{"id":20019,"date":"2025-10-20T12:15:56","date_gmt":"2025-10-20T10:15:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20019"},"modified":"2025-10-20T12:15:56","modified_gmt":"2025-10-20T10:15:56","slug":"cammino-sinodale-italiano-molte-ricchezze-un-bel-tono-piccole-resistenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/cammino-sinodale-italiano-molte-ricchezze-un-bel-tono-piccole-resistenze\/","title":{"rendered":"Cammino sinodale italiano: molte ricchezze, un bel tono, piccole resistenze"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.chiesacattolica.it\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2025\/10\/16\/SLIDE-DOCUMENTO-DI-SINTESI-664x373.jpg\" alt=\"SLIDE DOCUMENTO DI SINTESI\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">Non \u00e8 difficile rallegrarsi per il lavoro compiuto nel recente percorso annuale, che va dal novembre 2024 a questo ottobre 2025. Il serio impegno su tutti i livelli ecclesiali (dal centro alla periferia) ha prodotto un documento che merita una lettura attenta (il testo del Documento di Sintesi si pu\u00f2 trovare a questo link: <a href=\"https:\/\/www.chiesacattolica.it\/cammino-sinodale-online-il-documento-di-sintesi-lievito-di-pace-e-di-speranza\/\">https:\/\/www.chiesacattolica.it\/cammino-sinodale-online-il-documento-di-sintesi-lievito-di-pace-e-di-speranza\/<\/a>) . I tre capitoli di cui \u00e8 composto delineano il quadro di una Chiesa italiana non ripiegata su di s\u00e9 e attenta alle principali sfide del nostro tempo. Una appendice descrive il percorso compiuto, essenzialmente dal 2021 ad oggi, per la elaborazione del cammino sinodale, che trova non solo nel documento, ma in uno stile, il suo punto di arrivo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">Un esame dettagliato di tutto il testo non pu\u00f2 essere qui proposto. Mi limito soltanto ad esaminare pi\u00f9 nel dettaglio l\u2019aspetto liturgico, nell\u2019ambito dei capp I e II, e l\u2019aspetto della \u201cpartecipazione al governo della Chiesa\u201d, nel cap. III. Premetto solo un cenno all\u2019importante tono generale del capitolo I.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">a) <i>Il respiro del tono<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">Fin dalle prime righe del testo, non \u00e8 difficile cogliere il valore del tono generale con cui si parla, dall Introduzione ai paragrafi iniziali del Cap. I. L\u2019attenzione al linguaggio, che \u00e8 anche uno dei temi del testo, \u00e8 impiegata con finezza dal forma linguistica del testo. Il richiamo al confronto con la profezia e con la cultura, alla esigenza del ricorso a nuovi linguaggi, alla ripresa del primato della povert\u00e0, insieme alla preziosa risorsa della immaginazione, costellano il testo di espressioni convincenti, senza nostalgia e con coraggio. Ha fatto bene a tutti il confronto, la discussione, l\u2019ascolto dell\u2019altro, per svecchiare il linguaggio e per rinnovare la speranza. Questo non era affatto scontato. Lo abbiamo visto nel percorso di questo ultimo anno. La disposizione del materiale, che oggi appare convincente, ha trovato, sia all\u2019inizio, sia nel mezzo del suo cammino, due inciampi semplificatori molto rischiosi, che forse facevano parte del \u201crischio insito di ogni sinodo\u201d: ossia ridurre la complessit\u00e0 e chiudersi nelle autoevidenze del passato. La cosa appare molto chiara se si esaminano i due temi che ora mi accingo a presentare. La storia del discorso sulla \u201cliturgia\u201d e sulla \u201cpartecipazione al governo\u201d mostrano bene questi \u201ctornanti\u201d cui si \u00e8 esposto il percorso. Ma per salire di tono, come per salire in quota, qualche tornante non si pu\u00f2 evitare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">b) <i>Una liturgia senza riduzioni<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">Il testo dei \u201cLineamenti\u201d che a novembre 2024 era stato presentato mostrava parecchie lacune (come si pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-liturgia-nel-cammino-sinodale-italiano-alcuni-nodi-da-sciogliere\/\">qui<\/a>), ma il passaggio alle \u201c50 proposizioni\u201d del marzo 2025 non era stato affatto un gran progresso (come si pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-liturgia-ridotta-le-proposizioni-sinodali-italiane-come-occasione-perduta\/\">qui<\/a>). Forse proprio la constatazione di questa difficolt\u00e0 nell\u2019esprimere il cuore delle questioni riguardo alla liturgia (come a molti altri temi) ha permesso, nei successivi 6 mesi, di arrivare ad un testo molto pi\u00f9 ricco, articolato e con proposte concrete significative. Sebbene tra novembre 2024 e marzo 2025 vi fosse stata la elaborazione di uno Strumento di lavoro pi\u00f9 ricco, tuttavia il tono del discorso liturgico nelle 50 proposizioni restava privo di riferimento alla Riforma liturgica, orientato in modo troppo clericale e segnato da una lettura irrimediabilmente riduttiva della esperienza rituale. Ma la ricchezza del percorso di tre anni di confronto non era destinata a spegnersi. La forte reazione della assemblea di fine marzo scorso, compresi in essa molti vescovi e presbiteri, ha di fatto mutato le cose. Cos\u00ec ne \u00e8 venuta fuori una elaborazione che trova ora una espressione degna, riflettuta, articolata, della questione liturgica nella chiesa italiana del 2025. I riferimenti fondamentali si trovano nel cap 1 (\u00a7\u00a7. 