{"id":20039,"date":"2025-11-26T21:30:03","date_gmt":"2025-11-26T20:30:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20039"},"modified":"2025-11-26T21:31:26","modified_gmt":"2025-11-26T20:31:26","slug":"monogamia-moderna-e-monogamia-premoderna-alcune-differenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/monogamia-moderna-e-monogamia-premoderna-alcune-differenze\/","title":{"rendered":"Monogamia moderna e monogamia premoderna: alcune differenze"},"content":{"rendered":"<p><em>Riprendo sul mio blog un articolo del 2023, uscito sulla rivista &#8220;Endoxa&#8221;, sul tema della monogamia. Il testo originale si pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/endoxai.net\/2023\/11\/26\/monogamia-moderna-e-monogamia-premoderna-alcune-differenze-istruttive-tra-societa-dellonore-e-societa-della-dignita\/\">qui<\/a>.\u00a0 \u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2025-11-26-211907.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20040\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2025-11-26-211907-300x139.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"139\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2025-11-26-211907-300x139.png 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2025-11-26-211907-1024x474.png 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2025-11-26-211907-768x355.png 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2025-11-26-211907-1536x710.png 1536w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2025-11-26-211907.png 1840w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<h3>Monogamia moderna e monogamia premoderna: alcune differenze<\/h3>\n<p><em>\u00abpluralitas uxorum quodammodo est contra legem naturae, et quodammodo non\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Tommaso d\u2019Aquino,\u00a0<em>Super Sententias,\u00a0\u00a0<\/em>IV, 33, 1,1 corpus<\/p>\n<p>La dottrina cattolica intorno alla \u201cmonogamia\u201d, come caratteristica del matrimonio sacramentale, ha una lunga storia e conosce, all\u2019interno della tradizione, articolazioni molto differenziate. La consapevolezza che la storia della salvezza, attestata dalla Scrittura, conosce unioni matrimoniali \u201cnon monogamiche\u201d ha reso prudenti i giudizi degli antichi come dei medievali e dei moderni. Solo i contemporanei sembrano risolvere drasticamente la questione. Una traccia di questo \u201cmassimalismo tardo-moderno\u201d si trova nel testo del CCC, che fa una operazione di \u201cindistinzione\u201d e di fatto assimila, in modo indifferenziato, al n. 2400, le 4 offese alla dignit\u00e0 del matrimonio:<\/p>\n<p>\u00abL\u2019adulterio e il divorzio, la poligamia e la libera unione costituiscono gravi offese alla dignit\u00e0 del matrimonio\u00bb<\/p>\n<p>L\u2019argomentazione che viene allegata \u00e8 assai recente e assume una \u201cevidenza moderna\u201d come fondamento: del tutto illuminante \u00e8 il fatto che l\u2019argomentazione utilizzata risalga al Concilio Vaticano II (1965) e a\u00a0<em>Familiaris consortio<\/em>\u00a0(1981):<\/p>\n<p>\u00ab\u201cL\u2019unit\u00e0 del matrimonio confermata dal Signore appare in maniera lampante anche dalla uguale dignit\u00e0 personale sia dell\u2019uomo che della donna, che deve essere riconosciuta nel mutuo e pieno amore\u201d [Conc. Ecum. Vat. II,\u00a0<em>Gaudium et spes<\/em>, 49]. La poligamia \u00e8 contraria a questa pari dignit\u00e0 e all\u2019amore coniugale che \u00e8 unico ed esclusivo [Cf Giovanni Paolo II, Esort. ap.