{"id":20055,"date":"2025-12-05T10:17:03","date_gmt":"2025-12-05T09:17:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20055"},"modified":"2025-12-05T10:17:03","modified_gmt":"2025-12-05T09:17:03","slug":"mascolinita-e-significato-nuziale-della-salvezza-le-tappe-magisteriali-di-una-intemperanza-paramagisteriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/mascolinita-e-significato-nuziale-della-salvezza-le-tappe-magisteriali-di-una-intemperanza-paramagisteriale\/","title":{"rendered":"Mascolinit\u00e0 e \u00absignificato nuziale della salvezza\u00bb.  Le tappe magisteriali di una intemperanza paramagisteriale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-11394\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne1-300x177.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"177\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne1-300x177.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne1.jpg 440w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Credo possa essere utile, per i lettori di questo blog, cercare di raccapezzarsi su ci\u00f2 che hanno letto nella lettera pubblicata ieri, con cui il Presidente della Commissione sul Diaconato e le donne ha fatto al papa il resoconto dei lavori degli ultimi anni. Nel testo si leggono diverse proposizioni messe ai voti, spesso di carattere meramente interlocutorio e fuorviante, ma su una proposizione, che arriva alla fine del percorso, e su cui la Commissione si spacca diametralmente, si trova la formulazione sistematica pi\u00f9 impressionante. Ecco il testo:<\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Segoe UI Historic, Segoe UI, Helvetica, Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00abLa mascolinit\u00e0 di Cristo, e quindi la mascolinit\u00e0 di coloro che ricevono l\u2019Ordine, non \u00e8 accidentale, ma \u00e8 parte integrante dell\u2019identit\u00e0 sacramentale, preservando l&#8217;ordine divino della salvezza in Cristo. Alterare questa realt\u00e0 non sarebbe un semplice aggiustamento del ministero ma una rottura del significato nuziale della salvezza\u00bb.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Dopo la parola profetica di Giovanni XXIII, scritta nella sua ultima enciclica <i>Pacem in terris<\/i>, mai, dico mai, si era letta una espressione cos\u00ec forte, drastica e definita (anche se non definitiva), come interpretazione teologica della \u201criserva maschile\u201d. Ovviamente si deve considerare che il documento pubblicato, in quanto lettera indirizzata a papa Leone XIV, non ha di per s\u00e9 alcun valore magisteriale. Sarebbe molto rischioso attribuire alla lettera di un cardinale al Papa il valore di un atto di magistero papale. Tuttavia il fatto che questa proposizione sia stata messa ai voti e abbia lacerato la Commissione la rende comunque significativa. Anzi, pu\u00f2 essere molto interessante cercare nella formulazione messa ai voti le interne articolazioni e le radici nel magistero recente. Tanto pi\u00f9 che appaiono letture del testo, come quella offerta da Giuseppe Lorizio, oggi, su Settimananews ( <a href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/sacramenti\/diaconato-femminile-questione-di-genere\/\">qui<\/a>) che oscillano paurosamente tra scandalo e applauso. Mi pare che in questo esitare e contercersi della argomentazione, si riveli una lettura inadeguata e forzata di ci\u00f2 che chiamamo &#8220;sacramentale&#8221; della rivelazione e della ordinazione. Fare diventare &#8220;sacramentale&#8221; il sesso maschile e derivarare dalla &#8220;nuzialit\u00e0&#8221; la esclusione del sesso femminile dalla ordinazione \u00e8 una forzatura imperdonabile, su cui occorre essere chiari e lineari. Per questo offro questa mia ricostruzione del fraintendimento che appare nel testo &#8220;paramagisteriale&#8221;, che non \u00e8 affatto un &#8220;punto di non ritorno&#8221;, ma l&#8217;ultimo anello di una catena problematica fin dall&#8217;inizio.<\/p>\n<p>1.<b> La formulazione in s\u00e9<\/b><\/p>\n<p>La prima frase si sofferma sul \u201csesso maschile\u201d definendolo \u201cnon accidentale\u201d n\u00e9 in Cristo n\u00e9 nel ministro. Il \u201cquindi\u201d crea una correlazione che si vorrebbe \u201clogica\u201d e che ha, come vedremo, le sue radici recenti. Dire \u201cnon accidentale\u201d significa sostenere che il sesso maschile \u00e8 \u201csostanziale\u201d, fa parte della sostanza del sacramento dell\u2019ordine. Ma su questo la tradizione non \u00e8 affatto univoca. Addirittura \u00e8 la \u201cidentit\u00e0 sacramentale\u201d che sarebbe messa in questione, con la conseguenza, detta qui nella maniera pi\u00f9 forte che mai sia stata espressa, in qualsiasi testo del magistero di sempre, di insinuare che altrimenti non sarebbe preservato \u201cl\u2019ordine divino della salvezza in Cristo\u201d. Il ragionamento, detto in modo veloce, pretende di mettere in sequenza queste affermazioni:<\/p>\n<p>&#8211; se la salvezza \u00e8 mediata da Cristo<\/p>\n<p>&#8211; se la mediazione accade mediante i ministri di Cristo<\/p>\n<p>&#8211; se Cristo e i ministri sono tutti maschi<\/p>\n<p>&#8211; ma si altera il sesso di un solo anello della catena<\/p>\n<p>&#8211; allora la salvezza non arriva pi\u00f9 ai destinatari.