35-36) e nel cap 2 (\u00a7\u00a7. 46-58). Al centro sta la questione della formazione e della iniziazione, consapevole che il tema del linguaggio non sia solo affidata alla capacit\u00e0 di traduzione, ma sia questione di esperienza e di espressione delle relazioni, con Cristo e con la Chiesa. Questo ha permesso il superamento di una visione formalistica sia della liturgia sia dei sacramenti, che trapelava ancora in modo massiccio dai documenti precedenti. Molto fecondo sembra il fatto che il tema del \u201ccelebrare\u201d sia inserito nel contesto dei nuovi linguaggi (\u00a7.33) e del coraggio di immaginare (\u00a7.34): di qui una lettura della iniziazione al rito come iniziazione al mistero, con una nuova attenzione alla dimensione dei linguaggi, senza nessun cedimento alle sirene del letteralismo nelle traduzioni, con una chiara presa di distanza dai criteri di aggiornamento liturgico utilizzati negli ultimi 25 anni. Ci troviamo, dopo due decenni di lavoro sui testi, a dover riprendere il percorso, con criterio non anzitutto apologetici, ma attenti alle relazione tra Cristo e la sua Chiesa. Tutte le proposte del \u00a7.36 vanno chiaramente in questa direzione. Lo stesso si deve dire del discorso liturgico proposto nell\u2019ambito del cap. II. Anche qui il contesto \u00e8 quello della \u201cformazione alla maturit\u00e0 della fede\u201d (\u00a7.44) e della \u201ccentralit\u00e0 della Parola di Dio\u201d (\u00a7.45), dove emerge la liturgia (dei sacramenti e anzitutto della eucaristia) come alimento per la vita cristiana. Le proposte assumono con consapevolezza il bisogno di formazione di tutti i membri del popolo di Dio e chiedono <i>expressis verbis<\/i> la revisione dei testi liturgici, con una domanda che riguarda la efficacia comunicativa di testi e di simboli (\u00a7\u00a7.46-47). Una attenzione ai passaggi di vita, alla domanda di vita interiore, alle forme della piet\u00e0 popolare, giunge infine al nodo della iniziazione cristiana (\u00a7\u00a7-54-57), come \u201cchiesa che genera\u201d. Su questo piano della \u201cforma catecumenale\u201d e comunicativa viene indicata come la via principe dell\u2019atto di generazione alla fede. La integrazione delle competenze non trascura la forza originaria e finale dell\u2019azione rituale, anche a costo di rivedere pratiche ritenute intoccabili (ad es. la collocazione del sacramento della penitenza nel cammino di iniziazione). Tutto questo richiede l\u2019investimento sulla sperimentazione e sulla immaginazione pastorale, come priorit\u00e0 dell\u2019immediato futuro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">c) <i>Partecipare al governo della Chiesa<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">Il terzo Capitolo si occupa di una preziosa sintesi tra partecipazione e autorit\u00e0 (\u00a7. 64). Questa \u00e8 la sfida da assumere:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: medium\">In questo spirito sinodale e missionario, andr\u00e0 ripensato il servizio di guida delle comunit\u00e0 cristiane, a fronte di forme di esercizio dell\u2019autorit\u00e0 ancora monocratiche e clericali, non adeguate a una fisionomia sinodale e fraterna di Chiesa, favorendo la corresponsabilit\u00e0 di tutti i battezzati, in modo da superare definitivamente la logica ancora perdurante del clericalismo, che peraltro non minaccia solo i ministri ordinati, ma anche i laici<\/span><span style=\"font-size: medium\">\u00bb<\/span><span style=\"font-size: medium\"> (<\/span><span style=\"font-size: medium\">\u00a7. <\/span><span style=\"font-size: medium\">65) <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">I<\/span><span style=\"font-size: medium\">l superamento del potere monocratico <\/span><span style=\"font-size: medium\">e <\/span><span style=\"font-size: medium\">il richiamo <\/span><span style=\"font-size: medium\">alla immaginazione e <\/span><span style=\"font-size: medium\">alla <\/span><span style=\"font-size: medium\">creativit\u00e0 verso nuove forme di esercizio del governo <\/span><span style=\"font-size: medium\">sono chiari<\/span><span style=\"font-size: medium\">. <\/span><span style=\"font-size: medium\">Si raccomanda per questo<\/span><span style=\"font-size: medium\"> la \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium\">viva recezione <\/span><span style=\"font-size: medium\">dei documenti del Vaticano II\u201d (<\/span><span style=\"font-size: medium\">\u00a7.