{"id":20131,"date":"2025-12-20T21:09:44","date_gmt":"2025-12-20T20:09:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20131"},"modified":"2025-12-20T21:19:05","modified_gmt":"2025-12-20T20:19:05","slug":"la-pace-liturgica-e-la-tradizione-quella-sana-illazioni-sul-prossimo-concistoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-pace-liturgica-e-la-tradizione-quella-sana-illazioni-sul-prossimo-concistoro\/","title":{"rendered":"La pace liturgica e la tradizione, quella sana. Illazioni sul prossimo Concistoro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concvat2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3488\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concvat2.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"257\" \/><\/a><\/p>\n<p>Con una certa dose di coincidenza, mentre Luigi Casalini pubblicava sul blog di messainlatino un testo del giornalista Nico Spuntoni, ripreso da &#8220;Il Giornale&#8221;, che anticipava il fatto che il prossimo Concistoro avr\u00e0 come tema anche la &#8220;situazione liturgica&#8221;, sull&#8217;Osservatore Romano di oggi il card. W. Kasper\u00a0 tracciava un bilancio del Concilio Vaticano II, con attenzione al compito di papa Leone, interpretato come chiamato a tenere il &#8220;centro&#8221; tra progressisti e conservatori. Da entrambi i testi si potrebbe trarre una immagine, che piace molto all&#8217;amico Casalini, e anche a qualche Cardinale, di una attesa crescente perch\u00e9 finalmente si conceda da parte del Papa uno spazio riconosciuto alla liturgia preconciliare. Vorrei contribuire a chiarire le cose, che quando vengono raccontate da giornalisti troppo parziali, finiscono per assomigliare pi\u00f9 ad un gioco politico che ad una questione squisitamente ecclesiale.<\/p>\n<p>a) <em>Il papa e il &#8220;centro&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Vorrei partire dall&#8217;articolo di W. Kasper, che pu\u00f2 aiutarci a comprendere in che senso papa Leone viene oggi chiamato in causa. Kasper dice un cosa vera e importante: il papa deve tenere il centro. Per farlo, per\u00f2, deve fare ci\u00f2 che papa Francesco ha detto del vescovo, nel cammino ecclesiale: talvolta sta davanti, talvolta sta in fondo, spesso sta al centro. Quel &#8220;centro&#8221; di cui ha parlato Kasper, per\u00f2, non deve essere interpretato come &#8220;compromesso&#8221;, ma come il &#8220;punto medio&#8221; che \u00e8 virt\u00f9 rispetto ai due eccessi: affermare solo il passato, chiamandolo tradizione, affermare solo il futuro, perdendo la tradizione. Il &#8220;centro&#8221; del papa (non solo di questo papa, ma di ogni papa) \u00e8 precisamente custodire la tradizione viva e sana. Una cosa deve essere esclusa: pensare che &#8220;centro&#8221; sia non scegliere, e dire, allo stesso tempo, due cose contraddittorie. Questo vorrebbero coloro che chiedono al papa di permettere l&#8217;uso di riti che sono stati superati dalla riforma liturgica. Questo, come insegna la tradizione recente, non \u00e8 possibile senza lacerare la Chiesa. Il papa vuole la pace, non la lacerazione.<\/p>\n<p>b) <em>La pace liturgica<\/em><\/p>\n<p>Ma che cosa \u00e8 la &#8220;pace liturgica&#8221;? Conosciamo un movimento, cui spesso l&#8217;amico Casalini di Messainlatino d\u00e0 spazio sul suo blog, che si chiama proprio cos\u00ec: Paix liturgique, Pace liturgica. Per\u00f2 questa pace non \u00e8 irenica, ma si caratterizza per il fatto di &#8220;fare la guerra&#8221; alla riforma liturgica. Se c&#8217;\u00e8 una cosa chiara, \u00e8 che la pace liturgica non pu\u00f2 in alcun modo significare &#8220;fare la guerra alla riforma liturgica&#8221;. Per questo \u00e8 sorprendente che ci si ostini a chiedere spazio per chi non vuole accettare la riforma liturgica: questo non si pu\u00f2 fare in nessun caso. La pace liturgica pu\u00f2 nascere lavorando tutti sull&#8217;unico rito comune, quello scaturito dalle riforma di Paolo VI e Giovanni Paolo II. Non ci sono alternative, se non si vuole lacerare la Chiesa. Sul nuovo rito \u00e8 legittimo avere idee diverse, non per\u00f2 contrapponendogli il rito che \u00e8 stato esplicitamente riformato dal nuovo. Questo modo di pensare e di fare non serve la tradizione: \u00e8 negazione della tradizione, \u00e8 fare la guerra nella Chiesa.<\/p>\n<p>c) <em>Custodire la tradizione, ma quella sana<\/em><\/p>\n<p>Infine, un breve riferimento al testo citato da Casalini. Una svista piuttosto grave, in quel testo, \u00e8 proprio contenuta nel titolo: &#8220;Conservare tradizione ma aprire a progresso&#8221;. Questa frase, attribuita incautamente al papa, vorrebbe essere la citazione conciliare che nobiliterebbe in modo fuorviante la intenzione di promuovere, accanto ai nuovi riti, i riti vecchi. Una lettura giornalistica e poco informata, pu\u00f2 trarre, da questa citazione sbagliata, lo spazio per attribuire a Leone una frase e una intenzione che dal papa non \u00e8 mai stata sostenuta: ossia di tornare all&#8217;errore di pensare che la pace ecclesiale possa fiorire da un movimento parallelo, in cui &#8220;custodire la tradizione&#8221; significherebbe permettere i riti vecchi, mentre aprire al progresso sarebbero i riti della riforma. Questa lettura si basa su un testo del Concilio che manca di un aggettivo. Il Concilio dice di custodire la &#8220;sana&#8221; tradizione (SC 23). Tra tradizione e sana tradizione la differenza \u00e8 una sola: la patologia di una condizione della tradizione che doveva essere curata e riformata. Il frutto del Concilio sono i nuovi riti. Custodire la sana tradizione e promuovere il legittimo progresso non sono due azioni, ma una sola. Che ha come risultato un solo rito comune a tutti. Raffigurarsi un papa Leone che legge male un testo conciliare e alimenta le speranze di chi vuol fare non la pace, ma la guerra, non \u00e8 un bel modo di rispettare il suo ministero di sintesi, che egli esercita da quel &#8220;centro&#8221; che non \u00e8 compromesso indeciso, non \u00e8 parallelismo tra opposti, ma il massimo della virt\u00f9 nella fedelt\u00e0 al Concilio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con una certa dose di coincidenza, mentre Luigi Casalini pubblicava sul blog di messainlatino un testo del giornalista Nico Spuntoni, ripreso da &#8220;Il Giornale&#8221;, che anticipava il fatto che il prossimo Concistoro avr\u00e0 come tema&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20131"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20131"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20131\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20138,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20131\/revisions\/20138"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20131"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20131"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20131"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}