<\/p>\n<p>&#8211; ergo la mascolinit\u00e0 del ministro \u00e8 essenziale per evitare l\u2019inferno<\/p>\n<p>In effetti, nella seconda parte della proposizione si trae la conseguenza che una \u201calterazione\u201d (ossia inserire nella catena un ministro di \u201csesso femminile\u201d) non sarebbe una azione di aggiornamento del ministero, ma una \u201crottura del significato nuziale della salvezza\u201d. Che cosa significhi questa espressione tanto roboante quanto vuota, oltre alla minaccia che esercita, non \u00e8 dato sapere.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 interessante vedere come questi diversi punti del ragionamento, che \u00e8 distorto e fuorviante, trovino la loro origine in una serie di affermazioni-chiave che il magistero ha fatto negli ultimi 50 anni, dagli anni 70 in poi. Una catena con diversi anelli.<\/p>\n<p><b>2. <i>Primo anello della catena: Inter insigniores <\/i><i>(1976)<\/i><\/b><\/p>\n<p>Nel testo del 1976, <i>Inter insigniores<\/i>, troviamo l\u2019inizio di questo registro di riflessione sacramentale sulla mascolinit\u00e0. Ed \u00e8 assai significativo che questo \u201cgigante\u201d, questa determinazione maschile della mediazione della salvezza, poggi in quel testo su piedi di argilla. Senza ripetere qui ci\u00f2 che ho gi\u00e0 scritto altrove (<a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/ministro-donna-schiavo-la-visione-tomista-e-la-impasse-di-inter-insigniores\/\">qui<\/a>) si deve riconoscere che il testo da cui si pretende di trarre la rilevanza sacramentale del sesso maschile del ministro discende da una interpretazione sbagliata e forzata di un testo di S. Tommaso d\u2019Aquino. Quando Tommaso dice che occorre una certa \u201csomiglianza\u201d tra Cristo e il suo ministro non sta parlando delle donne, ma degli schiavi. Per essere ministri del Signore, bisogna avere in comune con lui la libert\u00e0. Per questo lo schiavo non pu\u00f2 essere ordinato, perch\u00e9 non \u00e8 libero. Ed \u00e8 qui che Tommaso estende alle donne questo divieto. Ma non in ragione del sesso, ma in ragione della schiavit\u00f9. Per Tommaso il sesso femminile non \u00e8 compatibile con la ordinazione perch\u00e9 \u00e8 segno di schiavit\u00f9, diremmo di schiavit\u00f9 naturale. Se si attribuisce a Tommaso la rilevanza di una somiglianza \u201csessuale\u201d, si commette un errore ermeneutico gravissimo, di cui ci si rende responsabili, nel 1976 come, a diverso livello, nel 2025.<\/p>\n<p><b>3. <i>Secondo anello della catena: Mulieris dignitatem <\/i><i>(1988)<\/i><\/b><\/p>\n<p>Nel secondo testo, che \u00e8 di 12 anni dopo, del 1988, troviamo invece una dimensione velata, ma insidiosa, di conferma dell\u2019assunto distorto di <em>Inter Insigniores<\/em> addirittura con una esegesi molto creativa, per non dire mistificante, del racconto dell\u2019ultima cena. Per il testo di Giovanni Paolo II, \u00e8 la istituzione della eucaristia l\u2019argomento centrale che collega sesso maschile degli apostoli e salvezza in Cristo. Debbo citare il testo perch\u00e9 lo si possa intendere come una premessa della proposizione messa in votazione:<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">Se Cristo, istituendo l&#8217;Eucaristia, l&#8217;ha collegata in modo cos\u00ec esplicito al servizio sacerdotale degli apostoli, \u00e8 lecito pensare che in tal modo egli voleva esprimere la relazione tra uomo e donna, tra ci\u00f2 che \u00e8 \u00abfemminile\u00bb e ci\u00f2 che \u00e8 \u00abmaschile\u00bb, voluta da Dio sia nel mistero della creazione che in quello della redenzione. Prima di tutto\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>nell&#8217;Eucaristia<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">\u00a0si esprime in modo sacramentale\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>l&#8217;atto redentore di Cristo Sposo nei riguardi della Chiesa Sposa.\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">Ci\u00f2 diventa trasparente ed univoco, quando il servizio sacramentale dell&#8217;Eucaristia, in cui il sacerdote agisce \u00ab<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>in persona Christi\u00bb,\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">viene compiuto dall&#8217;uomo. E&#8217; una spiegazione che conferma l&#8217;insegnamento della Dichiarazione\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Inter insigniores,\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">pubblicata per incarico di Paolo VI per rispondere all&#8217;interrogativo circa la questione dell&#8217;ammissione delle donne al sacerdozio ministeriale\u201d (MD 26)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Gli assunti della tradizione, e le prospettive nuove, vengono mescolati in modo tale da avvalorare i vecchi pregiudizi con argomentazioni inedite, che nessuno aveva mai utilizzato prima, e che risultano non solo poco convincenti, ma