura illuminante: J.-Y. Hameline<\/i><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Il testo del 1903, in occasione dell\u2019anniversario secolare della sua pubblicazione (nel 2003) \u00e8 stato letto da J.-Y. Hameline [<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>LE MOTU PROPRIO DE PIE X ET L&#8217;INSTRUCTION SUR LA MUSIQUE SACR\u00c9E <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">(22 novembre 1903), <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u201cLa Maison-Dieu\u201d<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>, <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">239\/<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">3(<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">2004<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">)<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">, 85-120<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">]<\/span><\/span> come caratterizzato non tanto dalla idea della \u201cpartecipazione\u201d, quanto dalla idea di \u201cattivit\u00e0\u201d. E\u2019 la insistenza sulla \u201cazione\u201d a qualificarlo in modo singolarmente nuovo. In effetti questo intento, che nasce in ambito musicale, ma che poi si estende all\u2019intera esperienza liturgica, scopre il valore originario della \u201cazione musicale\u201d per la rigenerazione del tessuto spirituale della Chiesa. Qui Hameline riscontra con sorpresa una somiglianza tra il progetto di Pio X agli inizi del XX secolo e il progetto musicale che Wagner aveva pensato per la musica nella seconda parte del XIX secolo. Ma echi di questa ripresa dello \u201cspirito liturgico\u201d si trovano in Angelo de Santi, il padre gesuita implicato nella stesura della lettera e nella nuova edizione del graduale del 1908, dove si trova, proprio nel proemio, la espressione \u201cspiritus, quem vocamus, liturgicus itemque precandi spiritus\u201d. Questo modo nuovo di intendere la \u201cpartecipazione attiva\u201d non \u00e8 stato immediatamente compreso. E\u2019 interessante che la prima traduzione latina del termine italiano \u201cpartecipazione attiva\u201d sia stata \u201ccommunicatio actuosa\u201d, presto per\u00f2 superata con \u201cparticipatio\u201d, in un latino meno elegante, ma pi\u00f9 chiaro. Non si tratta semplicemente di \u201cricevere\u201d, ma di \u201cagire\u201d nel culto (non solo musicale).<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Dunque, anche dalle ricerche pi\u00f9 accurate e autorevoli, emerge che la novit\u00e0 della espressione non consiste nel parlare di \u201cpartecipazione ai santi misteri\u201d, che \u00e8 espressione classica. La vera novit\u00e0 sta nella aggiunta di quell\u2019aggettivo \u201cattiva\u201d, che cambia completamente la prospettiva.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Il rifiorire dello spirito cristiano viene collegato, diremmo attivamente, ad una nuova comprensione non solo della funzione della musica e del canto, ma dell\u2019intera azione liturgica.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Si potrebbe dire, in sintonia con l\u2019analisi di Hameline, che un testo nato da un intento chiaramente antimoderno, abbia di fatto messo in moto un nuovo modo di intendere l\u2019atto musicale e l\u2019atto di culto pi\u00f9 in generale.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><i>4. Continuit\u00e0 e rottura nella locuzione<\/i><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Non c\u2019\u00e8 dubbio che il contesto musicale, che scopriva nel 1903 un \u201cmunus ministeriale\u201d nell\u2019azione del canto, cambiava la prospettiva di lettura non solo della musica ma dell\u2019intero agire rituale. Cos\u00ec si \u00e8 potuto elaborare quel concetto di \u201cpartecipazione attiva\u201d che 60 anni dopo, nel primo documento del Concilio Vaticano II, nel 1963, \u00e8 stato collocato al centro dell\u2019intera esperienza liturgica ecclesiale. Questo aspetto programmatico resta un compito anche per l\u2019oggi: non solo in campo musicale, ma in relazione a tutti i linguaggi della liturgia, la \u201cpartecipazione attiva\u201d cambia la prospettiva pastorale, cambia l\u2019esperienza della Chiesa. Non come \u201crottura\u201d, ma come \u201ccustodia\u201d della tradizione. L\u2019azione in gioco \u00e8 \u201ccomune\u201d ed \u00e8 efficace: questa \u00e8 la sfida che inizia esplicitamente nel 1903: una cosa molto moderna, anche se concepita in partenza con intenzioni antimoderne.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Non sorprende che proprio su come si debba intendere la \u201cactuosa participatio\u201d oggi restino molti equivoci, anche sul piano ufficiale: non ultima la mancanza di chiarezza sul fatto che la domanda di riforma dei riti preconciliari risponde precisamente allo scopo di attivare una \u201cactuosa participatio\u201d: il rifiuto della riforma liturgica, la fuga in riti \u201cnon riformati\u201d assicura soltanto la contestazione pi\u00f9 viscerale di questa idea di Pio X, assunta dal Vaticano II e divenuta, non senza fatica, il principio di una nuova grammatica liturgica.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Questa grammatica ha al centro l\u2019idea di azione comune: la fede si edifica di una azione che ha come soggetti Cristo e tutta la sua Chiesa. Ogni polarizzazione o contrapposizione interna a questi soggetti perde di vista il guadagno che la locuzione assicura. Non si deve temere che \u201cpartecipare\u201d indichi una lettura sociologica del rito, anche se non esclude affatto che si possa recepirla soltanto a questo livello. La teologia della \u201cpartecipazione attiva\u201d \u00e8 un ripensamento dogmatico della tradizione, fondato su un modo nuovo di intendere la funzione dei riti nella vita della Chiesa. La natura stessa della liturgia, in quanto azione, chiede che tutti coloro che ne sono titolari agiscano in essa. L\u2019 \u201cactio sacra\u201d non significa \u201cazione separata\u201d, ma \u201cazione comune\u201d. Sacro non \u00e8 \u201criservato\u201d, ma \u201cpartecipato\u201d. Il ministero ecclesiale non sequestra l\u2019azione, ma la rende condivisa: per questo l\u2019atto pi\u00f9 alto non \u00e8 \u201cpresiedere\u201d, ma \u201ccelebrare\u201d: il primo \u00e8 rischio, il secondo salvezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei punti pi\u00f9 delicati della tradizione liturgica degli ultimi 100 anni \u00e8 la elaborazione del concetto di \u201cpartecipazione attiva\u201d, che sta al centro della Riforma Liturgica, come quella luce verso cui tende l\u2019intero assetto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20145"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20145"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20145\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20148,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20145\/revisions\/20148"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20145"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20145"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20145"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}