\u00a0<em>Familiaris consortio<\/em>, 19]\u00bb (CCC 1645)<\/p>\n<p>Questa forma della argomentazione rivela per\u00f2 una tensione tra categorie, che la sintesi magisteriale non pu\u00f2 totalmente superare: la \u201crottura della unit\u00e0\u201d, che viene chiamata adulterio, divorzio, poligamia o libera unione, corrisponde a diverse prospettive di lettura del rapporto tra soggetto e istituzione, che la storia ha conosciuto e di cui la tradizione ecclesiale deve tener conto. Una spia di questa differenza appare, sempre nel CCC,\u00a0 al n. 2387, dove \u00e8 evidente come la poligamia sia una \u201cistituzione\u201d che crea pur sempre diritti e doveri:<\/p>\n<p>\u00abSi comprende il dramma di chi, desideroso di convertirsi al Vangelo, si vede obbligato a ripudiare una o pi\u00f9 donne con cui ha condiviso anni di vita coniugale. Tuttavia la poligamia \u00e8 in contrasto con la legge morale. Contraddice radicalmente la comunione coniugale; essa \u201cinfatti, nega in modo diretto il disegno di Dio quale ci viene rivelato alle origini, perch\u00e9 \u00e8 contraria alla pari dignit\u00e0 personale dell\u2019uomo e della donna, che nel matrimonio si donano con un amore totale e perci\u00f2 stesso unico ed esclusivo\u201d [Giovanni Paolo II, Esort. ap.\u00a0<em>Familiaris consortio<\/em>, 19; cf Conc. Ecum. Vat. II,\u00a0<em>Gaudium et spes<\/em>, 47]. Il cristiano che prima era poligamo, per giustizia, ha il grave dovere di rispettare gli obblighi contratti nei confronti di quelle donne che erano sue mogli e dei suoi figli.\u00bb (CCC 2387).<\/p>\n<p>Anche in questo caso, la evidenza \u201crivelata\u201d appare giustificata sulla base di \u201cprincipi di ragione comune\u201d, che non possono aggirare la forza di vincoli: per quanto giudicati in contrasto con la pari dignit\u00e0 dei soggetti implicati, non cessano di produrre effetti, al fine di evitare che il \u201csummum ius\u201d determini, per i soggetti implicati, una \u201csumma iniuria\u201d, quando il meglio dovuto si rivela nemico del bene possibile.<\/p>\n<p>Proprio questa tensione, che deriva dalla articolazione interna ad un ragionamento che unisce \u201ctradizione di autorit\u00e0\u201d e \u201cnuove evidenze tardo-moderne\u201d (diremmo, in altre parole, il discorso obbediente al comandamento di Dio e il discorso imposto dalla nuova evidenza dei diritti dell\u2019uomo e della donna) deve spingere a guardare alla forma con cui il tema della \u201cmonogamia\u201d veniva impostato \u201cprima della modernit\u00e0\u201d, di cui saggiamo alcuni esempi.<\/p>\n<p><em>1. La monogamia in Tommaso d\u2019Aquino<\/em><\/p>\n<p>Di notevole interesse \u00e8 esaminare come Tommaso elabori la posizione del sapere teologico a riguardo della monogamia. Le argomentazioni fondamentali di Tommaso, che traiamo sia dal testo dello\u00a0<em>Scriptum super Sententias<\/em>\u00a0sia dalla\u00a0<em>Summa contra Gentiles,<\/em>\u00a0ci offrono diversi modi di considerare il fenomeno della poligamia. Esaminiamo le argomentazioni della questione nelle due opere.<\/p>\n<p>1.1.\u00a0<em>La poligamia e la legge naturale<\/em><\/p>\n<p>Forse potr\u00e0 sorprendere leggere nella sintesi che Tommaso propone sul tema della monogamia, una singolare tensione tra la evocazione del testo biblico di Gn 2, la corrispondenza ad esso della lettura cristologica del matrimonio, come compimento sacramentale, e una sorta di graduazione interna, costruita a partire dai \u201cbeni\u201d del matrimonio. Leggiamo infatti nella Distinzione 33 del IV libro dello\u00a0<em>Scriptum<\/em>\u00a0questa sintesi:<\/p>\n<p>\u00abIl matrimonio, dunque, ha per fine principale la procreazione e l\u2019educazione della prole, fine che compete all\u2019uomo in forza della natura del suo genere; cosicch\u00e9, per usare l\u2019espressione aristotelica, \u201cesso \u00e8 comune anche agli altri animali\u201d. E da questo lato al matrimonio corrisponde il bene della\u00a0<em>prole<\/em>. Ma come fine secondario il Filosofo stesso dichiara che per gli uomini il matrimonio offre lo scambio dei servizi necessari alla vita. E da quest\u2019altro lato i coniugi si devono reciprocamente la\u00a0<em>fede<\/em>, o\u00a0<em>fedelt\u00e0<\/em>, che \u00e8 uno dei beni del matrimonio. Inoltre nel caso dei credenti si deve raggiungere un altro fine, cio\u00e8 si deve esprimere simbolicamente l\u2019unione di Cristo con la Chiesa. E allora tra i beni del matrimonio abbiamo il\u00a0<em>sacramento<\/em>. Perci\u00f2 al primo di questi fini del matrimonio l\u2019uomo \u00e8 ordinato in quanto animale; al secondo in quanto uomo; al terzo in quanto cristiano.