{"id":20101,"date":"2025-12-13T10:38:57","date_gmt":"2025-12-13T09:38:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20101"},"modified":"2025-12-13T10:38:57","modified_gmt":"2025-12-13T09:38:57","slug":"la-liberta-di-coscienza-e-la-dottrina-cattolica-conseguenze-impensate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-liberta-di-coscienza-e-la-dottrina-cattolica-conseguenze-impensate\/","title":{"rendered":"La libert\u00e0 di coscienza e la dottrina cattolica: conseguenze impensate"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Padova-Seminario2025.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20106\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Padova-Seminario2025-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Padova-Seminario2025-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Padova-Seminario2025-717x1024.jpg 717w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Padova-Seminario2025-768x1097.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Padova-Seminario2025-1075x1536.jpg 1075w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Padova-Seminario2025.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><em>Dignitatis Humanae<\/em> e la libert\u00e0 di coscienza: conseguenze dottrinali, teologiche e istituzionali del Vaticano II<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em>Nell&#8217;et\u00e0 contemporanea gli esseri umani divengono sempre pi\u00f9 consapevoli della propria dignit\u00e0 di persone e cresce il numero di coloro che esigono di agire di loro iniziativa, esercitando la propria responsabile libert\u00e0, mossi dalla coscienza del dovere e non pressati da misure coercitive<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em>Dignitatis Humanae<\/em> 1<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un bel seminario, Workshop, organizzato dai sociologi della religione dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova (cfr. immagine), ha permesso un dialogo serrato tra storici, giuristi, teologi e sociologi. L&#8217;anniversario della Dichiarazione sulla libert\u00e0 religiosa\u00a0 <em>Dignitatis Humanae [=DH] <\/em>(1965-2025) ha mostrato in modo limpido il duplice effetto di quel testo. Da un lato la questione del rapporto &#8220;tra religioni&#8221; e stati; dall&#8217;altro la forza del principio di libert\u00e0 di coscienza all&#8217;interno della Chiesa cattolica. Forse l&#8217;esame pi\u00f9 intenso, in questi 60 anni, \u00e8 stato dedicato all&#8217;impatto istituzionale del principio di libert\u00e0. Credo sia utile considerare, per\u00f2, anche l&#8217;effetto interno, ossia le conseguenze che la libert\u00e0 di coscienza introduce nel modo di pensare la dottrina e nel modo di esercitare il servizio teologico. Potremmo dire che la affermazione di una libert\u00e0 costitutiva del rapporto di uomini e donne con il mondo e con Dio implica un cambiamento profondo, non solo nel modo di considerare la dottrina cristiana, ma anche nel modo di intendere la mediazione pastorale e teologica. Potremmo dire, perci\u00f2, che <em>Dignitatis Humanae<\/em> \u00e8 il documento conciliare che permette il passaggio della Chiesa cattolica dalla societ\u00e0 dell&#8217;onore alla societ\u00e0 della dignit\u00e0. Quali sono le conseguenze per la dottrina e per l&#8217;esercizio della teologia e per la gestione delle istituzioni? Proviamo a chiarirlo in tre piccoli passi.<\/p>\n<ol>\n<li>La trasformazione dell&#8217;oggetto: la libert\u00e0 costitutiva della risposta alla rivelazione<\/li>\n<li>La trasformazione del soggetto: il fedele e il teologo in relazione alla storia della salvezza<\/li>\n<li>\u00a0Gli sviluppi &#8220;sfasati&#8221; in ambito ecclesiale nel post-concilio<\/li>\n<\/ol>\n<p>Questi tre punti sono tre conseguenze che raccogliamo dalla celebrazione del 60^ anniversario del Vaticano II, se non vogliame renderlo una commemorazione vuota. Provo a fissare brevemente i tre aspetti dell&#8217;impatto forte di questa dichiarazione.