decisamente arbitrarie. In quale misura, ad esempio, la \u201criserva maschile\u201d, dedotta dalla chiamata dei dodici soltanto maschi, riguarda anche la istituzione della eucaristia? Forse che la eucaristia \u00e8 collegata a qualche riserva? Il fatto che nella istituzione della eucaristia da parte di Ges\u00f9 sia \u201clecito pensare che in tal modo egli voleva esprimere la relazione tra uomo e donna, tra ci\u00f2 che \u00e8 femminile e ci\u00f2 che \u00e8 maschile\u201d sembra alquanto difficile da dimostrare sia riguardo ai testi, sia in rapporto ai significati. Il fatto che la redenzione di Cristo Sposo accada nei confronti della Chiesa Sposa, e di ci\u00f2 non c\u2019\u00e8 ragione di dubitare, in che modo pu\u00f2 essere ritenuta la base fattuale per dedurre, del tutto arbitrariamente, che il Cristo sposo stia per il \u201cmaschile\u201d e che la Chiesa Sposa stia per il \u201cfemminile\u201d? Da dove scaturisce questo passaggio dall\u2019analogico all\u2019anatomico? Forse il \u201cgenere grammaticale\u201d delle parole pu\u00f2 imporre soluzioni evidenti, o addirittura indiscutibili, sul piano teologico, sacramentale, giuridico e sessuale? In realt\u00e0, proprio la approssimazione della argomentazione, con tutta la sua evidente debolezza, porta a considerare in modo diverso la conclusione asserita alla fine del numero. La pretesa che questa \u201cspiegazione\u201d (che non spiega per nulla il testo) possa confermare l\u2019insegnamento proposto da <i>Inter Insigniores<\/i> si dimostra fragilissima. La vaga inconcludenza di questo preteso chiarimento, prodotta dal sovrapporsi di argomentazioni diverse ed eterogenee, mostra piuttosto la debolezza degli argomenti originariamente elaborati nel testo di <i>Inter Insigniores<\/i>.<\/p>\n<p><b>4. <i>Terzo anello della catena: Ordinatio sacerdotalis <\/i><i>(1994)<\/i><\/b><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">Ancor pi\u00f9 che nei due documenti precedenti, la soluzione offerta da <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>Ordinatio Sacerdotalis<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"> rinuncia del tutto alla prospettiva di <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><i>Pacem in terris<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"> e si concentra su una duplice operazione, <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">meno esplicita, ma con maggiore pretesa di autorevolezza:<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">&#8211; da un lato pretende semplicemente di riconoscere una \u201cdottrina definitiva\u201d come fondata storicamente, nella prassi uniforme della vita della Chiesa lungo i secoli. Questa testimonianza di vita ecclesiale, attestante la \u201criserva maschile\u201d sulla ordinazione sacerdotale, sarebbe un vincolo, al quale la Chiesa non avrebbe la facolt\u00e0 di derogare;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">&#8211; dall\u2019altro, con una dichiarazione esplicita di questa dottrina definitiva, vissuta nella storia ma mai stabilita formalmente, l\u2019autorit\u00e0 di papa Giovanni Paolo II riconosceva la riserva maschile, della quale si dice che \u201cattiene alla divina costituzione della Chiesa\u201d, mediante una sentenza che deve essere tenuta come definitiva da parte di tutti i fedeli.<\/span><\/p>\n<p><i><b>5. Conclusioni: una intemperanza para-magisteriale<\/b><\/i><\/p>\n<p>Nessuno dei testi che abbiamo richiamato arriva a dire solo met\u00e0 delle cose che sono state messe in votazione per un discernimento sul diaconato aperto alle donne. Questo sembra il lato pi\u00f9 sorprendente: che bisogno c\u2019era di impegnarsi in una teoria estremista e unilaterale sul maschile, se non perch\u00e9 la paura fa perdere il controllo e induce a mettere in votazione un testo che, proprio per la sua unilaterale e squilibrata impostazione, spacca a met\u00e0 una Commissione tutt\u2019altro che aperta? Questo \u00e8 un indice significativo: il recupero, peggiorativo, di una serie di forzature della tradizione recente, portato a livello di votazione di un gruppo di 10 teologi, che su questo si dividono esattamente a met\u00e0, \u00e8 un bel segno dei tempi. Di una teologia troppo piccola e di una arroganza troppo grande.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Credo possa essere utile, per i lettori di questo blog, cercare di raccapezzarsi su ci\u00f2 che hanno letto nella lettera pubblicata ieri, con cui il Presidente della Commissione sul Diaconato e le donne ha fatto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20055"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20055"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20055\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20057,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20055\/revisions\/20057"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20055"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20055"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20055"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}