<\/span><span style=\"font-size: medium\">66), <\/span><span style=\"font-size: medium\">che restano com<\/span><span style=\"font-size: medium\">e<\/span><span style=\"font-size: medium\"> un basso continuo del cammino ecclesiale di oggi e di domani, <\/span><span style=\"font-size: medium\">portando anche ad una nuova legislazione canonica. L<\/span><span style=\"font-size: medium\">a storia \u00e8 maestra di vita e aiuta ad avere coraggio. <\/span><span style=\"font-size: medium\">Se si guarda al passato e alle grandi svolte di allora non si avr\u00e0 paura di introdurre cambiamenti, modifiche, precisazioni, aperture: <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00abSono innumerevoli i cambiamenti che hanno segnato le strutture ecclesiali e l\u2019esercizio dei ministeri nel corso della storia della Chiesa: oggi la mutata situazione socioculturale e la maturazione avvenuta sul piano ecclesiologico nella recezione del Concilio Vaticano II, a confronto con la sfida sinodale e missionaria, richiedono creativit\u00e0 e coraggio nell\u2019elaborare nuove vie di partecipazione e cooperazione tra i diversi soggetti ecclesiali\u00bb (\u00a7. 67) <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Cos\u00ec il ripensamento della parrocchia e le forme di \u201ccomunit\u00e0 di comunit\u00e0\u201d sono nuove sfide, legate al mutamento delle forme di vita e all\u2019aumento dei \u201cnon luoghi\u201d, da sostituire con luoghi di relazione e di incontro (cfr. \u00a7.68). Sugli organismi di partecipazione alcune prospettive di impegno sono delineate, senza troppa definizione e mettendo sempre in guardia dalla confusione tra organismi ecclesiali e parlamento (con una certa difficolt\u00e0 ad acquisire le logiche democratiche di prevalenza della maggioranza sulla minoranza, sia pure in forma attenuata, ma con un loro rilievo). La guida episcopale e presbiterale della comunit\u00e0 deve scoprire la integrazione, nella guida, di altri soggetti: diaconi, laici, laiche, religiosi e religiose. Le modalit\u00e0 di questa partecipazione al governo devono essere studiate, in relazione alle nuove forme di vita. Anche sul tema dell\u2019abuso in generale, pur restando un immaginario di \u201caccompagnamento\u201d spesso problematico, la determinazione esplicita all\u2019accertamento della verit\u00e0 costituisce un segno chiaro di collaborazione con ogni istanza familiare o istituzionale. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il superamento degli \u00abstereotipi di genere\u00bb (\u00a771) appare un passaggio notevole, in vista di una effettiva crescita del riconoscimento della autorit\u00e0 di tutti i battezzati. La promozione di un tavolo di studio e di ricerche accademiche pu\u00f2 avere la funzione di \u201csblocco\u201d delle menti e dei cuori, anzitutto sul tema della apertura del diaconato anche alle battezzate donne. Il riferimento al \u00abgenio femminile\u00bb (che non c\u2019era nella versione di settembre) e che compare all\u2019interno delle proposte, per quanto risulti solo incidentale, risuona in una certa tensione con il senso dell\u2019intero \u00a7. 71. Se si vuole superare il pregiudizio di genere, ma si usano espressioni, per quanto autorevoli, di quello stesso pregiudizio, l\u2019intento complessivo risulta meno lucido e meno efficace. Il \u201cgenio femminile\u201d non \u00e8 una terminologia che affermi davvero il superamento del pregiudizio di genere: piuttosto tende a confermarlo, sebbene \u201csub contraria specie\u201d. In ogni idealizzazione resiste sempre anche una cultura dello scarto. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Importante \u00e8, infine, il testo della <i>Appendice.<\/i> Si tratta di una ricostruzione del \u201ccammino sinodale italiano\u201d che apre alla speranza e che ha conosciuto, al suo interno, passaggi non facili, ma affrontati apertamente e senza finzioni. Il testo che ne \u00e8 risultato ha un titolo parabolico, che evoca il \u201clievito di speranza e di pace\u201d. Questa immagine pu\u00f2 bene rappresentare la autocoscienza della Chiesa cattolica italiana nella cultura contemporanea e indirizzarne meglio le priorit\u00e0 e i compiti, al costo di una conversione sinodale che chiede ad ogni battezzato (ordinato o meno) la disponibilit\u00e0 ad interpretare in modo diverso (pi\u00f9 ricco e pi\u00f9 complesso) il proprio ruolo di discepolo\/a di Cristo. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 difficile rallegrarsi per il lavoro compiuto nel recente percorso annuale, che va dal novembre 2024 a questo ottobre 2025. 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