<\/p>\n<ul>\n<li>1. <strong>La trasformazione dell&#8217;oggetto: la libert\u00e0 di coscienza come &#8220;contenuto&#8221; della dottrina<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>L&#8217;aspetto meno studiato di DH \u00e8 la ricaduta sul modo di intendere la teologia, almeno nella misura in cui essa intercetta le azioni, i pensieri e le intenzioni degli uomini e delle donne.\u00a0 Il modo di intendere la recezione del simbolo di fede, sul piano della antropologia, della morale, del diritto, delle forme sociali e culturali della esistenza risente in profondit\u00e0 di questo mutamento di prospettiva. In quale misura la libert\u00e0 di coscienza qualifica l&#8217;umano in modo originario? Ovviamente la difficolt\u00e0, su questo punto, dipende dal primo impatto che il discorso sulla &#8220;libert\u00e0 di coscienza&#8221; &#8211; come diritto del soggetto &#8211; ha avuto sul corpo ecclesiale cattolico. Per almeno un secolo e mezzo, a partire dalla Rivoluzione francese, il rifiuto della libert\u00e0 di coscienza, come male per eccellenza del mondo moderno, ha caratterizzato larga parte del magistero ottocentesco e tutta la fase dell&#8217;antimodernismo, fino agli anni 50 del 900. La svolta del Vaticano II, che arriva alla fine anche a DH, ha dovuto fare i conti con la resistenza di una lettura negativa della libert\u00e0. Ma se la libert\u00e0 di coscienza viene introdotta nel &#8220;sistema teologico&#8221;, molte proposizioni classiche esigono di essere tradotto in un linguaggio nuovo. A questo compito ci siamo dedicati da 60 anni, ma con alterne vicende.<\/p>\n<ul>\n<li>2. <strong>La trasformazione del soggetto: il teologo e la relazione con la libert\u00e0 della propria e dell&#8217;altrui coscienza<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Non solo la dottrina, ma i soggetti credenti passano attraverso la libert\u00e0 di coscienza come un elemento costitutivo della loro fede. Questo cambia anche il modo con cui quei soggetti credenti che si chiamano teologi e teologhe possono offrire sintesi di sapienza e di luce alla vita di uomini e donne. Una mediazione del sapere teologico che passi per la libert\u00e0 di coscienza del soggetto non \u00e8 pi\u00f9, come dicevano gli antimodernisti, negazione della fede, ma apprendimento sociale, culturale, ecclesiale della fede, con nuove condizioni di argomentazione, di discernimento e di immaginario. Nuove metafore, nuove figure, nuove forme esistenziali diventano rilevanti ed entrano a far parte della grammatica e della sintassi teologica. Un esempio su tutti: parlare dell&#8217;eucaristia soltanto come &#8220;sostanza&#8221; o anzitutto come &#8220;azione rituale&#8221; cambia il linguaggio, cambia l&#8217;esperienza del mistero, cambia la struttura ecclesiale e le forme della devozione.<\/p>\n<ul>\n<li>3. <strong>La sfasatura istituzionali nella dottrina e nel diritto<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Entrambi questi aspetti (oggettivo e soggettivo) dell&#8217;impatto interno di DH sulla vita ecclesiale hanno creato imbarazzo nella recezione che della Dichiarazione si \u00e8 avuta nel postconcilio. Se dal punto di vista esterno (delle relazioni tra culto e istituzioni civili) l&#8217;effetto \u00e8 stato senza dubbio ingente, introducendo anche un nuovo linguaggio e nuove prassi, dal punto di vista interno, per l&#8217;affinarsi della teoria e della prassi intraecclesiale, DH costituisce ancora oggi un elemento di scontro e di contraddizione.