{"id":20009,"date":"2025-10-13T19:52:00","date_gmt":"2025-10-13T17:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=20009"},"modified":"2025-10-13T19:52:52","modified_gmt":"2025-10-13T17:52:52","slug":"il-card-mueller-la-messa-tridentina-quale-pensiero-cattolico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-card-mueller-la-messa-tridentina-quale-pensiero-cattolico\/","title":{"rendered":"Il card. Mueller sulla messa tridentina: quale pensiero cattolico?"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.chiesabellunofeltre.it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2019\/07\/22\/capitolare-modena-800x601.jpg\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\">In una intervista rilasciata a <i>Il Giornale<\/i>, del 6 ottobre, il Card. Mueller ha risposto a due domande intorno alla questione della \u201cmessa tridentina\u201d. Iniziamo con il considerare le sue parole, esattamente come riportate dal quotidiano:<\/span><\/span><\/p>\n<pre>\u00ab<i>Papa Leone XIV ha detto di aver gi\u00e0 ricevuto diverse lettere sul tema della Santa Messa tradizionale. Pensa che sia necessario intervenire su questo tema?<\/i>\r\n\r\nPartiamo dal fatto che ci sono diversi riti, tra questi anche il rito latino, il pi\u00f9 diffuso. I padri del Concilio Vaticano II hanno deciso non di cambiare la Messa, ma solo di cambiare un po\u2019 i riti per facilitare la partecipazione attiva dei fedeli. Ci sono alcuni per\u00f2 che hanno avuto delle riserve sulla forma liturgica, sono rimasti con il rito latino com\u2019era fino al 1962. Alcuni di questi cosiddetti tradizionalisti dicono che solo questa forma \u00e8 valida. Questo non lo possiamo accettare, si deve trovare una soluzione pi\u00f9 pragmatica e di tolleranza. Dobbiamo trovare una soluzione sulla base del pensiero cattolico, che distingue tra la sostanza dei sacramenti e i riti parzialmente mutevoli.\r\n\r\n<em>Cosa pensa a tal proposito?<\/em>\r\n\r\nChe la questione non si possa risolvere con autoritarismo. Serve una mediazione: tutte e due le parti devono muoversi un po\u2019 l\u2019una verso l\u2019altra. Serve una riflessione chiara, teologica e non solo politica.\u00bb\r\n\r\n<a name=\"_r_6_\"><\/a>\r\n\r\n<\/pre>\n<p>Se esaminiamo le due risposte possiamo notare alcuni punti su cui \u00e8 interessante soffermarsi con una breve riflessione. Li presento uno per uno, sottolineando le parole su cui si pu\u00f2 convenire, e quelle che invece restano problematiche.<\/p>\n<p>a) La ricostruzione della questione mi pare abbastanza accurata, per quanto descritta in modo un poco sommario, come forse \u00e8 inevitabile in una breve intervista. E\u2019 vero che ci sono \u201cdiversi riti\u201d e che i Padri conciliari hanno deciso di riformare l\u2019<i>ordo missae<\/i>. Non si tratta di \u201ccambiare messa\u201d, questo non \u00e8 mai stato in discussione; ma neppure si tratta soltanto di \u201ccambiare un po&#8217; i riti\u201d per facilitare la partecipazione attiva. Certamente la partecipazione attiva \u00e8 il vero obiettivo della riforma liturgica, ma non si tratta semplicemente di \u201caggustamenti marginali\u201d, ma di una comprensione pi\u00f9 profonda del fatto che la partecipazione di tutti i fedeli \u00e8 costitutiva dell\u2019atto sacramentale eucaristico. Qui, mi pare, Mueller perde di vista la questione liturgica come questione non semplicemente cerimoniale, ma teologica.<\/p>\n<p>b) Molto importante, mi pare, \u00e8 anche la ricostruzione della posizione che non accetta la riforma liturgica: mi pare una sintesi onesta. Coloro che pretendono di celebrare con il rito preconciliare, perch\u00e9 non accettano la riforma conciliare, non possono pretendere una autorizzazione da Roma. La loro negazione non \u00e8, infatti, semplicemente liturgica, ma ecclesiologica e istituzionale.<\/p>\n<p>c) La via per risolvere la questione, almeno nella prima risposta, viene definita \u00abpi\u00f9 pragmatica e di tolleranza\u00bb. Il giornalista perde qui la occasione per chiedere al cardinale quale sia il \u201csecondo termine di paragone\u201d rispetto al comparativo che egli ha usato: pi\u00f9 pragmatica rispetto a che cosa? Forse rispetto all\u2019assetto guadagnato dalla questione con il MP <i>Traditionis custodes<\/i>, che risulterebbe, in questo caso, poco pragmatico e meno tollerante? La intenzione del cardinale non \u00e8 chiara, almeno stando alle parole scritte come prima risposta. Ma c\u2019\u00e8 una seconda domanda, in cui al cardinale viene chiesto una opinione personale sul tema.<\/p>\n<p>d) Proprio la seconda risposta non getta maggiore luce sul dubbio scaturito dalla prima. Semmai aumenta il livello della perplessit\u00e0. Anzitutto viene dichiarato che la soluzione non pu\u00f2 essere l\u2019autoritarismo. Anche qui si potrebbe immaginare che Mueller consideri \u201cautoritaria\u201d la soluzione proposta da TC, rispetto alla quale chiederebbe una mediazione, un movimento di avvicinamento \u201ctra le parti\u201d, ossia tra chi afferma la riforma liturgica e chi la nega: \u00e8 questo che intende Mueller?