<br \/>\nOra, la poligamia non esclude e neppure impedisce in qualche modo il primo di codesti fini: bastando un uomo solo a fecondare pi\u00f9 mogli, e a educare i figli nati da esse. \u2014 Il secondo invece, anche se non l\u2019esclude l\u2019impedisce gravemente: poich\u00e9 non pu\u00f2 esser facile la pace in una famiglia, dove molte mogli sono unite a un solo marito, non potendo uno solo soddisfare pi\u00f9 mogli secondo i loro desideri; e anche perch\u00e9 la concorrenza di pi\u00f9 persone in un dato ufficio causa litigi, come \u201clitigano tra di loro i vasai\u201d, cos\u00ec litigano le varie mogli di un unico marito. \u2014 Il terzo fine poi \u00e8 escluso del tutto dalla poligamia: perch\u00e9 come unico \u00e8 Cristo, cos\u00ec \u00e8 unica la Chiesa. Da ci\u00f2 si conclude che la poligamia sotto certi aspetti \u00e8 contro la legge naturale; mentre non lo \u00e8 sotto altri aspetti.\u00bb (<em>Super Sent.<\/em>, lib. 4 d. 33 q. 1 a. 1 co.)<\/p>\n<p>Ovviamente qui si parla in una prospettiva che correla strettamente tre livelli di esperienza della medesima realt\u00e0: come dice lo stesso Tommaso, la correlazione viene fatta all\u2019interno di una comprensione statica e naturalistica della differenza tra maschio e femmina. In questi limiti, tuttavia, la possibile giustificazione della poligamia trova la sua argomentazione su un piano \u201cnaturale\u201d e insieme \u201cistituzionale\u201d: il bene dell\u2019animale e il bene della specie sono qui del tutto centrali. Rispetto a questa modalit\u00e0 di riflessione \u00e8 evidente che il percorso di \u201cpersonalizzazione\u201d dei soggetti, unito alla unificazione ecclesiale delle competenze sul sacramento, determina un profondo cambiamento di prospettiva. La unificazione dei \u201cbeni\u201d in prospettiva cristologica da un lato promuove la \u201cdignit\u00e0 di ogni soggetto\u201d, ma dall\u2019altro impedisce la distinzione tra diversi livelli della realt\u00e0 matrimoniale, sintetizzando l\u2019intera esperienza matrimoniale sul livello pi\u00f9 alto, e dando cos\u00ec un contributo non piccolo ad una sorta di tendenza al \u201cmassimalismo nuziale\u201d.<\/p>\n<p>1.2.\u00a0<em>La poligamia e animalit\u00e0 dell\u2019uomo<\/em><\/p>\n<p>Pi\u00f9 radicale e ancora pi\u00f9 sorprendente \u00e8 il taglio dell\u2019esame che Tommaso conduce sullo stesso tema nella\u00a0<em>Summa contra Gentiles<\/em>. E\u2019 la stessa impostazione dell\u2019opera che guida l\u2019autore ad una presentazione del matrimonio quasi totalmente sul piano della \u201cevidenza razionale\u201d, riservando alla rivelazione soltanto una piccola parte del suo discorso. Grazie a questo metodo apologetico (pensato appunto \u201ccontra Gentiles\u201d) l\u2019argomentazione sulla monogamia procede da alcune osservazioni radicalmente antropologiche e addirittura etologiche: il capitolo 124 del III libro della ScG, che si intitola\u00a0<em>Quod matrimonium debeat esse unius ad unam,<\/em>\u00a0inizia dalla costatazione che \u201cpropter cibum et propter coitum animalia pugnant\u201d e da qui emerge la tendenza dell\u2019istinto naturale alla evidenza del matrimonio \u201cuna unius\u201d. In questa argomentazione razionale Tommaso cerca tutti gli argomenti che possano convincere intorno alla monogamia. Gli argomenti sono i seguenti:<\/p>\n<p>(a) La pace sociale, come abbiamo gi\u00e0 visto;<\/p>\n<p>(b) La certezza dei figli (dato il primato del \u201cbonum prolis\u201d);<\/p>\n<p>(c) La cura del maschio verso i figli: una osservazione del mondo animale distingue tra specie animali in cui il maschio si occupa dei figli (come in molti uccelli) e specie in cui il maschio non si cura dei figli (come nei cani e nelle galline). Se la specie umana \u00e8 quella nella quale il maschio ha maggior cura dei figli, allora la monogamia si impone diremmo per analogia naturale;<\/p>\n<p>(d) L\u2019amicizia deve basarsi su una certa eguaglianza: questo non pu\u00f2 darsi in una relazione tra uno e molte. Lo stesso vale per la qualit\u00e0 \u201cliberale\u201d della amicizia, che in caso di \u201cpi\u00f9 mogli\u201d trasforma la liberalit\u00e0 in una forma di relazione\u00a0<em>quodammodo<\/em>\u00a0servile;<\/p>\n<p>(e) L\u2019orientamento ai \u201cbuoni costumi\u201d ostacola la discordia nella famiglia domestica, in cui la presenza di pi\u00f9 donne genera conflitto \u201ccome risulta dall\u2019esperienza\u201d.