<\/p>\n<ul>\n<li>3.1. Iniziamo sul piano oggettivo. Proprio qui vi \u00e8, per la teologia cattolica, una questione fondamentale e di difficile soluzione: la accettazione della \u201clibert\u00e0 di coscienza\u201d come pu\u00f2 essere compatibile con un magistero irreformabile, quando questo magistero incrocia la libert\u00e0 degli uomini e delle donne? Nessun dubbio che il simbolo di fede possa restare un punto di riferimento insuperabile. Ma la sottrazione alla \u201clibert\u00e0\u201d di spazi sempre pi\u00f9 ampi della tradizione \u00e8 il contenuto di una reazione al Vaticano II che si pu\u00f2 definire \u201cdispositivo di blocco\u201d, per non trarre le necessarie conseguenze dottrinali di quella Dichiarazione. In un certo senso essa appare come una \u201cretractatio\u201d di <i>Dignitatis Humanae,<\/i> o meglio degli <i>effetti intraecclesiali di DH.<\/i> Una sorta di restringimento delle conseguenze di DH sul piano meramente politico (il che non \u00e8 affatto da sottovalutare), ma senza alcun impatto con cui la Chiesa pensa se stessa nell\u2019ambito della interferenza tra \u201cstoria della libert\u00e0\u201d e profilo dottrinale. La \u201cdignit\u00e0 infinita\u201d di ogni uomo e ogni donna, acquisita dal documento del 2024 <em>Dignitas infinita<\/em>, resta una sorta di \u201cibrido\u201d: da un lato assume la nuova prospettiva di DH, ma lo fa \u201csenza considerazione delle circostanze\u201d, ossia in modo a-storico e cos\u00ec sospende la possibilit\u00e0 di ri-pensare la tradizione \u201cinterna\u201d alla Chiesa. Ecco alcuni esempi di interferenza tra rivelazione e storia della libert\u00e0 che avrebbero bisogno di nuove mediazioni teologiche e istituzionali:<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"western\" align=\"left\">&#8211; la relazione tra convivenza, legame civile e sacramento del matrimonio appare bloccata sulla logica moderna del decreto <em>Tametsi;<\/em><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">&#8211; la dignit\u00e0 della autorit\u00e0 della donna sembra restare ferma al pregiudizio della riserva maschile e dipendere dalla incapacit\u00e0 di considerare la libert\u00e0\/autorit\u00e0 del Signore in rapporto alla libert\u00e0\/autorit\u00e0 delle donne;<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">&#8211; l\u2019esercizio della sessualit\u00e0 e gli orientamenti sessuali sembrano fermi sull\u2019\u201duso del sesso dell\u2019altro\u201d e sulla lettura riduttiva della omosessualit\u00e0 come &#8220;autocompiacimento&#8221;;<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">&#8211; le forme di esercizio della autorit\u00e0 ecclesiale appaiono fissate sul permenere, sotto traccia, della lettura giurisdizionale del vescovo e sacramentale del prete.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">&#8211; l&#8217; uscita dalla \u201csocietas inaequalis\u201d si presenta come faticosa per la irrilevanza della storia della libert\u00e0 dei non chierici, in vista della acquisizione di un equilibrio istituzionale di ci\u00f2 che viene definita (talora retoricamente) chiesa &#8220;popolo di Dio&#8221;.<\/p>\n<p align=\"left\">Questi sono solo alcuni esempi di un &#8220;blocco&#8221; nel modo di recepire la libert\u00e0 di coscienza come nuovo elemento di elaborazione della tradizione teologica, dottrinale e disciplinare.<\/p>\n<ul>\n<li>3.2. Non diverso \u00e8 il problema sul piano soggettivo, ossia su come il riferimento all&#8217;acquisito valore della &#8220;libert\u00e0 di coscienza&#8221; incide sul modo di fare teologia, da parte dei teologi. Qui addirittura, come \u00e8 stato segnalato opportuno dal grande giurista Beockenfoerde, gi\u00e0 25 anni fa\u00a0 (per una ripresa di quel testo <a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-silenzio-imposto-dal-codice-e-la-teologia-una-questione-non-aggirabile\/\">rimando a questo post<\/a>), vi \u00e8 lo scandalo di una contraddizione aperta proprio a livello normativo. Se si osserva la normativa del codice del 1983, rispetto al codice del 1917, si nota con sconcerto che il can. 752 impone una limitazione della libert\u00e0 di ricerca del teologo, che \u00e8 cresciuta, anzich\u00e9 diminuita. E\u2019 stato Boekenfoerde ad aprire una discussione estremamente schietta e piena di parresia sulla