<\/p>\n<p>e) Tuttavia, alla fine, la sua dichiarazione si fa ancora pi\u00f9 oscura. Perch\u00e9 il cardinale dice di propendere per una soluzione \u201cchiara, teologica, non politica\u201d. Da un lato auspica una mediazione (che di solito avviene con prudenza politica), ma dall\u2019altro occorre una soluzione teologica e non politica. Qui le cose non tornano. Se aggiungiamo anche la conclusione che Mueller aveva dato alla sua prima risposta, quando aveva richiamato<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<span style=\"color: #080809\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif\"><span style=\"font-size: small\">una soluzione sulla base del pensiero cattolico, che distingue tra la sostanza dei sacramenti e i riti parzialmente mutevoli.\u201d<\/span><\/span><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>restiamo piuttosto confusi. La chiamata in causa del \u201cpensiero cattolico\u201d, qui caratterizzato dalla distinzione tra \u201csostanza dei sacramenti\u201d e \u201criti mutevoli\u201d non mi pare che colga il nocciolo della questione. Questo lo dico proprio a causa del fatto che il Concilio Vaticano II, qualificando la propria riforma della messa, non ha utilizzato questo criterio che distingue la sostanza del sacramento dalle cerimonie rituali che la conterrebbero. Se si utilizzasse questo criterio, suggerito dal cardinale, non si capirebbero pi\u00f9 le parole con cui il Concilio suggerisce esplicitamente, ad es., una maggiore ricchezza biblica come punto essenziale della riforma. Dal punto di vista classico, la ricchezza o povert\u00e0 della parola annunciata non ha alcuna incidenza sul significato teologico della celebrazione. Lo stesso vale per la lingua volgare, per le diverse preghiere eucaristiche, per la forma del rito di comunione o per la presenza o assenza della omelia. Il fatto che tutto questo possa essere giudicato come ininfluente, come rito mutevole, rischia di essere uno stratagemma per svuotare di senso la riforma liturgica. In questo caso il \u201cpensiero cattolico\u201d, se fosse ridotto a questa distinzione, sarebbe solo un \u201cpensiero cattolico vecchio e distorto\u201d.<\/p>\n<p>Viceversa, sarei molto contento se il cardinale riconoscesse che un pensiero chiaro e teologico, non politico, \u00e8 proprio quello che abbiamo letto in TC. La chiarezza teologica di quel testo mi sembra incontestabile: nemmeno Mueller lo contesta. I nemici di quel testo di solito lo presentano come un \u201catto arbitrario\u201d di papa Francesco. Ma questa \u00e8 propaganda senza teologia: qui si fa politica, non si riflette. Per questo non credo che il card. Mueller, quando esclude una soluzione autoritaria, voglia riferirsi a questo.<\/p>\n<p>Forse sarebbe utile riflettere sul fatto, che a molti sembrer\u00e0 paradossale, che era stato proprio il MP <i>Summorum Pontificum<\/i> un atto di arbitraria imposizione del rito tridentino come \u201cforma straordinaria\u201d del rito romano. In questo intervento del 2007 vedo autoritarismo, mentre TC, nel 2021, \u00e8 tornato alla tradizione pi\u00f9 autorevole e ha evitato ogni autoritarismo. Ma forse qui Mueller \u00e8 di parere diverso, anche se non lo spiega teologicamente.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima idea, tra quelle espresse, mi sembra per\u00f2 da conservare. Occorre una mediazione. Su questo tutti coloro che hanno a cuore la pace nella chiesa non possono avere dubbi. Il problema \u00e8 per\u00f2 quale sia l\u2019oggetto di questa mediazione. Se la <i>lex orandi<\/i> \u00e8 solo una, come dice tutta la tradizione, salvo l\u2019arbitraria introduzione di un parallelismo tra il 2007 e il 2021, lo spazio di una vera e utile mediazione sta proprio nel modo con cui il rito frutto della riforma conciliare, unico vigente, prende concreta figura, viene celebrato, assume forma rituale. Su questo la mediazione \u00e8 del tutto necessaria. Se coloro che oggi si stracciano le vesti per ottenere \u201cconcessioni\u201d da papa Leone, lavorassero invece per dare tono spirituale, forma rituale, cura del silenzio, gusto del canto, nell\u2019unico rito comune, farebbero un servizio a tutti e forse anzitutto a se stessi. Lasciarsi unire dall\u2019unica forma rituale comune a tutti i cattolici romani, portando in questa forma ogni sensibilit\u00e0, mi sembrerebbe la cosa pi\u00f9 bella. Persino gli amanti del latino, in questo caso, non dovrebbero inventarsi un\u2019altra chiesa per poter celebrare nella lingua tanto amata. Purch\u00e9 lo facessero sul medesimo <i>ordo<\/i> di chi parla italiano, francese o tedesco. La forma tridentina non ha pi\u00f9 autorit\u00e0 ecclesiale, perch\u00e9, per ordine di un Concilio ecumenico, \u00e8 stata tradotta in nuovo ordo. Questa \u00e8 la soluzione che sta davanti a tutti, in attesa di un atto comune di buona volont\u00e0, sempre da parte di tutti. Questo sarebbe il vero stile cattolico, chiaro e teologico, di cui ci si dovrebbe rallegrare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una intervista rilasciata a Il Giornale, del 6 ottobre, il Card. Mueller ha risposto a due domande intorno alla questione della \u201cmessa tridentina\u201d. 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