<\/p>\n<p>(f) Solo alla luce di queste evidenze si legge il testo biblico \u201ce i due saranno una sola carne\u201d (Gn 2,24)<\/p>\n<p>In conclusione, viene confutata la prospettiva della poligamia, insieme alla opinione di Platone, secondo cui le mogli nella\u00a0<em>p\u00f2lis<\/em>\u00a0dovessero essere in comune.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente come la posizione di Tommaso risenta di due fonti diverse: da un lato la considerazione dei diversi livelli della esperienza di relazione tra uomo e donna (sul piano animale per la generazione, sul piano sociale per la amicizia e sul piano ecclesiale come realizzazione della unit\u00e0 tra Cristo e la Chiesa), dall\u2019altro la dimostrazione razionale del primato della monogamia sulla poligamia.<\/p>\n<p><em>2. La monogamia nei \u201cmaestri\u201d di Tommaso (Pietro Lombardo e Agostino)<\/em><\/p>\n<p>Tuttavia Tommaso dipende da una tradizione che trova due passaggi decisivi in Pietro Lombardo, maestro delle sentenze, e nel suo ispiratore antico Agostino. Entrambi consegnano alla tradizione una posizione significativa sul tema, alla quale \u00e8 bene almeno fare un cenno.<\/p>\n<p>2.1 La Distinzione 33 nel IV libro delle\u00a0<em>Sententiae<\/em><\/p>\n<p>L\u2019incipit della Distinzione 33 affronta il tema intitolato\u00a0<em>De diversis coniugii legibus.\u00a0<\/em>\u00a0Da segnalare \u00e8 la stretta correlazione, in questa impostazione originaria della prima scolastica, del tema del coniugium con il tema della castit\u00e0 e della verginit\u00e0. La giustificazione del matrimonio soltanto \u201cin ordine alla generazione\u201d pu\u00f2 giustificare anche la poligamia \u201cper ufficio\u201d. L\u2019orizzonte in cui il tema viene affrontato non utilizza ancora le distinzioni che diventeranno decisive a partire dal XIII secolo. Piuttosto prevale la lezione di Agostino, che non antepone la castit\u00e0 verginale alla continenza coniugale: \u201c\u00e8 meglio la verginit\u00e0 della mente che quella della carne\u201d.<\/p>\n<p>2.2.\u00a0<em>Il citatissimo\u00a0<\/em>De bono coniugali<\/p>\n<p>Proprio il\u00a0<em>De bono coniugali<\/em>\u00a0di Agostino sancisce la prospettiva che ha profondamente ispirato tutta la riflessione medievale e che distingue con accuratezza i diversi gradi del \u201cbene matrimoniale\u201d. Il fatto che il matrimonio sia un \u201cbene\u201d dipende dalla presenza, in esso, del bene dei figli (<em>proles<\/em>), del bene della fedelt\u00e0 (<em>fides<\/em>) e del bene del legame indissolubile (<em>sacramentum<\/em>).\u00a0 La urgenza di confermare che il matrimonio possa essere considerato come un \u201cbene\u201d ha spinto Agostino ad una indagine sui diversi \u201cbeni\u201d e sulla loro differenziata articolazione nella storia della salvezza. I beni del matrimonio trovano nella storia equilibri differenziati: la pretesa di unificarli in prospettiva escatologica non significa negarne il divenire storico e il necessario discernimento temporale e locale. Non sempre e non ovunque la corrispondenza tra i beni \u00e8 la medesima e ci sono anche \u201cnuovi beni\u201d che possono emergere dalla storia e della cultura, come \u201csegni dei tempi\u201d.<\/p>\n<p><em>3. Conclusione e prospettiva sinodale<\/em><\/p>\n<p>Nella Relazione di Sintesi della prima fase del Sinodo sulla sinodalit\u00e0 si legge la proposizione:<\/p>\n<p>\u00abSi incoraggia il SECAM (Simposio delle Conferenze Episcopali dell\u2019Africa e del Madagascar) a promuovere un discernimento teologico e pastorale sul tema della poligamia e sull\u2019accompagnamento delle persone in unioni poligamiche che si avvicinano alla fede.