compatibilit\u00e0 di questo canone con la funzione di \u201clibert\u00e0 critica\u201d che il teologo esercita all\u2019interno del magistero ecclesiale. Se infatti si estende la obbedienza dovuta a tutto intero il magistero (irreformabile e reformabile), allora ci si chiede come sarebbe stato possibile, con queste regole del 1983, uscire dalle posizioni del magistero \u201cautentico\u201d, ma \u201criformabile\u201d dei papi ottocenteschi rispetto al tema della \u201clibert\u00e0 di coscienza\u201d. Il codice del 1983, in un certo modo, renderebbe oggi impossibile ci\u00f2 che si \u00e8 fatto tra 1962 e 1965! Quindi, nonostante DH, la domanda istituzionale di &#8220;silenzio&#8221;, di autocensura, \u00e8 aumentata anzich\u00e9 limitarsi, estendendo questo obbligo non solo rispetto al magistero infallibile, ma a tutto il magistero ordinario. E&#8217; evidente che senza spazi di confronto effettivo e aperto resta difficile la elaborazione di una dottrina aggiornata alla nuova condizione sancita da DH. Se, ad es., si nega dottrinalmente alla donna la libert\u00e0 di esercitare la autorit\u00e0 ecclesiale, e si usa il linguaggio del &#8220;sacramento&#8221; o delle &#8220;nozze&#8221; o dell'&#8221;ordine della salvezza&#8221; come se sospendesse la libert\u00e0 dei soggetti e imponesse loro una identit\u00e0 predeterminata, si annuncia il vangelo in un mondo diverso da quello capace di riconoscere i &#8220;segni dei tempi&#8221; e di onorare la &#8220;libert\u00e0 di coscienza&#8221;. Si parla di donne che non ci sono pi\u00f9 (e che forse non ci sono mai state) e non si parla alle donne che si hanno di fronte.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se si unisce l&#8217;aspetto oggettivo (irrigidimento dottrinale rispetto al fenomeno della libert\u00e0) con l&#8217;aspetto soggettivo (minore spazio alla libert\u00e0 di coscienza di teologi e teologhe) \u00e8 evidente che DH non \u00e8 ancora entrata nella fisiologia ecclesiale e pu\u00f2 essere letta addirittura come una pericolosa patologia. La difficolt\u00e0 del confronto e la pretesa di non doversi rapportare con la cultura contemporanea rende ancora grande e significativo il cammino di recezione della &#8220;societ\u00e0 della dignit\u00e0&#8221; rispetto alla &#8220;societ\u00e0 dell&#8217;onore&#8221;. In questo cammino una teologia avvertita e consapevole dei &#8220;segni dei tempi&#8221; e della &#8220;dignit\u00e0 umana&#8221; diventa un elemento vitale per la recezione della parola conciliare. Proprio l&#8217;incipit di quel documento costituisce non solo un programma politico e diplomatico, ma anzitutto un programma teologico e istituzionale ancora aperto nel futuro della Chiesa cattolica:<\/p>\n<p>\u00abNell&#8217;et\u00e0 contemporanea gli esseri umani divengono sempre pi\u00f9 consapevoli della propria dignit\u00e0 di persone e cresce il numero di coloro che esigono di agire di loro iniziativa, esercitando la propria responsabile libert\u00e0, mossi dalla coscienza del dovere e non pressati da misure coercitive\u00bb (DH 1)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dignitatis Humanae e la libert\u00e0 di coscienza: conseguenze dottrinali, teologiche e istituzionali del Vaticano II &nbsp; Nell&#8217;et\u00e0 contemporanea gli esseri umani divengono sempre pi\u00f9 consapevoli della propria dignit\u00e0 di persone e cresce il numero di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20101"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20101"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20101\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20111,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20101\/revisions\/20111"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20101"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20101"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20101"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}