\u00bb (RdS 16, q)<\/p>\n<p>La rilettura storica della tensione tra monogamia e poligamia permette di considerare diversi aspetti della correlazione attuale, uscendo dalle polarizzazioni in cui elaborazione razionale e fedelt\u00e0 alla tradizione si irrigidiscono in forme istituzionali e in pregiudizi argomentativi troppo netti:<\/p>\n<p>(a) il discernimento dei tempi e delle forme<\/p>\n<p>Una dottrina troppo univoca non solo non rispetta la complessit\u00e0 della tradizione, ma neppure le forme complesse di vita dei 5 continenti. L\u2019affermarsi della monogamia passa attraverso argomentazioni e istituzioni differenziate e riguarda la relazione tra \u201conore istituzionale\u201d e \u201cdignit\u00e0 personale\u201d. Semplificare troppo velocemente questo passaggio implica nuove questioni sia personali sia istituzionali.<\/p>\n<p>(b) la alleanza sospetta tra evidenza e tradizione<\/p>\n<p>Nel momento in cui si assume la \u201cdignit\u00e0\u201d dei soggetti, tramonta la \u201csociet\u00e0 dell\u2019onore\u201d. La forma patriarcale della \u201cpoligamia\u201d e la forma liberale della \u201cmonogamia\u201d non sono per\u00f2 assolute. Vi sono forme poligamiche liberali (le libere unioni) e forme monogamiche patriarcali (la soggezione della moglie al marito). Tutelare la \u201cdignit\u00e0 del matrimonio\u201d e tutelare la \u201cdignit\u00e0 dell\u2019uomo e della donna\u201d non sempre disegna percorsi comuni o coerenti.\u00a0\u00a0 La correlazione tra evoluzione nella comprensione della istituzione ed evoluzione nella comprensione dell\u2019uomo e della donna costituisce un banco di prova decisivo per una lettura corretta della dottrina sulla monogamia.<\/p>\n<p>(c) la confusione tra tradizioni, forme storiche, forme istituzionali e vizi<\/p>\n<p>Una soluzione drastica, avversa ad ogni differenziazione, ha la memoria corta e impone una ricomprensione del matrimonio solo come istituzione e fatica ad ospitare logiche complesse e non riducibile ad una legge unica gestita centralmente dalla chiesa. Assai istruttivi sono i diversi modelli di comprensione che vengono applicati alla poligamia: la articolazione tra logica naturale, logica civile e logica ecclesiale (oggi reimpariamo dal medioevo) pu\u00f2 permettere una maggiore elasticit\u00e0 nel concepire il rapporto tra \u201ccostumi\u201d, \u201cistituzioni\u201d, \u201cleggi\u201d e \u201crivelazione\u201d. Un rigido parallelismo concorrenziale tra \u201clegge civile\u201d e \u201clegge canonica\u201d costituisce talvolta un regresso rispetto al potenziale di discernimento ecclesiale che la tradizione potrebbe ancora insegnare.<\/p>\n<p>(d) la dignit\u00e0 dei soggetti e la rilettura della loro natura<\/p>\n<p>Infine, non si pu\u00f2 negare come l\u2019intera questione della \u201cmonogamia\u201d dipenda da come pensiamo il rapporto tra il gamos-matrimonio e l\u2019unicit\u00e0 del soggetto (maschile e femminile) che lo pone in essere. E qui, senza alcun dubbio, il superamento del primato assoluto della generazione e della comprensione della \u201csoggezione\u201d femminile trasformano a fondo la questione, imponendo una grammatica inattesa e una sintassi nuova. Alcune evidenze del passato non sono pi\u00f9 tali, mentre nuove evidenze sono sorte e si impongono, anche restando impensate: una puntuale correlazione tra tempi e spazi permetter\u00e0 alla Chiesa una \u201csapienza coniugale\u201d di cui la cultura comune ha ancora bisogno. Purch\u00e9 la Chiesa non cada nella tentazione di confondere monogamia con monocrazia e\/o con monotonia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riprendo sul mio blog un articolo del 2023, uscito sulla rivista &#8220;Endoxa&#8221;, sul tema della monogamia. 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